Archivio per la categoria 'aziende'
Lo sponsor Airoh al Mantova Starcross 2010 e nel web
Pubblicato da Marco Chiesa

Sabato 6 febbraio 2010 sono stato al 27° Airoh Mantova Starcross, prestigioso appuntamento invernale del motocross mondiale. E’ stato il primo evento di motocross al quale abbia finora assistito, sport che guardo spesso su Sportitalia, da appassionato con limitatissime competenze tecniche: sarei in palese difficoltà qualora uno mi chiedesse la differenza tra un motore 2 tempi ed uno 4 tempi.
Ma alla fine quel che conta è assistere alle gare e vedere da vicino gli “impossibili” salti dei vari Cairoli, Philippaerts, Musquin e del belga De Dycker (nell’immagine), il mio preferito per via dell’abilità nelle condizioni di gara più difficili.
Il tutto in compagnia degli amici ed esperti enduristi Francesco (sua la foto che ho “manomesso”) e David, coi quali ho visto gare di motomondiale e F1, e che ogni tanto sfido nelle piste di go-kart. Abbiamo avuto modo di chiacchierare un poco anche con Enrico, amico che si trovava nel paddock per lavoro in qualità di tecnico della GET, azienda vicentina leader nella raccolta ed analisi di dati per il racing.
Peccato essere stato nella città Virgigliana ma non essere riuscito a prendere il caffè con l’amico Riccardo, e parlare delle ultime tendenze in fatto di web marketing, mondo che comprendo decisamente meglio.
La giornata del sabato è riservata alle prove libere ed alle gare di qualificazione. E’ un’occasione unica per poter entrare liberamente nel paddock, evitando la folla e la calca della domenica, e girare fra le aree box delle varie scuderie. Sono venuto così a conoscere la Airoh, azienda bergamasca leader nei caschi da moto offroad e sponsor della manifestazione sportiva. Confesso che non conoscevo il loro marchio.
Curioso, mi sono messo a cercare delle informazioni, e ne ho approfittato per scrivere alcune considerazioni di marketing. Partiamo citando un passaggio raccolto in questa intervista rilasciata al portale Moto.it da Antonio Locatelli, titolare dell’azienda bergamasca:
“Ho sempre pensato alle competizioni come al miglior veicolo promozionale, utile a far conoscere il prodotto nonché per testarne la validità perché penso che se un casco va bene a dei professionisti e a dei campioni vuol dire che è un buon casco. Con ciò non dimentichiamo l’importanza delle riviste e dei siti Internet che sono di certo un veicolo di fondamentale importanza per la visibilità di un marchio“.
Niente da dire sulla presenza alle competizioni: oltre che partner dell’evento, che andrebbe denominato quindi “Airoh Starcross“, il marchio troneggia su di un grande gonfiabile pubblicitario in ingresso paddock, ed il truck che portano agli eventi in loco (nel quale ho intravisto salire ed intrattenersi il campione della MX1 Toni Cairoli) è senza dubbio un ottimo veicolo d’immagine, in tutti i sensi!
Tutto il circuito di gara è tappezzato dai pannelli pubblicitari con il logo dello sponsor, in coabitazione con il marchio di pneumatici Pirelli, anch’esso presente da diversi anni alla manifestazione. Solo due marchi (ed il gonfiabile/traguardo della Red Bull) a fare da cornice al tracciato: evidente segno della crisi economica? Torna attuale quanto abbiamo illustrato qualche tempo fa per la sponsorizzazione del campionato Nascar.
Vediamo ora di esprimere qualche considerazione in merito all’attività internet. Mi imbatto in un sito web nuovissimo, rilasciato da poche settimane, e…ben fatto! la grafica è molto curata. L’interfaccia è ben congeniata, rendendo il sito estremamente facile da navigare, forte di un’ottima usabilità. Poche e chiare le voci di menù, schede prodotto che trovano il loro giusto spazio, nessuna animazione ad appesantire il caricamento delle pagine.
