Lo sponsor Airoh al Mantova Starcross 2010 e nel web
Pubblicato da Marco Chiesa

Sabato 6 febbraio 2010 sono stato al 27° Airoh Mantova Starcross, prestigioso appuntamento invernale del motocross mondiale. E’ stato il primo evento di motocross al quale abbia finora assistito, sport che guardo spesso su Sportitalia, da appassionato con limitatissime competenze tecniche: sarei in palese difficoltà qualora uno mi chiedesse la differenza tra un motore 2 tempi ed uno 4 tempi.
Ma alla fine quel che conta è assistere alle gare e vedere da vicino gli “impossibili” salti dei vari Cairoli, Philippaerts, Musquin e del belga De Dycker (nell’immagine), il mio preferito per via dell’abilità nelle condizioni di gara più difficili.
Il tutto in compagnia degli amici ed esperti enduristi Francesco (sua la foto che ho “manomesso”) e David, coi quali ho visto gare di motomondiale e F1, e che ogni tanto sfido nelle piste di go-kart. Abbiamo avuto modo di chiacchierare un poco anche con Enrico, amico che si trovava nel paddock per lavoro in qualità di tecnico della GET, azienda vicentina leader nella raccolta ed analisi di dati per il racing.
Peccato essere stato nella città Virgigliana ma non essere riuscito a prendere il caffè con l’amico Riccardo, e parlare delle ultime tendenze in fatto di web marketing, mondo che comprendo decisamente meglio.
La giornata del sabato è riservata alle prove libere ed alle gare di qualificazione. E’ un’occasione unica per poter entrare liberamente nel paddock, evitando la folla e la calca della domenica, e girare fra le aree box delle varie scuderie. Sono venuto così a conoscere la Airoh, azienda bergamasca leader nei caschi da moto offroad e sponsor della manifestazione sportiva. Confesso che non conoscevo il loro marchio.
Curioso, mi sono messo a cercare delle informazioni, e ne ho approfittato per scrivere alcune considerazioni di marketing. Partiamo citando un passaggio raccolto in questa intervista rilasciata al portale Moto.it da Antonio Locatelli, titolare dell’azienda bergamasca:
“Ho sempre pensato alle competizioni come al miglior veicolo promozionale, utile a far conoscere il prodotto nonché per testarne la validità perché penso che se un casco va bene a dei professionisti e a dei campioni vuol dire che è un buon casco. Con ciò non dimentichiamo l’importanza delle riviste e dei siti Internet che sono di certo un veicolo di fondamentale importanza per la visibilità di un marchio“.
Niente da dire sulla presenza alle competizioni: oltre che partner dell’evento, che andrebbe denominato quindi “Airoh Starcross“, il marchio troneggia su di un grande gonfiabile pubblicitario in ingresso paddock, ed il truck che portano agli eventi in loco (nel quale ho intravisto salire ed intrattenersi il campione della MX1 Toni Cairoli) è senza dubbio un ottimo veicolo d’immagine, in tutti i sensi!
Tutto il circuito di gara è tappezzato dai pannelli pubblicitari con il logo dello sponsor, in coabitazione con il marchio di pneumatici Pirelli, anch’esso presente da diversi anni alla manifestazione. Solo due marchi (ed il gonfiabile/traguardo della Red Bull) a fare da cornice al tracciato: evidente segno della crisi economica? Torna attuale quanto abbiamo illustrato qualche tempo fa per la sponsorizzazione del campionato Nascar.
Vediamo ora di esprimere qualche considerazione in merito all’attività internet. Mi imbatto in un sito web nuovissimo, rilasciato da poche settimane, e…ben fatto! la grafica è molto curata. L’interfaccia è ben congeniata, rendendo il sito estremamente facile da navigare, forte di un’ottima usabilità. Poche e chiare le voci di menù, schede prodotto che trovano il loro giusto spazio, nessuna animazione ad appesantire il caricamento delle pagine.
Per la verità non c’è grande possibilità di interazione, manca un’intregrazione con i tanto utilizzati social network. E’ comunque un sito di presentazione aziendale ben congeniato.
