Parlare di SEO al Bar Sport

fattori seo messi in campo

In questo post si parlerà della SEO (Search Engine Optimization). Ma contestualizzando il tutto in ambito sportivo.
Non so se qualcuno abbia già trattato l’argomento in questi termini…mah!
Ne vien fuori qualcosa di “burlescamente utile”, che agli addetti ai lavori dovrebbe strappare qualche risata :-)

Ho così pensato di contattare due amici SEO sportivi praticanti, e chiedere loro di vestire gli inusuali panni di un ipotetico SEO C.T.
A Riccardo Perini, consulente freelance, il compito di mettere in campo una squadra di calcio a 7.
A Marco Ziero di MOCA Interactive ho chiesto di cimentarsi con una formazione di basket.

In alto vedete le disposizioni tattiche dei due SEO C.T. Hanno ovviamente scelto i giocatori/fattori da schierare (su oltre 200 si dice…) e cercato una “logica” nell’assegnazione dei ruoli. Mica facile!
Assolto questo compito…hanno ben pensato di rovinarsi per sempre la reputazione rispondendo alle mie strampalate domande…

Della tua squadra possiamo sapere quali sono i giocatori su cui punti maggiormente? Perchè nell’ipotetico ruolo del playmaker hai scelto proprio quel fattore?

SEO C.T. Perini : In porta: Trust e Autorevolezza. Così come nel calcio avere un buon portiere permette di difendersi meglio e subire meno gol, nel SEO l’avere un buon trust ed essere ritenuti autorevoli permette al sito di “difendersi” da penalizzazioni e insidie.
Difesa: Struttura e Ottimizzazione on-page: il successo di una squadra parte sempre da una buona difesa. Ecco perché la struttura e l’architettura informativa del sito sono importanti, sono le basi da cui partire. Anche l’ottimizzazione on-page è uno dei perni difensivi su cui costruire la squadra.
Regista: Contenuti Ho “schierato” il contenuto nel ruolo del playmaker, che funge da collante tra difesa e attacco. Avere dei buoni contenuti, che portino anche un reale valore aggiunto all’utente, sono la base per un buon posizionamento e allo stesso tempo un ottimo modo per attirare link spontanei. In questo caso possiamo dire che il contenuto non è il re, ma il re…gista 😉
Sulle fasce: Nome Dominio e Fattori Social. Il nome del dominio al momento garantisce ancora una buona spinta (soprattutto in caso di “exact-match domain name”), per questo ho deciso di schierarlo sulla fascia. Ho deciso poi di “puntare” anche sui fattori social visto che, anche se è un “giocatore” ancora giovane, avrà un ruolo sempre più importante in squadra.
Link Popularity ha un ruolo “di punta“. La link popularity è il bomber della squadra, il finalizzatore, quello che permette di portare a casa il risultato.
La panchina è lunga e ci sono un sacco di fattori che potrebbero “entrare in partita”.

SEO C.T. Ziero : Sono di quella scuola di pensiero per cui “il miglior attacco è la difesa”, in questo senso i giocatori dei quali sento la necessità e che quindi sono per me più importanti sono, nel ruolo di pivot, i contenuti originali, in quanto elemento in grado di difendere e prevenire gli attacchi degli avversari e, nel ruolo di ala, i backlink tematizzati poiché estremamente efficaci tanto da permettermi di posizionarli in difesa contro i più forti e pericolosi giocatori avversari.
Ma spesso, dopo ogni azione di difesa, ne succede una di attacco ed in questo senso sento la necessità di elencare tra i miei giocatori più strategici, nel ruolo di playermaker, i meta tag, poiché sono in grado di capire, per ogni azione, qual è lo schema migliore e nel mentre della partita, attraverso degli allenamenti che chiamiamo di “fine tuning”, modificare la strategia di gioco a beneficio della squadra e della partita.

Nella SEO si parla di ranking, una sorta di “classifica dei risultati”. Un po’ come la classifica ATP del tennis, in perenne movimento…non trovi?

SEO C.T. Perini : Non sono un grande esperto di classifiche tennistiche, ma da quanto ne so il ranking ATP viene aggiornato continuamente, e i tennisti guadagnano o perdono posizioni in classifica in base ai tornei a cui partecipano e ai risultati. In questo senso una certa analogia con la SEO c’è. Anche i motori di ricerca aggiornano costantemente i loro algoritmi e i risultati mostrati in SERP, e i siti web guadagnano o perdono posizioni in base a come hanno “giocato”.