Per la verità non c’è grande possibilità di interazione, manca un’intregrazione con i tanto utilizzati social network. E’ comunque un sito di presentazione aziendale ben congeniato.
L’ottimizzazione del sito per i motori di ricerca è buona: si sarebbe potuto agire per intercettare qualche combinazione di ricerca in più, dedicando ad ogni singola news una pagina univoca ben ottimizzata, per attrarre più visite dalle ricerche. Altri aspetti potrebbero essere stati curati maggiormente, ma nel complesso la visibilità on line è ottima, almeno nei motori di ricerca: primo brand a comparire nelle ricerche per la difficile keyword “casco” e per competitive keyphrases quali “caschi moto” e “caschi motocross“. Nessuna ottimizzazione invece per la lingua inglese: qualcosa ci si lascia scappare in termini di visite dai Paesi stranieri.
Valutiamo la presenza del marchio nei Social Network più utilizzati:
in YouTube non c’è un canale aziendale, tuttavia sono presenti molti filmati degli utenti. Si potrebbe pertanto creare un canale ed aggiungere i filmati alla propria playlist, sfruttando così gli ugc già pronti, i contenuti generati dagli utenti. Il costo è pari a zero, le opportunità di accrescere la propria brand awareness sfruttate meglio.
In Facebook una ricerca eseguita con il marchio dà luogo a parecchi risultati: 24 gruppi ed una Pagina Fan AIROH MX Helmets, che presumiamo essere quella istituzionale: manca però un’effettiva interazione, ci sono solamente gli auguri per le festività di Pasqua e Natale. Per chi volesse approfondire, abbiamo raccontato di un caso di interazione azienda-utenti nei social media. Non sono andato a controllare quanto venga discusso all’interno dei gruppi: possibile ci siano molti elogi e, forse, qualche critica.
Nel complesso poca attività, si potrebbe fare qualcosa di più.
Per quanto riguarda il marketing on line ci sarebbe ora da valutare tutta l’attività fatta nei vari forum, le campagne di advertising, i comunicati più o meno ufficiali rilasciati a portali e siti specializzati. Insomma, potremmo andare avanti ancora un bel po’.
Ma fermiamoci qua con l’analisi dell’attività on line dello sponsor in oggetto ed iniziamo a trattare un argomento che riguarda tutte le aziende ed i brand in particolare.
Come si può fare a monitorare quanto di un marchio/prodotto viene scritto sui siti Internet, senza dover compiere delle continue ricerche “a mano”?.
Supponiamo che un’azienda volesse dotarsi di un sistema in grado di monitorare le opinioni che gli utenti di internet esprimono intorno al proprio brand ed ai prodotti commercializzati evitando di collegarsi ai siti web, ai forum on line, ai blog “ficcanaso” come il mio, ai gruppi in Facebook o negli altri social network.
Dovrebbe dotarsi di tecnologia e processi che fanno parte della brand reputation management, il monitoraggio della reputazione del brand, messa “a dura prova” dalle recenti innovazioni introdotte dal web, che permette a chiunque di scrivere opinioni – positive o negative – in moltissimi modi.
Esistono ovviamente alcuni servizi gratuiti ed altri sistemi più performanti, in grado addirittura di “assegnare un giudizio” ai vari contributi on line rinvenuti. Per quanto riguarda la prima tipologia di servizi, la migliore soluzione in cui mi sia fino ad ora imbattuto è rappresentata dal servizio Google Alerts – ennesimo strumento rilasciato dall’azienda di Mountain View – che permette di ricevere automaticamente segnalazioni periodiche su qualsiasi argomento. Una volta scelti i termini e le parole chiave di interesse da monitorare, tutti i contenuti attinenti che finiscono negli archivi di Google vengono automaticamente segnalati all’utente. Il servizio mi risulta essere l’unico davvero efficace, sopratutto per il mercato italiano. Altri servizi funzionano bene negli U.S.A., ma da noi lasciano alquanto a desiderare.