L’ottimizzazione del sito per i motori di ricerca è buona: si sarebbe potuto agire per intercettare qualche combinazione di ricerca in più, dedicando ad ogni singola news una pagina univoca ben ottimizzata, per attrarre più visite dalle ricerche. Altri aspetti potrebbero essere stati curati maggiormente, ma nel complesso la visibilità on line è ottima, almeno nei motori di ricerca: primo brand a comparire nelle ricerche per la difficile keyword “casco” e per competitive keyphrases quali “caschi moto” e “caschi motocross“. Nessuna ottimizzazione invece per la lingua inglese: qualcosa ci si lascia scappare in termini di visite dai Paesi stranieri.
Valutiamo la presenza del marchio nei Social Network più utilizzati:
in YouTube non c’è un canale aziendale, tuttavia sono presenti molti filmati degli utenti. Si potrebbe pertanto creare un canale ed aggiungere i filmati alla propria playlist, sfruttando così gli ugc già pronti, i contenuti generati dagli utenti. Il costo è pari a zero, le opportunità di accrescere la propria brand awareness sfruttate meglio.
In Facebook una ricerca eseguita con il marchio dà luogo a parecchi risultati: 24 gruppi ed una Pagina Fan AIROH MX Helmets, che presumiamo essere quella istituzionale: manca però un’effettiva interazione, ci sono solamente gli auguri per le festività di Pasqua e Natale. Per chi volesse approfondire, abbiamo raccontato di un caso di interazione azienda-utenti nei social media. Non sono andato a controllare quanto venga discusso all’interno dei gruppi: possibile ci siano molti elogi e, forse, qualche critica.
Nel complesso poca attività, si potrebbe fare qualcosa di più.
Per quanto riguarda il marketing on line ci sarebbe ora da valutare tutta l’attività fatta nei vari forum, le campagne di advertising, i comunicati più o meno ufficiali rilasciati a portali e siti specializzati. Insomma, potremmo andare avanti ancora un bel po’.
Ma fermiamoci qua con l’analisi dell’attività on line dello sponsor in oggetto ed iniziamo a trattare un argomento che riguarda tutte le aziende ed i brand in particolare.
Come si può fare a monitorare quanto di un marchio/prodotto viene scritto sui siti Internet, senza dover compiere delle continue ricerche “a mano”?.
Supponiamo che un’azienda volesse dotarsi di un sistema in grado di monitorare le opinioni che gli utenti di internet esprimono intorno al proprio brand ed ai prodotti commercializzati evitando di collegarsi ai siti web, ai forum on line, ai blog “ficcanaso” come il mio, ai gruppi in Facebook o negli altri social network.
Dovrebbe dotarsi di tecnologia e processi che fanno parte della brand reputation management, il monitoraggio della reputazione del brand, messa “a dura prova” dalle recenti innovazioni introdotte dal web, che permette a chiunque di scrivere opinioni – positive o negative – in moltissimi modi.
Esistono ovviamente alcuni servizi gratuiti ed altri sistemi più performanti, in grado addirittura di “assegnare un giudizio” ai vari contributi on line rinvenuti. Per quanto riguarda la prima tipologia di servizi, la migliore soluzione in cui mi sia fino ad ora imbattuto è rappresentata dal servizio Google Alerts – ennesimo strumento rilasciato dall’azienda di Mountain View – che permette di ricevere automaticamente segnalazioni periodiche su qualsiasi argomento. Una volta scelti i termini e le parole chiave di interesse da monitorare, tutti i contenuti attinenti che finiscono negli archivi di Google vengono automaticamente segnalati all’utente. Il servizio mi risulta essere l’unico davvero efficace, sopratutto per il mercato italiano. Altri servizi funzionano bene negli U.S.A., ma da noi lasciano alquanto a desiderare.
Per quanto riguarda gli strumenti più evoluti, in Italia molta considerazione la riceve il software realizzato dalla milanese ActValue Consulting & Solutions, denominato “Reputation Manager“, sistema avanzato di ricerca automatica delle informazioni:fornisce anche un’analisi dei contenuti, ed è utile per monitorare anche i propri competitor.
