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3D nello Sport: Wimbledon e la BBC
Pubblicato da Marco Chiesa

La prima volta che ho visitato Wimbledon mi aspettavo fosse esattamente come avviene in televisione. Dopo anni seduta davanti allo schermo a guardare le palline, e le teste degli spettatori, oscillare avanti e indietro, credevo di sapere come sarebbe stato essere seduta al Centre Court. Mi sono resa conto che non lo sapevo, e che per quanto la TV possa fare un grande lavoro, non può catturare la magia di essere realmente lì.
Come la maggior parte di noi non avevo mai avuto la fortuna di potermi sedere e guardare una partita finale sul Centre Court. Ma quest’anno – il 125° anniversario del Torneo di Wimbledon – ho lavorato con altri all’interno e all’esterno della BBC per cercare di portarvi the next best thing – Le Finali del Torneo Singolare di Wimbledon, in 3D.
Wimbledon sembra sempre senza tempo – ma in realtà è stato teatro di innovazioni per lo sport in TV sin dalla precoce introduzione del colore, fino alla tecnologia Hawk Eye.
Sappiamo che il tennis può essere “emozionante” in 3D – si può davvero trasportare alla vita la forza che i giocatori mettono nei lori colpi. Ho avuto la fortuna di vedere alcuni degli incredibili test di ripresa che abbiamo condotto, dato che il team si è impegnato alacremente dietro le scene per sistemare tutto al meglio per le riprese televisive, ma non vedo l’ora di capire come sarà un vero match giocato da due dei migliori tennisti.
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La BBC sta sperimentando il 3D da decenni – ma come è noto gli ultimi sviluppi in fatto di tecnologia 3D hanno reso tutto molto, molto più sofisticato come esperienza visiva, e stiamo lavorando con l’All-England Club e il Sony Professional per questa “prima” della BBC.
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Non so ancora se il 3D sarà il futuro della televisione, o il futuro di Wimbledon: ecco perché stiamo facendo questa prova sperimentale. Ma io sono davvero entusiasta di vivere la finale di quest’anno in 3D. E se siete in grado di guardare in 3d mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
Tradotto da 3D for Wimbledon – the future of TV? di Danielle Nagler
Dati statistici nel calcio: INTERVISTA a Mauro Cicolella di Virtualcalcio
Pubblicato da Marco Chiesa

Con Mauro Cicolella facciamo una presentazione dei servizi offerti da Virtualcalcio. Di che cosa si occupa la tua azienda?
Virtualcalcio si occupa della raccolta ed elaborazione di dati statistici relativi al calcio professionistico italiano e straniero per quanto riguarda le competizioni per club e nazionali. Si tratta di un’attività creata e gestita da me e mio cugino Pietro da ben 10 anni. In pratica abbiamo unito la mia esperienza di informatico e la sua di appassionato ed esperto di calcio nonché allenatore di base.
Possiamo entrare nel merito della fase operativa? Come vengono raccolti i dati e in che maniera?
Riguardo all’attività corrente relativa allo svolgimento dei campionati e delle coppe vengono acquisiti i tabellini da varie fonti: dagli uffici stampa delle società di calcio, dagli organi ufficiali come l’UEFA, dai principali quotidiani, da collaboratori sui campi che si offrono di aiutarci volontariamente.
Per garantire la massima precisione possibile tutto questo materiale viene confrontato valutando eventuali discrepanze (ad esempio minuti delle marcature, sostituzioni, ammonizioni ecc.). Inoltre poiché molte società pubblicano i nostri contenuti, questi ultimi sono a loro volta sottoposti alla lente di ingrandimento del popolo di Internet che quando trova qualche svista, che inevitabilmente capita lavorando su migliaia di numeri, prontamente ce la segnala.
Sul fronte storico per ricostruire tabellini, precedenti, carriere di calciatori, allenatori, arbitri consultiamo pubblicazioni, quotidiani dell’epoca e materiale messo a disposizione da appassionati.
Qual’è la tipologia di clientela più rilevante e quali sono i servizi più “gettonati”?
Al 90% i nostri clienti sono società di calcio, televisioni, carta stampata, quindi operatori del settore. Non mancano singoli giornalisti che si avvalgono del nostro supporto statistico per il proprio lavoro risparmiando tempo prezioso per le ricerche, ma anche appassionati che magari richiedono una singola tipologia di dato come ad esempio i precedenti tra le squadre.
