Archivio per la categoria 'interviste'
We-Sport.com : INTERVISTA a Marco Ivaldi, COO
Pubblicato da Marco Chiesa

Qualche settimana fa stavo curiosando tra le startup italiane, e mi sono imbattuto in un “social network sportivo” lanciato in questi ultimi mesi. Ne parliamo con Marco Ivaldi, Direttore Operativo di We-Sport
Come descrivere ad un amico We-Sport? un Facebook a misura di sportivo? un sito simile a Bizoona.org ma più completo e più social?
Fondamentalmente We-Sport è un social network verticale, uno strumento che ti permette di metterti in contatto con le persone che hanno le tue stesse passioni, in questo caso lo sport. Ma credo che l’innovazione di questo tipo di strumento stia soprattutto nel trasferire le attività dal mondo web, virtuale a quello reale. Ecco, credo che il futuro sia nelle applicazioni web che diano uno strumento all’utilizzatore per agire nel mondo reale. E non il contrario.
Pensa ad esempio a quando eravamo piccoli e si giocava a pallone al giardinetto dietro casa. Poi a metà degli anni ’80 sono nate le prime console per giocare al computer. Si stava in 4 o 5 amici in una stanza puzzolente e si passava le serate ridendo e parlando delle ragazzine che ci piacevano. Con l’avvento dei social network e in generale del www le console sono interconnesse. Allora io gioco con il mio vicino di casa, ma lui rimane a casa sua ed io a casa mia. Si è perso anche quell’ultimo contatto. Credo che il futuro sia fornire uno strumento digitale per tornare a giocare con gli amici al parco e aiutare le persone a ritrovare il coraggio di incontrarsi, vivere una passione insieme.
We-sport ha un utilizzo molto semplice. Compilo una scheda in cui inserisco quale sport faccio, in quali orari, il luogo, la mia abilità, il sesso e la mia età. Il sistema crea un elenco di persone che rispondono alle mie caratteristiche e che sono anche loro interessate a praticare uno sport insieme.
Tu dici un Facebook per sportivi, sì ci sta. Ma mentre su Facebook molte volte si “passa il tempo”, we-sport è uno strumento che serve principalmente per ottenere informazioni e organizzare incontri. Una delle particolarità è infatti quella di poter creare le squadre per organizzare partite.
Ci sono alcuni sport che è preferibile fare in compagnia, ma che fondamentalmente possono anche essere svolti in solitudine, come la corsa, il ciclismo, il nuoto. Altri che invece necessitano di un partner, come il tennis, l’arrampicata sportiva, la subacquea, la pallavolo.
E se tra i miei amici non conosco nessuno che pratica un dato sport nei miei orari che faccio?
Mi metto a mandare mail a caso o a telefonare a vanvera?
Metto i dati su we-sport e guardo chi vorrebbe praticare il mio sport e si trova nella mia stessa situazione. Quante volte poi ti sarà capitato di non riuscire ad organizzare una partita di calcetto perchè mancavano 2 giocatori? Io tutti i lunedì gioco a calcetto grazie al fatto che, comunque, organizzando la partita su we-sport abbiamo il problema di avere troppi giocatori disponibili, non troppo pochi, e ultimamente del gruppo di amici iniziale rimangono solo alcuni elementi, gli altri sono amici che ci hanno contattato tramite we-sport…
Ci sono più di 200 sport indicizzati ed una sezione per portatori di handicap chiamata “special sport”. Questo concetto dell’inclusione sociale lo stiamo portando avanti anche con un’altra azienda: SporTiamo, che si occupa di garantire la possibilità di frequentare corsi sportivi a bambini in situazioni economiche svantaggiate grazie ad un meccanismo di pagamento differenziato.
Quali sono le altre funzionalità che l’utente ha a disposizione una volta iscritto? Vengono suggeriti dei nuovi amici in base agli sport praticati, alle proprie impostazioni di profilo?
