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	<description>tecnologia, comunicazione, marketing, web nello Sport</description>
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		<title>Naming rights nello sport: It&#8217;s my love</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 16:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Chiesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[società sportive]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>

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Tempo fa si era parlato anche in questo sito di un ottimo libro di sport marketing nel quale vengono illustrate 10 tipologie di marketing e business realizzate in ambito sportivo. Una di queste consiste nell&#8217;utilizzo da parte di un atleta del proprio nome a fini pubblicitari. Il termine utilizzato per delineare l&#8217;ambito operativo è quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.sportemultimedia.net/immagini/DOC-itsmylove.gif" border="0" alt="maglia izmailov" /></p>
<p align="justify">Tempo fa si era parlato anche in questo sito di un ottimo <a href="http://www.sportemultimedia.net/libro-marcel-vulpis-benchmarketing-dieci-idee-creative-di-sport-business/">libro di sport marketing</a> nel quale vengono illustrate 10 tipologie di marketing e business realizzate in ambito sportivo. Una di queste consiste nell&#8217;utilizzo da parte di un atleta del proprio nome a fini pubblicitari. Il termine utilizzato per delineare l&#8217;ambito operativo è quello del &#8220;<strong>naming rights</strong>&#8220;: nel caso menzionato, il giocatore di rugby <strong>Epi Taione</strong>, di Tonga, ha deciso di cambiare il proprio nome all&#8217;anagrafe in &#8220;<strong>Paddy Power</strong>&#8220;, nota agenzie di scommesse sportive irlandese che era sponsor della nazionale di Tonga ai mondiali francesi del 2007.In cambio di questa pubblicità perenne, il giocatore ha trovato un accordo con l&#8217;agenzia irlandese per 350.000 euro, che nello stato insulare dell&#8217;Oceania sono un bel gruzzolo.</p>
<p align="justify">Stavo pensando che anche lo statunitense <strong>Marvin Hagler</strong>, fortissimo pugile degli anni &#8216;80, <strong>aveva cambiato il proprio nome all&#8217;anagrafe in <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marvin_Hagler">Marvelous Marvin Hagler</strong></a>, mica male è? Le ragioni erano differenti, lo fece di sua volontà senza fini pubblicitari. Non mi è ancora definitivamente chiaro il motivo: da quanto ho capito credo lo avesse fatto per farsi rispettare maggiormente, visto che lamentava una scarsa riconoscenza del suo effettivo valore da parte degli addetti ai lavori (si ritirò infatti a seguito di una decisione arbitrale che ritenne ingiusta&#8230;da leggere la sua storia).<br /> Ma nel mondo dello sport sicuramente ce ne sono a iosa di casi interessanti, anche involontari.</p>
<p align="justify">Vediamone uno, ma partiamo dall&#8217;inizio. Da ragazzino tifavo Inter, ed avevo notato che il centrocampista olandese della Lazio, <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aron _Winter"><strong>Aron Winter</strong></a>, avesse appunto un cognome particolarmente simpatico: il giocatore testimoniava col proprio cognome la propria fede nerazzurra&#8230; &#8220;<strong>W INTER</strong>&#8221; <img src='http://www.sportemultimedia.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> <br /> Il bello è che poi Winter venne anche comprato dalla società milanese, ci rimase qualche stagione. Non mi sembra di ricordare grande marketing a riguardo, ma ero piccolo e non me ne curavo poi tanto. Ricordo piuttosto del cileno <strong>Zamorano</strong>, che aveva inserito un segno + nel mezzo del numero di maglia 18, mostrando conseguentemente <strong>1+8</strong>, vale a dire 9, il tipico numero del centravanti (che nell&#8217;Inter di allora indossava il ben più celebrato Ronaldo).</p>
<p align="justify">Ora la mia idea, rivista con maggior consapevolezza in ottica marketing, torna a farsi valere grazie al calciatore russo <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marat_Izmailov"><strong>Izmailov</strong></a>, in forza allo Sporting Lisbona. Il suono del suo cognome equivale a quello che ne esce leggendo &#8220;<strong>IT&#8217;S MY LOVE</strong>&#8221; in inglese.<br />Se fossi un responsabile <strong>marketing dello Sporting Lisbona</strong> penserei ad una nuova campagna di merchandising. Facciamo un passo indietro: nel 2007 hanno effettuato un&#8217;interessante operazione di fidelizzazione dei propri tifosi, per incrementare presenza ed abbonamenti allo stadio: in un viral game on line (filmato in basso) l&#8217;utente si iscriveva nel sito ufficiale lasciando il proprio nome ed il proprio numero di cellulare. Nel filmato che andava poi a visualizzare, quando l&#8217;assitente consegnava al mister Bento la lavagnetta, sulla stessa compariva il nome dell&#8217;utente, che mancava sugli spalti: di conseguenza lo Sporting Lisbona non voleva scendere in campo. A quel punto l&#8217;utente riceveva davvero la telefonata &#8211; ovviamente registrata &#8211; del coach Bento, che gli diceva &#8220;la stagione sta per inziare e tu non ci sei? cosa aspetti? abbiamo bisogno di te! e ricordati la maglietta!&#8221;&#8230;poi ai giocatori &#8220;Ha promesso che viene!&#8221;&#8230; mica male come idea! 200.000 partecipazioni in 2 giorni, successo meritato.<br />
Ecco che, tornando ad Izmailov, una campagna di merchandising avrei pensato di realizzarla&#8230;quale tifoso non vorrebbe andare allo stadio indossando la propria shirt ufficiale della squadra con su scritto &#8220;IT&#8217;S MY LOVE&#8221;? <img src='http://www.sportemultimedia.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ASXL9HeRLIo&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ASXL9HeRLIo&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Giochi 2020: Nessuno sottovaluti Venezia</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 10:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Chiesa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il dovere di candidare una sola città come sede dell&#8217;Olimpiade deriva dall&#8217;articolo 33 e seguenti della Carta Olimpica.