Per quanto riguarda gli strumenti più evoluti, in Italia molta considerazione la riceve il software realizzato dalla milanese ActValue Consulting & Solutions, denominato “Reputation Manager“, sistema avanzato di ricerca automatica delle informazioni:fornisce anche un’analisi dei contenuti, ed è utile per monitorare anche i propri competitor.
Attraverso questi sistemi si diventa in grado di monitorare efficacemente la propria reputazione on line, ed avere sotto controllo tutte le critiche positive o negative intorno ai prodotti realizzati, organizzando tutti i feedback e le informazioni utili per meglio svolgere le proprie attività di relazione coi clienti/acquirenti e quelle di marketing.
Se l’azienda bergamasca avesse già attivato un sistema di monitoraggio come quello appena descritto, sarebbe pertanto venuta a conoscenza di questo post, con un’unica possibile conseguenza: letteralmente entusiasta di tutta questa pubblicità gratuita, Airoh mi ringrazierebbe offrendomi in regalo un bellissimo casco per i miei due amici enduristi Francesco e David! Uno solamente però! Così finisce che mi diverto a vederli in questa situazione…
I periodici sportivi digitali
Pubblicato da Marco Chiesa
Lasciamo il settore delle figurine sportive e diamo uno sguardo ai periodici, prendendo spunto da questo filmato che promuove una versione digitale per Tablet PC della famosa Sports Illustrated.
Proprio stamane ho comprato il secondo numero della nuova versione del Guerin Sportivo, divenuto un mensile e ribattezzato GS. Come spiega il Direttore Responsabile della rivista nella rubrica della posta, “La decisione del mensile nasce in realtà da lontano, dalla difficoltà che da anni ci investe. I lettori sono via via calati in tutta la stampa periodica ed è diminuita, nell’intera editoria italiana, la pubblicità. [...] Il “rotocalco” soffre per natura, risentendo più di altri della velocità dei nuovi media. Europeo, Epoca, Diario (ma anche Controcampo con il forte sostegno della tv) non ce l’hanno fatta. Vorrà dire qualcosa.”
In effetti i siti internet danno le informazioni in tempo reale, non costringono l’utente a recarsi all’edicola, ed il fatto che siano gratuiti ha ovviamente rotto equilibri consolidati nell’editoria. Tuttavia molti lettori amano le pagine di carta, preferendo libri e giornali agli e-book e siti web, ma quello che ci mostra il filmato è davvero irresistibile: la possibilità di avere accesso a contenuti multimediali, così tante funzionalità di interazione come la condivisione dei contenuti con gli amici via email o nei social network, o la possibilità di seguire avvenimenti sportivi piuttosto che di giocare ai vari campionati virtuali (come il fantacalcio per capirci). Davvero notevole.
Anche la pubblicità può contare della multimedialità offerta per portare l’utente al proprio sito web, diventando un’opzione maggiormente appetibile per gli inserzionisti. Chissà insomma se sarà questo il futuro o se anche il Guerin Sportivo tornerà ad essere un settimanale da comprare in edicola.
Sicuramente un dispositivo Tablet PC ha un costo d’acquisto non indifferente, da capire se sarà più utilizzato del duo notebook più smartphone. Non credo che ci si possa aspettare di poter acquistare la rivista digitale ad un prezzo tanto inferiore rispetto a quello della versione in carta stampata.
Rimane poi il discorso ambientale: i più sostengono che riducendo la notevole quantità di carta stampata si possa contribuire ad abbassare l’inquinamento prodotto da inchiostri e altre sostanze chimiche, oltre che salvare boschi e foreste. Ma non è che i prodotti elettronici siano tanto più ecologici. Ovviamente si taglierebbero meno alberi.