Senza far torto a nessuno, un cliente di riguardo è RaiSport per cui forniamo il materiale statistico per tutti gli inviati sui campi, come supporto per trasmissioni del calibro di 90° minuto o Primo Stadio.
Sicuramente il servizio di cartella stampa è al primo posto perché offre un’ampia panoramica sia sulla gara in oggetto che sul torneo di riferimento. Può essere uno strumento per gli addetti ai lavori ma anche un canale per il marketing delle Società di calcio che lo arricchiscono con i loghi dei propri sponsor. Ovviamente offriamo anche servizi web come per l’AlbinoLeffe o il Virtus Lanciano, di cui curiamo tutti i contenuti: classifiche, risultati, schede dei calciatori con aggiornamenti automatici ecc.
Inoltre abbiamo anche prodotti mirati: schede dettagliate sui calciatori con reti segnate e subite per i portieri, team analysis con tipologia di reti, palle inattive e molto altro.
Concentrandoci sulle statistiche, so che hai delle valutazioni da fare.
Indubbiamente il lavoro statistico é molto impegnativo sia per la continua attività richiesta visto che ormai si gioca quasi tutti i giorni della settimana, sia per la difficoltà relative alla precisione dei dati.
Ti faccio un esempio: non esiste alcun organo ufficiale che certifichi il marcatore di una rete per cui talvolta si aprono dispute sulla paternità di un gol, su una eventuale autorete, su un tiro influente o ininfluente.
Altro esempio: nelle gare sospese e poi riprese si assiste ad un valzer di cambi per cui alla fine si hanno 15-18 giocatori schierati, uno stesso giocatore può essere titolare, subentrato e sostituito. Pensa a Bologna-Roma in cui la Roma ha avuto due diversi allenatori nella stessa gara: Ranieri e Montella.
E gli esempi potrebbero continuare all’infinito creandoci non pochi problemi anche dal punto di vista tecnico.
Lo sport che unisce: INTERVISTA a Fabrizio Ferreri di Sportiamo
Pubblicato da Marco Chiesa

In uno dei precedenti post, quello che presentava il progetto We-Sport, si era già accennato al progetto Sportiamo – lo sport che unisce, che ha trovato subito il mio interesse. Ne parliamo con l’ideatore, Fabrizio Ferreri, il quale ci tiene a segnalare un’altra startup italiana di cui fa parte, urli.st, applicazione per creare e condividere liste di link.
In cosa consiste il progetto Sportiamo? Quando è nato e che obiettivi si pone?
Sportiamo è un progetto nato tra la fine del 2010 e l’inizio di quest’anno, ed è una costituenda impresa sociale sul diritto allo sport per tutti e sull’educazione e integrazione dei giovani attraverso lo sport, con implementazione del progetto anche on-line.
Sportiamo sviluppa la propria attività lungo un duplice canale:
a) sul territorio, “off-line”;
b) “on-line”, grazie alla partnership strategica con We-Sport.com.
a) Sportiamo promuove lo sport, in particolare gli sport minori, nei quartieri disagiati delle città come strategia di inclusione sociale e alfabetizzazione relazionale di bambini e adolescenti svantaggiati. L’attività è organizzata sul territorio attraverso l’erogazione di due profili di corsi, con target e caratteristiche specifiche:
1. Corsi gratuiti per bambini e adolescenti “svantaggiati” (condizione di disagio relazionale, comportamentale, economico, fisico, etc..); questa tipologia di corso prevede:
- il maestro del corso ha una specifica preparazione nello sport con funzione sociale
- la presenza a fianco del maestro del corso di un educatore esperto
2. Corsi a pagamento per bambini e adolescenti che non presentano particolari problematiche e provengono da famiglie con capacità di spesa; questa tipologia di corso prevede:
- il maestro del corso è un ex-campione della disciplina in questione attualmente in situazione di difficoltà occupazionale.
b) Grazie alla partnership con We-Sport.com, l’innovativo social network degli sportivi in cui è possibile trovare compagni con cui fare sport o partner per l’allenamento attraverso la geolocalizzazione, Sportiamo è attiva anche su web.
