Archivio per maggio, 2010

24 mag

Il calcio d’inizio per il nostro pianeta

Pubblicato da Marco Chiesa

sito web Yingli Solar

Quando l’obiettivo comune è quello di ridurre le emissioni di sostanze nocive nell’ambiente, quindi diminuire l’inquinamento globale e salvare il nostro pianeta, associazioni, federazioni, enti e governi scendono in campo con l’impegno di perseverare in questo progetto.
La parola chiave è energia rinnovabile e la FIFA, che conosce esattamente il significato di questo concetto, accoglie tra la sua squadra di sponsor, per l’avventura World Cup 2010, una new entry d’eccezione.
Per la prima volta nella storia, una società attiva nel settore delle rinnovabili, nonché cinese, sponsorizzerà la Coppa del Mondo.
Yingli Green Energy, titolare del marchio Yingli Solar, uno dei principali produttori verticalmente integrati al mondo di prodotti fotovoltaici.

Calcio ed energia.
Un interessante binomio; ne parlo con il Managing Director di Yingli Green Energy Europe, Stuart Brannigan, il quale mi rilascia la seguente intervista dove spiega con precisione le motivazioni alla base delle scelte di Yingli Solar di sponsorizzare i Mondiali di calcio in Sudafrica.

Qual’è stato il processo decisionale che vi ha spinto a scegliere la sponsorizzazione di un mondiale di calcio?

Abbiamo scelto la World Cup™ FIFA 2010 per la nostra sponsorizzazione per due principali motivi: in primo luogo, condividiamo la stessa vision di FIFA sotto diversi aspetti. La mission di FIFA è di fare del mondo un posto migliore dove vivere e di costruire un ambiente migliore. Yingli fornisce soluzioni e prodotti in grado di produrre un’energia pulita per clienti di tutto il mondo, che a loro volta cambieranno il modo in cui l’energia verrà consumata in futuro. Inoltre, Yingli supporterà l’iniziativa di FIFA “Football for Hope” installando prodotti solari FV presso i 20 centri “Football for Hope” in Africa e questa campagna ha lo scopo di supportare le organizzazioni e le comunità nell’ambito del loro lavoro per migliorare l’istruzione e i servizi sanitari per i giovani; i centri supporteranno le attività sociali come la maggior consapevolezza circa l’HIV/AIDS, l’aumento dell’istruzione, il miglioramento della parità tra i sessi, l’integrazione dei giovani con disabilità intellettuali.
In secondo luogo, il calcio è lo sport più popolare e con il maggior numero di tifosi in tutto il mondo e i mondiali FIFA World Cup™ sono senza dubbio un evento che coinvolge così tante persone da essere considerati un’eccellente vetrina per il brand e di gran lunga il più grande evento sportivo al mondo.

Credete che la sponsorizzazione sportiva possa aiutare ad accedere a mercati dove, eventualmente, le tradizionali leve del marketing faticano ad arrivare? Esiste un target preciso a cui mira la vostra campagna di comunicazione?

Abbiamo iniziato a valutare la nostra partecipazione ad un evento che avesse risonanza globale e che permettesse alle persone di vedere il nostro nome insieme ad altri che fossero già riconosciuti come brand di qualità elevata e multinazionali. Siamo così giunti alla conclusione che la miglior opzione fosse sponsorizzare i mondiali di calcio, e in modo particolare l’edizione di quest’anno in Sud Africa. E’ un periodo di tempo abbastanza concentrato – un mese e 64 partite. Durante questo periodo di tempo l’attenzione verso il Sud Africa e verso i mondiali di calcio sarà enorme, in questo modo abbiamo pensato che fosse una buona opportunità dare visibilità al nostro logo o al nome della nostra azienda in tutto il mondo. Tutto questo abbinato al fatto che il nostro logo sarà visibile alle conferenze stampa, durante le interviste ai giocatori – prima e dopo le partite – negli stadi grazie alla segnaletica elettronica che ogni 20 secondi propone un brand durante tutte le partite, il che significa 8 minuti di pubblicità durante ogni match. Ma l’elemento chiave per noi è apparire tra altri loghi del calibro di Visa, Sony, Hyundai, McDonald’s, Castrol, Budweiser, Adidas ed Emirates. Nel momento in cui la gente vedrà questi loghi abbinati a quello di Yingli, non necessariamente saprà di cosa si occupa Yingli, ma probabilmente ricorderanno l’immagine, il nome del brand. Questa sponsorship è un’opportunità unica per diffondere il nostro marchio e i nostri prodotti verso un pubblico globale, i benefici a medio e lungo termine verranno in modo naturale, e crediamo che questo investimento sarà velocemente ripagato in termini di rafforzamento della brand recognition e dei nostri valori.

Quali credete siano i valori del calcio che meglio possano gemellarsi con i valori della vostra azienda?