Attraverso questi sistemi si diventa in grado di monitorare efficacemente la propria reputazione on line, ed avere sotto controllo tutte le critiche positive o negative intorno ai prodotti realizzati, organizzando tutti i feedback e le informazioni utili per meglio svolgere le proprie attività di relazione coi clienti/acquirenti e quelle di marketing.
Se l’azienda bergamasca avesse già attivato un sistema di monitoraggio come quello appena descritto, sarebbe pertanto venuta a conoscenza di questo post, con un’unica possibile conseguenza: letteralmente entusiasta di tutta questa pubblicità gratuita, Airoh mi ringrazierebbe offrendomi in regalo un bellissimo casco per i miei due amici enduristi Francesco e David! Uno solamente però! Così finisce che mi diverto a vederli in questa situazione…
Partite 6 nazioni rugby 2010 in streaming
Pubblicato da Marco Chiesa

Negli ultimi anni mi sono appassionato al rugby, seguendo moltissime partite del leggendario torneo RBS 6 Nazioni, che sta per iniziare. Se fino allo scorso marzo potevo seguire ogni match della competizione in diretta sintonizzandomi sugli schermi televisivi de La 7, da quest’anno chi come me non dispone di un abbonamento al pacchetto Sky Sport non avrà modo di poter assistere alle partite. Niente più sussulti sul divano per le incursioni palla alla mano di Brian O’Driscoll, finita la suspence ai calci di punizione dello specialista scozzese Chris Paterson, solo ricordi l’eccitazione suscitata dalle serpentine imprendibili di Shane Williams, rapidissimo giocatore gallese. Insomma, l’ancora giovane tradizione dei pomeriggi invernali accompagnati dalle telecronache delle “battaglie sportive” del rugby è già giunta all’epilogo.
Per fortuna i due broadcaster sopra citati hanno trovato un accordo che consentirà anche ai tifosi italiani non muniti di pay-tv di vedere le partite dell’Italia in chiaro, sebbene in differita.
Ma a me piacciono anche le altre partite! la gloriosa ed eterna sfida degli orgogliosi scozzesi agli “invasori” inglesi, che ricorda tanto il film Braveheart; il “fanatismo” gallese in grado di riempire i 72.500 posti del Millennium Stadium di Cardiff, la verde Irlanda affrontare la fortissima Francia.
E se volessi vederle queste partite, in diretta? E’ possibile servirsi del web per seguire in streaming le partite del torneo? Sembra di sì, attraverso i collegamenti proposti dal noto sito Solo Calcio, probabilmente la più ricca risorsa italiana per gli avvenimenti sportivi in streaming.
Solitamente questo sito rimanda a partite trasmesse dai siti di scommesse sportive on line ai quali ci si deve registrare.
Esiste comunque una via “istituzionale”, che non richiede registrazioni: ci si potrebbe collegare al sito web della BBC, il broadcaster inglese che ha acquistato i diritti di trasmissione e di distribuzione on line fino al 2013. Il servizio viene diffuso tramite BBC iPlayer ed è gratuito, tuttavia è necessario avere un indirizzo I.P. inglese, ovvero figurare come utenti internet inglesi.
Questo in quanto il sistema di trasmissione video utilizzato dai broadcaster funziona solamente all’interno di network abilitati: si tratta del Multicast, un protocollo che per poter funzionare necessita di appositi apparati opportunamente configurati, a livello di snodi Internet. Ecco perché la ricezione di questo flusso video è possibile solamente agli utenti inglesi, in quanto la BBC ha interesse e modo di configurare solamente gli snodi Internet inglesi. Restano tagliati fuori tutti gli altri utenti di intenet, compresi quelli italiani.
Ma possiamo provare a far parte comunque del network inglese? Sì: basta in realtà appoggiarsi ad un servizio che mette a disposizione il proprio proxy server (per seguire il torneo ce ne sono a 9.90 £, all’incirca 12 €), venendo connessi tramite un server ponte, che ha I.P. inglese. Ovviamente è funzionale qualora il server di appoggio sia molto veloce e stabile, altrimenti un filmato in streaming diventa inguardabile. E questa condizione non l’ho testata.
