Lo Streaming del Basket LNP


Da inizio mese è possibile seguire le partite della Lega Nazionale Pallacanestro tramite il servizio LNP TV Pass, che consente agli appassionati di vedere in diretta streaming, e successivamente on demand, le partite di tutte le 32 squadre di serie A2.
Per accedere a questo servizio è possibile sottoscrivere un abbonamento mensile o annuale.

Come ha spiegato il Presidente di LNP, Pietro Basciano “la partnership siglata tra Lega Nazionale Pallacanestro e StreamAMG rappresenta un passo fondamentale per il nostro progetto di visibilità su Internet. Il mercato indica chiaramente come le produzioni televisive debbano avere una presenza forte nella veicolazione delle immagini via streaming. Vantare al nostro fianco un partner della qualità e della visione di StreamAMG, per trasmettere un campionato di Serie A2 che è unico anche nei suoi numeri, consente a noi di LNP di proseguire con fiducia nel raggiungimento del nostro obiettivo. Mettere in rete 32 palasport e trasmettere le partite in diretta, è molto ambizioso. E senza precedenti, in Italia.”

Questo il link al sito del servizio LNP TV Pass. Gratis fino al 31 ottobre!

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Il Liceo Scientifico ad indirizzo sportivo

Settembre. Tempo di tornare sui banchi di scuola per migliaia di studenti. E scopro quasi per caso dell’esistenza da un paio d’anni di un corso di studi (riconosciuto dal Ministero competente) che avrebbe fatto la mia felicità qualora fosse esistito già nei primi anni ’90: il Liceo scientifico Sezione ad indirizzo sportivo.

Come si può leggere sul sito web del MIUR “La sezione ad indirizzo sportivo è volta all’approfondimento delle scienze motorie e sportive e di una o più discipline sportive all’interno di un quadro culturale che favorisce, in particolare, l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri delle scienze matematiche, fisiche e naturali nonché dell’economia e del diritto. Guida lo studente a sviluppare le conoscenze e le abilità ed a maturare le competenze necessarie per individuare le interazioni tra le diverse forme del sapere, l’attività motoria e sportiva e la cultura propria dello sport, assicurando la padronanza dei linguaggi, delle tecniche e delle metodologie relative.
Le istituzioni scolastiche coinvolte assicurano, con opportune misure anche attraverso gli itinerari di orientamento, le pari opportunità di tutti gli studenti, compresi quelli che si trovano in condizione di criticità formativa e in condizione di disabilità nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente.”

Questo un PDF che illustra il piano dell’offerta formativa dell’istituto che ho frequentato io, il Liceo Scientifico Jacopo da Ponte di Bassano del Grappa: Liceo Sportivo. Insomma, un corso di studi davvero interessante per gli appassionati dello sport che vogliono ambire a lavorare nel settore o prepararsi al meglio per corsi universitari ad indirizzo sportivo.

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1985: i Mondiali di Ciclismo su Pista a Bassano del Grappa

Anniversario prestigioso per la mia città, Bassano del Grappa. Sono passati 30 anni dall’edizione dei Campionati del Mondo su pista di ciclismo del 1985. Questo post vuole essere un ricordo che serve anche al sottoscritto per conoscerne qualcosa di più, visto che di quell’edizione non so praticamente nulla: all’epoca avevo solo 4 anni e mezzo e sicuramente i miei genitori al velodromo “Rino Mercante” non mi ci portarono.

Scopro così che l’impianto, che ora fa da cornice alle partite di calcio, al tempo era stato sistemato alla perfezione, risultando un velodromo efficiente e molto veloce: la pista venne rivestita con una speciale resina che la rese più scorrevole di quanto fosse mai stata. Infatti, a una settimana dalla conclusione della manifestazione, il danese Oersted, fresco vincitore dell’inseguimento, stabilì il nuovo record dell’ora al livello del mare (48,145 chilometri).

L’idolo di casa era Francesco Moser, che scendeva in pista nell’inseguimento individuale. Tuttavia il trentino non riuscì a vincere nessuna medaglia, perdendo la semifinale col sopracitato Oersted. A Bassano scese in pista anche il giapponese Koichi Nakano, che aveva già vinto otto mondiali consecutivi nella velocità pura. Con quella di Bassano le medaglie d’oro divennero nove. Nella sua splendida carriera Nakano riuscì a vincere anche un decimo titolo, stabilendo un record ancora imbattuto.

Per la Nazionale Italiana 3 gli Ori Mondiali: a far suonare l’inno di Mameli furono il professionista Bruno Vicino, il dilettante Fausto Dotti nel mezzofondo dietro moto, il Quartetto della prova Inseguimento a squadre, che si componeva di Roberto Amadio, Giampaolo Grisandi, Massimo Brunelli e un giovane Silvio Martinello, futuro campione olimpico, oggi apprezzato commentatore Rai, gentilissimo nel rispondere a qualche domanda.

Cosa ricorda di quell’esperienza? C’era attesa, è andata bene?