INTERVISTA al Responsabile Marketing & Sales di Floobs Ltd, Giulio Baroli
Pubblicato da Marco Chiesa

Con il Responsabile del Marketing & Sales Giulio Baroli facciamo la presentazione di un innovativo servizio che permette alle società sportive di realizzare e gestire un proprio canale web tv. In Italia i tifosi del Frosinone già lo conosceranno.
Giulio, ci presenti la società ed il servizio di web tv pensato per chi opera nello sport?
Floobs è un’azienda tecnologica finlandese nata nel 2007. I fondatori sono Joonas Pekkanen e Kai Lemmetty. Floobs offre soluzioni per live e on-demand video streaming sul web, includendo soluzioni per Mobile TV e applicazioni per social network come Facebook e MySpace.
Il mondo dello sport è uno dei target principali della nostra azienda. Molti club, specialmente nella Liga spagnola di calcio, utilizzano la nostra soluzione per la la loro web TV o galleria video. Con l’ausilio di Floobs, il Sevilla FC trasmette il suo canale televisivo sul proprio sito 24 ore su 24 ore in tutto il mondo. Anche Marca.com si è affidata a Floobs per trasmettere in diretta sul proprio sito la presentazione di Cristiano Ronaldo al Santiago Bernabeu, occasione nella quale sono state raggiunte 250.000 visualizzazioni e la nostra piattaforma ha dimostrato un altissimo grado di affidabilità (http://www.marca.com/2009/07/07/futbol/equipos/real_madrid/1246969520.html).
Le ultime novità realizzate da Floobs riguardano lo sviluppo di un nuovo widget per la gestione dei propri contenuti video. Il widget funge come una vera e propria web TV in grado di mostrare sia i contenuti on-demand che quelli in diretta e risulta di facile integrazione su qualsiasi sito web. È sufficiente fare l’embed del widget su di un sito, come ad esempio avviene con un qualsiasi filmato YouTube, e la gestione e l’aggiornamento dei contenuti presenti nel widget viene effettuato esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma di Floobs.
Lo stesso widget è poi integrabile in piú piattaforme, in particolare su mobile sites e Facebook. Il vantaggio che ne deriva per qualsiasi club sportivo è enorme, perché attraverso l’utilizzo di una sola piattaforma possono offrire i loro contenuti su diverse destinazioni.
Altri sviluppi riguardano il recente restyling della home page di www.floobs.com ed il lancio di un client per effettuare la diretta con telefonino. A breve il sito web verrà anche tradotto in italiano in modo da essere piú accessibile su di un mercato che consideriamo importante.
Vorrei esaminare l’aspetto economico. Ovvero, come ci si accorda con una società che si avvale del vostro sistema? Che tipo di rapporto si instaura?
Tutte le negoziazioni sono effettuate nell’ambito classico commerciale: si cerca di stabilire un contatto con le società che potrebbero essere interessate e si prosegue su quella strada se ci sono le premesse affinchè il rapporto si possa stabilire. Questo, come si puó evincere, richiede spesso un interesse mutuale. Il club o la federazione ha già del materiale video e l’idea di distribuirlo on line. In particolare c’é spesso l’interesse di effettuare delle dirette.
Proprio la fase di contatto e negoziazione risulta tra le piú difficili. Noi non offriamo siti web, ma solamente la soluzione tecnologica affinchè una web TV sia visibile su di un sito. L’embed del widget e l’utilizzo della nostra piattaforma sono semplici esattamente come l’utilizzo di una piattaforma come Youtube. Ovvio che la negoziazione con un club debba affrontare vari aspetti, visto che la web TV investe molteplici ambiti, da quello propriamente internet al marketing.
Inoltre è difficile trovare un webmaster interno alla società, visto che la maggior parte dei club si affida ad aziende esterne non solo per la realizzazione ma anche per la gestione del proprio sito. Questo ovviamente crea degli intoppi perchè molte web agencies ci vedono come un competitor piuttosto che come un partner.