“The honour and responsibility of hosting the Olympic Games are entrusted by the IOC to a city, which is elected as the host city of the Olympic Games.&#8220;
Questo articolo escluderebbe già a priori la possibile candidatura del Veneto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.sportemultimedia.net/immagini/DOC-venezia-2020.gif" border="0" alt="Olimpiadi Venezia 2020 " /></p>
<p align="justify">Il dovere di <strong>candidare una sola città come sede dell&#8217;Olimpiade</strong> deriva dall&#8217;articolo 33 e seguenti della Carta Olimpica.</p>
<p>“<I>The honour and responsibility of hosting the Olympic Games are entrusted by the IOC to a city, which is elected as the host city of the Olympic Games.</i>&#8220;</p>
<p align="justify">Questo articolo <strong>escluderebbe già a priori la possibile candidatura del Veneto</strong> e del triangolo Venezia-Padova-Treviso per i Giochi 2020. <strong>Tuttavia è necessario prestare attenzione alla situazione territoriale di Venezia</strong>, che sia i vertici del CONI che i nostri stessi amministratori locali stanno sottovalutando. A Roma la candidatura veneziana viene presentata come pura fantascienza. &#8220;<i>Dove vorreste fare le gare di atletica? Lungo il Canal Grande?</i>&#8221; e battute simili vengono dette dai sostenitori della Capitale. Un conto è la battuta e il pensiero dei cittadini comuni che possono non conoscere effettivamente lo stato del territorio veneziano, un altro è quello degli <strong>amministratori nazionali e del CONI che considerano Venezia solo dal Ponte della Libertà fino all&#8217;Isola di Sant&#8217;Elena</strong>. Pochi si ricordano che del territorio di Venezia fa parte anche la città di Mestre. Guardando in Wikipedia risulta che <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venezia"><strong>la popolazione del Comune di Venezia arriva a 271.000 abitanti circa</strong></a> (dati del 2009). Quindi non si può guardare solo al &#8220;pesce&#8221;, ma anche all&#8217;entroterra che fa parte del Comune.</p>
<p align="justify">Come avete capito, la candidate-city unica deve essere Venezia e non ci deve essere nessun’altra partnership con altre realtà vicine come Padova e Treviso, nonostante l’efficienza e la vocazione sportiva e internazionale di queste due città, e per questo si deve dare ragione al CONI.<br />Ma <strong>non si può appoggiare Petrucci quando consiglia a Venezia di ritirarsi dalla competizione</strong>. Primo, perché il Presidente del CONI non rappresenta Roma ma l&#8217;intero comitato olimpico nazionale, quindi l&#8217;Italia intera; secondo, perché il Presidente del CONI svolge la funzione di Diplomatico della Repubblica, rappresenta l&#8217;Italia all’estero e dipende da persone gerarchicamente più in alto di lui: il Presidente della Repubblica e il Governo. <strong>Petrucci dovrebbe essere, per la posizione che ricopre, <i>super-partes</i></strong>: non dovrebbe appoggiare nessuna candidata e dovrebbe seguire le indicazioni della politica – la quale, però, non si esprime non per mancanza di volontà ma per necessità: se l&#8217;esecutivo dovesse dare importanza al caso si troverebbe  davanti ad una bomba. </p>
<p align="justify"><strong>Purtroppo lo sappiamo: il CONI è un ente romano e ovviamente patteggia per Roma 2020</strong>. Dire però che noi siamo troppo piccoli e che abbiamo tante strutture non è proprio vero. Il CONI si rifiuta di fare i conti con un territorio che nell’ultimo secolo si è evoluto così tanto da essere un punto di riferimento per lo sviluppo della Mitteleuropa, e del mondo intero.<br />
<strong>Siamo troppo piccoli? Venezia o il Veneto? Qualsiasi sia la risposta bisognerebbe far sapere a Roma che il Veneto &#8211; e quindi anche Venezia – è la locomotiva di questo Paese, il vero cuore pulsante e più pulito dell&#8217;Azienda Italia e che ha molti legami con il resto del mondo per la sua Storia e per laboriosità</strong>. Il Veneto è la regione più forte d&#8217;Italia e dare dei &#8216;piccoli&#8217; ad una regione di giganti è alquanto ingiusto.<br /> <br />
<strong>Siamo senza strutture?</strong> Allora guardiamo indietro per pochi secondi: Atene, Atlanta, Barcellona citando i casi più recenti hanno dovuto costruire quasi tutto da zero. Guardiamo al futuro: le strutture di Londra 2012 vengono costruite nell&#8217;East della città dove è stato riqualificato l’intero quartiere. In tutti e due i casi citati lo stadio olimpico viene costruito <i>ex-novo</i>. <strong>Dire che bisogna avere già le strutture non è sempre vero: se così fosse, 5 anni fa Parigi avrebbe avuto la meglio su Londra</strong> dato che era già a buon punto nella costruzione (la Francia in questi ultimi 12 anni ha ospitato mondiali di calcio, rugby e atletica, considerando anche i vari tornei importanti per gli altri sport). <strong>E se la presenza degli impianti facesse davvero la differenza, allora Tokyo l’avrebbe spuntata su Rio de Janeiro</strong> per i Giochi Olimpici del 2016.<br />E, <strong>criticando Roma, bisognerebbe dire che con i mondiali di nuoto <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sport/vari/nuoto-mondiali-roma/nuoto-mondiali-roma/nuoto-mondiali-roma.html">alcuni impianti sono stati messi sotto controllo da parte della magistratura</strong></a>, senza dimenticarci dello scandalo del bocciodromo che avrebbe dovuto ospitare i mondiali di bocce e che doveva essere costruito ben 10 anni fa (come testimoniato da ‘Striscia la notizia’ alcune settimane fa). Il discorso impianti non resta sempre a galla e per quanto riguarda le strutture (che possono essere anche servizi ricettivi e di trasporto) siamo messi bene, ricordando l’aeroporto internazionale di Tessera e il nuovo Passante che ha risolto i problemi di viabilità tra l&#8217;Ovest e l&#8217;Est dell&#8217;Europa.</p>
<p align="justify">Il problema ancora più grave è che non ci si capacita del fatto che Roma possa perdere il confronto con Venezia. La paura fa novanta, tanto che <strong>ormai devono emergere RAI, FS e Unicredit per appoggiare il progetto romano</strong>. Aperta parentesi: questo atteggiamento delle aziende statali è alquanto fastidioso, mancando di equilibrio dato che tutti pagano il canone e non tutti sono favorevoli alla candidatura romana. Per quanto riguarda un altro gigante delle comunicazioni nazionali, Mediaset, che sembrava aver appoggiato Roma, penso che dovrà fare qualche marcia indietro. Dato che in Veneto governerà la Lega Nord e forse Venezia cadrà nelle mani di Brunetta, Berlusconi e Mediaset, in caso di forzatura da parte di Zaia e dei ministri veneti al Governo, saranno costretti a fare dietrofront dalle loro posizioni perché in questo caso si gioca l&#8217;equilibrio di Governo &#8211; ecco perché la scelta tra Roma e Venezia potrebbe essere una bomba per il quarto governo Berlusconi.</p>
<p align="justify"><strong>Il punto sfavorevole della nostra candidatura è quello dell&#8217;appoggio a Padova e a Treviso</strong>. Abbiamo visto come non si possa candidare tre città; in Facebook, inoltre, si ricorda che l&#8217;area delle gare e dello spostamento dal centro olimpico e gli impianti non deve essere elevato. <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_secolo_cinese"><strong>Federico Rampini ne &#8216;<i>Il secolo cinese</i>&#8216;</strong></a> ha sostenuto che Pechino, assieme al suo hinterland, dove sono stati costruiti alcuni palazzetti per i Giochi 2008, è grande quanto il Belgio. Insomma, non uno spazio ridotto. La sola candidatura di Venezia resta comunque l&#8217;unica soluzione dato che è obbligata dalla Carta Olimpica. Ciò non toglie che si debba abbandonare il progetto. Anzi, <strong>i nostri amministratori dovrebbero puntare meglio sul nostro territorio considerando che la Provincia di Venezia non è proprio piccolissima ed è ancora sfruttabile</strong>. Chi vi scrive è  dolese. In questi anni Dolo e il comune di Pianiga sono interessati dalla discussione su Veneto-City, un progetto che investe un&#8217;area quasi 2 milioni di metri quadri di terreno ma su cui non si sa ancora cosa fare. Per ora abbiamo lo scatolone, bisogna riempirlo. Siamo sicuri che lo spazio sarà utilizzato per il cosiddetto ‘terziario avanzato’, che vuol dire tutto e nulla. Terziario avanzato vuol dire costruire un ospedale, vuol dire costruire un centro congressi, una fiera, una base spaziale, una base militare NATO, tante altre cose. Dato che nulla è stato ancora deciso, perché non sfruttare questa opportunità? I vantaggi sono diversi: non si concentrerebbe tutta l’attività olimpica e vengono evitati i disagi; si darebbe maggior lavoro e opportunità di crescita ad una zona che ha sempre sofferto il fatto di essere terra di mezzo tra Padova e Venezia. Ma come Veneto-City e la Riviera del Brenta, potrebbero essere sfruttate anche la zona di Cavarzere, Jesolo, Bibione, Caorle. Perché dobbiamo appoggiarci a Padova e Treviso quando il territorio veneziano può essere sfruttato maggiormente?</p>