Altre funzionalità sono legate alle attività dei singoli iscritti: una fra tutte è: “Batti il mio record!” Ogni utente può inserire il proprio record e chiedere a tutti gli altri sportivi di batterlo. oppure “Lancia la sfida” per ritrovarci tutti nello stesso posto e organizzare più incontri contemporaneamente…una sorta di Flash Mob sportivo.
Prossimamente ci sarà anche la possibilità di prenotare le strutture direttamente dal sito…una sorta di Last Minute dello sport…
Vorrei poi ricordarti che We-sport è anche un’app flash per Facebook, un app per iPhone e a breve sarà anche un’app per Android.
Come We-Sport avete in mente una partecipazione attiva o pensate di rimanere “dietro le quinte”? Ovvero: ci saranno degli eventi organizzati da We-Sport a cui gli iscritti potranno partecipare? Pensate di sponsorizzare qualche manifestazione sportiva?
Ci saranno eventi organizzati da We-Sport, certamente. Intanto siamo stati sponsor dei campionati mondiali di sci alpino IPC che si sono tenuti a gennaio, poi lanceremo una particolarissima sfida: Nazionale Italiana Rugby vs Isana Rugby (ultima tra gli ultimi…) che si terrà nel mese di aprile.
La gestione del centro sportivo direttamente on-line, con EasyFields
Pubblicato da Marco Chiesa

Se gestisci un centro sportivo questa piattaforma fa al caso tuo! Ce la presenta Giancarlo Bozza, uno dei creatori di EasyFields.
Easyfields. Una piattaforma web/mobile per la gestione dei centri sportivi. In che cosa consiste esattamente?
EasyFields e’ una piattaforma per la gestione delle strutture sportive totalmente unica nel suo genere. Infatti offriamo ai centri sportivi iscritti un pacchetto unico che comprende un sito internet personalizzabile, un servizio di prenotazioni per i clienti on-line (e via smartphone) e un servizio gestionale in back-end (CRM, finance control, booking management). Tutto questo viene offerto ‘in the cloud’ quindi senza bisogno di installare nessun programma sul computer, controllabile ovunque e automaticamente sincronizzabile all’istante.
L’obiettivo fondamentale che avevamo in mente era di innovare l’idea del ‘gestionale’ sfruttando al massimo le tecnologie attuali (Social Networks implementation, HTML5, Smartphone visualization, cloud computing, etc…).
Il centro sportivo ha quindi a disposizione un sistema di gestione completo e molto interattivo: funziona con qualsiasi tipo di smartphone?
Ogni centro sottoscritto viene fornito di una ‘web app’: questo significa che il servizio di prenotazione on line e tutte le informazioni visualizzabili sul sito internet (news, tornei, mappa del centro, etc..) sono adattate per la visualizzazione via smartphone, esattamente come una Applicazione.
Attualmente la visualizzazione e’ stata ottimizzata per iPhone e Android. Per il Blackberry ci sono ancora qualche glitch, ma ci stiamo lavorando.
Mi piace molto l’integrazione con Facebook Connect. Questo permette a chi deve organizzare la classica partitella serale di farlo direttamente dal vostro sito?
Il modo in cui abbiamo integrato Facebook Connect mi rende molto fiero
E’ una funzionalità che può sembrare poca cosa, ma in verità è fondamentale e di grandissima utilità (oltre ad essere unica sul mercato).
Le ‘forze’ di questa integrazione sono ben 3:
- Come tu hai menzionato, la prima forza e’ la possibilità di notificare a tutti gli amici la partitella con pochi clicks direttamente su Facebook: appena effettuata la prenotazione si visualizza un pop up in cui poter scegliere gli amici a cui notificare. Una volta selezionati gli amici, nella loro bacheca apparirà un messaggio che li invita a partecipare alla partita, specificando ora, indirizzo, etc…
Una procedura che riduce drasticamente i costi ed il tempo normalmente impiegato ad avvertire gli amici… - La seconda forza è la possibilità di lasciare automaticamente le tue informazioni con un ‘click’: infatti basta schiacciare su ‘connect’ e le informazioni necessarie alla prenotazione vengono automaticamente compilate. Questo inoltre garantisce al centro sportivo un ulteriore livello di sicurezza sulla prenotazione.
