Sponsor e ricavi Serie A 2009/2010

L’ “Annuario delle Sponsorizzazioni Sportive” è un’analisi condotta periodicamente da StageUp – Sport & Leisure Business che presenta dati relativi alle sponsorizzazioni nella Serie A italiana di calcio.

Ne emerge che le società sportive di Serie A, durante la stagione 2009/2010, hanno incassato mediamente 11 milioni di euro dalle sponsorizzazioni, con una leggera flessione rispetto alla stagione precedente.
I ricavi derivanti dagli sponsor ammontano al 12,9% del fatturato. Per quanto concerne la stagione in corso, i settori da cui provengono i maggiori incassi sono trasporto aereo, scommesse sportive e industria automobilistica.

Puoi leggere il comunicato stampa seguendo il link in alto.

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I New York Cosmos sono tornati!

NY Cosmos

I New York Cosmos sono tornati!
La più blasonata società americana di “soccer” approda nel moderno mondo del calcio.

Ma in che senso? Nessun giocatore dei New York Cosmos calcia un pallone dalla metà degli anni ’80, il club non ha nessun tesserato, nessuno stadio, tantomeno partite da giocare.
Solamente nel 2013 la squadra dovrebbe scendere in campo, mancano ancora due anni.
Tuttavia ha già ingaggiato tre importanti rappresentanti: il mitico Pelè è tornato in società come Presidente Onorario, Giorgio Chinaglia ha un ruolo nelle Public Relations, a gennaio si è giunti ad un accordo con l’ex fuoriclasse francese Eric Cantona, che ricoprirà il ruolo di C.T.
Navigando sul sito web della Umbro, partner tecnico, si percepisce l’euforia per questo “ritorno“. E si possono già comprare le nuove felpe e magliette!

Fondata 40 anni fa, la società newyorchese si è sciolta sin dall’abolizione della North American Soccer League, avvenuta nel 1984. I NY Cosmos sono stati riattivati da un gruppo di investitori guidati dal proprietario Paul Kemsley, che ha comprato nome e diritti nel 2009. L’obiettivo è riaccendere il fascino che i New York Cosmos avevano quando ci giocavano leggende del calcio come il sopracitato Pelé e Beckenbauer (metà degli anni ’70).

Sembra che i manager della società sportiva abbiano posto particolare attenzione al continente asiatico: “Siamo entusiasti di essere venuti in Asia…a comunicare a tutti che i New York Cosmos sono tornati. Continueremo a coinvolgere l’Asia in tutto ciò che faremo” ha detto Kemsley qualche settimana fa.
L’Asia rappresenta un mercato importante, con milioni di appassionati pronti a tifare e seguire le squadre più blasonate: il Manchester United, il Real Madrid ed altre società meno illustri passano infatti una o due settimane durante la “off-season” a giocare match amichevoli in Asia, potenziando così il proprio brand per mezzo di canali TV dedicati e merchandising.

Il rilancio della storica società statunitense sembra un’operazione di brand building per la Major League Soccer americana. C’è una cospiscua torta da spartire in diritti televisivi. Quelli della Premier League inglese in Singapore sono stati venduti per circa 325 milioni di $ dal 2010 al 2013; la i-Cable di Hong Kong ne ha investiti 240 milioni.

Le squadre della MLS non raggiungono al momento questi livelli di potenziale fatturato, nemmeno con l’ingaggio di star internazionali come Thierry Henry nei New York Red Bulls o David Beckham nei LA Galaxy.

Quindi, anche senza avere una vera squadra i NY Cosmos potrebbero ottenere un vantaggio competitivo su molte delle possibili società rivali nella MLS. Se riescono a costruire una propria base internazionale di fan entro i prossimi due anni, prima che il proprio team scenda in campo, aggiungendo un po’ di “spavalderia” tanto necessaria alla seriosa e mediocre qualità della MLS, gli obiettivi del club e le entrate potrebbero essere strepitosi.

Insomma, gli americani ritengono il calcio un business sempre più interessante? Le recenti vicende societarie del Liverpool, acquisito dalla NESV, dell’Arsenal, “controllato” dal tycoon Kroenke, del Manchester United, indebitato da capogiro…ma pur sempre di proprietà della famiglia americana Glazer, della nostra A.S. Roma, (forse) comprata da DiBenedetto, vanno viste come una risposta affermativa.
E i businessmen U.S.A. non vogliono certo lasciar fuori dai giochi un mito dal potenziale immenso come quello che ha il brand New York Cosmos!

Autore: Marco Chiesa – liberamente tratto dall’articolo “Can the New York Cosmos reboot their brand?” by Dean Irvine – cnn.com

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Vincere nel Motomondiale: quanto conta?

motomondiale

Siamo giunti all’inizio del Motomondiale, e tentiamo di comprendere sinteticamente quali siano i benefici economici derivanti da una partecipazione vittoriosa.