La partnership è mirata alla creazione e allo sviluppo sulla piattaforma We-Sport.com di un’area specificamente dedicata allo sport sociale, con un focus diretto ai soggetti “svantaggiati” (disabili, bambini e ragazzi “a rischio”, ecc..) e alle molteplici realtà che si occupano di sport sociale (Associazioni, Fondazioni, Federazioni sport disabili, Società Sportive dilettantistiche…).
L’obiettivo, in linea con gli scopi della piattaforma We-Sport.com, è facilitare l’attività sportiva e la relazione tra chi è appassionato di sport, in particolare di tutti coloro che per molteplici ragioni di disagio incontrano grandi difficoltà di accesso alla pratica sportiva.
Hai giustamente parlato di territorio. Ecco, non credi che anche le società sportive più grandi dovrebbero guardare meno ai nuovi stadi+centro divertimenti ed operare maggiormente in ottica sociale nel proprio territorio?
Io credo che i due vettori di attività non siano in opposizione, ma si completino, siano cioè complementari. Le grandi società sportive operano in ottica prevalentemente di business, devono assicurarsi determinati ricavi per poter proseguire nell’attività. Il punto è non sganciare gli obiettivi di business dalla realtà prossimale che rappresenta il contesto del mio business.
Se costruisco uno stadio in un territorio lontano dalla pratica e dalla cultura sportiva, e non mi impegno anche per rivitalizzare quell’impegno e quella cultura, magari mettendo a disposizione i locali dello stadio per l’attività di società sportive amatoriali e senza scopo di lucro (è solo un esempio), quello stesso stadio nel medio-lungo periodo sarà una voce in perdita.
Il senso del mio discorso è che l’attenzione al territorio non è meritoria soltanto in sé (questo è scontato, e non è necessario sottolinearlo), ma è anche la premessa per un business sportivo ben impostato.
Chi nello sport opera ad alti livelli, mondo istituzionale, grandi realtà sportive, etc… (il discorso potrebbe essere generalizzato anche ad altri ambiti), dovrebbe promuovere e riattivare le risorse disponibili del territorio, perché è la vitalità del territorio la base migliore per un business prospero e di lunga durata.
Come? Che attività o iniziative intraprendere?
Io credo che in ogni grande iniziativa imprenditoriale legata allo sport debba essere integrato un progetto/programma di incentivo e rafforzamento dello sport di base, mirato in particolare a quelle categorie che hanno difficoltà di accesso alla pratica sportiva.
Se le iniziative vengono pensate e costruite guardando soltanto ad un’utenza e a un target privilegiato, di medio-alto profilo, alla lunga si determina un effetto di strozzamento della spinta a vivere e praticare lo sport.
Lo sport si alimenta dei calci ad un pallone dati all’angolo di una strada ed è qui, avendo cura e attenzione per tutto quanto si muove negli interstizi del sociale e come dire “sotto-traccia”, che bisogna concentrarsi per diffondere concretamente una vera cultura dello sport.
E questa cultura non va pensata come una cosa fine a se stessa, è anche, ribadisco, funzionale e condizione indispensabile per poter edificare intorno allo sport un sano e durevole comparto del business italiano.
We-Sport.com : INTERVISTA a Marco Ivaldi, COO
Pubblicato da Marco Chiesa

Qualche settimana fa stavo curiosando tra le startup italiane, e mi sono imbattuto in un “social network sportivo” lanciato in questi ultimi mesi. Ne parliamo con Marco Ivaldi, Direttore Operativo di We-Sport
Come descrivere ad un amico We-Sport? un Facebook a misura di sportivo? un sito simile a Bizoona.org ma più completo e più social?
Fondamentalmente We-Sport è un social network verticale, uno strumento che ti permette di metterti in contatto con le persone che hanno le tue stesse passioni, in questo caso lo sport. Ma credo che l’innovazione di questo tipo di strumento stia soprattutto nel trasferire le attività dal mondo web, virtuale a quello reale. Ecco, credo che il futuro sia nelle applicazioni web che diano uno strumento all’utilizzatore per agire nel mondo reale. E non il contrario.