- Terzo (ma assolutamente non ultimo punto di forza), è il fattore ‘visibilità’ che il centro sportivo può sfruttare. Infatti, ogni volta che un giocatore ‘notifica’ la partitella ai suoi amici di squadra (come visto nel primo punto), il centro sportivo appare ‘silenziosamente’ sulla bacheca di tutti gli invitati. Questa e’ la vera forza del “Facebook Connect” per i centri sportivi: offrire al cliente un servizio che fa risparmiare tempo nell’organizzare la partitella ed in cambio ottenere visibilità gratuita sui social networks; concetto molto simile al successo virale di Groupon.
Non resta che comprendere meglio come attivare il servizio. Mi pare di capire ci sia una fee di attivazione in base al numero di strutture, ed un canone mensile.
Il prezzo è calcolato in base al numero di ‘campi’ che il centro possiede e vuole pubblicare sul suo sito. Questo metodo di prezzistica si adatta a qualsiasi tipo di struttura ed è quindi conveniente per strutture piccole o grandi che siano. Il cliente paga una fee di iniziazione una volta configurata la piattaforma, ed un canone mensile ricorrente. I prezzi sono più che convenienti per tutti i servizi offerti. Per esempio, il prezzo per un centro sportivo con 3 campi è di 199 euro per la fee di installazione ed un canone mensile di 79 euro.
Se ci pensi chi offre un sito internet, prenotazioni on-line e programma gestionale a 199 euro? E i 79 euro mensili per una struttura con 3 campi, sono copribili con meno di 2 ore di attività.
Ricerca di mercato in ambito sportivo
Pubblicato da Marco Chiesa

Con il Dottor Marco Nazzari di Immagine&Sport, società specializzata in analisi e consulenze di marketing applicate allo sport, abbiamo il piacere di analizzare alcuni aspetti legati alle attività di “ricerca di mercato” in ambito sportivo.
La società italiana viene menzionata anche nel sito web di “The World Sponsorship Monitor“, un’indagine continuativa degli accordi di sponsorship che vengono siglati nel mondo, pubblicata tramite mezzo stampa od internet in tutti i maggiori mercati.
Ringraziando il Dott. Nazzari (e la gentile Simona) per aver reso possibile scrivere questo contributo, ti invito a leggere anche l’interessante intervista pubblicata in “SponsorNet.it“, nella quale il nostro “ospite” illustra il vantaggio di valutare le sponsorizzazioni.
Introduciamo l’attività di “ricerca di mercato” nel settore sportivo. Che tipo di dati si raccolgono, con quali metodologie?
Le ricerche di mercato sono per Immagine & Sport uno strumento di indubbia importanza per permettere alle aziende di verificare, chiedendolo direttamente al loro target di riferimento, se le strategie adottate e perseguite sono funzionali agli obiettivi che l’azienda stessa desidera raggiungere. Questo permette di costruire analisi e valutazioni basate direttamente sul sentire del pubblico a cui si è interessati.
Nel settore sportivo, solitamente il campione di riferimento per la conduzione della ricerca è costituito da appassionati/interessati di sport a cui l’azienda si rivolge attraverso la ricerca di mercato per rispondere a differenti quesiti relativi alla percezione del proprio brand, al suo gradimento e per verificare se e come l’attività di sponsorship ne ha modificato l’appeal.
Non solo, l’azienda che sceglie di utilizzare la ricerca di mercato, oltre alla verifica del ricordo e del gradimento del brand o di operazioni/iniziative ad esso congiunte, può ottenere preziose informazioni che le permettono di conoscere più approfonditamente il target a cui si sta rivolgendo ad esempio abitudini, consumi, interessi, motivazioni, aspettative etc…
Per quanto riguarda la nostra specifica esperienza nel settore sport stiamo assistendo ad una maggiore diffusione dell’utilizzo di ricerche di mercato rispetto a qualche anno fa soprattutto per quanto riguarda le ricerche quantitative. Le metodologie impiegate nello sport sono le classiche impiegate per le ricerche in genere: FACE TO FACE (specificatamente on-site per gli eventi), CATI * e CAWI * (ultimamente molto diffusa). La differenza spesso consiste nelle caratteristiche del campione degli intervistati.
