Il Marketing Sportivo di Mr Red Bull

red bull nello sport

Come si legge nel sito web sportbusiness.com, la Persona più Influente nel business dello sport del 2010 è Dietrich Mateschitz, ovvero l’imprenditore che ha creato la Red Bull.

Ma non è solo con le competizioni automobilistiche che il miliardario austriaco è attivo nel mondo dello sport. La sua è una presenza ineguagliata, come osserva l’analista del Centro per il Business Internazionale dello Sport dell’Università di Coventry, Simon Chadwick: “Mentre gli altri imprenditori hanno sviluppato business di successo in maniera similare, e gli altri proprietari di società sportive hanno forse ottenuto numericamente più successi, poche compagnie rivaleggiano con Red Bull in fatto di innovazione e perseveranza nell’utilizzare lo sport come vettore principale per gli affari e per la crescita del brand. In ultima analisi, il successo di Mateschitz come imprenditore sportivo è per molti versi ineguagliabile“.

Partendo con l’organizzare eventi innovativi targati Red Bull, come Airshow Flugtag ed il Red Bull Air Race, Mateschitz è giunto al palcoscenico principale dello sport, con la scuderia Red Bull Racing, campione della F1 2010, ed il suo “team figlioccio” Scuderia Toro Rosso ed anche il NASCAR’s Team Red Bull.

Sotto il nome Red Bull, l’impero sportivo internazionale di Mateschitz comprende anche la proprietà del EC Red Bull Salisburgo (Erste Bank Hockey League, Austria), FC Red Bull Salisburgo (Bundesliga austriaca di calcio), New York Red Bulls (Major League Soccer), la Red Bull Brasil FC (seconda divisione brasiliana), e club che militano nelle categorie inferiori del campionato tedesco di calcio, quali il SSV Markranstädt, rinominato come RB Lipsia nel 2009.

Da una cifra stimata in 300 milioni di $ l’anno spesi in eventi sportivi d’azione e sponsoring di atleti nella prima parte del millennio, Mateschitz ha investito più di 675 milioni di $ in cinque anni per sviluppare il proprio team Red Bull di Formula Uno, da solo; una decisione che è stata premiata dal doppio titolo di Campioni Costruttori e Piloti in uno sport tradizionalmente dominato da squadre che spendono molto come la McLaren, Ferrari e la Williams.

Non che Mateschitz sia completamente soddisfatto di questo risultato. All’inizio di quest’anno, ha detto che: “Aspettarsi qualcosa di meno [che il titolo di Formula Uno per uno dei suoi piloti] sarebbe assurdo.” Ma in realtà il coinvolgimento della Red Bull nello sport ha un altro e ben più ampio fine: quello che vede un ritorno sull’investimento (ROI) da queste operazioni che si assesta sul 30-40%. Mateschitz, naturalmente, ha i suoi critici.

E’ discusso ad esempio perché pone il marchio Red Bull prima dell’identità sportiva delle squadre che acquista: il nome di Red Bull, per esempio, viene aggiunto a quello dei suoi team sportivi (RB Lipsia escluso) che invariabilmente giocano in stadi con il nome Red Bull – una delle ragioni per cui Mateschitz sia riluttante a rilevare un grande marchio sportivo come il Manchester United o i New York Yankees, che semplicemente non potrebbero essere rinominati.

Il fatto poi che lo stesso Mateschitz sia poco conosciuto, serve anche al marchio Red Bull, come spiega sempre Chadwick: “A differenza di molti suoi contemporanei, Mateschitz è riuscito a rimanere una figura quasi sconosciuta dietro il marchio Red Bull; Branson e Gates, al contrario, sono diventati in molti modi le facce dei loro rispettivi marchi, Virgin e Microsoft. Mateschitz, invece, preferisce restare dietro le quinte, incoraggiando una maggiore attenzione sul marchio e sulle sue proprietà, una strategia che finora ha dato i suoi frutti.

Eppure ci sono pochi dubbi, dice Chadwick, che Mateschitz sia nell’élite dello sport, a fianco altri nomi famosi come Phil Knight, Adi Dassler e Mark McCormack: “Anche se resta da vedere quali sforzi futuri ed estensioni Mateschitz e Red Bull abbiano pianificato, le basi gettate all’interno della cultura giovanile e dello sport dovrebbero senza dubbio far sì che la posizione dominante di mercato dell’azienda e la presenza nello sport continuerà.

Tradotto dall’articolo “Most influential 2010” di Matthew Glendinning – sportbusiness.com

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Un commento

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