A livello economico ti garantisco che le nostre soluzioni offrono prezzi molto competitivi. I prezzi per club di prima fascia sono calcolati in maniera personalizzata in base alle esigenze di diretta e spazio di archiviazione richieste. I club possono anche sfruttare l’opportunità di monetizzare dai loro contenuti video. Per questo offriamo loro un pannello per il lancio di campagne pubblicitarie (video pre roll ads) come avviene ad esempio sul sito della Gazzetta dello Sport.
Il rapporto ha in genere una durata annuale, ovviamente rinnovabile. Il pagamento è nella maggior parte dei casi basato su un canone mensile. Il primo mese è offerto gratuitamente, questo è fatto per creare un rapporto di fidealizzazione con il cliente e renderlo partecipe delle potenzialità della web TV. Dopo il primo mese di prova, nessuno dei nostri clienti ha mai deciso di non sottoscrivere un contratto con la nostra azienda. Di questo siamo ovviamente molto fieri e credo dica molto sull’attenzione e la cura che rivolgiamo affinchè il cliente sia sempre soddisfatto.
A breve vorremmo proporre una soluzione di largo consumo per tutti i club e le federazioni minori, professionisti e non: a fronte di un canone mensile possono avere una web TV senza dover investire grossi capitali o realizzare nuovi siti web. Per rendere fruibile questa possibilità, stiamo infatti studiando la possibilità di lanciare un web shop.
La prossima domanda di Ask.com: restare in NASCAR?
Pubblicato da Marco Chiesa

Non farò una traduzione completa dell’articolo originale, che trovate linkato in fondo. Mi limiterò a tradurre la prima parte, che spiega di cosa stiamo parlando. Un case study di marketing nello sport.
Lo scorso dicembre Ask.com ha stanziato quasi tutto il budget delle proprie risorse marketing nel campionato NASCAR per il primo semestre del 2009, diventando così uno dei pochi marchi ad investire nel cuore della recessione. I leader dell’azienda, differenziandosi dai giganti fra i motori di ricerca come Google, Yahoo! e MSN, hanno deciso che si doveva essere aggressivi, a dispetto della congiuntura economica sfavorevole.
Sei mesi più tardi, un nuovo capo della società è di fronte a una nuova decisione: rimanere o meno in questo sport.
Esaminando i primi ritorni, nonostante l’inizio in ritarso ed i soli 65 giorni per concepire un programma di attivazione che ha lanciato a Daytona nel mese di febbraio, la decisione di fare il salto in NASCAR sembra aver pagato per Ask.
I dati di Nielsen Online dimostrano che la quota di mercato è cresciuta dal 1,9% al 2,2% da gennaio a giugno, anche se Ask.com rimane quinto nella categoria dietro al sempre dominante Google, Yahoo!, MSN e AOL. Un’altra società di misurazione di Internet, comScore, ha classificato Ask.com come quarto nella categoria.
“Abbiamo visto risultati molto forti”, ha dichiarato il Presidente Scott Garell. “Ciò dimostra che la scelta sta ripagando.”
Ask ha registrato una crescita a doppia cifra tra i tifosi di Nascar, in base ad uno studio di Brand Image Monitor condotto da gennaio a marzo che è stato commissionato dal motore di ricerca. L’unico cambio nel marketing di Ask.com è stato entrare in NASCAR come main sponsor di una scuderia, sponsorizzare la lega NASCAR ed i circuiti, e aver provveduto ad un importante acquisto di spazi pubblicitari sul cnaale televisivo Fox e sul portale web NASCAR.com.
Giunti ora a metà stagione, Ask.com di Oakland sta valutando il resto del 2009 e il 2010. Il suo accordo per sponsorizzare la Ford n°96 di Bobby Labonte e la squadra Hall of Fame Racing e il suo status di sponsor ufficiale NASCAR sono solo per il 2009. La maggior parte del budget di circa 10 milioni $ stanziato per lo sponsor e l’attivazione del team, secondo gli analisti del settore, è stato per coprire il primo semestre dell’anno.