I ricordi naturalmente sono bellissimi, fu il mio primo titolo mondiale, ne arrivarono altri 4 successivamente, ma il primo non si scorda mai. C’era naturalmente attesa, i Giochi di Los Angeles che si svolsero l’anno prima non andarono benissimo, eravamo i favoriti e giungemmo solo quarti, tecnicamente il mondiale era più difficile a causa della presenza dei paesi dell’Est, che ai Giochi boicottarono l’evento, però riuscimmo nell’impresa, per la felicità generale, nostra naturalmente e della Federazione che tanto investì in quell’evento.

A distanza di molti anni, che cosa possiamo ricordare di Bassano 1985?

Possiamo ricordare i Mondiali di Bassano del Grappa come l’importante evento organizzato nel glorioso velodromo, un’edizione di grande successo, una delle poche che vedeva ancora i mondiali su pista organizzati in concomitanza con i mondiali su strada, con la presenza di grandi atleti della strada, ricordiamo Francesco Moser su tutti.

Un velodromo come quello del Mercante è ormai fuori moda?

Il velodromo Mercante non è fuori moda, gli eventi più importanti a livello mondiale si svolgono su impianti coperti ed a fine inverno, pertanto con le regole attuali Bassano non potrà ospitare eventi del genere, ma un mondiale giovanile, una 6 giorni come un tempo, campionati nazionali e manifestazioni di carattere internazionale non sono precluse, quindi l’auspicio è che ci sia la volontà di rilanciare un impianto che non possiamo permetterci di perdere.

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Un insolito stage di Biathlon a Ridanna

poligono Biathlon

Questo week-end con l’amico Federico sono stato al Poligono di tiro di Ridanna, dove si allena un’atleta della Nazionale Italiana di Biathlon, la gentilissima e simpatica Karin Oberhofer. Un paio di mesi fa mi aveva concesso questa intervista.

Ho avuto la possibilità di assistere a una seduta di allenamento mattutina, in cui oltre a correre per una serie di massacranti ripetute in montagna di cui ho perso il conto, Karin si è cimentata anche con il tiro a segno ovviamente.

Grazie alla sua disponibilità e a quella del suo trainer Alex ho avuto l’opportunità più unica che rara di sparare anch’io! Bellissimo! Difficile come non hai idea beccare il bersaglio dalla posizione in piedi, quella che la figura di sopra illustra: si deve infatti sparare a 5 bersagli da una distanza di 50 metri. Vi assicuro che la carabina (che pesa sui 4 Kg) è impossibile mantenerla ferma. Anche per gli atleti, che ovviamente sono super preparati e si allenano tutto l’anno, riuscire a trovare il bersaglio non è impresa facile come si può erroneamente pensare. Immaginatevi ad arrivare al tiro a segno stanchissimi, col battito cardiaco frenetico dopo una sciata a tutta di diversi Km, il vento che soffia, la visibilità magari non perfetta e soprattutto la tensione mentale di un risultato della gara da difendere o conquistare…

Se da sdraiati si trova maggiore stabilità e centrare il bersaglio non è impossibile (4 su 5 nella mia prova) dalla posizione in piedi non ne ho beccato nessuno… 0 su 10. E ho sparato in completo relax.
Chi vedrò fare 5 su 5 in una gara avrà tutta la mia stima ovviamente!

Grazie ancora a Karin, ad Alex, e a Federico! :-)

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Statistiche e Computer per vincere il Campionato

midtjylland

Possibile vincere un campionato di calcio costruendo una squadra al computer? Sembrerebbe proprio di sì, visto quanto è riuscito a fare nel corso dell’ultima stagione il Football Club Midtjylland, squadra della Danimarca con sede nella città di Herning.

Autore dell’impresa il trentaduenne manager Rasmus Ankersen, ex promessa della società che a 19 anni ha dovuto smettere col calcio giocato a causa di un brutto infortunio. Passato dietro la scrivania ha iniziato a sperimentare negli anni modelli matematici per lo scouting dei giocatori. In una recente intervista ha spiegato: “In mediana abbiamo un finlandese di 28 anni, si chiama Tim Sparv, lo abbiamo preso in Germania, dal Greuther Fürth in Zweite Bundesliga. La nostra scelta è ricaduta su di lui perché, nonostante il suo ruolo di recupera palloni lo preveda spesso, Tim non gioca mai in tackle. Il significato che io e i miei scout abbiamo dato a questa caratteristica, è che il giocatore ha nelle sue doti un grande senso della posizione e di valutazione del gioco avversario, tanto da portarlo a fare la scelta giusta con un attimo di anticipo, senza la necessità di usare le maniere forti”. Nel frattempo ha pubblicato anche un libro bestseller su come individuare e valorizzare i talenti: “The Gold Mine Effect“.

Anche l’analisi delle palle inattive ha rivestito una grandissima importanza. La grande maggioranza dei goal arriva da palla ferma, ovvero da calci di punizione, calci d’angolo o anche rimesse laterali. Tutto è studiato nel minimo dettaglio.

Insomma, lo studio accurato e appassionato dei dati e delle statistiche hanno permesso al giovanissimo e non certo blasonato FC Midtjylland di diventare Campione Nazionale in Danimarca. Vedremo se anche nella prossima Champions League le scelte tecniche coadiuvate da matematica e computer consentiranno alla squadra danese di ben figurare nel massimo torneo continentale. Intanto complimenti vivissimi!

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