Archivio per la categoria 'tecnologia'
Ducati e Ferrari gareggiano sul circuito di…Google
Pubblicato da Marco Chiesa

In questi giorni gli appassionati di motori sono in fibrillazione per la presentazione della nuova Ferrari F150 e della Ducati Desmosedici, quest’ultima con in sella Valentino Rossi.
Il web diventa un mezzo privilegiato con il quale andare a caccia dell’ultima indiscrezione, delle foto, delle dichiarazioni più o meno ufficiali.
Volendo allora provare a sapere quale delle due rosse riceve più attenzione dai fans – almeno online – è possibile interrogare il Google Statistiche di ricerca, strumento che permette di impostare dei termini di ricerca e confrontarli: settando la nazione, il periodo, la categoria specifica ed anche il canale utilizzato (ricerca web standard, news, immagini…) possiamo avere utili informazioni sull’utilizzo di questi termini in Google.
Per ottenere il nostro scopo ho settato i parametri “Italia”, “Ultimi 30 giorni”, ed ho scelto la categoria e sottocategoria più appropriata, ovvero “Sport motoristici”.
Il grafico ci mostra il volume di ricerche relativo ai termini “Ferrari” e “Ducati”: restituisce un interesse maggiore per la rossa di F1. Tuttavia il picco di ricerche l’ha fatto registrare la Ducati il 12 gennaio (giorno di presentazione ufficiale della nuova Desmosedici). La presentazione della nuova Ferrari non ha suscitato lo stesso interesse (addirittura meno ricerche di sabato 22 gennaio).
Come interpretare meglio questi dati? Le spiegazioni possono essere queste: la presentazione della Ferrari F150 è stata ampiamente coperta dai media tradizionali, ed anche i portali più visitati hanno messo in primo piano la notizia, mentre può essere (non ho dati su questo) che la presentazione della Ducati abbia avuto meno copertura. Da qui il maggior ricorso a google per avere informazioni.
Può anche essere che gli utenti di internet (solitamente giovani) siano più attratti dalla MotoGP e da Valentino Rossi che dal circo sempre più noioso della F1. Ad avere idee più chiare ci aiuterebbero molto le ricerche di mercato di cui abbiamo già trattato.
Opinione mia: non c’è storia fra l’interesse per un Valentino in Ducati, autentica novità e “sogno realizzato” dopo anni di speranze, e l’ennesima Ferrari F1 con Alonso e Massa al volante. Questo viene confermato dal tool: prova ad esempio a confrontare “Valentino Rossi” e “Ferrari”. L’aver ingaggiato Valentino è un investimento anche per il marketing della Ducati, inutile starci a girare attorno
Comunque sia, questo tool, “giocandoci” un pochino, può diventare un ottimo strumento per raccogliere informazioni in ottica marketing: si può conoscere cosa gli utenti del web vanno cercando (guarda la sezione “Ricerche emergenti”), si possono confrontare termini su periodi più lunghi, aggiungere altri “competitor”, eccetera. Ovviamente non solo per piloti e macchine, ma per qualsiasi ambito di interesse (tecnologia, prodotti, servizi, acquisti, gossip…)
Partite dei Mondiali 2010 in streaming
Pubblicato da Marco Chiesa

Eccoci qua, oramai mancano poche ore al calcio d’inizio. Dopo aver analizzato l’attività marketing di uno sponsor della Coppa del Mondo 2010, scriviamo ora qualche riga riguardo la trasmissione delle partite in streaming. Per la prima volta nella storia, oltre che alle radiocronache ed alle telecronache dei giornalisti sportivi RAI, sarà possibile seguire i match della Coppa del Mondo collegandosi ai canali web tv, che offrono le dirette delle partite in streaming.
Come ben sappiamo, in questa edizione la RAI non trasmetterà tutti gli incontri, ma manderà in onda solamente quelli della Nazionale italiana ed alcuni altri match. Per chi voglia seguire la Coppa del Mondo di calcio sul proprio schermo televisivo, comodamente seduto sul divano, non rimane che abbonarsi alle varie offerte delle pay-tv (su tutte a Sky, che ha acquistato i diritti).