Se il nostro obiettivo è dotarsi di un proxy server inglese, ma non si vuole spendere alcuna sterlina, nei vari forum frequentati da informatici e utenti smaliziati si viene a scoprire come esistano vari servizi gratuiti che consentono di avere un I.P. mascherato. Tuttavia i miei test con questi proxy server per visualizzare i programmi proposti dal BBC iPlayer non hanno avuto successo: vengo infatti riconosciuto come utente inglese, ma non riesco a visualizzare nulla, oppure riscontro problemi – inspiegabili – con l’attivazione dello javascript. mah!
Poco male: è assai probabile che questi servizi-ponte gratuiti siano lenti, quindi poco adatti allo scopo di seguire un match in diretta streaming. Sarebbe inguardabile.
Per chi ora avesse maturato la curiosità di scoprire quale sia il proprio I.P., a che nazione e città risulti assegnato, basta collegarsi ad esempio al sito www.mio-ip.it, che mostra i dati con un bel servizio di geolocalizzazione.
Se qualcuno di voi ha ulteriori soluzioni per vedere le partite del 6 nazioni in diretta streaming on line, le riporti nello spazio dei commenti!
I periodici sportivi digitali
Pubblicato da Marco Chiesa
Lasciamo il settore delle figurine sportive e diamo uno sguardo ai periodici, prendendo spunto da questo filmato che promuove una versione digitale per Tablet PC della famosa Sports Illustrated.
Proprio stamane ho comprato il secondo numero della nuova versione del Guerin Sportivo, divenuto un mensile e ribattezzato GS. Come spiega il Direttore Responsabile della rivista nella rubrica della posta, “La decisione del mensile nasce in realtà da lontano, dalla difficoltà che da anni ci investe. I lettori sono via via calati in tutta la stampa periodica ed è diminuita, nell’intera editoria italiana, la pubblicità. [...] Il “rotocalco” soffre per natura, risentendo più di altri della velocità dei nuovi media. Europeo, Epoca, Diario (ma anche Controcampo con il forte sostegno della tv) non ce l’hanno fatta. Vorrà dire qualcosa.”
In effetti i siti internet danno le informazioni in tempo reale, non costringono l’utente a recarsi all’edicola, ed il fatto che siano gratuiti ha ovviamente rotto equilibri consolidati nell’editoria. Tuttavia molti lettori amano le pagine di carta, preferendo libri e giornali agli e-book e siti web, ma quello che ci mostra il filmato è davvero irresistibile: la possibilità di avere accesso a contenuti multimediali, così tante funzionalità di interazione come la condivisione dei contenuti con gli amici via email o nei social network, o la possibilità di seguire avvenimenti sportivi piuttosto che di giocare ai vari campionati virtuali (come il fantacalcio per capirci). Davvero notevole.
Anche la pubblicità può contare della multimedialità offerta per portare l’utente al proprio sito web, diventando un’opzione maggiormente appetibile per gli inserzionisti. Chissà insomma se sarà questo il futuro o se anche il Guerin Sportivo tornerà ad essere un settimanale da comprare in edicola.
Sicuramente un dispositivo Tablet PC ha un costo d’acquisto non indifferente, da capire se sarà più utilizzato del duo notebook più smartphone. Non credo che ci si possa aspettare di poter acquistare la rivista digitale ad un prezzo tanto inferiore rispetto a quello della versione in carta stampata.
Rimane poi il discorso ambientale: i più sostengono che riducendo la notevole quantità di carta stampata si possa contribuire ad abbassare l’inquinamento prodotto da inchiostri e altre sostanze chimiche, oltre che salvare boschi e foreste. Ma non è che i prodotti elettronici siano tanto più ecologici. Ovviamente si taglierebbero meno alberi.
Le figurine Calciatori Panini del 2010 vanno on line
Pubblicato da Marco Chiesa

Continuiamo ad occuparci e scrivere di figurine sportive, volgendo l’attenzione alla tanto attesa nuova collezione Calciatori Panini, presentata questa mattina in una conferenza stampa a Roma.