Personalmente credo molto nel valore e nell’utilità delle ricerche, infatti Immagine & Sport conduce spontaneamente già da un paio di anni una Survey Multiclient a livello Europeo sul mondo dei motori e dei suoi fan che ha trovato un’ottima accoglienza tra clienti e prospect.
Come, e se, è cambiato questo tipo di ricerca nel corso degli anni, con l’avvento e la diffusione globale di internet?
La diffusione globale di internet ha senz’altro favorito nell’ultimo periodo l’utilizzo della metodologia CAWI nella conduzione delle interviste, che oltre a costi più contenuti rispetto al classico field CATI presenta anche vantaggi in termini di tempistica, è infatti possibile contattare via web un campione molto numeroso in un lasso di tempo più breve.
Inoltre, internet permette di proporre alla valutazione dell’intervistato filmati, concetti, immagini e loghi, cosa che durante una conversazione telefonica non risulterebbe affatto possibile.
Quali sono i clienti che si rivolgono a voi per queste analisi e ricerche? Aziende che intendono investire in qualità di sponsor, aziende-brand di prodotti legati allo sport, mass media?
Direi che il panorama è abbastanza vario, ci occupiamo di ricerche per clienti che operano nello sport utilizzandolo come canale di comunicazione, altri sono mass media, federazioni sportive, organizzatori di eventi, brand di prodotti legati allo sport e non, etc…
La ricerca di mercato, così come viene impiegata da Immagine & Sport, risulta uno strumento flessibile in grado di soddisfare diverse tipologie di richieste da parte di differenti tipologie di clienti.
Possiamo avere un esempio di quanto emerge da analisi di questo tipo, di quello che ottiene un ipotetico cliente?
Ad esempio dall’ultima ricerca che stiamo realizzando “European Motorsport Survey 2010” dedicata specificatamente al mondo dei motori e dei suoi fan di cui sono già disponibili i risultati della prima wave, emergono interessanti indicazioni relative alle caratteristiche dei fan motoristici ed alla notorietà/immagine degli eventi motoristici (MotoGp, F1, Sbk, Rally etc…).
Inoltre, la ricerca prevede un approfondimento dedicato a MotoGp e Sbk e quindi fornisce relativamente a questi eventi analisi dettagliate sulla notorietà e gli elementi di immagine che caratterizzano piloti/team e sponsor che investono in questi due campionati.
In merito a “The World Sponsorship Monitor”: se non ho capito male si tratta di una ricerca estesa ad un livello globale grazie al lavoro congiunto di più agenzie nazionali. Rappresenta il rapporto più completo in circolazione o ve ne sono anche degli altri?
Sì,”The World Sponsorship Monitor” è una desk research che si basa sulla collaborazione di tutti i partner che come Immagine & Sport fanno parte del network IFM/Sports marketing Surveys e che raccolgono informazioni a livello nazionale ed internazionale sui principali accordi di sponsorship.
Credo che ad oggi si possa definire uno tra i prodotti più completi ed a respiro internazionale dedicato alle sponsorizzazioni in genere (non solo di sport).
*
CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing)
CAWI (Computer Assisted Web Interviewing)
Il Green Marketing nello sport
Pubblicato da Marco Chiesa
Lo Sport Visto In Modo Non Convenzionale
Parliamo di Green Marketing in ambito sportivo con Andrea Molinaro, manager di Guerrilla Sport, sito web che tratta di marketing non convenzionale applicato al mondo dello sport.
Andrea, per iniziare, ci presenti il progetto Guerrilla Sport?
Guerrila Sport è nato per condividere, con chi si occupa quotidianamente di sport, le potenzialità che offre una visione non convenzionale del marketing. Non siamo un’agenzia pubblicitaria ne tanto meno ci proponiamo come guru della moderna comunicazione, ma puntiamo sulla nostra passione per proporre un nuovo modo di intendere lo sport management.