Il web può essere d’aiuto? Certamente! Collegandosi al sito della RAI è possibile vedere la programmazione così come avviene nel normale palinsesto televisivo, ed in più anche degli Instant Replay. Il canale radio nazionale seguirà invece tutte le 64 partite del torneo.
Ma sono i servizi di web tv ad offrire l’opportunità di vedere gli altri incontri, non trasmessi dal canale pubblico: fra tutti i siti citati nelle riviste specializzate segnaliamo JustinTV, Freedocast, vShare e la new entry, che promette grande qualità di trasmissione, Veetle. Per avere accesso ad alcuni di questi servizi è necessario registrarsi, ma in via gratuita.
Se sei a conoscenza di modalità lecite per seguire le partite del Mondiale sudafricano in streaming on line, condividi le tue informazioni nello spazio dei commenti!
Mourinho o van Gaal? lo decide bing
Pubblicato da Marco Chiesa
Se dovessi scegliere a quale allenatore affidare la tua squadra in una finale di Champions League, chi sceglieresti fra i due prossimi avversari di Madrid?
Louis van Gaal o José Mourinho?
Giochiamo un pochino col web
Proviamo a far scegliere a quello che viene definito il motore di ricerca decisionale, ovvero il “più intelligente” in circolazione, in grado di simulare il ragionamento umano e fornire varie opzioni e dati per effettuare una scelta, prendere una decisione. Stiamo parlando di bing, famiglia Microsoft.
bing è un innovativo motore di ricerca che si basa sulla tecnologia di Powerset, in grado di rispondere alle ricerche degli utenti operando delle analisi semantiche.
E’ una grossa differenza rispetto a quanto fa il concorrente google, il quale si basa su un calcolo di fattori più o meno conosciuti per restituire i risultati, la rilevanza dei termini immessi in primis, ma che non è assolutamente progettato per interpretare le frasi di ricerca od offrire all’utente varie opzioni, aiutandolo a prendere delle decisioni.
Bing proprio per questa sua caratteristica viene definito “motore decisionale”: è in grado di analizzare non solo i termini, quanto l’intera frase di ricerca e restituire risultati e suggerimenti dopo aver compiuto un’analisi semantica della richiesta effettuata, comprendendo nel suo calcolo anche eventuali sinonimi, articoli e preposizioni, che vengono invece ignorati, o comunque non compresi, dal competitor più importante.
Al momento il motore di ricerca è pienamente funzionante solamente nella versione americana in lingua inglese, pertanto è necessario adottare alcuni accorgimenti.
Per effettuare il mio test ho ricorso ad un opportuno settaggio:
innanzitutto si deve impostare la lingua del browser, motivo per cui ho selezionato Inglese (Stati Uniti) [en-US] (utilizzando Internet Explorer)
sono poi andato sul sito www.bing.com ed ho agito nelle opzioni in alto a destra: “Stati Uniti – Inglese” anziché Italia, e “New York” come località nelle Preferenze.
In pratica ho settato il mio sistema come se mi trovassi a New York, quindi nelle condizioni appropriate.
Non mi resta che interrogare bing, e poi decidere: “Louis van Gaal or José Mourinho?” la monetina ha assegnato il “fattore campo” al manager olandese
Per bing i risultati più pertinenti alla domanda sono traducibili così:
“l’apprendista Mourinho guarda dall’alto in basso il mentore Van Gaal“. Sebbene non si esprime facendo un nome secco, è evidente che il motore di ricerca decisionale sceglierebbe…José Mourinho!
Il cartellone pubblicitario on line
Pubblicato da Marco Chiesa

Se fossi incaricato di studiare qualche azione di marketing in ambito sportivo, cosa potrei fare di innovativo per quanto riguarda la promozione pubblicitaria? Mettiamo che mi trovi ad avere un incarico in, chessò, un brand sportivo a caso…toh! mi viene in mente la Dunlop, quelli delle palline e delle racchette da tennis (ecco il perché dell’immagine di sopra): che potrei fare?
