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Ricerca di mercato in ambito sportivo
Pubblicato da Marco Chiesa

Con il Dottor Marco Nazzari di Immagine&Sport, società specializzata in analisi e consulenze di marketing applicate allo sport, abbiamo il piacere di analizzare alcuni aspetti legati alle attività di “ricerca di mercato” in ambito sportivo.
La società italiana viene menzionata anche nel sito web di “The World Sponsorship Monitor“, un’indagine continuativa degli accordi di sponsorship che vengono siglati nel mondo, pubblicata tramite mezzo stampa od internet in tutti i maggiori mercati.
Ringraziando il Dott. Nazzari (e la gentile Simona) per aver reso possibile scrivere questo contributo, ti invito a leggere anche l’interessante intervista pubblicata in “SponsorNet.it“, nella quale il nostro “ospite” illustra il vantaggio di valutare le sponsorizzazioni.
Introduciamo l’attività di “ricerca di mercato” nel settore sportivo. Che tipo di dati si raccolgono, con quali metodologie?
Le ricerche di mercato sono per Immagine & Sport uno strumento di indubbia importanza per permettere alle aziende di verificare, chiedendolo direttamente al loro target di riferimento, se le strategie adottate e perseguite sono funzionali agli obiettivi che l’azienda stessa desidera raggiungere. Questo permette di costruire analisi e valutazioni basate direttamente sul sentire del pubblico a cui si è interessati.
Nel settore sportivo, solitamente il campione di riferimento per la conduzione della ricerca è costituito da appassionati/interessati di sport a cui l’azienda si rivolge attraverso la ricerca di mercato per rispondere a differenti quesiti relativi alla percezione del proprio brand, al suo gradimento e per verificare se e come l’attività di sponsorship ne ha modificato l’appeal.
Non solo, l’azienda che sceglie di utilizzare la ricerca di mercato, oltre alla verifica del ricordo e del gradimento del brand o di operazioni/iniziative ad esso congiunte, può ottenere preziose informazioni che le permettono di conoscere più approfonditamente il target a cui si sta rivolgendo ad esempio abitudini, consumi, interessi, motivazioni, aspettative etc…
Per quanto riguarda la nostra specifica esperienza nel settore sport stiamo assistendo ad una maggiore diffusione dell’utilizzo di ricerche di mercato rispetto a qualche anno fa soprattutto per quanto riguarda le ricerche quantitative. Le metodologie impiegate nello sport sono le classiche impiegate per le ricerche in genere: FACE TO FACE (specificatamente on-site per gli eventi), CATI * e CAWI * (ultimamente molto diffusa). La differenza spesso consiste nelle caratteristiche del campione degli intervistati.
Personalmente credo molto nel valore e nell’utilità delle ricerche, infatti Immagine & Sport conduce spontaneamente già da un paio di anni una Survey Multiclient a livello Europeo sul mondo dei motori e dei suoi fan che ha trovato un’ottima accoglienza tra clienti e prospect.
Come, e se, è cambiato questo tipo di ricerca nel corso degli anni, con l’avvento e la diffusione globale di internet?
La diffusione globale di internet ha senz’altro favorito nell’ultimo periodo l’utilizzo della metodologia CAWI nella conduzione delle interviste, che oltre a costi più contenuti rispetto al classico field CATI presenta anche vantaggi in termini di tempistica, è infatti possibile contattare via web un campione molto numeroso in un lasso di tempo più breve.
Inoltre, internet permette di proporre alla valutazione dell’intervistato filmati, concetti, immagini e loghi, cosa che durante una conversazione telefonica non risulterebbe affatto possibile.
Quali sono i clienti che si rivolgono a voi per queste analisi e ricerche? Aziende che intendono investire in qualità di sponsor, aziende-brand di prodotti legati allo sport, mass media?
Direi che il panorama è abbastanza vario, ci occupiamo di ricerche per clienti che operano nello sport utilizzandolo come canale di comunicazione, altri sono mass media, federazioni sportive, organizzatori di eventi, brand di prodotti legati allo sport e non, etc…
La ricerca di mercato, così come viene impiegata da Immagine & Sport, risulta uno strumento flessibile in grado di soddisfare diverse tipologie di richieste da parte di differenti tipologie di clienti.