Pensa ad esempio a quando eravamo piccoli e si giocava a pallone al giardinetto dietro casa. Poi a metà degli anni ’80 sono nate le prime console per giocare al computer. Si stava in 4 o 5 amici in una stanza puzzolente e si passava le serate ridendo e parlando delle ragazzine che ci piacevano. Con l’avvento dei social network e in generale del www le console sono interconnesse. Allora io gioco con il mio vicino di casa, ma lui rimane a casa sua ed io a casa mia. Si è perso anche quell’ultimo contatto. Credo che il futuro sia fornire uno strumento digitale per tornare a giocare con gli amici al parco e aiutare le persone a ritrovare il coraggio di incontrarsi, vivere una passione insieme.
We-sport ha un utilizzo molto semplice. Compilo una scheda in cui inserisco quale sport faccio, in quali orari, il luogo, la mia abilità, il sesso e la mia età. Il sistema crea un elenco di persone che rispondono alle mie caratteristiche e che sono anche loro interessate a praticare uno sport insieme.
Tu dici un Facebook per sportivi, sì ci sta. Ma mentre su Facebook molte volte si “passa il tempo”, we-sport è uno strumento che serve principalmente per ottenere informazioni e organizzare incontri. Una delle particolarità è infatti quella di poter creare le squadre per organizzare partite.
Ci sono alcuni sport che è preferibile fare in compagnia, ma che fondamentalmente possono anche essere svolti in solitudine, come la corsa, il ciclismo, il nuoto. Altri che invece necessitano di un partner, come il tennis, l’arrampicata sportiva, la subacquea, la pallavolo.
E se tra i miei amici non conosco nessuno che pratica un dato sport nei miei orari che faccio?
Mi metto a mandare mail a caso o a telefonare a vanvera?
Metto i dati su we-sport e guardo chi vorrebbe praticare il mio sport e si trova nella mia stessa situazione. Quante volte poi ti sarà capitato di non riuscire ad organizzare una partita di calcetto perchè mancavano 2 giocatori? Io tutti i lunedì gioco a calcetto grazie al fatto che, comunque, organizzando la partita su we-sport abbiamo il problema di avere troppi giocatori disponibili, non troppo pochi, e ultimamente del gruppo di amici iniziale rimangono solo alcuni elementi, gli altri sono amici che ci hanno contattato tramite we-sport…
Ci sono più di 200 sport indicizzati ed una sezione per portatori di handicap chiamata “special sport”. Questo concetto dell’inclusione sociale lo stiamo portando avanti anche con un’altra azienda: SporTiamo, che si occupa di garantire la possibilità di frequentare corsi sportivi a bambini in situazioni economiche svantaggiate grazie ad un meccanismo di pagamento differenziato.
Quali sono le altre funzionalità che l’utente ha a disposizione una volta iscritto? Vengono suggeriti dei nuovi amici in base agli sport praticati, alle proprie impostazioni di profilo?
Altre funzionalità sono legate alle attività dei singoli iscritti: una fra tutte è: “Batti il mio record!” Ogni utente può inserire il proprio record e chiedere a tutti gli altri sportivi di batterlo. oppure “Lancia la sfida” per ritrovarci tutti nello stesso posto e organizzare più incontri contemporaneamente…una sorta di Flash Mob sportivo.
Prossimamente ci sarà anche la possibilità di prenotare le strutture direttamente dal sito…una sorta di Last Minute dello sport…
Vorrei poi ricordarti che We-sport è anche un’app flash per Facebook, un app per iPhone e a breve sarà anche un’app per Android.
Come We-Sport avete in mente una partecipazione attiva o pensate di rimanere “dietro le quinte”? Ovvero: ci saranno degli eventi organizzati da We-Sport a cui gli iscritti potranno partecipare? Pensate di sponsorizzare qualche manifestazione sportiva?
Ci saranno eventi organizzati da We-Sport, certamente. Intanto siamo stati sponsor dei campionati mondiali di sci alpino IPC che si sono tenuti a gennaio, poi lanceremo una particolarissima sfida: Nazionale Italiana Rugby vs Isana Rugby (ultima tra gli ultimi…) che si terrà nel mese di aprile.
La gestione del centro sportivo direttamente on-line, con EasyFields
Pubblicato da Marco Chiesa

Se gestisci un centro sportivo questa piattaforma fa al caso tuo! Ce la presenta Giancarlo Bozza, uno dei creatori di EasyFields.