Il nostro compito è quello di illustrare le diverse tecniche di comunicazione non convenzionale e la loro applicabilità al settore sportivo, mostrandone: criticità, potenzialità, pregi, difetti e possibile applicazione ai diversi attori sportivi che operano sul nostro territorio. Ultimamente ci stiamo specializzando nella formazione, stiamo partecipando a molti master in qualità di docenti e presto daremo il via al nostro primo corso di formazione…che naturalmente comunicheremo in modo non convenzionale!
Venendo al green marketing in ambito sportivo, in che cosa consiste esattamente? Che esempi di iniziative interessanti ci puoi fornire?
Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di green marketing, il momento storico ed economico in cui viviamo ci ha portato a pensare che per essere competitivi bisogna essere “verdi” a tutti i costi. Spesso però ci si limita ad avere un approccio per così dire “eco sostenibile” nello svolgere la propria attività…questo è necessario ma non sufficiente. Il rischio è quello di cadere nel così detto “green walshing”, letteralmente darsi una lavata di verde, cioè mostrarsi per quello che effettivamente non si è. Tale comportamento genera il così detto effetto boomerang, ad un apprezzamento iniziale del consumatore verso l’azienda (lo sport è oggi un’impresa a tutti gli effetti) si sostituisce la polemica una volta capito che di verde c’è ben poco…e nell’era della condivisione e del passaparola virtuale (social network) una pubblicità negativa viaggia molto più velocemente ed è più efficace di qualsiasi messaggio positivo. Il green marketing deve quindi svilupparsi all’interno della attività, partendo dal management per diffondersi a cascata su tutti gli altri…clienti esterni ed interni. Green Marketing significa etica a 360° a partire dal rispetto per chi nell’attività sportiva collabora o ci lavora, vuol dire stilare un bilancio etico, avere delle prassi di rispetto ambientale e umano ben rodate e durature nel tempo…insomma usando una locuzione di tipo calcistico “bisogna credere nella maglia”.
Ci sono alcuni casi di green marketing estremamente interessanti. Alcuni nel calcio…vedi lo Stadio Bentegodi che ha realizzato l’intera copertura con pannelli solari per ridurre drasticamente l’impatto energetico…o il nuovo stadio della Roma che punta ad essere il primo impianto ad impatto zero.
Nel campo della comunicazione non convenzionale Nike ed Adidas danno sempre il buon esempio…ad esempio: lo sapevate che le prossime magliette dei mondiali di calcio delle quadre sponsorizzate Nike sono interamente prodotte con materiale riciclato? Per la precisione…ogni maglia è stata realizzata utilizzando 12 bottiglie di plastica. Adidas, invece, si sta specializzando in azioni di guerrilla gardening (per intenderci immaginate azioni di guerrilla marketing realizzate con le piante).
Ha senso solo per le aziende più grandi, veri o propri brand, o anche le piccole realtà possono pensare ad una strategia del genere?
Paradossalmente sviluppare una strategia di green marketing può risultare più semplice per una piccola impresa che non per una multinazionale, stessa cosa vale per lo sport. E’ più facile che una palestra riesca, con pochi accorgimenti, ad essere più “verde” di Nike. Il motivo è semplice; se il processo deve riguardare tutte le funzioni, questo sarà più applicabile lì dove le dimensioni consentano un maggior controllo. Non resta poi che comunicare il proprio impegno al cliente ed il successo è assicurato…
Ringrazio Andrea per la disponibilità e ti invito a visitare guerrillasport.it
Il calcio d’inizio per il nostro pianeta
Pubblicato da Marco Chiesa

Quando l’obiettivo comune è quello di ridurre le emissioni di sostanze nocive nell’ambiente, quindi diminuire l’inquinamento globale e salvare il nostro pianeta, associazioni, federazioni, enti e governi scendono in campo con l’impegno di perseverare in questo progetto.