L’accordo con la Hall of Fame Racing costa un po’ meno di 4 milioni di $ per lo spazio più prominente nelle 18 gare, secondo alcune fonti. Questo è di gran lunga più conveniente che i 20 milioni di $ o più, che deve spendere uno sposnor delle squadre di alto livello. Hall of Fame Racing si è rivelato un affare essendo una macchina che lotta nelle retrovie.
Anche senza le ottime prestazioni, la scelta di essere attivi in varie aree con squadra, campionato, piste, TV e Web ha generato un impatto. “Abbiamo tutte le intenzioni di ritornare l’anno prossimo”, ha detto Garell.
Garell ha assunto la leadership di Ask nel maggio seguente all’uscita dell’ex CEO Jim Safka per motivi personali. Nonostante il cambiamento di leadership nel bel mezzo del suo primo grande sforzo di marketing sportivo, Garell ha dichiarato che il programma non ha perso un colpo.
Garell è stato determinato nella decisione di fare il salto in NASCAR, e si attende di proseguire senza intoppi i colloqui con i partner di Ask in quanto era con Safka già nella maggior parte delle sedute nel mese di dicembre. Anche se egli ha uno stile diverso. Garell è considerato più analitico nel suo approccio rispetto al precedessore Safka.
La buona notizia per la lega NASCAR è che i parametri di analisi sono a suo favore.
Lo studio di Brand Image mostra che fra i fan della NASCAR l’utilizzo di Ask.com è incrementato del 12%, la brand awareness è aumentata del 43% con un aumento della brand reputation in termini positivi del 14%. Ask.com è visitato più spesso dai fan della NASCAR.
“Hanno avuto una copertura a tappeto”, ha detto Brett Jewkes, managing partner di Taylor, che ha collaborato con Ask nel mese di dicembre per contribuire ad attuare il piano di marketing e pubbliche relazioni.
Nell’articolo si descrive più approfonditamente come l’impegno del board di Ask e la disponibilità della squadra e delle lega alla sponsorizzazione abbiano permesso di realizzare questo importante risultato di marketing. Si spiega che sebbene i risultati di Labonte non siano sempre apprezzabili, il motore di ricerca è riuscito nel suo intento: essere entrato nei cuori dei fan.
Lo sport ha molto da offrire al marketing, e questa esperienza lo testimonia.
Autore: Marco Chiesa - adattamento dell’originale articolo di Michael Smith in: SportsBusiness Journal
AcMilan.com, versione speciale sul telefonino
Pubblicato da Marco Chiesa

Milanello, 29 aprile 2009. Con una conferenza stampa il Milan ha annunciato il debutto in rete della versione mobile di acmilan.com, sito ufficiale del club.
La squadra rossonera diventa così la prima società calcistica al mondo non solo per trofei internazionali vinti, ma anche per strategia operativa di comunicazione integrata. Il nuovo canale internet dedicato in maniera esclusiva alla telefonia mobile rappresenta un’innovazione importante sia nel panorama generale dei media istituzionali sia nel rapporto con i tifosi.
Il Milan, Entertainment Company in grado di coinvolgere e intrattenere milioni di sostenitori in tutto il mondo, si conferma così costantemente all’avanguardia nella sperimentazione di nuovi canali di comunicazione, con particolare attenzione ai media digitali.
La versione mobile, raggiungibile digitando semplicemente dal proprio telefonino l’indirizzo www.acmilan.com o m.acmilan.com – è stata realizzata per la visualizzazione ottimale su 4.500 modelli di device mobile. L’aspetto grafico originale del sito è stato appositamente rivisitato, pur ricalcando il tradizionale stile rossonero, per consentirne la massima fruibilità da parte degli utenti.