<p align="justify"><strong>La possibilità di vincere l’Olimpiade c’è</strong>. Solo che è necessario venire incontro a quanto scritto sulla Carta Olimpica e puntando sul rilancio del territorio veneziano.</p>
<p>Autore: <strong>Ivan Bruno Zabeo</strong></p>
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		<title>Venezia: le Olimpiadi non fanno per te?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 10:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Chiesa</dc:creator>
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Stavo riflettendo in questi giorni sulle Olimpiadi, evento davvero unico in grado di calamitare l&#8217;attenzione di milioni di persone per un intero mese: l&#8217;unica manifestazione mondiale – e non solamente fra quelle a carattere sportivo &#8211; a riuscirvi. Ecco perché diventano un&#8217;occasione unica per chi nello sport ci fa del business, con i suoi tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.sportemultimedia.net/immagini/DOC-olimpiadivenezia.gif" border="0" alt="Olimpiadi a Venezia" /></p>
<p align="justify">Stavo riflettendo in questi giorni sulle <strong>Olimpiadi, evento davvero unico</strong> in grado di calamitare l&#8217;attenzione di milioni di persone per un intero mese: l&#8217;unica manifestazione mondiale – e non solamente fra quelle a carattere sportivo &#8211; a riuscirvi. Ecco perché diventano <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/e-la-cricca-preparava-lassalto-anche-al-gran-premio-di-roma/1862494" rel="nofollow"><strong>un&#8217;occasione unica per chi nello sport ci fa del business</strong></a>, con i suoi tre miliardi di euro in gioco.</p>
<p align="justify">Nel mio territorio è sorta la <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.venezia2020.it"><strong>candidatura di Venezia ai Giochi Olimpici del 2020</strong></a>, sebbene sembra che l&#8217;avversaria, Roma, goda di maggiori favori all&#8217;interno della classe politica del CONI, che è poi chiamato a decidere quale città italiana presentare ufficialmente al CIO, che a sua volta conterà di ben 5 membri italiani al momento della votazione cruciale.<br />
Questo il pensiero che emergeva qualche tempo fa: &#8220;<i>Non può esistere una candidatura del Nord-Est, la candidate city può essere solo Venezia e voi siete troppo piccoli, avete troppi problemi e poche strutture per vincere</i>&#8220;.<br />
In effetti, nella storia delle Olimpiadi, una città con meno di 100.000 abitanti non ha mai vinto l&#8217;assegnazione dei Giochi, e tantomeno con pochi impianti già realizzati al momento della candidatura ufficiale.</p>
<p align="justify">Il progetto dei Giochi Olimpici di Venezia 2020 prevede come area clou la terraferma, Tessera di Mestre, nella quale si svolgeranno il 60% degli eventi previsti. E’ un&#8217;area priva di costruzioni che sorge tutt&#8217;attorno all&#8217;aeroporto &#8220;Marco Polo&#8221;. <br />
A Tessera verrà realizzato il Villaggio Olimpico, avrà sede il centro media, verrà costruito uno stadio modernissimo in grado di contenere 80.000 spettatori, e sorgeranno anche due nuovi palazzetti. Per il fascino dell&#8217;Olimpiade nella città storica, scenario unico al mondo, il comitato promotore ha ipotizzato il passaggio della maratona a fianco di Piazza San Marco e ha scelto il Lido per golf, gare di ciclismo, regate di vela e nuoto in acque libere. Ha avuto l&#8217;appoggio di Treviso e Padova, città che vantano molti impianti sportivi di indiscussa efficienza, e per il calcio gli stadi di Udine e Verona rappresentano soluzioni praticabili (ma anche San Siro rientra nella lista di possibili location).<br />
Imbastito infine il progetto di viabilità integrata tra metro, treni leggeri ed alta velocità, tapis roulant e una rete di trasporto da costruire sotto la laguna.</p>
<p align="justify"><strong>Ora è in atto un &#8220;road show</strong>&#8220;, un caravan allestito per l’occasione che percorre in lungo e largo il territorio, facendo tappa in varie città, ovviamente anche in sedi di Giochi Olimpici invernali, come Cortina d&#8217;Ampezzo e Torino. <strong>Sin dall&#8217;inizio ho potuto constatare come il Comitato promotore abbia utilizzato al meglio le moderne tecnologie di comunicazione</strong>, attivando un sito web in tempi rapidissimi, già a novembre. Contemporaneamente ha preso vita il canale in YouTube, il profilo ufficiale in Facebook (circa 6.000 fan, più di 18.000 gli utenti iscritti in un gruppo di sostegno spontaneo), la photogallery in Flickr e l’account twitter. Poco dopo è arrivato anche il logo.</p>
<p align="justify">Del sito del comitato promotore di Roma 2020 non c’è ancora traccia. Mi chiedo perché, cerco sui gruppi di Facebook, leggo le varie discussioni in atto e ne trovo una davvero interessante, animata dai post degli utenti e dal <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.sporteconomy.it"><strong>giornalista Marcel Vulpis</strong></a>, che ho contattato e che ribadisce il suo pensiero:<br />
&#8220;<i>Roma ha vinto in partenza per tre ordine di motivi: è la capitale dello Stato italiano (e sempre più si tratta di sfide tra capitali mondiali); ha un portfolio impianti di &#8220;partenza&#8221; 20 volte superiore a Venezia; ha concentrato l&#8217;anello olimpico in uno spazio molto ristretto (mentre Venezia l&#8217;ha allargato) e ha un parterre di aziende pubbliche/private che hanno scelto in un secondo netto Roma e non Venezia&#8230;solo una persona non di buon senso non può capire che ha già vinto&#8230;e che per Venezia è una sfida inutile oltre che costosa&#8230;il rischio tra l&#8217;altro è che il progetto di Venezia non superi neppure il primo livello di analisi da parte del Coni&#8230;io non mi stupirei se ciò avvenisse&#8230;</i>&#8220;</p>
<p align="justify">E&#8217; difficile sperare il contrario, visto i successivi accadimenti. Riporto quanto trovato in qualche articolo di giornale pubblicato on line:<br />
&#8221;<i>Sorprende la partecipazione di aziende di Stato come Fs e Rai al sostegno della candidatura di Roma</i>&#8221;, spiega il direttore generale del Comitato per Venezia, Federico Fantini, riferendosi alla presentazione del Comitato creato dall&#8217;Unione degli industriali di Roma per lanciare la candidatura della capitale. &#8221;<i>Anche noi paghiamo il canone e il biglietto del treno</i>&#8221;, aggiunge Fantini sottolineando che la partecipazione di aziende pubbliche al Comitato per Roma &#8221;<i>e&#8217; un tema che lascia perplessi</i>&#8220;.</p>
<p align="justify">Insomma, nonostante il gran lavoro promozionale per Venezia sembra impossibile agguantare la candidatura italiana. E&#8217; tutto deciso. <strong>Prendiamola alla <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_de_Coubertin">De Coubertin: l’importante è partecipare</strong></a>. <img src='http://www.sportemultimedia.net/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Ho voluto contattare uno degli utenti del gruppo in Facebook che ha espresso considerazioni interessanti, <strong>Ivan Zabeo</strong>, veneziano di Dolo, ma tifoso romanista.<br />Gli ho chiesto di ribadire anche in questo post alla posizione del CONI&#8230;mi ha inviato un vero e proprio articolo: &#8220;<a href="http://www.sportemultimedia.net/giochi-2020-nessuno-sottovaluti-venezia">GIOCHI 2020: NESSUNO SOTTOVALUTI VENEZIA</a>&#8220;.</p>
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		<title>Lo sponsor Airoh al Mantova Starcross 2010 e nel web</title>
		<link>http://www.sportemultimedia.net/sponsor-airoh-mantova-starcross-2010/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 17:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Chiesa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Sabato 6 febbraio 2010 sono stato al 27° Airoh Mantova Starcross, prestigioso appuntamento invernale del motocross mondiale. E&#8217; stato il primo evento di motocross al quale abbia finora assistito, sport che guardo spesso su Sportitalia, da appassionato con limitatissime competenze tecniche: sarei in palese difficoltà qualora uno mi chiedesse la differenza tra un motore 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.sportemultimedia.net/immagini/DOC-starcross.gif" border="0" alt="De Dycker Starcross 2010" /></p>