Easyfields. Una piattaforma web/mobile per la gestione dei centri sportivi. In che cosa consiste esattamente?
EasyFields e’ una piattaforma per la gestione delle strutture sportive totalmente unica nel suo genere. Infatti offriamo ai centri sportivi iscritti un pacchetto unico che comprende un sito internet personalizzabile, un servizio di prenotazioni per i clienti on-line (e via smartphone) e un servizio gestionale in back-end (CRM, finance control, booking management). Tutto questo viene offerto ‘in the cloud’ quindi senza bisogno di installare nessun programma sul computer, controllabile ovunque e automaticamente sincronizzabile all’istante.
L’obiettivo fondamentale che avevamo in mente era di innovare l’idea del ‘gestionale’ sfruttando al massimo le tecnologie attuali (Social Networks implementation, HTML5, Smartphone visualization, cloud computing, etc…).
Il centro sportivo ha quindi a disposizione un sistema di gestione completo e molto interattivo: funziona con qualsiasi tipo di smartphone?
Ogni centro sottoscritto viene fornito di una ‘web app’: questo significa che il servizio di prenotazione on line e tutte le informazioni visualizzabili sul sito internet (news, tornei, mappa del centro, etc..) sono adattate per la visualizzazione via smartphone, esattamente come una Applicazione.
Attualmente la visualizzazione e’ stata ottimizzata per iPhone e Android. Per il Blackberry ci sono ancora qualche glitch, ma ci stiamo lavorando.
Mi piace molto l’integrazione con Facebook Connect. Questo permette a chi deve organizzare la classica partitella serale di farlo direttamente dal vostro sito?
Il modo in cui abbiamo integrato Facebook Connect mi rende molto fiero
E’ una funzionalità che può sembrare poca cosa, ma in verità è fondamentale e di grandissima utilità (oltre ad essere unica sul mercato).
Le ‘forze’ di questa integrazione sono ben 3:
- Come tu hai menzionato, la prima forza e’ la possibilità di notificare a tutti gli amici la partitella con pochi clicks direttamente su Facebook: appena effettuata la prenotazione si visualizza un pop up in cui poter scegliere gli amici a cui notificare. Una volta selezionati gli amici, nella loro bacheca apparirà un messaggio che li invita a partecipare alla partita, specificando ora, indirizzo, etc…
Una procedura che riduce drasticamente i costi ed il tempo normalmente impiegato ad avvertire gli amici… - La seconda forza è la possibilità di lasciare automaticamente le tue informazioni con un ‘click’: infatti basta schiacciare su ‘connect’ e le informazioni necessarie alla prenotazione vengono automaticamente compilate. Questo inoltre garantisce al centro sportivo un ulteriore livello di sicurezza sulla prenotazione.
- Terzo (ma assolutamente non ultimo punto di forza), è il fattore ‘visibilità’ che il centro sportivo può sfruttare. Infatti, ogni volta che un giocatore ‘notifica’ la partitella ai suoi amici di squadra (come visto nel primo punto), il centro sportivo appare ‘silenziosamente’ sulla bacheca di tutti gli invitati. Questa e’ la vera forza del “Facebook Connect” per i centri sportivi: offrire al cliente un servizio che fa risparmiare tempo nell’organizzare la partitella ed in cambio ottenere visibilità gratuita sui social networks; concetto molto simile al successo virale di Groupon.
Non resta che comprendere meglio come attivare il servizio. Mi pare di capire ci sia una fee di attivazione in base al numero di strutture, ed un canone mensile.
Il prezzo è calcolato in base al numero di ‘campi’ che il centro possiede e vuole pubblicare sul suo sito. Questo metodo di prezzistica si adatta a qualsiasi tipo di struttura ed è quindi conveniente per strutture piccole o grandi che siano. Il cliente paga una fee di iniziazione una volta configurata la piattaforma, ed un canone mensile ricorrente. I prezzi sono più che convenienti per tutti i servizi offerti. Per esempio, il prezzo per un centro sportivo con 3 campi è di 199 euro per la fee di installazione ed un canone mensile di 79 euro.
Se ci pensi chi offre un sito internet, prenotazioni on-line e programma gestionale a 199 euro? E i 79 euro mensili per una struttura con 3 campi, sono copribili con meno di 2 ore di attività.


