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Partite 6 nazioni rugby 2010 in streaming
Pubblicato da Marco Chiesa

Negli ultimi anni mi sono appassionato al rugby, seguendo moltissime partite del leggendario torneo RBS 6 Nazioni, che sta per iniziare. Se fino allo scorso marzo potevo seguire ogni match della competizione in diretta sintonizzandomi sugli schermi televisivi de La 7, da quest’anno chi come me non dispone di un abbonamento al pacchetto Sky Sport non avrà modo di poter assistere alle partite. Niente più sussulti sul divano per le incursioni palla alla mano di Brian O’Driscoll, finita la suspence ai calci di punizione dello specialista scozzese Chris Paterson, solo ricordi l’eccitazione suscitata dalle serpentine imprendibili di Shane Williams, rapidissimo giocatore gallese. Insomma, l’ancora giovane tradizione dei pomeriggi invernali accompagnati dalle telecronache delle “battaglie sportive” del rugby è già giunta all’epilogo.
Per fortuna i due broadcaster sopra citati hanno trovato un accordo che consentirà anche ai tifosi italiani non muniti di pay-tv di vedere le partite dell’Italia in chiaro, sebbene in differita.
Ma a me piacciono anche le altre partite! la gloriosa ed eterna sfida degli orgogliosi scozzesi agli “invasori” inglesi, che ricorda tanto il film Braveheart; il “fanatismo” gallese in grado di riempire i 72.500 posti del Millennium Stadium di Cardiff, la verde Irlanda affrontare la fortissima Francia.
E se volessi vederle queste partite, in diretta? E’ possibile servirsi del web per seguire in streaming le partite del torneo? Sembra di sì, attraverso i collegamenti proposti dal noto sito Solo Calcio, probabilmente la più ricca risorsa italiana per gli avvenimenti sportivi in streaming.
Solitamente questo sito rimanda a partite trasmesse dai siti di scommesse sportive on line ai quali ci si deve registrare.
Esiste comunque una via “istituzionale”, che non richiede registrazioni: ci si potrebbe collegare al sito web della BBC, il broadcaster inglese che ha acquistato i diritti di trasmissione e di distribuzione on line fino al 2013. Il servizio viene diffuso tramite BBC iPlayer ed è gratuito, tuttavia è necessario avere un indirizzo I.P. inglese, ovvero figurare come utenti internet inglesi.
Questo in quanto il sistema di trasmissione video utilizzato dai broadcaster funziona solamente all’interno di network abilitati: si tratta del Multicast, un protocollo che per poter funzionare necessita di appositi apparati opportunamente configurati, a livello di snodi Internet. Ecco perché la ricezione di questo flusso video è possibile solamente agli utenti inglesi, in quanto la BBC ha interesse e modo di configurare solamente gli snodi Internet inglesi. Restano tagliati fuori tutti gli altri utenti di intenet, compresi quelli italiani.
Ma possiamo provare a far parte comunque del network inglese? Sì: basta in realtà appoggiarsi ad un servizio che mette a disposizione il proprio proxy server (per seguire il torneo ce ne sono a 9.90 £, all’incirca 12 €), venendo connessi tramite un server ponte, che ha I.P. inglese. Ovviamente è funzionale qualora il server di appoggio sia molto veloce e stabile, altrimenti un filmato in streaming diventa inguardabile. E questa condizione non l’ho testata.
Se il nostro obiettivo è dotarsi di un proxy server inglese, ma non si vuole spendere alcuna sterlina, nei vari forum frequentati da informatici e utenti smaliziati si viene a scoprire come esistano vari servizi gratuiti che consentono di avere un I.P. mascherato. Tuttavia i miei test con questi proxy server per visualizzare i programmi proposti dal BBC iPlayer non hanno avuto successo: vengo infatti riconosciuto come utente inglese, ma non riesco a visualizzare nulla, oppure riscontro problemi – inspiegabili – con l’attivazione dello javascript. mah!
Poco male: è assai probabile che questi servizi-ponte gratuiti siano lenti, quindi poco adatti allo scopo di seguire un match in diretta streaming. Sarebbe inguardabile.
Per chi ora avesse maturato la curiosità di scoprire quale sia il proprio I.P., a che nazione e città risulti assegnato, basta collegarsi ad esempio al sito www.mio-ip.it, che mostra i dati con un bel servizio di geolocalizzazione.
Se qualcuno di voi ha ulteriori soluzioni per vedere le partite del 6 nazioni in diretta streaming on line, le riporti nello spazio dei commenti!