<p align="justify">Sabato 6 febbraio 2010 sono stato al 27° <strong>Airoh Mantova Starcross</strong>, prestigioso appuntamento invernale del motocross mondiale. E&#8217; stato il primo evento di motocross al quale abbia finora assistito, sport che guardo spesso su Sportitalia, da appassionato con limitatissime competenze tecniche: sarei in palese difficoltà qualora uno mi chiedesse la differenza tra un motore 2 tempi ed uno 4 tempi.<br />
Ma alla fine quel che conta è assistere alle gare e vedere da vicino gli &#8220;impossibili&#8221; salti dei vari Cairoli, Philippaerts, Musquin e del belga De Dycker (<em>nell&#8217;immagine</em>), il mio preferito per via dell&#8217;abilità nelle condizioni di gara più difficili.</p>
<p align="justify">Il tutto in compagnia degli amici ed esperti enduristi Francesco (<em>sua la foto che ho &#8220;manomesso&#8221;</em>) e David, coi quali ho visto gare di motomondiale e F1, e che ogni tanto sfido nelle piste di go-kart. Abbiamo avuto modo di chiacchierare un poco anche con Enrico, amico che si trovava nel paddock per lavoro in qualità di tecnico della <strong>GET</strong>, azienda vicentina leader nella raccolta ed analisi di dati per il racing.<br />
Peccato essere stato nella città Virgigliana ma non essere riuscito a prendere il caffè con l&#8217;amico Riccardo, e parlare delle ultime tendenze in fatto di <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.soswebmarketing.it/"><strong>web marketing</strong></a>, mondo che comprendo decisamente meglio. <img src='http://www.sportemultimedia.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">La giornata del sabato è riservata alle prove libere ed alle gare di qualificazione. E&#8217; un&#8217;occasione unica per poter entrare liberamente nel paddock, evitando la folla e la calca della domenica, e girare fra le aree box delle varie scuderie. Sono venuto così a conoscere la <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.airoh.com"><strong>Airoh</strong></a>, azienda bergamasca leader nei <strong>caschi da moto offroad</strong> e sponsor della manifestazione sportiva. Confesso che non conoscevo il loro marchio.<br />
Curioso, mi sono messo a cercare delle informazioni, e ne ho approfittato per scrivere alcune considerazioni di marketing. Partiamo citando un passaggio raccolto in questa <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://www.moto.it/accessori/caschi/intervista-a-mister-airoh-22.html"><strong>intervista rilasciata al portale Moto.it da Antonio Locatelli</strong></a>, titolare dell&#8217;azienda bergamasca:</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Ho sempre pensato alle competizioni come al miglior veicolo promozionale, utile a far conoscere il prodotto nonché per testarne la validità perché penso che se un casco va bene a dei professionisti e a dei campioni vuol dire che è un buon casco. Con ciò non dimentichiamo l&#8217;importanza delle riviste e dei siti Internet che sono di certo un veicolo di fondamentale importanza per la visibilità di un marchio</em>&#8220;.</p>
<p align="justify"><strong>Niente da dire sulla presenza alle competizioni</strong>: oltre che partner dell&#8217;evento, che andrebbe denominato quindi &#8220;<strong>Airoh Starcross</strong>&#8220;, il marchio troneggia su di un grande gonfiabile pubblicitario in ingresso paddock, ed il truck che portano agli eventi in loco (nel quale ho intravisto salire ed intrattenersi il campione della MX1 Toni Cairoli) è senza dubbio un ottimo veicolo d&#8217;immagine, in tutti i sensi! <img src='http://www.sportemultimedia.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> <br />
Tutto il circuito di gara è tappezzato dai pannelli pubblicitari con il logo dello sponsor, in coabitazione con il marchio di pneumatici Pirelli, anch&#8217;esso presente da diversi anni alla manifestazione. Solo due marchi (ed il gonfiabile/traguardo della Red Bull) a fare da cornice al tracciato: evidente segno della crisi economica? Torna attuale quanto abbiamo illustrato qualche tempo fa per la <a href="http://www.sportemultimedia.net/la-prossima-domanda-di-ask-com-restare-in-nascar/">sponsorizzazione del campionato Nascar</a>.</p>
<p align="justify">Vediamo ora di esprimere qualche considerazione in merito all&#8217;<strong>attività internet</strong>. Mi imbatto in un sito web nuovissimo, rilasciato da poche settimane, e&#8230;ben fatto! la grafica è molto curata. L&#8217;interfaccia è ben congeniata, rendendo il sito estremamente facile da navigare, forte di un&#8217;ottima usabilità. Poche e chiare le voci di menù, schede prodotto che trovano il loro giusto spazio, nessuna animazione ad appesantire il caricamento delle pagine.<br />
Per la verità non c&#8217;è grande possibilità di interazione, manca un&#8217;intregrazione con i tanto utilizzati social network. E&#8217; comunque un <strong>sito di presentazione aziendale ben congeniato</strong>.<br />
L&#8217;ottimizzazione del sito per i motori di ricerca è buona: si sarebbe potuto agire per intercettare qualche combinazione di ricerca in più, dedicando ad ogni singola news una pagina univoca ben ottimizzata, per attrarre più visite dalle ricerche. Altri aspetti potrebbero essere stati curati maggiormente, ma nel complesso la <strong>visibilità on line è ottima</strong>, almeno nei motori di ricerca: <strong>primo brand a comparire nelle ricerche</strong> per la difficile keyword &#8220;<em>casco</em>&#8221; e per competitive keyphrases quali &#8220;<em>caschi moto</em>&#8221; e &#8220;<em>caschi motocross</em>&#8220;. Nessuna ottimizzazione invece per la lingua inglese: qualcosa ci si lascia scappare in termini di visite dai Paesi stranieri.</p>
<p align="justify">Valutiamo la <strong>presenza del marchio nei Social Network </strong> più utilizzati:<br />in YouTube non c&#8217;è un canale aziendale, tuttavia sono presenti molti filmati degli utenti. Si potrebbe pertanto creare un canale ed aggiungere i filmati alla propria playlist, sfruttando così gli <em>ugc</em> già pronti, i contenuti generati dagli utenti. Il costo è pari a zero, le opportunità di accrescere la propria brand awareness sfruttate meglio.<br />In Facebook una ricerca eseguita con il marchio dà luogo a parecchi risultati: 24 gruppi ed una <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/pages/AIROH-MX-Helmets/60479351074"><strong>Pagina Fan AIROH MX Helmets</strong></a>, che presumiamo essere quella istituzionale: manca però un&#8217;effettiva interazione, ci sono solamente gli auguri per le festività di Pasqua e Natale. Per chi volesse approfondire, abbiamo raccontato di un <a href="http://www.sportemultimedia.net/figurine-calciatori-panini-2010-on-line/">caso di interazione azienda-utenti nei social media</a>. Non sono andato a controllare quanto venga discusso all&#8217;interno dei gruppi: possibile ci siano molti elogi e, forse, qualche critica.<br />Nel complesso poca attività, <strong>si potrebbe fare qualcosa di più</strong>.</p>
<p align="justify">Per quanto riguarda il marketing on line ci sarebbe ora da valutare tutta l&#8217;attività fatta nei vari forum, le campagne di advertising, i comunicati più o meno ufficiali rilasciati a portali e siti specializzati. Insomma, potremmo andare avanti ancora un bel po&#8217;.<br />Ma fermiamoci qua con l&#8217;analisi dell&#8217;attività on line dello sponsor in oggetto ed iniziamo a trattare un argomento che riguarda tutte le aziende ed i brand in particolare.</p>
<p align="justify"><strong>Come si può fare a monitorare quanto di un marchio/prodotto viene scritto sui siti Internet, senza dover compiere delle continue ricerche <em>&#8220;a mano&#8221;</em>?</strong>.</p>
<p align="justify">Supponiamo che un&#8217;azienda volesse dotarsi di un sistema in grado di monitorare le opinioni che gli utenti di internet esprimono intorno al proprio brand ed ai prodotti commercializzati evitando di collegarsi ai siti web, ai forum on line, ai blog <em>&#8220;ficcanaso&#8221;</em> come il mio, ai gruppi in Facebook o negli altri social network.<br />Dovrebbe dotarsi di tecnologia e processi che fanno parte della <strong>brand reputation management</strong>, il monitoraggio della reputazione del brand, messa &#8220;a dura prova&#8221; dalle recenti innovazioni introdotte dal web, che permette a chiunque di scrivere opinioni &#8211; positive o negative &#8211; in moltissimi modi.</p>
