Sognando Beckham: i primi tempi fra i L.A. Galaxy e la Star del calcio

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Occupandoci di sport e comunicazione multimediale, in questo vacanziero agosto mi sono divertito a seguire l’inizio dell’avventura americana dell’indiscussa Star dello sport mondiale. Ci hanno fatto pure un riuscito film nel 2002: “Bend it like Beckham“.
Riprendo alcuni spunti da un articolo risalente al tempo della firma del contratto, pubblicato sul sito Goal.com, che spiega di che cosa stiamo scrivendo: “Secondo indiscrezioni, quello che ha raggiunto il giocatore inglese col club statunitense è il contratto più oneroso mai sottoscritto… in tutti gli sport. Beckham guadagnerà, compresi i diritti pubblicitari, più di 250 milioni di dollari, in 5 anni di contratto (in media 50 milioni per anno)” Aggiungo che è circa 10 volte la cifra percepita da altri blasonati campioni.

David Beckham è indiscutibilmente un ottimo giocatore (sicuramente un bel ragazzo), uno che è arrivato a portare la fascia di capitano della nazionale inglese, e che ha giocato, e molto, per due dei club più importanti e blasonati al mondo, come il Manchester United e il Real Madrid dei “galacticos“. All’età di 32 anni, ancora in grado di giocare ad altissimi livelli, sceglie di approdare nel campionato americano, nella squadra della città dello star-system internazionale, Los Angeles. Sicuramente gli è stata fatta – come direbbe il leggendario don Vito Corleone – “un’offerta che non si può rifiutare“. La moglie Victoria Adams, ex delle Spice Girls, ha sicuramente spinto per il trasferimento verso la destinazione californiana. Ma tutto per un discorso economico e hollywoodiano?

Quello che si vorrebbe fare con questa operazione, a sentire i manager della società californiana, è aumentare il valore mediatico e tecnico del loro team e soprattutto dell’intero campionato MLS – Major League Soccer, che stenta a decollare da… sempre: negli USA ci son passati tra gli altri anche i leggendari Pelè, Beckenbauer e George Best; pure campioni come Matthaus, Hugo Sanchez, Zenga, Donadoni. Nel ’94 in USA ci fecero un mondiale (e chi se lo dimentica, ahinoi…). Ma nulla, non si decolla. Anzi, notiziona del mese è che la baby stella del campionato, il giovanissimo Freddy Adu, ha salutato tutti ed è approdato al Benfica, in Europa. E chi ne “deteneva il cartellino”? La lega MLS stessa, che per soli 1,5 milioni l’ha lasciato andare.

Quanto è stato importante l’ingaggio di David Beckham per la crescita del campionato MLS?
Beckham stesso dice che già ora molti nel mondo conoscono il L.A.Galaxy, e che quindi l’obiettivo è raggiungibile. Certo, le news sul fatto che i Galaxy hanno avuto l’ennesima partita e che Beckham ancora non è sceso in campo ci sono, ma poi chi se lo fila il torneo MLS? Alzi la mano chi sa quante squadre ci partecipano, e soprattutto come funziona il torneo (due gironi, play-off, finalissima in gara unica ndr). Vien da pensare che qui i 250 milioni Beckham se li mette in tasca. E basta. Andiamo a vedere il sito internet dei Galaxy: Beck è un logo vero e proprio. C’è sempre lui, ovunque si clicchi. Anche nel sito dei New York, visto per completezza di informazione, compariva nel banner iniziale il faccione di David, prossimo super-avversario del team della Mela. Notizia di poco tempo fa: mezzo pubblico di Dallas, al sapere di Beckham non scendere in campo l’indomani, ha disertato il match. Direi che sì, per ora è solo esclusivamente un discorso economico hollywoodiano (non per niente sembra che reciterà nel seguitissimo “Desperate Housewiwes” con la pop-star connazionale Robbie Williams). Sperando di sbagliarmi per quei pochi ragazzi d’america che non impazziscono per le prodezze dei Lakers o dei Dodgers, ma stanno ancora sognando Beckham, il calciatore, quello biondo che forgiato da Alex Ferguson, con l’aiuto di Keane, Scholes e Giggs, seminava il panico lungo le fasce destre d’ Europa.

Autore: Marco Chiesa

concludiamo con questo filmato pubblicitario con Beckham già nelle vesti di attore:

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