Possiamo avere un esempio di quanto emerge da analisi di questo tipo, di quello che ottiene un ipotetico cliente?
Ad esempio dall’ultima ricerca che stiamo realizzando “European Motorsport Survey 2010” dedicata specificatamente al mondo dei motori e dei suoi fan di cui sono già disponibili i risultati della prima wave, emergono interessanti indicazioni relative alle caratteristiche dei fan motoristici ed alla notorietà/immagine degli eventi motoristici (MotoGp, F1, Sbk, Rally etc…).
Inoltre, la ricerca prevede un approfondimento dedicato a MotoGp e Sbk e quindi fornisce relativamente a questi eventi analisi dettagliate sulla notorietà e gli elementi di immagine che caratterizzano piloti/team e sponsor che investono in questi due campionati.
In merito a “The World Sponsorship Monitor”: se non ho capito male si tratta di una ricerca estesa ad un livello globale grazie al lavoro congiunto di più agenzie nazionali. Rappresenta il rapporto più completo in circolazione o ve ne sono anche degli altri?
Sì,”The World Sponsorship Monitor” è una desk research che si basa sulla collaborazione di tutti i partner che come Immagine & Sport fanno parte del network IFM/Sports marketing Surveys e che raccolgono informazioni a livello nazionale ed internazionale sui principali accordi di sponsorship.
Credo che ad oggi si possa definire uno tra i prodotti più completi ed a respiro internazionale dedicato alle sponsorizzazioni in genere (non solo di sport).
*
CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing)
CAWI (Computer Assisted Web Interviewing)
Giochi on line nel sito web della Fifa
Pubblicato da Marco Chiesa

In occasione dei Campionati del Mondo di calcio, la Fifa ha realizzato all’interno del proprio sito una community ricca di giochi on line per gli utenti che procedevano all’iscrizione: dal fantacalcio ai pronostici, dal quiz ad una versione del videogioco EA Sports. Per stimolare gli utenti ad interagire e tornare spesso nel sito, quelli a capo del progetto web han pensato bene di creare una sorta di “meter” di partecipazione: un utente raggiungeva uno status più o meno importante in base a quanto partecipava. Vado a memoria: completando il proprio profilo con dati ed avatar il sistema assegnava un 20%, scrivere almeno un commento – che veniva moderato – agli articoli incrementava di un altro 20%, partecipare ad uno dei giochi proposti dava un ulteriore 20%, e così via…ritengo che un 100% desse modo di partecipare a qualche premio ad estrazione (io mi son fermato all’80% per pigrizia).
Comunque sia, tornando a quanto volevo in realtà scrivere in questo post…anche due aziende di cui abbiamo parlato nei precedenti post hanno avuto il loro “gioco” nel sito ufficiale del Mondiale!
Ottima operazione di marketing, quantomeno per ottenere una notevole visibilità.
Vediamo chi sono e in che maniera sono state protagoniste:
Solamente scrivendo il nome Panini si percepisce di cosa si tratta: infatti con l’aiuto dell’azienda modenese Fifa e Coca-Cola hanno creato un album di sticker virtuale: il Panini virtual sticker album, perfetta copia on line di quello che si compra all’edicola.
La modalità di gioco è semplice: si ricevono 3 pacchetti di figurine al giorno (quantità che varia a seconda della data di inizio), ed è stata predisposta un’area di scambio nel quale poter interagire con gli altri utenti per completare il proprio album. Sono previsti premi ad estrazione per chi sia risucito a completare l’album entro il 16 luglio (forse ci riesco!).
Oltre ad essere divertente giocarci per mezzo di un’interfaccia in flash molto animata (che permette di “strappare” la bustina), la cosa interessante è che alcune figurine (stadi, pallone, coppa, mascotte…) vanno ricercate all’interno delle sezioni del sito fifa.com: in questo modo anche chi non avrebbe mai navigato quelle sezioni del sito ha “dovuto” farvi accesso. E così tra un click e l’altro, visto che c’eri, finivi per consultare praticamente tutte le pagine del sito, anche quelle relative all’organizzazione e alle città sudafricane.