I periodici sportivi digitali
Pubblicato da Marco Chiesa
Lasciamo il settore delle figurine sportive e diamo uno sguardo ai periodici, prendendo spunto da questo filmato che promuove una versione digitale per Tablet PC della famosa Sports Illustrated.
Proprio stamane ho comprato il secondo numero della nuova versione del Guerin Sportivo, divenuto un mensile e ribattezzato GS. Come spiega il Direttore Responsabile della rivista nella rubrica della posta, “La decisione del mensile nasce in realtà da lontano, dalla difficoltà che da anni ci investe. I lettori sono via via calati in tutta la stampa periodica ed è diminuita, nell’intera editoria italiana, la pubblicità. [...] Il “rotocalco” soffre per natura, risentendo più di altri della velocità dei nuovi media. Europeo, Epoca, Diario (ma anche Controcampo con il forte sostegno della tv) non ce l’hanno fatta. Vorrà dire qualcosa.”
In effetti i siti internet danno le informazioni in tempo reale, non costringono l’utente a recarsi all’edicola, ed il fatto che siano gratuiti ha ovviamente rotto equilibri consolidati nell’editoria. Tuttavia molti lettori amano le pagine di carta, preferendo libri e giornali agli e-book e siti web, ma quello che ci mostra il filmato è davvero irresistibile: la possibilità di avere accesso a contenuti multimediali, così tante funzionalità di interazione come la condivisione dei contenuti con gli amici via email o nei social network, o la possibilità di seguire avvenimenti sportivi piuttosto che di giocare ai vari campionati virtuali (come il fantacalcio per capirci). Davvero notevole.
Anche la pubblicità può contare della multimedialità offerta per portare l’utente al proprio sito web, diventando un’opzione maggiormente appetibile per gli inserzionisti. Chissà insomma se sarà questo il futuro o se anche il Guerin Sportivo tornerà ad essere un settimanale da comprare in edicola.
Sicuramente un dispositivo Tablet PC ha un costo d’acquisto non indifferente, da capire se sarà più utilizzato del duo notebook più smartphone. Non credo che ci si possa aspettare di poter acquistare la rivista digitale ad un prezzo tanto inferiore rispetto a quello della versione in carta stampata.
Rimane poi il discorso ambientale: i più sostengono che riducendo la notevole quantità di carta stampata si possa contribuire ad abbassare l’inquinamento prodotto da inchiostri e altre sostanze chimiche, oltre che salvare boschi e foreste. Ma non è che i prodotti elettronici siano tanto più ecologici. Ovviamente si taglierebbero meno alberi.
Le figurine sportive del 21° secolo
Pubblicato da Marco Chiesa
Davvero incredibile questo filmato vero? In effetti le applicazioni che oggigiorno vengono realizzate per mezzo di dispositivi digitali provvisti di una videocamera (computer + webcam, smartphone, iPhone) sono sensazionali. Non per nulla si parla di “realtà aumentata“, augmented reality in inglese, in quanto ciò che viene filmato è effettivamente arricchito di elementi d’interazione ed informazioni, visibili nel monitor.
E così le “3D LIVE” trading cards distribuite dalla Topps, per mezzo di una piattaforma on line appositamente realizzata dalla Total Immersion e di una normalissima webcam, prendono vita all’interno del monitor, in forma di rappresentazioni olografiche.
Ma se questo già di per sè è stupefacente, ancora più strabiliante è il fatto che si possa interagire per mezzo della tastiera, permettendo di giocarci! Superati i tempi del “celo celo manca” insomma.
Non solo con i campioni del baseball MLB, ma da qualche mese i fan hanno la possibilità di giocare anche con i beniamini della lega professionistica Football NFL: progetto concretizzato in associazione con la EA Sports, la casa di produzione videoludica famosa nel mondo per le proprie simulazioni sportive.
Ma come si fa ad animare la propria figurina, quali sono i passaggi principali?
Ogni confezione contiene una card provvista di codice interattivo. I collezionsiti possono accedere alla piattaforma on line, effettuare l’accesso inserendo il codice e selezionare il giocatore impresso nella card. A quel punto il quarteback (nel gioco del Football) prende vita all’interno dello schermo e si può iniziare a giocare.
