Intelligenza artificiale e Europei di calcio 2016 – Kickoff.ai

Oggi iniziano gli Europei di calcio anche per la nostra Nazionale.

Ho trovato un sito interessante che ospita un progetto di intelligenza artificiale applicato ai risultati delle partite del torneo, Kickoff.ai. Realizzato da dei giovani ricercatori informatici del Politecnico di Losanna, il sistema calcola la probabilità che una squadra vinca il match. Lo fa utilizzando dati raccolti in 10 anni, tra cui il tempo che un calciatore ha trascorso sul campo e le vittorie delle squadre in cui ha giocato.

Ovviamente il bello del calcio, e dello sport, è che non tutto è calcolabile e che gli errori o i colpi di fortuna incidono sul risultato. Il sistema poi non calcola i pareggi, che invece sono piuttosto frequenti nel calcio (circa un terzo dei match finisce in parità).

Non resta che divertirsi a seguire i pronostici. Il sitema calcola anche l’incidenza dei singoli calciatori nel risultato della propria squadra. Insomma, visto che non c’è più il polpo Paul, non ci resta che il solito computer. :-)

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Wylab – Incubatore di startup sportive

Da febbraio è attivo Wylab, Sports Tech Business Incubator. Un incubatore di impresa per lo sviluppo di start up attive nel settore dello sport: l’obiettivo è aiutare i giovani con buone idee a realizzarle, diventare “grandi” e camminare da soli.

Antonio Gozzi (attivo nel settore siderurgico ma anche presidente dell’Entella Calcio) si è impegnato finanziariamente per creare Wylab: “Chiavari – dice – è uno dei luoghi più vivibili d’Italia. È bella, è in Riviera, è connessa. Attirerà molte realtà da fuori. Abbiamo costituito un gruppo di imprenditori disposti a rischiare qualcosa per scommettere su giovani promettenti. La struttura c’è, ora dobbiamo farla funzionare“. L’investimento per la struttura è stato di 600 mila euro, i costi di gestione annui sono valutati in 300 mila euro.

Il progetto WyLab nasce dalla fortunata storia che lega il sottoscritto ad alcuni amici e ad Antonio Gozzi, il primo a credere anni fa in Wyscout – racconta Matteo Campodonico, fondatore di WyScoutquesta esperienza, diventata un punto di riferimento per molti ragazzi, ci ha consentito di sviluppare una conoscenza molto estesa delle applicazioni digitali integrate allo sport. Ecco perché abbiamo pensato a un incubatore “sports tech”: fornire un contributo concreto ai giovani che si presenteranno da noi sarà molto più facile”.

Wylab sorge a Chiavari nelle aule ristrutturate dell’ex liceo Delpino. Ha attrezzato 1500 metri quadrati con 150 scrivanie a disposizione per nuove imprese e coworking. Il centro appena inaugurato è aperto 24 ore su 24.

Leggo che i progetti arrivati all’attenzione di Wylab sono stati diversi, anche dall’estero. La prima selezione dei progetti nel settore dello sport è stata fissata per il 18 marzo scorso. I proponenti hanno avuto venti minuti di tempo per convincere un gruppo di imprenditori a investire su di loro. Se la risposta sarà positiva inizierà la “fase due”, per quattro mesi il progetto sarà accompagnato da esperti messi a disposizione dalla struttura, un tutoring necessario per testare la validità dell’idea.

In bocca al lupo a tutti, e il mio personale benvenuto a Wylab!

Mostra “Scienza e Sport” fino al 28 maggio 2017


Ha preso il via da qualche settimana la mostra “Scienza e Sport” presso il Museo di Storia Naturale e archeologica di Montebelluna (TV). Evento che si protrarrà fino al prossimo 28 maggio 2017. Si legge che sono state installate delle postazioni interattive per svolgere semplici esperimenti e giochi, interagire con le collezioni, utilizzare strumenti multimediali, leggere documentazione e vedere video. Insomma, una mostra molto all’avanguardia.
Sono sette le sezioni in cui è suddivisa la mostra:

  1. Fisica e sport
    2. Chimica e sport
    3. Anatomia e fisiologia e sport
    4. Alimentazione e sport
    5. Tecnologia e sport
    6. Psicologia e sport
    7. Alle origini dello sport

Per noi quella più interessante è ovviamente la sezione dedicata alla tecnologia. Nello specifico leggiamo che:

Tecnologia e sport
Le scoperte tecnologiche hanno cambiato totalmente l’aspetto economico, sociale e culturale del nostro pianeta, e in poco più di un secolo le prestazioni atletiche sono migliorate in maniera incredibile: merito delle tecniche di allenamento, ma anche dell’uso dei nuovi materiali. Attraverso oggetti e postazioni multimediali viene analizzato quanto e in quale modo la tecnologia condizioni e controlli lo sport, stimolando la riflessione su aspetti negativi e positivi.