Abbiamo già scritto qualcosa relativamente all’augmented reality, alle web tv, alle community, ma c’è qualcosa di più semplice ed immediato da realizzare, magari anche a costo zero?
Nel web, per promuoversi, prima di tutto si utilizzò il banner, contenente un link diretto al sito istituzionale: un corrispettivo on line del cartellone pubblicitario, da piazzare nei siti web che il target di riferimento abitualmente naviga.
Questo tipo di pubblicità ha avuto, negli anni, un decrescente numero di visite generate: un’analisi condotta da una società specializzata attesta che nel 1997 il banner portava ad un tasso medio di clic del 2,1%, qualche anno più tardi si era scesi allo 0,5%, ora come ora si è in picchiata, trovando un tasso medio dello 0,1% nel 2008. Questo non vuol dire tuttavia che sia un sistema di advertising da considerare oramai inutile.
Innanzitutto il processo virtuoso generato dal banner non è immediato. Spesso un utente che naviga nel web non clicca immediatamente su di un banner, ma si limita a “vederlo”. Inizia poi un processo che porterà il brand ad essere maggiormente riconosciuto con il passare del tempo, con il ripetersi delle visualizzazioni. L’utente troverà sempre più familiare il logo visualizzato, e sarà di conseguenza influenzato nelle sue decisioni: il banner si guarda, lo si riconosce, e si innesca un percorso che passerà attraverso le ricerche nei motori, nei social network, e negli altri media, senza contare il passaparola degli amici al bar, per strada. Alla fine il banner si rivela uno strumento che porta ad un incremento della propria “brand awareness“.
Facciamo ora un altro passo, e cerchiamo di capire se quanto imparato da anni di utilizzo del banner mi può tornare utile…
uno degli ultimi siti web ad essersi ritagliato grande attenzione fra utenti ed addetti ai lavori è Chatroulette.com, servizio gratuito che permette a chiunque sia munito di webcam di videochattare per qualche minuto con perfetti estranei. Sembra ci siano già oltre 1,5 milioni di visitatori unici giornalieri, il 33% provenienti dagli Usa e il 5% dalla Germania. Ma cosa c’entra questo sito con il banner, con il marketing on line, con la promozione pubblicitaria?
Alcuni brand non hanno perso tempo e ne hanno approfittato per farsi pubblicità: il filmato sottostante si riferisce a quanto fatto dalla Harley-Davidson, che stima aver raggiunto 170.000 contatti in una settimana, praticamente a costo zero. Quello che hanno messo in atto è stato semplicemente riproporre il cartellone pubblicitario, vecchia maniera…
In pratica, dal cartellone off line si è passati al banner on line, che ora è tornato ad essere un cartellone, ma on line! ![]()
Difficile dire se sarà una moda passeggera destinata a breve vita, però ora come ora non ci penserei due volte: imiterei subito quanto fatto dalla società americana! Anzi, è evidente che l’avrei già fatto!
Il computer regista del The Super Fight di boxe tra Alì e Marciano
Pubblicato da Marco Chiesa
Il The Super Fight è stato un combattimento di pugilato simulato tra Muhammad Alì e Rocky Marciano. In quel tempo – siamo nel 1969 – Alì e Marciano erano gli unici campioni dei pesi massimi imbattuti nella storia della boxe, ed i tifosi spesso dibattevano su chi avesse vinto in uno scontro diretto sul ring.
Alì e Marciano vennero così filmati in tutti gli scenari possibili di un combattimento di boxe, e l’esito della sfida venne determinata dall’utilizzo di formule di probabilità, opportunamente elaborate al computer.
Il 20 Gennaio 1970 il combattimento venne mostrato in 1500 fra teatri, cinema e televisioni a circuito chiuso negli Stati Uniti, in Canada e in tutta Europa. L’incassò fu di 5 milioni di $. Il computer aveva stabilito che sarebbe stato Rocky Marciano a mettere Alì al tappeto al 13° round, ed il filmato venne opportunamente montato per presentare questo tipo di risultato.
