Libro di Gian Paolo Ormezzano – “I cantaglorie”

Ecco un libro imperdibile per tutti quelli che, come me, hanno sognato di fare il giornalista sportivo, professione di cui Gian Paolo Ormezzano è uno dei massimi rappresentanti in Italia: “I cantaglorie. Una storia calda e ribalda della stampa sportiva”.

Un’opera in cui ci vengono raccontati alcuni dei nomi più noti e importanti della storia della comunicazione sportiva nel nostro Paese, edita da 66thand2nd, casa editrice che al mondo dello sport sta dando tantissimo spazio con saggi, biografie e romanzi di primissima qualità, spesso arricchiti per la gioia degli occhi dalle copertine di Guido Scarabottolo, illustratore i cui disegni mi rapiscono e rallegrano lo spirito.
Ecco che allora è possibile imparare a conoscere qualcosa in più di quei nomi che per noi giovani, pur avendoli spesso sentiti ed elogiati dai loro “eredi”, rappresentano un passato interpretabile magari di sfuggita, leggendo qualcosa qua e là o vedendo qualche immagine in televisione.

Ormezzano, con uno stile divertente e in parte affabulatorio, divide in tre categorie i cantaglorie che ha deciso di inserire in questa sorta di foto di gruppo di cui egli stesso è il fotografo. I cantori, gli erotisti e i pornografi.
Sì, perché non tutti hanno raccontato le imprese del ciclismo o le vittorie del calcio alla stessa maniera. Se nel primo gruppo l’autore inserisce principalmente i pionieri di questa professione, nel secondo sono i nomi tra gli altri di Gianni Brera, Gianni Minà, Sandro Ciotti, Giorgio Tosatti a essere protagonisti, di quel giornalismo che si eleva dalla cronaca seppur romantica dell’azione sportiva per divenire qualcosa di più, in cui è possibile quasi fare letteratura (si pensi a Brera e a Dino Buzzati, meteora di questo mondo che però Ormezzano colloca nel primo gruppo).
Il terzo gruppo è quello più televisivo se vogliamo, in cui calare ad esempio il tele-processo del calcio fatto da Aldo Biscardi e le bombe di mercato di Maurizio Mosca: il calcio come spettacolo, quasi cabarettistico. Ma troviamo anche Fabio Fazio, che inventò il format “Quelli che il calcio” con tanti sketch comici, personaggi famosi e belle donne ospitate in trasmissione.

Ormezzano riconosce anche come la sua carriera di cronista sportivo giramondo sia stata favorita dai tempi, e che oggi non sia quasi più possibile essere inviati dalle testate giornalistiche per seguire le Olimpiadi, i Tour de France e i Mondiali di calcio come accadeva allora; anche a causa di internet, che ha affossato le vendite della carta stampata e reso quasi inutile la figura dell’inviato in loco.

Non posso che accettare la sua visione, pur essendo dall’altra parte, quella dei blogger e di chi racconta di sport sul web, non facendo parte di una redazione di giornale. Preso atto dunque che la stagione dei cantaglorie è finita, quella iniziata è piena di incognite e incertezze per la figura del giornalista sportivo. Però è anche quella in cui è nato L’Ultimo Uomo, un sito internet fantastico.

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