Questi i commenti di due manager delle aziende promotrici:
“Con le 3D Live NFL cards, Topps sta continuando nella strada dell’innovazione, apportando una maggiore interazione nel gioco per fan e collezionisti” dice Steve Grimes, CDO di Topps. “Siamo fan della augmented reality, ed il gioco che abbiamo sviluppato con Total Immersion è semplice, attraente e divertente“.
“Unire il Football all’augmented reality era naturale dopo il successo riscontrato con le Topps 3D Live baseball cards” dice Bruno Uzzan, CEO di Total Immersion “Queste figurine consentono al fan di immedesimarsi con il quarterback NFL favorito, e dimostrano ancora una volta come l’augmented reality porti il cliente dentro l’azione come nient’altro. Questo è il tipo di engagement che l’AR fornisce costantemente.”
Ovviamente questa applicazione dimostra come sia possibile realizzare delle iniziative interessanti di marketing avvalendosi delle nuove tecnologie. Come abbiamo evidenziato per il proximity marketing, anche questo può servire alle società sportive per iniziative di fidelizzazione e per offrire ai propri sponsor e partner nuove occasioni di visibilità. In uno dei prossimi post cercherò di fornire un esempio specifico.
Il proximity marketing nello Sport
Pubblicato da Marco Chiesa

In questo post voglio raccontare di una recente iniziativa di proximity marketing realizzata nel corso di un importante evento sportivo. In occasione del match di rugby Italia – Nuova Zelanda, che si è tenuto allo stadio Meazza di Milano sabato 14 novembre, gli spettatori hanno avuto modo di sperimentare un’iniziativa di proximity marketing, da parte di Peroni, sponsor della Federazione Italiana Rugby: oltre 16.200 tifosi della palla ovale hanno partecipato.
Nell’Area Hospitality Peroni presso lo stadio sono stati installati alcuni dispositivi che hanno inviato via Bluetooth uno special bonus per il Terzo Tempo Peroni sul cellulare di tutti gli spettatori che passavano nel raggio di 35 metri: si è stimato che fossero circa 45.000 gli spettatori transitati dall’Area Hospitality Peroni, e che 26.000 avessero il bluetooth attivo. Ben 16.200 persone (il 62% di quelli raggiunti) hanno scelto di scaricare il file musicale contenente la Haka, il famoso inno degli All Blacks, e di visualizzare nel proprio dispositivo mobile l’invito a partecipare al Terzo Tempo Peroni al termine del match, disponendo di un bonus speciale da consumare.
Un’iniziativa che rispecchia la tradizione di ritrovarsi dopo la fine del match, che è stata di indubbio successo per lo sponsor, contando di un tasso di redemption elevato, del 62%.
Questo esempio può servire di stimolo alle società sportive, che potrebbero replicare iniziative analoghe nel corso della stagione agonistica, premiando i propri tifosi. Il Palazzetto dello Sport, essendo uno spazio non eccessivamente grande e contando di un’affluenza inferiore rispetto a quella di uno stadio, potrebbe essere una location ideale: durante la pausa fra primo e secondo tempo di un incontro di volley o basket, non sarebbe fastidioso ricevere un invito a recarsi ad uno stand a fine partita, per ritirare un gadget e partecipare all’estrazione di qualche premio (tickets per partite successive, una tuta ufficiale, ecc.). Ancora più interessante per le società coinvolte sarebbe riuscire ad avere l’autorizzazione del partecipante ad essere contattato via e-mail o sms per successive iniziative di marketing (serve un modulo di partecipazione al concorso con consenso al trattamento dei dati).
E’ da tempo che si discute di come le società sportive debbano coinvolgere maggiormente i propri tifosi, relazionandosi con loro: interessante a questo proposito il libro di Vulpis.
Il marketing basato sulla cartellonistica e sulla distribuzione di depliant allo stadio non è più sufficiente: le nuove tecnologie della comunicazione (internet, dispositivi mobile) hanno fatto emergere nuove possibilità, che possiamo raggruppare sotto l’ombrello del marketing relazionale. Peroni rappresenta sicuramente un brand di richiamo per gli appassionati del rugby (di solito amanti anche della birra), ma per un tifoso…quale brand è realmente più forte di quello della propria squadra del cuore?
INTERVISTA al Responsabile Marketing & Sales di Floobs Ltd, Giulio Baroli
Pubblicato da Marco Chiesa

Con il Responsabile del Marketing & Sales Giulio Baroli facciamo la presentazione di un innovativo servizio che permette alle società sportive di realizzare e gestire un proprio canale web tv. In Italia i tifosi del Frosinone già lo conosceranno.