Dell’azienda modenese abbiamo già trattato qualche mese fa, presentando in quell’occasione i molteplici progetti realizzati all’interno del settore sportivo.
Per il lancio della nuova collezione di figurine il web è stato utilizzato massicciamente, con un sito di prodotto e la presenza nei più diffusi social network, il tutto a partire da metà dicembre: nel linguaggio del marketing, si può pertanto parlare di campagna di social media marketing.
Nel canale YouTube Calciatori Panini (attivo comunque da parecchi mesi) sono stati inseriti i filmati degli spot promozionali (da 30, 20 e 5 secondi) che dal 5 gennaio vengono proposti nelle emittenti tv, e si può felicemente notare come gli utenti che han posto domande relative alla collezione abbiano trovato risposta, non imbattendosi perciò in un spazio interattivo lasciato a sè stesso come – ahimè – capita spesso.
Non poteva mancare la pagina in Facebook, con i contenuti resi accessibili a tutti gli utenti (anche a quelli non loggati) e ai motori di ricerca (2° risultato per la keyword “calciatori panini 2010“). I fan sono oltre 4.200, che comunicano le figurine mancanti o quelle doppie a ritmo serrato, e si ringraziano a vicenda per l’invio delle stesse. Simpatiche le foto dei bambini orgogliosi nella loro figurina MyPanini e belli gli altri contenuti UGC. Utile davvero, esame superato. Sarà possibile votare anche per il “Top Team”, una delle molteplici iniziative realizzate on line.
Veniamo al tanto famoso SN che permette di cinguettare: il flusso in Twitter viene aggiornato via Facebook, replicando quanto comunicato all’interno del social network “libro delle facce“. Ci sono 21 followers, un numero ragionevole visto che sono passati pochi giorni dall’attivazione.
Personalmente non posseggo l’iPhone di Apple, così non ho avuto modo di valutare l’applicazione iCalciatori, lanciata in occasione della conferenza stampa odierna.
A questi canali on line, per la promozione si aggiunge un tour itinerante che toccherà 20 piazze italiane, e che si terrà dal 16 gennaio al 21 marzo. I social network vanno bene, ma le figurine hanno ancora bisogno dell’interazione old style, che le ha rese così amate! E cosa di meglio di vari appuntamenti nel quale trovarsi per scambiarsi i doppioni, ed avere la possibilità di partecipare ad ulteriori concorsi?
Le figurine sportive del 21° secolo
Pubblicato da Marco Chiesa
Davvero incredibile questo filmato vero? In effetti le applicazioni che oggigiorno vengono realizzate per mezzo di dispositivi digitali provvisti di una videocamera (computer + webcam, smartphone, iPhone) sono sensazionali. Non per nulla si parla di “realtà aumentata“, augmented reality in inglese, in quanto ciò che viene filmato è effettivamente arricchito di elementi d’interazione ed informazioni, visibili nel monitor.
E così le “3D LIVE” trading cards distribuite dalla Topps, per mezzo di una piattaforma on line appositamente realizzata dalla Total Immersion e di una normalissima webcam, prendono vita all’interno del monitor, in forma di rappresentazioni olografiche.
Ma se questo già di per sè è stupefacente, ancora più strabiliante è il fatto che si possa interagire per mezzo della tastiera, permettendo di giocarci! Superati i tempi del “celo celo manca” insomma.
Non solo con i campioni del baseball MLB, ma da qualche mese i fan hanno la possibilità di giocare anche con i beniamini della lega professionistica Football NFL: progetto concretizzato in associazione con la EA Sports, la casa di produzione videoludica famosa nel mondo per le proprie simulazioni sportive.
Ma come si fa ad animare la propria figurina, quali sono i passaggi principali?
Ogni confezione contiene una card provvista di codice interattivo. I collezionsiti possono accedere alla piattaforma on line, effettuare l’accesso inserendo il codice e selezionare il giocatore impresso nella card. A quel punto il quarteback (nel gioco del Football) prende vita all’interno dello schermo e si può iniziare a giocare.