<p align="justify">Esistono ovviamente alcuni <strong>servizi gratuiti ed altri sistemi più performanti</strong>, in grado addirittura di &#8220;assegnare  un giudizio&#8221; ai vari contributi on line rinvenuti. Per quanto riguarda la prima tipologia di servizi, la migliore soluzione in cui mi sia fino ad ora imbattuto è rappresentata dal servizio <strong>Google Alerts</strong> &#8211; ennesimo strumento rilasciato dall&#8217;azienda di Mountain View &#8211; che permette di ricevere automaticamente segnalazioni periodiche su qualsiasi argomento. Una volta scelti i termini e le parole chiave di interesse da monitorare, tutti i contenuti attinenti che finiscono negli archivi di Google vengono automaticamente segnalati all&#8217;utente. Il servizio mi risulta essere l&#8217;unico davvero efficace, sopratutto per il mercato italiano. Altri servizi funzionano bene negli U.S.A., ma da noi lasciano alquanto a desiderare.<br />Per quanto riguarda gli strumenti più evoluti, in Italia molta considerazione la riceve il software realizzato dalla milanese <strong>ActValue Consulting &amp; Solutions</strong>, denominato &#8220;<a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.reputazioneonline.it/"><strong>Reputation Manager</strong></a>&#8220;, sistema avanzato di ricerca automatica delle informazioni:fornisce anche un&#8217;analisi dei contenuti, ed è utile per monitorare anche i propri competitor.<br />Attraverso questi sistemi si diventa in grado di monitorare efficacemente la propria reputazione on line, ed avere sotto controllo tutte le critiche positive o negative intorno ai prodotti realizzati, organizzando tutti i feedback e le informazioni utili per meglio svolgere le proprie attività di relazione coi clienti/acquirenti e quelle di marketing.</p>
<p align="justify">Se l&#8217;azienda bergamasca avesse già attivato un sistema di monitoraggio come quello appena descritto, sarebbe pertanto venuta a conoscenza di questo post, con un&#8217;unica possibile conseguenza: letteralmente entusiasta di tutta questa pubblicità gratuita, Airoh mi ringrazierebbe offrendomi in regalo un bellissimo casco per i miei due amici enduristi Francesco e David! Uno solamente però! Così finisce che mi diverto a vederli in questa situazione&#8230; <img src='http://www.sportemultimedia.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6aAQ6TKqKhg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;start=182" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/6aAQ6TKqKhg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;start=182" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Partite 6 nazioni rugby 2010 in streaming</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 18:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Chiesa</dc:creator>
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Negli ultimi anni mi sono appassionato al rugby, seguendo moltissime partite del leggendario torneo RBS 6 Nazioni, che sta per iniziare. Se fino allo scorso marzo potevo seguire ogni match della competizione in diretta sintonizzandomi sugli schermi televisivi de La 7, da quest’anno chi come me non dispone di un abbonamento al pacchetto Sky Sport [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.sportemultimedia.net/immagini/DOC-6nazioni.gif" border="0" alt="6 nazioni rugby" /></p>
<p align="justify">Negli ultimi anni mi sono appassionato al rugby, seguendo moltissime partite del leggendario torneo <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.rbs6nations.com/"><strong>RBS 6 Nazioni</strong></a>, che sta per iniziare. Se fino allo scorso marzo potevo seguire ogni match della competizione in diretta sintonizzandomi sugli schermi televisivi de La 7, da quest’anno chi come me non dispone di un abbonamento al pacchetto Sky Sport non avrà modo di poter assistere alle partite. Niente più sussulti sul divano per le incursioni palla alla mano di Brian O’Driscoll, finita la suspence ai calci di punizione dello specialista scozzese Chris Paterson, solo ricordi l&#8217;eccitazione suscitata dalle serpentine imprendibili di Shane Williams, rapidissimo giocatore gallese. Insomma, l&#8217;ancora giovane tradizione dei pomeriggi invernali accompagnati dalle telecronache delle &#8220;<em>battaglie sportive</em>&#8221; del rugby è già giunta all&#8217;epilogo. <img src='http://www.sportemultimedia.net/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Per fortuna i due broadcaster sopra citati hanno trovato un accordo che consentirà anche ai tifosi italiani non muniti di pay-tv di vedere le partite dell&#8217;Italia in chiaro, sebbene in differita.<br />
Ma a me piacciono anche le altre partite! la gloriosa ed eterna sfida degli orgogliosi scozzesi agli &#8220;invasori&#8221; inglesi, che ricorda tanto il film <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://www.imdb.com/title/tt0112573/"><strong>Braveheart</strong></a>; il &#8220;fanatismo&#8221; gallese in grado di riempire i 72.500 posti del Millennium Stadium di Cardiff, la verde Irlanda affrontare la fortissima Francia.</p>
<p align="justify">E se volessi vederle queste partite, in diretta? E&#8217; possibile <strong>servirsi del web per seguire in streaming le partite</strong> del torneo? Sembra di sì, <strong>attraverso i collegamenti proposti dal noto sito</strong> <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://andrea-genova1984.spaces.live.com/"><strong>Solo Calcio</strong></a>, probabilmente la più ricca risorsa italiana per gli avvenimenti sportivi in streaming.<br />
Solitamente questo sito rimanda a partite trasmesse dai siti di scommesse sportive on line ai quali ci si deve registrare.</p>
<p align="justify">Esiste comunque una via &#8220;istituzionale&#8221;, che non richiede registrazioni: ci si potrebbe collegare al sito web della BBC, il broadcaster inglese che ha acquistato i diritti di trasmissione e di distribuzione on line fino al 2013. Il servizio viene diffuso tramite <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href=" http://www.bbc.co.uk/iplayer/"><strong>BBC iPlayer</strong></a> ed è gratuito, tuttavia è necessario avere un indirizzo I.P. inglese, ovvero figurare come utenti internet inglesi.</p>
<p align="justify">Questo in quanto il sistema di trasmissione video utilizzato dai broadcaster funziona solamente all&#8217;interno di network abilitati: si tratta del <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Multicast"><strong>Multicast</strong></a>, un protocollo che per poter funzionare necessita di appositi apparati opportunamente configurati, a livello di snodi Internet. Ecco perché la ricezione di questo flusso video è possibile solamente agli utenti inglesi, in quanto la BBC ha interesse e modo di configurare solamente gli snodi Internet inglesi. Restano tagliati fuori tutti gli altri utenti di intenet, compresi quelli italiani.</p>
<p align="justify">Ma possiamo provare a far parte comunque del network inglese? Sì: basta in realtà <strong>appoggiarsi ad un servizio che mette a disposizione il proprio proxy server</strong> (per seguire il torneo ce ne sono a 9.90 £, all&#8217;incirca 12 €), venendo connessi tramite un server ponte, <strong>che ha I.P. inglese</strong>. Ovviamente è funzionale qualora il server di appoggio sia molto veloce e stabile, altrimenti un filmato in streaming diventa inguardabile. E questa condizione non l&#8217;ho testata.</p>
<p align="justify">Se il nostro obiettivo è dotarsi di un proxy server inglese, ma non si vuole spendere alcuna sterlina, nei vari forum frequentati da informatici e utenti smaliziati si viene a scoprire come esistano vari servizi gratuiti che consentono di avere un I.P. mascherato. Tuttavia i miei test con questi proxy server per visualizzare i programmi proposti dal BBC iPlayer non hanno avuto successo: vengo infatti riconosciuto come utente inglese, ma non riesco a visualizzare nulla, oppure riscontro problemi &#8211; inspiegabili &#8211; con l&#8217;attivazione dello javascript. mah!<br />Poco male: è assai probabile che questi servizi-ponte gratuiti siano lenti, quindi poco adatti allo scopo di seguire un match in diretta streaming. Sarebbe inguardabile.</p>
<p align="justify">Per chi ora avesse maturato la curiosità di scoprire quale sia il proprio I.P., a che nazione e città risulti assegnato, basta collegarsi ad esempio al sito <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://www.mio-ip.it/?p=geolocalizzazione"><strong>www.mio-ip.it</strong></a>, che mostra i dati con un bel servizio di geolocalizzazione.</p>
<p align="justify">Se qualcuno di voi ha ulteriori soluzioni per vedere le partite del 6 nazioni in diretta streaming on line, le riporti nello spazio dei commenti! <img src='http://www.sportemultimedia.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>I periodici sportivi digitali</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 16:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Chiesa</dc:creator>
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Lasciamo il settore delle figurine sportive e diamo uno sguardo ai periodici, prendendo spunto da questo filmato che promuove una versione digitale per Tablet PC della famosa Sports Illustrated.