La parola chiave è energia rinnovabile e la FIFA, che conosce esattamente il significato di questo concetto, accoglie tra la sua squadra di sponsor, per l’avventura World Cup 2010, una new entry d’eccezione.
Per la prima volta nella storia, una società attiva nel settore delle rinnovabili, nonché cinese, sponsorizzerà la Coppa del Mondo.
Yingli Green Energy, titolare del marchio Yingli Solar, uno dei principali produttori verticalmente integrati al mondo di prodotti fotovoltaici.
Calcio ed energia.
Un interessante binomio; ne parlo con il Managing Director di Yingli Green Energy Europe, Stuart Brannigan, il quale mi rilascia la seguente intervista dove spiega con precisione le motivazioni alla base delle scelte di Yingli Solar di sponsorizzare i Mondiali di calcio in Sudafrica.
Qual’è stato il processo decisionale che vi ha spinto a scegliere la sponsorizzazione di un mondiale di calcio?
Abbiamo scelto la World Cup™ FIFA 2010 per la nostra sponsorizzazione per due principali motivi: in primo luogo, condividiamo la stessa vision di FIFA sotto diversi aspetti. La mission di FIFA è di fare del mondo un posto migliore dove vivere e di costruire un ambiente migliore. Yingli fornisce soluzioni e prodotti in grado di produrre un’energia pulita per clienti di tutto il mondo, che a loro volta cambieranno il modo in cui l’energia verrà consumata in futuro. Inoltre, Yingli supporterà l’iniziativa di FIFA “Football for Hope” installando prodotti solari FV presso i 20 centri “Football for Hope” in Africa e questa campagna ha lo scopo di supportare le organizzazioni e le comunità nell’ambito del loro lavoro per migliorare l’istruzione e i servizi sanitari per i giovani; i centri supporteranno le attività sociali come la maggior consapevolezza circa l’HIV/AIDS, l’aumento dell’istruzione, il miglioramento della parità tra i sessi, l’integrazione dei giovani con disabilità intellettuali.
In secondo luogo, il calcio è lo sport più popolare e con il maggior numero di tifosi in tutto il mondo e i mondiali FIFA World Cup™ sono senza dubbio un evento che coinvolge così tante persone da essere considerati un’eccellente vetrina per il brand e di gran lunga il più grande evento sportivo al mondo.
Credete che la sponsorizzazione sportiva possa aiutare ad accedere a mercati dove, eventualmente, le tradizionali leve del marketing faticano ad arrivare? Esiste un target preciso a cui mira la vostra campagna di comunicazione?
Abbiamo iniziato a valutare la nostra partecipazione ad un evento che avesse risonanza globale e che permettesse alle persone di vedere il nostro nome insieme ad altri che fossero già riconosciuti come brand di qualità elevata e multinazionali. Siamo così giunti alla conclusione che la miglior opzione fosse sponsorizzare i mondiali di calcio, e in modo particolare l’edizione di quest’anno in Sud Africa. E’ un periodo di tempo abbastanza concentrato – un mese e 64 partite. Durante questo periodo di tempo l’attenzione verso il Sud Africa e verso i mondiali di calcio sarà enorme, in questo modo abbiamo pensato che fosse una buona opportunità dare visibilità al nostro logo o al nome della nostra azienda in tutto il mondo. Tutto questo abbinato al fatto che il nostro logo sarà visibile alle conferenze stampa, durante le interviste ai giocatori – prima e dopo le partite – negli stadi grazie alla segnaletica elettronica che ogni 20 secondi propone un brand durante tutte le partite, il che significa 8 minuti di pubblicità durante ogni match. Ma l’elemento chiave per noi è apparire tra altri loghi del calibro di Visa, Sony, Hyundai, McDonald’s, Castrol, Budweiser, Adidas ed Emirates. Nel momento in cui la gente vedrà questi loghi abbinati a quello di Yingli, non necessariamente saprà di cosa si occupa Yingli, ma probabilmente ricorderanno l’immagine, il nome del brand. Questa sponsorship è un’opportunità unica per diffondere il nostro marchio e i nostri prodotti verso un pubblico globale, i benefici a medio e lungo termine verranno in modo naturale, e crediamo che questo investimento sarà velocemente ripagato in termini di rafforzamento della brand recognition e dei nostri valori.