L’esito finale non venne rivelato a nessuno fino all’uscita del film nelle sale. Alcuni fra i più noti pugili e commentatori sportivi del tempo (Braddock, Louis, Schmeling, Sharkey e Walcott) registrarono il commento da utilizzare per il film.
Marciano morì in un incidente aereo tre settimane dopo le riprese. Fonti riferiscono che Muhammad Alì, una volta finito il film, dichiarò: “Questo computer è stato fatto in Alabama”, scherzando sul fatto che Marciano venne favorito in quanto bianco.
Ma vediamo come si arrivò a questo evento: un paio di anni prima, nel 1967, il produttore radiofonico americano Murray Woroner ebbe un’idea per determinare il più grande campione mondiale dei pesi massimi di tutti i tempi, attraverso una serie di scontri immaginari tra i campioni di pugilato di epoche diverse.
Woroner inviò un sondaggio a 250 esperti di boxe e scrittori sportivi, per determinare quali pugili sarebbero stati usati per i combattimenti immaginari. Woroner arrivò a stabilire che il primo turno di scontri fosse:
Jack Dempsey contro Gentleman Jim Corbett
John L. Sullivan contro Jim Braddock
Bob Fitzsimmons contro Jack Sharkey
Jim Jeffries contro Jersey Joe Walcott
Joe Louis contro Jess Willard
Max Baer contro Jack Johnson
Rocky Marciano contro Gene Tunney
Muhammad Ali contro Max Schmeling
I dettagli raccolti da “Punch-by-punch” ed i record personali dei pugili furono utilizzati e dati come input ad un calcolatore elettronico NCR 315. Vennero inseriti anche i punti di forza e di debolezza, gli stili di combattimento ed altri fattori, tutti convertiti in apposite formule. Il calcolatore NCR-315 con 20K di memoria venne fornito da SPS, un ufficio indipendente di servizi a Miami in Florida. Gli algoritmi vennero elaborati da un matematico NCR, e la programmazione venne fatta in linguaggio Fortran da un dipendente di SPS.
I combattimenti vennero determinati azione per azione, ed opportunamente stampati affinché ne fosse possibile una ricostruzione: vennero poi “inscenati alla radio”, con Woroner e l’annunciatore Guy Lebow come commentatori; il format radiofonico al tempo era molto seguito: i combattimenti vennero trasmessi in tutto il mondo. Anche i pugili che al tempo erano ancora vivi ascoltavano le radiocronache ed alcuni di loro parteciparono come commentatori!
Dopo la serie di eliminatorie, il match finale che ne uscì fu tra Dempsey e Marciano. Rocky Marciano sconfisse Dempsey, pertanto venne considerato dal computer il più grande campione dei pesi massimi di tutti i tempi.Woroner assegnò al vero Marciano una cintura in oro e diamanti del valore di 10.000 $.
Col caratterino che aveva, non stupisce che Muhammad Alì si arrabbiò per la sconfitta rimediata con Jim Jeffries nel combattimento di fantasia, e citò in giudizio Woroner per 1 milione di $ per diffamazione.
La causa si risolse con la decisione di Woroner di pagare 10.000 $ Alì per partecipare ad una versione filmata di un combattimento di boxe contro Marciano. Alì, che era stato privato del suo titolo dei pesi massimi di pugilato e della licenza di combattimento tre anni prima dalla Corte Americana (rifiutò di andare a combattere in Vietnam), accettò a condizione di ricevere anche una percentuale sugli utili del film. Marciano accettò anch’egli di partecipare, con un accordo simile.
Le formule ed i dati raccolti vennero utilizzati nuovamente ed immessi nel NCR-315. Le riprese del match pugilistico iniziarono nel 1969 in uno studio di Miami. Marciano, che si era ritirato da quasi 13 anni, per l’occasione perse oltre 50 chili e indossò un parrucchino per apparire quanto più simile possibile ai tempi d’oro della propria carriera agonistica. Sebbene fosse un combattimento falso, sia Marciano che Alì non vedevano l’ora di tornare sul ring ed incontrare l’altro. Il filmato che ho proposto all’inizio del post è una sintesi di quanto alla fine venne realizzato.