Agli esordi della nostra azienda, abbiamo sponsorizzato la squadra di calcio di Osasuna in Spagna e stiamo replicando l’esperienza ancora oggi per 3 anni. Siamo il loro secondo sponsor ed abbiamo il nostro logo sui pantaloncini e sulla manica delle magliette. Quando abbiamo cominciato la nostra collaborazione facevano parte della serie B spagnola ed ora la squadra è nella Liga BBVA (sponsor). Abbiamo, inoltre, fornito pannelli solari allo stadio di Kaiserslautern (Fritz Walter Stadion) prima dei Mondiali 2006. Nel portare avanti i nostri progetti, abbiamo realizzato che il nostro target si stava ampliando per cui volevamo un punto di svolta per poter aumentare la percezione subliminare di Yingli.
Inoltre, come detto prima, Yingli condivide appieno la vision di FIFA ed è perfettamente in accordo anche con la sua mission.
La nostra campagna di advertising attorno alla Coppa del Mondo è un riconoscimento importante per il solare e per Yingli stessa. In origine, la decisione di sponsorizzare i mondiali di calcio è stata una diretta conseguenza della passione per lo sport, per la vita che Yingli ha da sempre manifestato, ma ora con un pubblico globale, Yingli ha davvero iniziato a realizzare la sua vision.

Quali obiettivi vi siete prefissati di raggiungere con la sponsorizzazione? Credete che nel breve-medio termine la visibilità mondiale possa portare a notevoli risultati anche in termini di quote di mercato e fatturato?

Da una prospettiva di brand, questa sponsorizzazione è una grande opportunità per noi per migliorare la nostra brand awareness e rafforzare la nostra strategia di marketing. La gente di tutto il mondo ama guardare il calcio, ovviamente, perciò possiamo dire che FIFA e Yingli Solar “condividono” gli stessi mercati chiave. Sicuramente, attraverso la sponsorizzazione della FIFA World Cup™ e divenendo parte della famiglia di sponsor di FIFA, che consiste in brand di classe mondiale, speriamo di espandere ulteriormente i nostri mercati e di rafforzare la nostra immagine aziendale.

Avete pensato anche alla possibilità che una sovraesposizione mediatica possa comportare qualche rischio?

Questa opportunità di sponsorship è arrivata al momento giusto, poiché FIFA stava cercando un partner nel settore dell’energia rinnovabile da qualche tempo ed ha identificato Yingli come il prescelto; in seguito, Yingli ha dimostrato di soddisfare tutti i requisiti per diventare il primo e il solo sponsor della FIFA 2010 WorldCup™ nella nuova categoria delle energie rinnovabili, e, come azienda matura, Yingli ha inoltre accuratamente scelto questa opportunità valutando tutte le implicazioni come richiesto da FIFA, come lo studio della fattibilità dell’esecuzione di tutti i programmi e anche la valutazione del marketing plan e degli aspetti finanziari del piano stesso.
Avendo portato a termine tutte le procedure di cui sopra, quello che faremo sarà poi una ricapitolazione di tutti i risultati di questa sponsorship una volta terminati i mondiali per verificare la performance.

La sponsorizzazione del mondiale rimarrà un episodio del 2010 o rappresenta anche il punto di partenza per continuare una politica di comunicazione legata alla sport (e quindi quali altri sport sarebbero di rilievo)?

Certamente Yingli si auspica una relazione di lungo termine con FIFA. Ci stiamo completamente dedicando alla sponsorizzazione della FIFA 2010 World Cup™ e il nostro obiettivo è di creare un’opportunità win-win per tutti i partecipanti; valuteremo i risultati come da piano e la nostra decisione si baserà sulla nostra valutazione.

Autore: Nicola Galavotti

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8 mag

Mourinho o van Gaal? lo decide bing

Pubblicato da Marco Chiesa

bing sceglie Mourinho

Se dovessi scegliere a quale allenatore affidare la tua squadra in una finale di Champions League, chi sceglieresti fra i due prossimi avversari di Madrid?
Louis van Gaal o José Mourinho?

Giochiamo un pochino col web ;-)
Proviamo a far scegliere a quello che viene definito il motore di ricerca decisionale, ovvero il “più intelligente” in circolazione, in grado di simulare il ragionamento umano e fornire varie opzioni e dati per effettuare una scelta, prendere una decisione. Stiamo parlando di bing, famiglia Microsoft.

bing è un innovativo motore di ricerca che si basa sulla tecnologia di Powerset, in grado di rispondere alle ricerche degli utenti operando delle analisi semantiche.
E’ una grossa differenza rispetto a quanto fa il concorrente google, il quale si basa su un calcolo di fattori più o meno conosciuti per restituire i risultati, la rilevanza dei termini immessi in primis, ma che non è assolutamente progettato per interpretare le frasi di ricerca od offrire all’utente varie opzioni, aiutandolo a prendere delle decisioni.
Bing proprio per questa sua caratteristica viene definito “motore decisionale”: è in grado di analizzare non solo i termini, quanto l’intera frase di ricerca e restituire risultati e suggerimenti dopo aver compiuto un’analisi semantica della richiesta effettuata, comprendendo nel suo calcolo anche eventuali sinonimi, articoli e preposizioni, che vengono invece ignorati, o comunque non compresi, dal competitor più importante.