Questo il sito della mostra dove trovare tutte le informazioni.

Se qualcuno volesse andare magari ci si organizza e si va assieme :-)

Biathlon: il poligono è una roulette!

La staffetta di Biathlon è una gara in cui 4 atleti di una stessa nazione effettuano ognuno tre giri di un circuito (circa 7 km), fermandosi a sparare al poligono al termine dei primi due (una volta da terra e una seconda in piedi). Se non si fanno errori si può proseguire normalmente sugli scii, altrimenti si devono fare tanti giri di penalità in un ovale di 150 metri quanti gli errori commessi, perdendo di fatto almeno una ventina di secondi a giro.
Al poligono si devono centrare 5 bersagli, tuttavia nella gara di staffetta si hanno più colpi in quanto è prevista una ricarica, che credo equivalga ad avere 15 spari in tutto.

in rimonta la nostra Karin Oberhofer

Quella di domenica è stata una giornata in cui lo spirito del biathlon è stato particolarmente duro nei confronti della Nazionale Italiana. Ad Anterselva si tenevano le gare di staffetta femminile e maschile, e con l’amico Federico siamo stati a bordo pista a tifare per le nostre due squadre (il racconto del nostro week-end).

Se la staffetta femminile sta facendo grandissime cose quest’anno, tanto da essere in testa alla speciale classifica di Coppa del mondo, domenica nella tappa italiana è venuto a mancare il podio per…meno di un secondo! Dopo le buone prove di Lisa Vittozzi, Karin Oberhofer e Federica Sanfilippo, una fortissima Dorothea Wierer è riuscita a recuperare terreno sulle prime, tuttavia per pochi decimi non è riuscita ad agganciare il terzo posto nel finale. E così le nostre bravissime ragazze sono finite quarte. Peccato.

Ancor più “drammatico” l’epilogo della staffetta maschile. Nella categoria degli uomini non siamo propriamente tra i migliori: nel ranking dovremmo occupare la decima posizione mondiale, più o meno. Talvolta però riusciamo a fare bene, nel recente passato una staffetta siamo riusciti anche a vincerla. Pertanto ritrovarsi a metà gara in prima posizione era qualcosa di clamoroso! Non riuscivamo a crederci! Lukas Hofer passava per primo, davanti ai fortissimi russi, tedeschi e norvegesi.
Sarà stata la tensione di ritrovarsi in testa nella gara di casa, sarà il non essere ancora un biathleta maturo, fatto sta che il nostro terzo frazionista Giuseppe Montello ha commesso 4 errori al poligono, ritrovandosi così a perdere un paio di minuti rispetto ai concorrenti diretti, che non hanno commesso errori al tiro. Le speranze di un inaspettato podio maschile ad Anterselva sono sfumate. Pazienza. Questo è il poligono: una roulette. Bellissimo sport il biathlon, dove fino alla fine tutto è possibile e tutto può ribaltarsi, non facciamo drammi! Montello si rifarà, forza e coraggio.

I due filmati in slow-motion spero siano di tuo gradimento! :-)

 Lukas Hofer transita in testa alla gara!

Il fitness guarda alla tecnologia con i Radar Pace

Si chiamano Radar Pace e sono degli occhiali intelligenti creati dalla collaborazione tra l’azienda italiana Luxottica e la Intel, pensati per il settore sportivo e il fitness in particolare. Infatti portano il marchio Oakley, brand americano di Luxottica dedicato a sport e lifestyle.

Gli occhiali funzionano con i comandi vocali. Durante la presentazione è stato il tre volte campione mondiale di Iron Man Craig Alexander a mostrare a pubblico e media il funzionamento degli occhiali. Ha interrogato il dispositivo con un paio di domande “Qual è il mio programma di allenamento oggi?”, “Qual è il mio passo medio?”. I Radar Pace rispondono attraverso un paio di auricolari. Sono intelligenti in quanto in grado di imparare dalle normali attività di allenamento.
Il design ricorda quello di alcuni occhiali Oakley già presenti sul mercato, pertanto non sono così avveniristici (e poco accattivanti) come i Google Glass, ma quel che è più importante è che si tratta di un prodotto dedicato a chi fa fitness tanto quanto ai runner e ai ciclisti, ovvero a chi fa sport all’esterno.

Per ora non si sa quando il prototipo verrà definitivamente sviluppato per divenire un prodotto commerciabile, si pensa comunque possa essere lanciato nel mercato verso la fine del 2016.

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