Vincere nel Motomondiale: quanto conta?

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Siamo giunti all’inizio del Motomondiale, e tentiamo di comprendere sinteticamente quali siano i benefici economici derivanti da una partecipazione vittoriosa.

Cominciamo riproponendo quanto emergeva da un’analisi de Il Sole24 Ore dell’aprile 2007 sui vantaggi derivanti dalle vittorie nelle competizioni sportive:
Quanto conta vincere le gare del MotoGP? Secondo l’ex a.d. Ducati Federico Minoli: “La vittoria ha un effetto non immediato sul business“.
Effetto che possiamo riassumere in questi fattori:

  • aumento del numero di visitatori al sito web, ottimo per fidelizzazione e operazioni di marketing
  • maggior numero di richieste di licenza per prodotti che portano il marchio, come abbigliamento, occhiali, scarpe
  • grande richiesta di apertura di negozi
  • incremento delle vendite di moto

Per avere un po’ di cifre, è interessante riportare quanto scriveva lo scorso anno Giovanni Zamagni su Moto.it a proposito dei meccanismi premi/piazzamenti della Moto2:

[…] Già che siamo in tema di soldi, vediamo quanto le squadre percepiscono dall’organizzatore per ogni GP di Moto2: 3.500 euro per i diritti televisivi (premio raddoppiato, quindi 7.000 euro, per le gare extraeuropee); 1.000 euro se il pilota si classifica nei primi cinque in prova, 750 euro tra il sesto e il decimo posto, 500 euro tra l’undicesimo e il quindicesimo (sempre raddoppiati per le gare extraeuropee); 2.000 euro per il primo posto in gara, 1.950 euro per il secondo e via a scalare di 50 euro fino ai 1.300 euro del 15esimo classificato (sempre da moltiplicare per due per i GP fuori Europa). Ci sono anche dei rimborsi sul peso delle casse spedite nei GP extraeuropei: dal primo all’ottavo posto in classifica vengono abbonati 1.000 kg, dal nono al 16esimo 750 kg, dal 17esimo al 42esimo 600 kg.

Ne consegue che vincere nel Motomondiale non comporta premi o guadagni così importanti rispetto ad un buon piazzamento.
Tuttavia la vittoria fa una grandissima differenza in termini di business generato: più vinci più venderai. Questa è la regola.

Non sono riuscito a raccogliere informazioni utili per analizzare la differenza in termini economici fra la vittoria di un titolo piloti e di uno costruttori. La mia sensazione è che il primo conti decisamente di più. Non solo come “impatto sul pubblico“, ma anche per il proprio fatturato. E’ altresì vero che una moto che vince con piloti diversi (è il caso della Yamaha YZR M1) viene da tutti riconosciuta come la migliore, e di conseguenza dovrebbero verificarsi quelle dinamiche elencate nella prima parte (aumento delle vendite, richieste di negozi brandizzati…).
Tuttavia è indubbio che un pilota vincente è sufficiente a trascinare un marchio, titolo piloti, costruttori o meno: a tal proposito è interessante leggere l’articolo “Rossi-Ducati fa il pieno di sponsor” della scorsa estate. Si legge di “[…] un matrimonio che potrebbe valere un “montepremi” aggiuntivo di 35 milioni di euro, contro un ingaggio biennale da 13 milioni di euro l’anno. Senza contare che proprio in queste ore (alla data di pubblicazione n.r.) l’effetto Valentino alla Ducati avrebbe fatto squillare il telefono dei manager che in azienda si occupano di sponsorizzazioni.”

Già, perché una partecipazione al motomondiale implica un investimento di svariati milioni di €. Contare su di un pilota che attira i top spender permette di affrontare la stagione con un budget adeguato per inseguire la vittoria.

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