Al momento il motore di ricerca è pienamente funzionante solamente nella versione americana in lingua inglese, pertanto è necessario adottare alcuni accorgimenti.

Per effettuare il mio test ho ricorso ad un opportuno settaggio:
innanzitutto si deve impostare la lingua del browser, motivo per cui ho selezionato Inglese (Stati Uniti) [en-US] (utilizzando Internet Explorer)
sono poi andato sul sito www.bing.com ed ho agito nelle opzioni in alto a destra: “Stati Uniti – Inglese” anziché Italia, e “New York” come località nelle Preferenze.
In pratica ho settato il mio sistema come se mi trovassi a New York, quindi nelle condizioni appropriate.

Non mi resta che interrogare bing, e poi decidere: “Louis van Gaal or José Mourinho?” la monetina ha assegnato il “fattore campo” al manager olandese ;-)

Per bing i risultati più pertinenti alla domanda sono traducibili così:
l’apprendista Mourinho guarda dall’alto in basso il mentore Van Gaal“. Sebbene non si esprime facendo un nome secco, è evidente che il motore di ricerca decisionale sceglierebbe…José Mourinho! :-)

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4 mag

Il cartellone pubblicitario on line

Pubblicato da Marco Chiesa

palla tennis dunlop

Se fossi incaricato di studiare qualche azione di marketing in ambito sportivo, cosa potrei fare di innovativo per quanto riguarda la promozione pubblicitaria? Mettiamo che mi trovi ad avere un incarico in, chessò, un brand sportivo a caso…toh! mi viene in mente la Dunlop, quelli delle palline e delle racchette da tennis (ecco il perché dell’immagine di sopra): che potrei fare?
Abbiamo già scritto qualcosa relativamente all’augmented reality, alle web tv, alle community, ma c’è qualcosa di più semplice ed immediato da realizzare, magari anche a costo zero?

Nel web, per promuoversi, prima di tutto si utilizzò il banner, contenente un link diretto al sito istituzionale: un corrispettivo on line del cartellone pubblicitario, da piazzare nei siti web che il target di riferimento abitualmente naviga.
Questo tipo di pubblicità ha avuto, negli anni, un decrescente numero di visite generate: un’analisi condotta da una società specializzata attesta che nel 1997 il banner portava ad un tasso medio di clic del 2,1%, qualche anno più tardi si era scesi allo 0,5%, ora come ora si è in picchiata, trovando un tasso medio dello 0,1% nel 2008. Questo non vuol dire tuttavia che sia un sistema di advertising da considerare oramai inutile.
Innanzitutto il processo virtuoso generato dal banner non è immediato. Spesso un utente che naviga nel web non clicca immediatamente su di un banner, ma si limita a “vederlo”. Inizia poi un processo che porterà il brand ad essere maggiormente riconosciuto con il passare del tempo, con il ripetersi delle visualizzazioni. L’utente troverà sempre più familiare il logo visualizzato, e sarà di conseguenza influenzato nelle sue decisioni: il banner si guarda, lo si riconosce, e si innesca un percorso che passerà attraverso le ricerche nei motori, nei social network, e negli altri media, senza contare il passaparola degli amici al bar, per strada. Alla fine il banner si rivela uno strumento che porta ad un incremento della propria “brand awareness“.

Facciamo ora un altro passo, e cerchiamo di capire se quanto imparato da anni di utilizzo del banner mi può tornare utile…
uno degli ultimi siti web ad essersi ritagliato grande attenzione fra utenti ed addetti ai lavori è Chatroulette.com, servizio gratuito che permette a chiunque sia munito di webcam di videochattare per qualche minuto con perfetti estranei. Sembra ci siano già oltre 1,5 milioni di visitatori unici giornalieri, il 33% provenienti dagli Usa e il 5% dalla Germania. Ma cosa c’entra questo sito con il banner, con il marketing on line, con la promozione pubblicitaria?

Alcuni brand non hanno perso tempo e ne hanno approfittato per farsi pubblicità: il filmato sottostante si riferisce a quanto fatto dalla Harley-Davidson, che stima aver raggiunto 170.000 contatti in una settimana, praticamente a costo zero. Quello che hanno messo in atto è stato semplicemente riproporre il cartellone pubblicitario, vecchia maniera…

In pratica, dal cartellone off line si è passati al banner on line, che ora è tornato ad essere un cartellone, ma on line! :-)
Difficile dire se sarà una moda passeggera destinata a breve vita, però ora come ora non ci penserei due volte: imiterei subito quanto fatto dalla società americana! Anzi, è evidente che l’avrei già fatto!

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