Quali credete siano i valori del calcio che meglio possano gemellarsi con i valori della vostra azienda?
Agli esordi della nostra azienda, abbiamo sponsorizzato la squadra di calcio di Osasuna in Spagna e stiamo replicando l’esperienza ancora oggi per 3 anni. Siamo il loro secondo sponsor ed abbiamo il nostro logo sui pantaloncini e sulla manica delle magliette. Quando abbiamo cominciato la nostra collaborazione facevano parte della serie B spagnola ed ora la squadra è nella Liga BBVA (sponsor). Abbiamo, inoltre, fornito pannelli solari allo stadio di Kaiserslautern (Fritz Walter Stadion) prima dei Mondiali 2006. Nel portare avanti i nostri progetti, abbiamo realizzato che il nostro target si stava ampliando per cui volevamo un punto di svolta per poter aumentare la percezione subliminare di Yingli.
Inoltre, come detto prima, Yingli condivide appieno la vision di FIFA ed è perfettamente in accordo anche con la sua mission.
La nostra campagna di advertising attorno alla Coppa del Mondo è un riconoscimento importante per il solare e per Yingli stessa. In origine, la decisione di sponsorizzare i mondiali di calcio è stata una diretta conseguenza della passione per lo sport, per la vita che Yingli ha da sempre manifestato, ma ora con un pubblico globale, Yingli ha davvero iniziato a realizzare la sua vision.
Quali obiettivi vi siete prefissati di raggiungere con la sponsorizzazione? Credete che nel breve-medio termine la visibilità mondiale possa portare a notevoli risultati anche in termini di quote di mercato e fatturato?
Da una prospettiva di brand, questa sponsorizzazione è una grande opportunità per noi per migliorare la nostra brand awareness e rafforzare la nostra strategia di marketing. La gente di tutto il mondo ama guardare il calcio, ovviamente, perciò possiamo dire che FIFA e Yingli Solar “condividono” gli stessi mercati chiave. Sicuramente, attraverso la sponsorizzazione della FIFA World Cup™ e divenendo parte della famiglia di sponsor di FIFA, che consiste in brand di classe mondiale, speriamo di espandere ulteriormente i nostri mercati e di rafforzare la nostra immagine aziendale.
Avete pensato anche alla possibilità che una sovraesposizione mediatica possa comportare qualche rischio?
Questa opportunità di sponsorship è arrivata al momento giusto, poiché FIFA stava cercando un partner nel settore dell’energia rinnovabile da qualche tempo ed ha identificato Yingli come il prescelto; in seguito, Yingli ha dimostrato di soddisfare tutti i requisiti per diventare il primo e il solo sponsor della FIFA 2010 WorldCup™ nella nuova categoria delle energie rinnovabili, e, come azienda matura, Yingli ha inoltre accuratamente scelto questa opportunità valutando tutte le implicazioni come richiesto da FIFA, come lo studio della fattibilità dell’esecuzione di tutti i programmi e anche la valutazione del marketing plan e degli aspetti finanziari del piano stesso.
Avendo portato a termine tutte le procedure di cui sopra, quello che faremo sarà poi una ricapitolazione di tutti i risultati di questa sponsorship una volta terminati i mondiali per verificare la performance.
La sponsorizzazione del mondiale rimarrà un episodio del 2010 o rappresenta anche il punto di partenza per continuare una politica di comunicazione legata alla sport (e quindi quali altri sport sarebbero di rilievo)?
Certamente Yingli si auspica una relazione di lungo termine con FIFA. Ci stiamo completamente dedicando alla sponsorizzazione della FIFA 2010 World Cup™ e il nostro obiettivo è di creare un’opportunità win-win per tutti i partecipanti; valuteremo i risultati come da piano e la nostra decisione si baserà sulla nostra valutazione.
Autore: Nicola Galavotti