Proprio stamane ho comprato il secondo numero della nuova versione del Guerin Sportivo, divenuto un mensile e ribattezzato GS. Come spiega il Direttore Responsabile della rivista nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ntyXvLnxyXk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/ntyXvLnxyXk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p align="justify">Lasciamo il settore delle <a href="http://www.sportemultimedia.net/figurine-calciatori-panini-2010-on-line/">figurine sportive</a> e diamo uno sguardo ai periodici, prendendo spunto da questo filmato che promuove una versione digitale per Tablet PC della famosa <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://sportsillustrated.cnn.com/"><strong>Sports Illustrated</strong></a>.</p>
<p align="justify">Proprio stamane ho comprato il secondo numero della nuova versione del <strong>Guerin Sportivo</strong>, divenuto un mensile e ribattezzato <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.guerinsportivo.it/"><strong>GS</strong></a>. Come spiega il Direttore Responsabile della rivista nella rubrica della posta, &#8220;<em>La decisione del mensile nasce in realtà da lontano, dalla difficoltà che da anni ci investe. I lettori sono via via calati in tutta la stampa periodica ed è diminuita, nell&#8217;intera editoria italiana, la pubblicità. [...] Il &#8220;rotocalco&#8221; soffre per natura, risentendo più di altri della velocità dei nuovi media. Europeo, Epoca, Diario (ma anche Controcampo con il forte sostegno della tv) non ce l&#8217;hanno fatta. Vorrà dire qualcosa.&#8221;</em></p>
<p align="justify">In effetti i siti internet danno le informazioni in tempo reale, non costringono l&#8217;utente a recarsi all&#8217;edicola, ed il fatto che siano gratuiti ha ovviamente rotto equilibri consolidati nell&#8217;editoria. Tuttavia molti lettori amano le pagine di carta, preferendo libri e giornali agli e-book e siti web, ma quello che ci mostra il filmato è davvero irresistibile: la possibilità di avere accesso a contenuti multimediali, così tante funzionalità di interazione come la condivisione dei contenuti con gli amici via email o nei social network, o la possibilità di seguire avvenimenti sportivi piuttosto che di giocare ai vari campionati virtuali (come il fantacalcio per capirci). Davvero notevole.</p>
<p align="justify">Anche la <strong>pubblicità</strong> può contare della multimedialità offerta per portare l&#8217;utente al proprio sito web, diventando un&#8217;opzione <strong>maggiormente appetibile per gli inserzionisti</strong>. Chissà insomma se sarà questo il futuro o se anche il Guerin Sportivo tornerà ad essere un settimanale da comprare in edicola.</p>
<p align="justify">Sicuramente un dispositivo Tablet PC ha un costo d&#8217;acquisto non indifferente, da capire se sarà più utilizzato del duo notebook più smartphone. Non credo che ci si possa aspettare di poter acquistare la rivista digitale ad un prezzo tanto inferiore rispetto a quello della versione in carta stampata.</p>
<p align="justify">Rimane poi il discorso ambientale: i più sostengono che riducendo la notevole quantità di carta stampata si possa contribuire ad abbassare l&#8217;inquinamento prodotto da inchiostri e altre sostanze chimiche, oltre che salvare boschi e foreste. Ma non è che i <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/comunicati/ecoguida"><strong>prodotti elettronici</strong></a> siano tanto più ecologici. Ovviamente si taglierebbero meno alberi.</p>
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		<title>Le figurine Calciatori Panini del 2010 vanno on line</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 17:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Chiesa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Continuiamo ad occuparci e scrivere di figurine sportive, volgendo l&#8217;attenzione alla tanto attesa nuova collezione Calciatori Panini, presentata questa mattina in una conferenza stampa a Roma.
Dell&#8217;azienda modenese abbiamo già trattato qualche mese fa, presentando in quell&#8217;occasione i molteplici progetti realizzati all&#8217;interno del settore sportivo.
Per il lancio della nuova collezione di figurine il web è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.sportemultimedia.net/immagini/DOC-calciatoripanini10.gif" alt="sito calciatori panini" /></p>
<p align="justify">Continuiamo ad occuparci e scrivere di <a href="http://www.sportemultimedia.net/figurine-sport-augmented-reality/">figurine sportive</a>, volgendo l&#8217;attenzione alla tanto attesa nuova <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.calciatoripanini.it"><strong>collezione Calciatori Panini</strong></a>, presentata questa mattina in una conferenza stampa a Roma.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.sportemultimedia.net/panini-intervista-direttore-new-media-antonio-allegra/">Dell&#8217;azienda modenese abbiamo già trattato qualche mese fa</a>, presentando in quell&#8217;occasione i molteplici progetti realizzati all&#8217;interno del settore sportivo.</p>
<p align="justify">Per il lancio della nuova collezione di figurine il web è stato utilizzato massicciamente, con un <strong>sito di prodotto</strong> e la presenza nei più diffusi social network, il tutto a partire da metà dicembre: nel linguaggio del marketing, si può pertanto parlare di <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Social_media_marketing"><strong>campagna di social media marketing</strong></a>.</p>
<p align="justify">Nel <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/user/calciatoripanini"><strong>canale YouTube Calciatori Panini</strong></a> (attivo comunque da parecchi mesi) sono stati inseriti i filmati degli spot promozionali (da 30, 20 e 5 secondi) che dal 5 gennaio vengono proposti nelle emittenti tv,  e si può felicemente notare come gli utenti che han posto domande relative alla collezione abbiano trovato risposta, non imbattendosi perciò in un spazio interattivo lasciato a sè stesso come &#8211; ahimè &#8211; capita spesso.</p>
<p align="justify">Non poteva mancare la <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/CalciatoriPanini"><strong>pagina in Facebook</strong></a>, con i contenuti resi accessibili a tutti gli utenti (anche a quelli non loggati) e ai motori di ricerca (2° risultato per la keyword &#8220;<em>calciatori panini 2010</em>&#8220;). I fan sono oltre 4.200, che  comunicano le figurine mancanti o quelle doppie a ritmo serrato, e si ringraziano a vicenda per l&#8217;invio delle stesse.  Simpatiche le foto dei bambini orgogliosi nella loro figurina <strong>MyPanini</strong> e belli gli altri <em>contenuti UGC</em>. Utile davvero, esame superato. Sarà possibile votare anche per il &#8220;Top Team&#8221;, una delle molteplici iniziative realizzate on line.</p>
<p align="justify">Veniamo al tanto famoso SN che permette di <em>cinguettare: </em>il <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://www.twitter.com/figurinepanini"><strong>flusso in Twitter</strong></a> viene aggiornato via Facebook, replicando quanto comunicato all&#8217;interno del social network &#8220;<em>libro delle facce</em>&#8220;. Ci sono 21 followers, un numero ragionevole visto che sono passati pochi giorni dall&#8217;attivazione.</p>
<p align="justify">Personalmente non posseggo l&#8217;iPhone di Apple, così non ho avuto modo di valutare l&#8217;<strong>applicazione iCalciatori</strong>, lanciata in occasione della conferenza stampa odierna.</p>
<p align="justify">A questi canali on line, per la promozione si aggiunge un <strong>tour itinerante che toccherà 20 piazze italiane</strong>, e che si terrà dal 16 gennaio al 21 marzo. I social network vanno bene, ma le figurine hanno ancora bisogno dell&#8217;interazione old style, che le ha rese così amate! E cosa di meglio di vari appuntamenti nel quale trovarsi per scambiarsi i doppioni, ed avere la possibilità di partecipare ad ulteriori concorsi? <img src='http://www.sportemultimedia.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Le figurine sportive del 21° secolo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 14:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Chiesa</dc:creator>