A presentare l’iniziativa, Laura Masi, Direttore Marketing del Club e Massimo Ambrosini, testimonial d’eccezione per il lancio del progetto. “Mettere in atto strategie di comunicazione integrata si traduce nella costante proposta ai nostri supporter di nuovi servizi e strumenti per interagire con il Club.” – ha dichiarato Laura Masi – “Per questa ragione il nostro sito è disponibile in sei lingue, possiede tre versioni ad hoc curate da redazioni locali in Giappone, Brasile e Cina e offre l’accesso facilitato agli utenti diversamente abili. Inoltre, da oggi il sito sarà “tascabile” e consultabile in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo, in Italia e nel mondo. La versione mobile sarà disponibile, infatti, anche in inglese”. Ad oggi, la versione mobile è divisa in 7 sezioni:
News: le notizie ad aggiornamento frequente (breaking news) e gli approfondimenti (headline news) che ricalcano esattamente la versione originale;
Live Match: la cronaca testuale in diretta delle partite;
Club: le informazioni sulla stagione sportiva (partite, risultati, classifica, schede dei calciatori) e sulla storia del Club;
Mondo Giovani: il Settore Giovanile e tutto ciò che c’è da sapere sulle attività Milan rivolte agli under 18;
Fondazione Milan: le informazioni sulla onlus rossonera e sul progetto della stagione;
Stadio: gli aggiornamenti sulle modalità di ingresso, sulla vendita dei biglietti per tutte le partite in programma e la piantina dello stadio;
Sponsor: il panorama commerciale delle Aziende partner.
“Lo sviluppo del progetto mobile dimostra come, ancora una volta,la tecnologia diventi leva strategica e fondamentale nella relazione con i tifosi, per garantire la massima diffusione e capillarità delle informazioni e alimentare la community rossonera” ha aggiunto Giuliano Giorgetti, Responsabile del progetto Web&CRM del Club. Per la realizzazione della versione mobile di acmilan.com, il Milan ha collaborato con 365msport, partner di 01design, società specializzata nella creazione di nuovi format di comunicazione in ambito sportivo. “AC Milan si è distinto nuovamente come Club moderno e molto attento ai propri tifosi. Per noi è motivo di grande orgoglio poter lavorare con una società così prestigiosa e organizzata” – ha affermato Leonardo Castelli, Presidente di 365msport. “Ritengo sia importante sottolineare come questo nuovo canale di comunicazione permetterà ad AC Milan di offrire la miglior user experience ai propri tifosi”.
Abbinata all’iniziativa, anche una versione studiata appositamente per i telefoni Nokia – partner del progetto – che utilizzano la piattaforma Symbian, per sfruttare al meglio, sia nell’aspetto grafico sia nei meccanismi di navigazione, tutte le potenzialità di questi nuovi dispositivi.
Allo stesso tempo, il sito mobile di acmilan.com è perfettamente compatibile con tutti gli altri modelli di cellulari che utilizzano la tecnologia Windows Mobile.
A breve, sarà disponibile inoltre un’ulteriore versione applicativa, ancora più accattivante e coinvolgente grazie all’utilizzo della speciale tecnologia Flash Lite.
A coronamento della conferenza, l’intervento di Massimo Ambrosini: “La tecnologia è parte integrante della mia vita, che è quella di una persona sempre in viaggio.” – ha dichiarato il vice capitano rossonero – “A prescindere da dove mi trovo, internet mi consente di rimanere in contatto con la famiglia e con gli amici e mi permette di essere costantemente informato su ciò che accade nel mondo. Utilizzare il cellulare per la navigazione in rete è quindi per me una preziosa opportunità ed è inoltre un utile strumento di svago nelle occasioni più svariate, in trasferta e a casa”.
fonte: SportMarketingNews
Libro di Marcel Vulpis – “Benchmarketing – Dieci idee creative di sport business”
Pubblicato da Marco Chiesa

Siete interessati al marketing sportivo, ma non sapete come approcciare alla materia? Siete dei superesperti e volete alcuni importanti consigli per ispirarvi? Bene, in libreria è in arrivo il testo che fa per voi. Si chiama “Benchmarketing – Dieci idee creative di sport business“, edita da L&V Editrice, l’ultima fatica letteraria di Marcel Vulpis, direttore dell’agenzia internet sporteconomy.it e noto esperto della materia. L’autore ha voluto intitolare il libro fondendo due parole magiche della lingua inglese, tanto care al mondo degli affari: benchmark e, appunto, marketing.