Giulio, ci presenti la società ed il servizio di web tv pensato per chi opera nello sport?
Floobs è un’azienda tecnologica finlandese nata nel 2007. I fondatori sono Joonas Pekkanen e Kai Lemmetty. Floobs offre soluzioni per live e on-demand video streaming sul web, includendo soluzioni per Mobile TV e applicazioni per social network come Facebook e MySpace.
Il mondo dello sport è uno dei target principali della nostra azienda. Molti club, specialmente nella Liga spagnola di calcio, utilizzano la nostra soluzione per la la loro web TV o galleria video. Con l’ausilio di Floobs, il Sevilla FC trasmette il suo canale televisivo sul proprio sito 24 ore su 24 ore in tutto il mondo. Anche Marca.com si è affidata a Floobs per trasmettere in diretta sul proprio sito la presentazione di Cristiano Ronaldo al Santiago Bernabeu, occasione nella quale sono state raggiunte 250.000 visualizzazioni e la nostra piattaforma ha dimostrato un altissimo grado di affidabilità (http://www.marca.com/2009/07/07/futbol/equipos/real_madrid/1246969520.html).
Le ultime novità realizzate da Floobs riguardano lo sviluppo di un nuovo widget per la gestione dei propri contenuti video. Il widget funge come una vera e propria web TV in grado di mostrare sia i contenuti on-demand che quelli in diretta e risulta di facile integrazione su qualsiasi sito web. È sufficiente fare l’embed del widget su di un sito, come ad esempio avviene con un qualsiasi filmato YouTube, e la gestione e l’aggiornamento dei contenuti presenti nel widget viene effettuato esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma di Floobs.
Lo stesso widget è poi integrabile in piú piattaforme, in particolare su mobile sites e Facebook. Il vantaggio che ne deriva per qualsiasi club sportivo è enorme, perché attraverso l’utilizzo di una sola piattaforma possono offrire i loro contenuti su diverse destinazioni.
Altri sviluppi riguardano il recente restyling della home page di www.floobs.com ed il lancio di un client per effettuare la diretta con telefonino. A breve il sito web verrà anche tradotto in italiano in modo da essere piú accessibile su di un mercato che consideriamo importante.
Vorrei esaminare l’aspetto economico. Ovvero, come ci si accorda con una società che si avvale del vostro sistema? Che tipo di rapporto si instaura?
Tutte le negoziazioni sono effettuate nell’ambito classico commerciale: si cerca di stabilire un contatto con le società che potrebbero essere interessate e si prosegue su quella strada se ci sono le premesse affinchè il rapporto si possa stabilire. Questo, come si puó evincere, richiede spesso un interesse mutuale. Il club o la federazione ha già del materiale video e l’idea di distribuirlo on line. In particolare c’é spesso l’interesse di effettuare delle dirette.
Proprio la fase di contatto e negoziazione risulta tra le piú difficili. Noi non offriamo siti web, ma solamente la soluzione tecnologica affinchè una web TV sia visibile su di un sito. L’embed del widget e l’utilizzo della nostra piattaforma sono semplici esattamente come l’utilizzo di una piattaforma come Youtube. Ovvio che la negoziazione con un club debba affrontare vari aspetti, visto che la web TV investe molteplici ambiti, da quello propriamente internet al marketing.
Inoltre è difficile trovare un webmaster interno alla società, visto che la maggior parte dei club si affida ad aziende esterne non solo per la realizzazione ma anche per la gestione del proprio sito. Questo ovviamente crea degli intoppi perchè molte web agencies ci vedono come un competitor piuttosto che come un partner.
A livello economico ti garantisco che le nostre soluzioni offrono prezzi molto competitivi. I prezzi per club di prima fascia sono calcolati in maniera personalizzata in base alle esigenze di diretta e spazio di archiviazione richieste. I club possono anche sfruttare l’opportunità di monetizzare dai loro contenuti video. Per questo offriamo loro un pannello per il lancio di campagne pubblicitarie (video pre roll ads) come avviene ad esempio sul sito della Gazzetta dello Sport.
Il rapporto ha in genere una durata annuale, ovviamente rinnovabile. Il pagamento è nella maggior parte dei casi basato su un canone mensile. Il primo mese è offerto gratuitamente, questo è fatto per creare un rapporto di fidealizzazione con il cliente e renderlo partecipe delle potenzialità della web TV. Dopo il primo mese di prova, nessuno dei nostri clienti ha mai deciso di non sottoscrivere un contratto con la nostra azienda. Di questo siamo ovviamente molto fieri e credo dica molto sull’attenzione e la cura che rivolgiamo affinchè il cliente sia sempre soddisfatto.