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Davvero incredibile questo filmato vero? In effetti le applicazioni che oggigiorno vengono realizzate per mezzo di dispositivi digitali provvisti di una videocamera (computer + webcam, smartphone, iPhone) sono sensazionali. Non per nulla si parla di &#8220;realtà aumentata&#8220;, augmented reality in inglese, in quanto ciò che viene filmato è effettivamente arricchito di elementi d&#8217;interazione ed informazioni, visibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/I7jm-AsY0lU&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/I7jm-AsY0lU&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p align="justify">Davvero incredibile questo filmato vero? In effetti le applicazioni che oggigiorno vengono realizzate per mezzo di dispositivi digitali provvisti di una videocamera (computer + webcam, smartphone, iPhone) sono sensazionali. Non per nulla si parla di &#8220;<a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Realt%C3%A0_aumentata"><strong>realtà aumentata</strong></a>&#8220;, <strong>augmented reality</strong> in inglese, in quanto ciò che viene filmato è effettivamente arricchito di elementi d&#8217;interazione ed informazioni, visibili nel monitor.</p>
<p align="justify">E così le <strong>&#8220;3D LIVE&#8221; trading cards</strong> distribuite dalla <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://www.toppstown.com"><strong>Topps</strong></a>, per mezzo di una piattaforma on line appositamente realizzata dalla <a onclick="window.open(this.href);return false;" rel="nofollow" href="http://www.toppstown.com/UserSite/TotalImmersion/Info.html"><strong>Total Immersion</strong></a> e di una normalissima  webcam, prendono vita all&#8217;interno del monitor, in forma di rappresentazioni olografiche.<br />
Ma se questo già di per sè è stupefacente, ancora più strabiliante è il fatto che si possa interagire per mezzo della tastiera, permettendo di giocarci! Superati i tempi del &#8220;<em>celo celo manca</em>&#8221; insomma.</p>
<p align="justify">Non solo con i campioni del baseball MLB, ma da qualche mese i fan hanno la possibilità di giocare anche con i beniamini della lega professionistica Football NFL: progetto concretizzato in associazione con la <strong>EA Sports</strong>, la casa di produzione videoludica famosa nel mondo per le proprie simulazioni sportive.</p>
<p align="justify">Ma come si fa ad animare la propria figurina, quali sono i passaggi principali?<br />
Ogni confezione contiene una card provvista di codice interattivo. I collezionsiti possono accedere alla piattaforma on line, effettuare l&#8217;accesso inserendo il codice e selezionare il giocatore impresso nella card. A quel punto il quarteback (nel gioco del Football) prende vita all&#8217;interno dello schermo e si può iniziare a giocare.</p>
<p align="justify">Questi i commenti di due manager delle aziende promotrici:</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Con le 3D Live NFL cards, Topps sta continuando nella strada dell&#8217;innovazione, apportando una maggiore interazione nel gioco per fan e collezionisti</em>&#8221; dice <strong>Steve Grimes</strong>, CDO di Topps. &#8220;<em>Siamo fan della augmented reality, ed il gioco che abbiamo sviluppato con Total Immersion è semplice, attraente e divertente</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Unire il Football all&#8217;augmented reality era naturale dopo il successo riscontrato con le Topps 3D Live baseball cards</em>&#8221; dice <strong>Bruno Uzzan</strong>, CEO di Total Immersion &#8220;<em>Queste figurine consentono al fan di immedesimarsi con il quarterback NFL favorito, e dimostrano ancora una volta come l&#8217;augmented reality porti il cliente dentro l&#8217;azione come nient&#8217;altro. Questo è il tipo di engagement che l&#8217;AR fornisce costantemente</em>.&#8221;</p>
<p align="justify">Ovviamente questa applicazione dimostra come sia possibile realizzare delle iniziative interessanti di marketing avvalendosi delle nuove tecnologie. Come abbiamo evidenziato per il <a href="http://www.sportemultimedia.net/proximity-marketing-nello-sport/">proximity marketing</a>, anche questo può servire alle società sportive per iniziative di fidelizzazione e per offrire ai propri sponsor e partner nuove occasioni di visibilità.<!-- br--> In uno dei prossimi post cercherò di fornire un esempio specifico. <img src='http://www.sportemultimedia.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Il proximity marketing nello Sport</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 15:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Chiesa</dc:creator>
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In questo post voglio raccontare di una recente iniziativa di proximity marketing realizzata nel corso di un importante evento sportivo. In occasione del match di rugby Italia &#8211; Nuova Zelanda, che si è tenuto allo stadio Meazza di Milano sabato 14 novembre, gli spettatori hanno avuto modo di sperimentare un&#8217;iniziativa di proximity marketing, da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.sportemultimedia.net/immagini/DOC-sport-proximity-marketing.gif" border="0" alt="proximity marketing nello sport" /></p>
<p align="justify">In questo post voglio raccontare di una recente <strong>iniziativa di proximity marketing</strong> realizzata nel corso di un importante evento sportivo. In occasione del match di rugby Italia &#8211; Nuova Zelanda, che si è tenuto allo stadio Meazza di Milano sabato 14 novembre, gli spettatori hanno avuto modo di sperimentare un&#8217;iniziativa di <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proximity_marketing"><strong>proximity marketing</strong></a>, da parte di Peroni, sponsor della Federazione Italiana Rugby: oltre <strong>16.200 </strong>tifosi della palla ovale<strong> hanno partecipato</strong>.</p>
<p align="justify"><strong>Nell&#8217;Area Hospitality Peroni</strong> presso lo stadio sono stati installati alcuni dispositivi che hanno inviato via Bluetooth uno special bonus per il <em>Terzo Tempo Peroni</em> sul cellulare di tutti gli spettatori che passavano nel raggio di 35 metri: si è stimato che fossero circa 45.000 gli spettatori transitati dall&#8217;Area Hospitality Peroni, e che 26.000 avessero il bluetooth attivo. Ben 16.200 persone (il 62% di quelli raggiunti) hanno scelto di scaricare il file musicale contenente la Haka, il famoso inno degli All Blacks, e di visualizzare nel proprio dispositivo mobile l&#8217;invito a partecipare al Terzo Tempo Peroni al termine del match, disponendo di un bonus speciale da consumare.</p>
<p align="justify">Un&#8217;iniziativa che rispecchia la tradizione di ritrovarsi dopo la fine del match, che è stata di indubbio successo per lo sponsor, contando di un tasso di redemption elevato, del 62%.</p>
<p align="justify">Questo esempio può<strong> servire di stimolo alle società sportive</strong>, che potrebbero replicare iniziative analoghe nel corso della stagione agonistica, premiando i propri tifosi. Il Palazzetto dello Sport, essendo uno spazio non eccessivamente grande e contando di un&#8217;affluenza inferiore rispetto a quella di uno stadio, potrebbe essere una location ideale: durante la pausa fra primo e secondo tempo di un incontro di volley o basket, non sarebbe fastidioso ricevere un invito a recarsi ad uno stand a fine partita, per ritirare un gadget e partecipare all&#8217;estrazione di qualche premio (tickets per partite successive, una tuta ufficiale, ecc.). Ancora più interessante per le società coinvolte sarebbe riuscire ad avere l&#8217;autorizzazione del partecipante ad essere contattato via e-mail o sms per successive iniziative di marketing (serve un modulo di partecipazione al concorso con consenso al trattamento dei dati).</p>
<p align="justify">E&#8217; da tempo che si discute di come le società sportive debbano coinvolgere maggiormente i propri tifosi, relazionandosi con loro: interessante a questo proposito il <a href="http://www.sportemultimedia.net/libro-marcel-vulpis-benchmarketing-dieci-idee-creative-di-sport-business/">libro di Vulpis</a>.</p>
<p align="justify">Il marketing basato sulla cartellonistica e sulla distribuzione di depliant allo stadio non è più sufficiente: le nuove tecnologie della comunicazione (internet, dispositivi mobile) hanno fatto emergere nuove possibilità, che possiamo raggruppare sotto l&#8217;ombrello del <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_relazionale"><strong>marketing relazionale</strong></a>. Peroni rappresenta sicuramente un brand di richiamo per gli appassionati del rugby (di solito amanti anche della birra), ma per un tifoso&#8230;quale brand è realmente più forte di quello della propria squadra del cuore?</p>
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		<title>INTERVISTA al Responsabile Marketing &amp; Sales di Floobs Ltd, Giulio Baroli</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 18:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Chiesa</dc:creator>
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Con il Responsabile del Marketing &#38; Sales Giulio Baroli facciamo la presentazione di un innovativo servizio che permette alle società sportive di realizzare e gestire un proprio canale web tv. In Italia i tifosi del Frosinone già lo conosceranno.