La prima in italiano significa “metro di paragone”. Ed è quello che fa Vulpis, che ha usato dieci casi particolari del marketing sportivo usati appunto come riferimento per la materia. La metà delle idee trattate riguarda il calcio, ma creatività e innovazione sono presenti anche nella vela, rugby, motori (F.1) e tennis. Il mercato di riferimento è la Gran Bretagna, dove non solo in ambito sportivo, c’è, tradizionalmente, una forte attenzione al marketing e alle sue applicazioni. Riguardo al mondo del pallone, Vulpis comunque sottolinea un aspetto critico: in esso «si assiste a una marmellata di marchi, che potrebbe essere sostituita da un numero minore di loghi e da idee-marketing più innovative».
Il primo caso esaminato nel volume, riguarda il matrimonio tra la British olympic association e la Financial Times Stock Exchange (la Borsa di Londra) come partner per le prossime tre edizioni dei Giochi (fino a Londra 2012). Ogni federazione olimpica inglese sarà legata a un’azienda britannica quotata sul listino londinese. A seguire, c’è la futura esperienza del Fuxia Challenge: una squadra di sole donne impegnate nella 34a edizione della Coppa America. Un attento esame viene svolto alla scelta della Honda, che concorre al mondiale di Formula 1, che svolto la scelta di utilizzare come sponsor solo aziende impegnate nel business dell’ecologia.
Non poteva non mancare il più famoso club calcistico inglese, il Manchester United. I “red devils” hanno creato quattro specifiche linee di abbigliamento che giocano sul nome (Mutd) e sulla data di fondazione del club (1902). A queste si affianca anche “4Life”, dedicata al target dei più giovani, e una più retrò in perfetto stile Settanta. Andando a pochi chilometri a nord di Manchester, si giunge a Bolton. La squadra locale, il Bolton Wanderers che non gravita frequentemente nei piani alti della Premie League, ha scelto di legarsi a un marchio internazionale come Reebok (da pochi mesi entrato nell’orbita del colosso Adidas), che sponsorizza non solo la maglia nel ruolo di “main partner”, ma anche fornisce la divisa di gara e ha acquisito i naming rights dello stadio. Vulpis tratta anche del caso del Liverpool, che nel suo stadio ha scelto di coccolare i suoi tifosi più fedeli: essi potranno sedersi in un’apposita area vip che gioca sulla data di fondazione della società (1892). E da Liverpool l’autore si trasferisce a Londra, precisamente nello stadio dell’Arsenal: la Sony ha stretto un importante accordo con i gestori dell’Emirates Stadium nel settore tecnologico. Ma c’è anche un altro aspetto molto particolare del calcio-business: quello riguardante il “caro estinto”. L’autore tratta tre casi: la squadra tedesca della Bundesliga, l’Hamburg SV, ha aperto un cimitero per i propri tifosi a pochi metri dai cancelli dello stadio, mentre il Boca Juniors (campionato argentino) ha creato una linea di bare gialloblù e l’Everton F.c. (Premier league) organizza funerali ad hoc per i tifosi più fedeli.
Il volume si conclude con l’analisi del mercato dei diritti di nome, meglio conosciuti dagli addetti ai lavori come naming rights, nel rugby, e la scelta della Indesit di puntare sulla pallavolo e sul tennis per la propria strategia di comunicazione aziendale.
fonte: il pallone in confusione