A breve vorremmo proporre una soluzione di largo consumo per tutti i club e le federazioni minori, professionisti e non: a fronte di un canone mensile possono avere una web TV senza dover investire grossi capitali o realizzare nuovi siti web. Per rendere fruibile questa possibilità, stiamo infatti studiando la possibilità di lanciare un web shop.
La web tv (e community) della Lega Basket
Pubblicato da Marco Chiesa

In questo inizio campionato di basket, sono tornato a visitare il sito della LegaBasket TV, per vedere cosa è stato fatto di nuovo (erano 411 giorni che non effettuavo il login…).
Facciamo una breve analisi: la piattaforma si configura come un social network simil YouTube, realizzato con l’applicazione ClipShare. Per le statistiche, utili a fini marketing, hanno utilizzato il servizio gratuito di Google Analytics, non il miglior strumento di web analytics, soprattutto se si vuole analizzare l’interazione con contenuti in flash (i filmati).
In fondo alla pagina ci sono un po’ di statistiche: Video Pubblici: 606 – Video Privati: 22 – Video Visti: 1.147.518 – Iscritti: 26.189
La sensazione è che i contenuti interessanti ci siano, che il numero di utenti sia anche apprezzabile, tuttavia non si avverte una partecipazione (solamente 22 video caricati dagli utenti). Una ricerca fra i profili mi dice che moltissimi si sono iscritti, hanno fatto un giretto e visualizzato una manciata di filmati, poi stop. Un parametro che solitamente può essere indicativo del “sentimento” che un utente riserva ad un social network è valutare se i profili siano completi o meno: degli oltre 26.000 iscritti della Community solamente 778 hanno inserito un’immagine di riconoscimento, il 3%. Ho poi cercato con il filtro “Più Attivi” ma i risultati sono profili di utenti che hanno effettuato l’ultimo login moltissimi mesi fa. Non si capisce bene come siano classificati, alcuni sembrano addirittura non aver nemmeno mai visualizzato i filmati proposti.
Tuttavia il filmato relativo alla Top Ten della prima giornata ha fatto rilevare qualcosa come 5.000 visualizzazioni, non poche. A testimonianza che i filmati sono apprezzati. Ma non serve essere iscritti per visualizzarli, in pieno stile YouTube insomma. E allora mi chiedo se non mi sia perso qualcosa per strada.
La Lega Basket potrebbe utilizzare meglio questo network dove gli utenti guardano i filmati, alcuni si iscrivono anche, ma poi non interagiscono?
Per quanto riguarda il discorso economico, nel network non vediamo banner pubblicitari, nei filmati nemmeno. Tuttavia è stato integrato un tool di ad managament Openads/Openx Adserver: come mai allora non viene utilizzato? Può darsi che non mi sia accorto di qualche forma di bannering? (ne vedo uno che rimanda a Yalp!, partner per la trasmissione in streaming delle partite). Perché non ricorrere anche a qualche forma di accordo con un’e-commerce di articoli sportivi? potrebbe non essere visto negativamente dagli utenti, anzi. Non si genererebbero cifre importanti, ma servirebbe quantomeno a ripagare l’attività di un amministratore/motivatore. I 26.000 iscritti sono sportivi, appassionati di basket: rappresentano un target di valore per alcune aziende dello sport system.
La community, senza un’attività di motivazione non decolla: servirebbe quindi offrire non solo contenuti filmati, ma anche news esclusive, fare dei sondaggi o piccoli concorsi riservati agli utenti iscritti, favorire la partecipazione con dei quiz o dei giochi simil-Fantabasket (un po’ come han fatto quelli della Gazzetta con GazzaSpace). Questo implica un impegno maggiore, una risorsa che dedichi qualche ora la settimana alla gestione e promozione del portale e potrebbe essere un ostacolo che in Lega non han proprio interesse ad affrontare. Ma queste iniziative potrebbe essere operate in collaborazione con qualche azienda dello sport system interessata ad una community base di oltre 26.000 sportivi , che potrebbe crescere ancor più se qualcuno se ne occupasse maggiormente. Non credo manchino le risorse economiche: a mio avviso il limite da superare è crederci maggiormente nell’utilità in termini di marketing che può generare questo network.