Giulio, ci presenti la società ed il servizio di web tv pensato per chi opera nello sport?
Floobs [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.sportemultimedia.net/immagini/DOC-floobs.gif" border="0" alt="web tv per lo sport floobs" /></p>
<p align="justify">Con il Responsabile del Marketing &amp; Sales <strong>Giulio Baroli</strong> facciamo la presentazione di un innovativo servizio che permette alle società sportive di realizzare e gestire un proprio canale web tv. In Italia i tifosi del Frosinone già lo conosceranno.</p>
<p align="justify"><strong>Giulio, ci presenti la società ed il servizio di web tv pensato per chi opera nello sport?</strong></p>
<p align="justify"><a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.floobs.com/"><strong>Floobs</strong></a> è un&#8217;azienda tecnologica finlandese nata nel 2007. I fondatori sono Joonas Pekkanen e Kai Lemmetty. Floobs offre <strong>soluzioni per live e on-demand video streaming sul web</strong>, includendo soluzioni per Mobile TV e applicazioni per social network come Facebook e MySpace.</p>
<p align="justify">Il mondo dello sport è uno dei target principali della nostra azienda. Molti club, specialmente nella Liga spagnola di calcio, utilizzano la nostra soluzione per la la loro web TV o galleria video. Con l&#8217;ausilio di Floobs, il Sevilla FC trasmette il suo canale televisivo sul proprio sito 24 ore su 24 ore in tutto il mondo. Anche Marca.com si è affidata a Floobs per trasmettere in diretta sul proprio sito la presentazione di Cristiano Ronaldo al Santiago Bernabeu, occasione nella quale sono state raggiunte 250.000 visualizzazioni e la nostra piattaforma ha dimostrato un altissimo grado di affidabilità (http://www.marca.com/2009/07/07/futbol/equipos/real_madrid/1246969520.html).</p>
<p align="justify">Le ultime novità realizzate da Floobs riguardano lo sviluppo di un nuovo widget per la gestione dei propri contenuti video. Il widget funge come una vera e propria <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://webtv.floobs.com/"><strong>web TV</strong></a> in grado di mostrare sia i contenuti on-demand che quelli in diretta e risulta di facile integrazione su qualsiasi sito web. È sufficiente fare l&#8217;embed del widget su di un sito, come ad esempio avviene con un qualsiasi filmato YouTube, e la gestione e l&#8217;aggiornamento dei contenuti presenti nel widget viene effettuato esclusivamente attraverso l&#8217;accesso alla piattaforma di Floobs.</p>
<p align="justify">Lo stesso widget è poi integrabile in piú piattaforme, in particolare su mobile sites e Facebook. Il vantaggio che ne deriva per qualsiasi club sportivo è enorme, perché attraverso l&#8217;utilizzo di una sola piattaforma possono offrire i loro contenuti su diverse destinazioni.</p>
<p align="justify">Altri sviluppi riguardano il recente restyling della home page di www.floobs.com ed il lancio di un client per effettuare la diretta con telefonino. A breve il sito web verrà anche tradotto in italiano in modo da essere piú accessibile su di un mercato che consideriamo importante.</p>
<p align="justify"><strong>Vorrei esaminare l&#8217;aspetto economico. Ovvero, come ci si accorda con una società che si avvale del vostro sistema? Che tipo di rapporto si instaura?</strong></p>
<p align="justify">Tutte le negoziazioni sono effettuate nell&#8217;ambito classico commerciale: si cerca di stabilire un contatto con le società che potrebbero essere interessate e si prosegue su quella strada se ci sono le premesse affinchè il rapporto si possa stabilire. Questo, come si puó evincere, richiede spesso un interesse mutuale. Il club o la federazione ha già del materiale video e l&#8217;idea di distribuirlo on line. In particolare c&#8217;é spesso l&#8217;interesse di effettuare delle dirette.</p>
<p align="justify">Proprio la fase di contatto e negoziazione risulta tra le piú difficili. Noi non offriamo siti web, ma solamente la soluzione tecnologica affinchè una web TV sia visibile su di un sito. L&#8217;embed del widget e l&#8217;utilizzo della nostra piattaforma sono semplici esattamente come l&#8217;utilizzo di una piattaforma come Youtube. Ovvio che la negoziazione con un club debba affrontare vari aspetti, visto che la web TV investe molteplici ambiti, da quello propriamente internet al marketing.</p>
<p align="justify">Inoltre è difficile trovare un webmaster interno alla società, visto che la maggior parte dei club si affida ad aziende esterne non solo per la realizzazione ma anche per la gestione del proprio sito. Questo ovviamente crea degli intoppi perchè molte web agencies ci vedono come un competitor piuttosto che come un partner.</p>
<p align="justify">A livello economico ti garantisco che le nostre soluzioni offrono prezzi molto competitivi. I prezzi per club di prima fascia sono calcolati in maniera personalizzata in base alle esigenze di diretta e spazio di archiviazione richieste. I club possono anche sfruttare l&#8217;<strong>opportunità di monetizzare dai loro contenuti video</strong>. Per questo offriamo loro un pannello per il lancio di campagne pubblicitarie (video pre roll ads) come avviene ad esempio sul sito della Gazzetta dello Sport.</p>
<p align="justify">Il rapporto ha in genere una durata annuale, ovviamente rinnovabile. Il pagamento è nella maggior parte dei casi basato su un canone mensile. Il primo mese è offerto gratuitamente, questo è fatto per creare un rapporto di fidealizzazione con il cliente e renderlo partecipe delle potenzialità della web TV. Dopo il primo mese di prova, nessuno dei nostri clienti ha mai deciso di non sottoscrivere un contratto con la nostra azienda. Di questo siamo ovviamente molto fieri e credo dica molto sull&#8217;attenzione e la cura che rivolgiamo affinchè il cliente sia sempre soddisfatto.</p>
<p align="justify"><strong>A breve</strong> vorremmo proporre <strong>una soluzione di largo consumo per tutti i club e le federazioni minori</strong>, professionisti e non: a fronte di un canone mensile possono avere una web TV senza dover investire grossi capitali o realizzare nuovi siti web. Per rendere fruibile questa possibilità, stiamo infatti studiando la possibilità di lanciare un web shop.</p>
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