SEO C.T. Ziero : Assolutamente. Tra l’altro la federazione, in questa stagione, per motivi sui quali preferisco non soffermarmi, ha modificato il regolamento diverse volte nel corso del campionato; per fortuna continuiamo a vincere e la nostra posizione, indicativamente, rimane invariata però abbiamo visto parecchie squadre avversarie ritrovarsi in posizioni non troppo felici a volte per questioni nemmeno legate alle loro prestazioni; effettivamente la federazione, di tanto in tanto, sembra dare i numeri. E lo sappiamo tutti, tra gli addetti ai lavori, che alla fine le posizioni che contano, quelle utili per entrare nei playoff e provare a vincere il campionato, sono poche e sono quelle che stanno in alto.

Un SEO a che tipo di sportivo assomiglia maggiormente? In un recente convegno, Piersante aveva comparato il SEO ad uno skipper di una barca, che sarebbe il sito web: “alle volte comandi una nave da crociera, uno yacth, altre volte ti ritrovi al timone di una bagnarola” 😀

SEO C.T. Perini : Che dire, la metafora di Piersante è perfettamente calzante. Per stare in tema con la “formazione” che mi hai chiesto di schierare, il SEO potrebbe essere accostato all’allenatore di una squadra di calcio. Le analogie sono molte. A volte il SEO può subentrare in un progetto “a stagione in corso”, in seguito all’ “esonero” di un precedente SEO/allenatore. Inoltre anche il SEO, come l’allenatore, deve prima fare esperienza con piccoli progetti e realtà locali (squadre di categorie inferiori) per poi ambire ad “allenare” squadre grandi e blasonate (grossi portali e siti web di aziende operanti in settori altamente competitivi). Il SEO, come l’allenatore, deve saper gestire bene il gruppo, scegliere bene gli elementi da schierare in campo e saper correggere in corso la strategia utilizzando i “cambi” giusti.

SEO C.T. Ziero : Un SEO dovrebbe assomigliare ad uno sportivo che, nel corso della sua attività, prevede un investimento di risorse nella gestione; sia nella gestione di se stesso e del proprio corpo, come un runner, che nella gestione di una squadra, quindi un allenamentore (indipendentemente dallo sport).
Riprendo le parole di Piersante per confermare che, il bello di essere uno sportivo, per me, è proprio questo: conoscersi, imparare dai propri errori ed essere in grado di arrivare al traguardo indipendentemente da avversari, condizioni avverse, eccetera.

Il SEO spesso viene chiamato alla fine, come sprinter di una staffetta 4×100. Ma non andrebbe schierato in prima frazione?

SEO C.T. Perini : Se fosse possibile il SEO dovrebbe essere presente in tutte e quattro le frazioni della staffetta. È infatti importante seguire il progetto sin dall’inizio, portarlo avanti nei sui primi sviluppi e prepararlo per lo “sprint” finale in cui superare gli “avversari” (i concorrenti).

SEO C.T. Ziero : Non so se già nella prima frazione, ma sicuramente all’interno delle prime due.
Da subito al SEO non è richiesto lo sforzo maggiore, ma è bene che il testimone venga da lui raccolto quanto prima poiché considerare certe dinamiche, come i motori di ricerca, fin da subito può rappresentare un vantaggio notevole nei confronti degli avversari, così da arrivare a tagliare il traguardo con dei tempi di percorrenza minori per portarsi a casa la medaglia d’oro.

Anche la SEO ha delle regole: Google è l’arbitro per quanto riguarda il proprio “torneo” (che è quello con più spettatori). Se ti attieni alle regole vai tranquillo, ma se ti becca a commettere qualche infrazione rischi l’ammonizione od anche l’espulsione! Quali sono i falli in cui è più frequente cadere? Che cartellino ti sei mai beccato? :-)

SEO C.T. Perini : Per restare in tema calcistico direi che Google non arbitra certo “all’inglese”. Non lascia molto correre, e usa di frequente i cartellini.
Si, è capitato anche a me, testando qualche tecnica borderline su alcuni miei progetti, di beccarmi un cartellino rosso. Ma “scontata la squalifica” sono tornato in campo più forte di prima 😉

SEO C.T. Ziero : In questo senso non mi posso troppo lamentare: ad eccezione di una volta che ho provato a vendere una partita (e mi hanno radiato dal campo credo per un paio di mesi) sono stato sempre uno sportivo rispettoso dell’arbitro che ha ottenuto, in cambio, il medesimo atteggiamento. Direi che Google ed io, in linea di massima, andiamo d’accordo.

P.S. Io mi sarei dovuto cimentare con il calcio a 5, sport che ho praticato prevalentemente da “dodicesimo uomo” per alcuni anni. Ma…
primo: non ho trovato la lavagnetta adatta;
secondo: mi son reso conto che i miei fattori di punta quali “font utilizzati” , “palette colori del sito” e soprattutto “marca del mouse” i due SEO C.T. non li hanno proprio presi in considerazione!
Un increscioso dubbio sul mio know-how in ambito SEO è sorto… 😕

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