Cominciamo riproponendo quanto emergeva da un’analisi de Il Sole24 Ore dell’aprile 2007 sui vantaggi derivanti dalle vittorie nelle competizioni sportive:
Quanto conta vincere le gare del MotoGP? Secondo l’ex a.d. Ducati Federico Minoli: “La vittoria ha un effetto non immediato sul business“.
Effetto che possiamo riassumere in questi fattori:

  • aumento del numero di visitatori al sito web, ottimo per fidelizzazione e operazioni di marketing
  • maggior numero di richieste di licenza per prodotti che portano il marchio, come abbigliamento, occhiali, scarpe
  • grande richiesta di apertura di negozi
  • incremento delle vendite di moto

Per avere un po’ di cifre, è interessante riportare quanto scriveva lo scorso anno Giovanni Zamagni su Moto.it a proposito dei meccanismi premi/piazzamenti della Moto2:

[…] Già che siamo in tema di soldi, vediamo quanto le squadre percepiscono dall’organizzatore per ogni GP di Moto2: 3.500 euro per i diritti televisivi (premio raddoppiato, quindi 7.000 euro, per le gare extraeuropee); 1.000 euro se il pilota si classifica nei primi cinque in prova, 750 euro tra il sesto e il decimo posto, 500 euro tra l’undicesimo e il quindicesimo (sempre raddoppiati per le gare extraeuropee); 2.000 euro per il primo posto in gara, 1.950 euro per il secondo e via a scalare di 50 euro fino ai 1.300 euro del 15esimo classificato (sempre da moltiplicare per due per i GP fuori Europa). Ci sono anche dei rimborsi sul peso delle casse spedite nei GP extraeuropei: dal primo all’ottavo posto in classifica vengono abbonati 1.000 kg, dal nono al 16esimo 750 kg, dal 17esimo al 42esimo 600 kg.

Ne consegue che vincere nel Motomondiale non comporta premi o guadagni così importanti rispetto ad un buon piazzamento.
Tuttavia la vittoria fa una grandissima differenza in termini di business generato: più vinci più venderai. Questa è la regola.

Non sono riuscito a raccogliere informazioni utili per analizzare la differenza in termini economici fra la vittoria di un titolo piloti e di uno costruttori. La mia sensazione è che il primo conti decisamente di più. Non solo come “impatto sul pubblico“, ma anche per il proprio fatturato. E’ altresì vero che una moto che vince con piloti diversi (è il caso della Yamaha YZR M1) viene da tutti riconosciuta come la migliore, e di conseguenza dovrebbero verificarsi quelle dinamiche elencate nella prima parte (aumento delle vendite, richieste di negozi brandizzati…).
Tuttavia è indubbio che un pilota vincente è sufficiente a trascinare un marchio, titolo piloti, costruttori o meno: a tal proposito è interessante leggere l’articolo “Rossi-Ducati fa il pieno di sponsor” della scorsa estate. Si legge di “[…] un matrimonio che potrebbe valere un “montepremi” aggiuntivo di 35 milioni di euro, contro un ingaggio biennale da 13 milioni di euro l’anno. Senza contare che proprio in queste ore (alla data di pubblicazione n.r.) l’effetto Valentino alla Ducati avrebbe fatto squillare il telefono dei manager che in azienda si occupano di sponsorizzazioni.”

Già, perché una partecipazione al motomondiale implica un investimento di svariati milioni di €. Contare su di un pilota che attira i top spender permette di affrontare la stagione con un budget adeguato per inseguire la vittoria.

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Blake Griffin schiaccia, e la KIA fa canestro

Come sempre gli americani sono il top quando c’è da unire sport e spettacolo. L’ultimo All Star Game ha visto la consueta esibizione dei migliori schiacciatori della Lega NBA nell’appuntamento imperdibile dello “Slam Dunk Contest”, e quest’anno il fenomenale Blake Griffin si è superato, celebrando l’annunciato successo nella competizione di schiacciate saltando un’automobile.
Essendo sponsor della NBA, l’automobile utilizzata era una KIA, che ha ricevuto un massiccio ritorno di immagine: è difficile quantificare quanto questa iniziativa inciderà direttamente sulla vendita di auto del marchio coreano, tuttavia è logico aspettarsi benefici nel lungo termine.

Chiunque sia appassionato di basket non potrà non vedere questo filmato, e lo rivedrà quando vorrà in YouTube: è un effetto che non va ad esaurirsi in questi giorni, ma che avrà i suoi benefici anche nel lungo termine. Questo anni fa non capitava, in quanto è con internet ed il web che i contenuti sono diventati disponibili, condivisibili e ad accesso illimitato nel tempo. Su questa condizione poggia anche la teoria della long tail, in italiano della “coda lunga“, che viene utilizzata per spiegare il modello di business di alcune aziende operanti con successo nel web.

E’ anche con questo tipo di eventi che lo sport resta un canale privilegiato per chi voglia investire parte del proprio budget destinato al marketing, come ben spiegavamo per il caso di Ask.com, sponsor della Nascar.

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Winter Sports Analysis 2010

Winter Sports Analysis

Pubblico volentieri questo comunicato che mi hanno spedito ieri, e che ho trovato nella mia casella di posta appena tornato da una giornata sullo snowboard. :-)
E’ possibile leggere il comunicato in versione .doc

SportSponsorshipResearch.com: Winter Sports Analysis

La conoscenza del target di riferimento di una specifica disciplina è fondamentale per chi opera nel campo delle sponsorizzazioni sportive.

In concomitanza con l’inizio della Coppa del Mondo di Sci 2010-2011, Immagine & Sport propone attraverso il proprio sito SportSponsorshipResearch.com, dedicato a ricerche ed analisi di mercato, un report scaricabile dedicato all’argomento Winter Sport.

L’analisi fornisce informazioni e dati sul mondo degli sport invernali ed i suoi fan a livello globale:

  • dati socio-demografici
  • seguito delle singole discipline
  • pratica degli sport
  • modalità di fruizione degli Sport
  • coverage ed audience dell’Alpine Skiing World Cup 2009-2010
  • informazioni con focus specifico sullo Sci Alpino in Italia

Per ulteriori approfondimenti e per contattare Immagine & Sport : www.sportsponsorshipreasearch.com

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