Questi i commenti di due manager delle aziende promotrici:
“Con le 3D Live NFL cards, Topps sta continuando nella strada dell’innovazione, apportando una maggiore interazione nel gioco per fan e collezionisti” dice Steve Grimes, CDO di Topps. “Siamo fan della augmented reality, ed il gioco che abbiamo sviluppato con Total Immersion è semplice, attraente e divertente“.
“Unire il Football all’augmented reality era naturale dopo il successo riscontrato con le Topps 3D Live baseball cards” dice Bruno Uzzan, CEO di Total Immersion “Queste figurine consentono al fan di immedesimarsi con il quarterback NFL favorito, e dimostrano ancora una volta come l’augmented reality porti il cliente dentro l’azione come nient’altro. Questo è il tipo di engagement che l’AR fornisce costantemente.”
Ovviamente questa applicazione dimostra come sia possibile realizzare delle iniziative interessanti di marketing avvalendosi delle nuove tecnologie. Come abbiamo evidenziato per il proximity marketing, anche questo può servire alle società sportive per iniziative di fidelizzazione e per offrire ai propri sponsor e partner nuove occasioni di visibilità. In uno dei prossimi post cercherò di fornire un esempio specifico.
Il proximity marketing nello Sport
Pubblicato da Marco Chiesa

In questo post voglio raccontare di una recente iniziativa di proximity marketing realizzata nel corso di un importante evento sportivo. In occasione del match di rugby Italia – Nuova Zelanda, che si è tenuto allo stadio Meazza di Milano sabato 14 novembre, gli spettatori hanno avuto modo di sperimentare un’iniziativa di proximity marketing, da parte di Peroni, sponsor della Federazione Italiana Rugby: oltre 16.200 tifosi della palla ovale hanno partecipato.
Nell’Area Hospitality Peroni presso lo stadio sono stati installati alcuni dispositivi che hanno inviato via Bluetooth uno special bonus per il Terzo Tempo Peroni sul cellulare di tutti gli spettatori che passavano nel raggio di 35 metri: si è stimato che fossero circa 45.000 gli spettatori transitati dall’Area Hospitality Peroni, e che 26.000 avessero il bluetooth attivo. Ben 16.200 persone (il 62% di quelli raggiunti) hanno scelto di scaricare il file musicale contenente la Haka, il famoso inno degli All Blacks, e di visualizzare nel proprio dispositivo mobile l’invito a partecipare al Terzo Tempo Peroni al termine del match, disponendo di un bonus speciale da consumare.
Un’iniziativa che rispecchia la tradizione di ritrovarsi dopo la fine del match, che è stata di indubbio successo per lo sponsor, contando di un tasso di redemption elevato, del 62%.
Questo esempio può servire di stimolo alle società sportive, che potrebbero replicare iniziative analoghe nel corso della stagione agonistica, premiando i propri tifosi. Il Palazzetto dello Sport, essendo uno spazio non eccessivamente grande e contando di un’affluenza inferiore rispetto a quella di uno stadio, potrebbe essere una location ideale: durante la pausa fra primo e secondo tempo di un incontro di volley o basket, non sarebbe fastidioso ricevere un invito a recarsi ad uno stand a fine partita, per ritirare un gadget e partecipare all’estrazione di qualche premio (tickets per partite successive, una tuta ufficiale, ecc.). Ancora più interessante per le società coinvolte sarebbe riuscire ad avere l’autorizzazione del partecipante ad essere contattato via e-mail o sms per successive iniziative di marketing (serve un modulo di partecipazione al concorso con consenso al trattamento dei dati).
E’ da tempo che si discute di come le società sportive debbano coinvolgere maggiormente i propri tifosi, relazionandosi con loro: interessante a questo proposito il libro di Vulpis.
Il marketing basato sulla cartellonistica e sulla distribuzione di depliant allo stadio non è più sufficiente: le nuove tecnologie della comunicazione (internet, dispositivi mobile) hanno fatto emergere nuove possibilità, che possiamo raggruppare sotto l’ombrello del marketing relazionale. Peroni rappresenta sicuramente un brand di richiamo per gli appassionati del rugby (di solito amanti anche della birra), ma per un tifoso…quale brand è realmente più forte di quello della propria squadra del cuore?

