Libro di Stefano Balducci – “L’industria della comunicazione sportiva”

libro Balducci - L'industria della comunicazione sportiva

Quale comunicazione per quale sport. Sono i media che hanno trasformato lo sport o lo sport ha trasformato i media?
Il libro di Stefano Balducci “L’industria della comunicazione sportiva” si caratterizza per essere un piccolo manuale non troppo tecnico su tutto ciò che coinvolge lo sport e la comunicazione.
Si parte con una disamina delle più fondamentali teorie della comunicazione per poi analizzare sempre più a fondo gli aspetti economico-sociali della comunicazione sportiva. Interessanti a tal proposito sono i dati e le cifre riportate nei vari paragrafi.

Analisi che evidenziano quanto l’interesse per il settore sport possa effettivamente concorrere ad identificarlo come quinto medium, in quanto “lo sport rappresenta nella cultura un fatto sociale totale, un fenomeno culturale in grado di generare e produrre simboli, linguaggi, che penetrano in maniera trasversale in tutte le sfere della società. […] Nel rapporto con la stampa, la radio, la televisione e Internet, lo sport ha affermato la propria supremazia e la propria leadership sociale, economica, politica, culturale, comunicativa. Nessun ambito della vita sociale è così pervasivo – persuasivo – coinvolgente come lo sport nella società contemporanea; non esiste cultura,o Nazione, o personaggio che non abbia provato/trovato nel rapporto con lo sport un mezzo per raggiungere fini, obiettivi, uno strumento per comunicare e/o legittimare se stesso o la propria attività”.

Ma è lo sport che ha beneficiato dell’apporto dei media per conquistarsi questo ruolo privilegiato o sono le televisioni e gli altri media che, grazie alla possibilità di trasmettere gli eventi sportivi, hanno avuto modo di incrementare sensibilmente i loro guadagni?
In effetti un paio di dati ci fanno riflettere: nel Regno Unito, il 65% degli abbonati alla televisione a pagamento ha affermato di essersi abbonato principalmente per i programmi sportivi. In Spagna, la percentuale sale all’85%.
A questo aggiungiamo come la FIFA, per i mondiali di calcio del 2006 in Germania, abbia incassato qualcosa come 650 milioni di euro dagli sponsor, una cifra di dieci volte più alta rispetto ai mondiali di Italia 90.
Sono dati che evidenziano come le televisioni, pur di poter trasmettere lo sport, sono disposte a pagare cifre altissime per i diritti, cercando ovviamente di rientrare degli investimenti e possibilmente ottenere un guadagno attraverso gli spazi pubblicitari riservati agli inserzionisti e gli abbonamenti degli utenti.
Anche il rapporto fra sport ed internet (e le nuove tecnologie) viene analizzato nel corso dei paragrafi del libro, che a questo punto non vi resta che acquistare e leggere sotto l’ombrellone.

Autore: Marco Chiesa

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