Invece la Yingli Solar, azienda cinese della green economy sponsor della Coppa del Mondo 2010, è stata partner per un concorso nel quale è stato possibile scegliere i top 11 del torneo, il Dream Team Game, con premi anche qui ad estrazione: da un viaggio in Cina di 7 giorni, a ricariche ad energia solare per telefoni cellulari.
Il calcio d’inizio per il nostro pianeta
Pubblicato da Marco Chiesa

Quando l’obiettivo comune è quello di ridurre le emissioni di sostanze nocive nell’ambiente, quindi diminuire l’inquinamento globale e salvare il nostro pianeta, associazioni, federazioni, enti e governi scendono in campo con l’impegno di perseverare in questo progetto.
La parola chiave è energia rinnovabile e la FIFA, che conosce esattamente il significato di questo concetto, accoglie tra la sua squadra di sponsor, per l’avventura World Cup 2010, una new entry d’eccezione.
Per la prima volta nella storia, una società attiva nel settore delle rinnovabili, nonché cinese, sponsorizzerà la Coppa del Mondo.
Yingli Green Energy, titolare del marchio Yingli Solar, uno dei principali produttori verticalmente integrati al mondo di prodotti fotovoltaici.
Calcio ed energia.
Un interessante binomio; ne parlo con il Managing Director di Yingli Green Energy Europe, Stuart Brannigan, il quale mi rilascia la seguente intervista dove spiega con precisione le motivazioni alla base delle scelte di Yingli Solar di sponsorizzare i Mondiali di calcio in Sudafrica.
Qual’è stato il processo decisionale che vi ha spinto a scegliere la sponsorizzazione di un mondiale di calcio?
Abbiamo scelto la World Cup™ FIFA 2010 per la nostra sponsorizzazione per due principali motivi: in primo luogo, condividiamo la stessa vision di FIFA sotto diversi aspetti. La mission di FIFA è di fare del mondo un posto migliore dove vivere e di costruire un ambiente migliore. Yingli fornisce soluzioni e prodotti in grado di produrre un’energia pulita per clienti di tutto il mondo, che a loro volta cambieranno il modo in cui l’energia verrà consumata in futuro. Inoltre, Yingli supporterà l’iniziativa di FIFA “Football for Hope” installando prodotti solari FV presso i 20 centri “Football for Hope” in Africa e questa campagna ha lo scopo di supportare le organizzazioni e le comunità nell’ambito del loro lavoro per migliorare l’istruzione e i servizi sanitari per i giovani; i centri supporteranno le attività sociali come la maggior consapevolezza circa l’HIV/AIDS, l’aumento dell’istruzione, il miglioramento della parità tra i sessi, l’integrazione dei giovani con disabilità intellettuali.
In secondo luogo, il calcio è lo sport più popolare e con il maggior numero di tifosi in tutto il mondo e i mondiali FIFA World Cup™ sono senza dubbio un evento che coinvolge così tante persone da essere considerati un’eccellente vetrina per il brand e di gran lunga il più grande evento sportivo al mondo.
Credete che la sponsorizzazione sportiva possa aiutare ad accedere a mercati dove, eventualmente, le tradizionali leve del marketing faticano ad arrivare? Esiste un target preciso a cui mira la vostra campagna di comunicazione?
Abbiamo iniziato a valutare la nostra partecipazione ad un evento che avesse risonanza globale e che permettesse alle persone di vedere il nostro nome insieme ad altri che fossero già riconosciuti come brand di qualità elevata e multinazionali. Siamo così giunti alla conclusione che la miglior opzione fosse sponsorizzare i mondiali di calcio, e in modo particolare l’edizione di quest’anno in Sud Africa. E’ un periodo di tempo abbastanza concentrato – un mese e 64 partite. Durante questo periodo di tempo l’attenzione verso il Sud Africa e verso i mondiali di calcio sarà enorme, in questo modo abbiamo pensato che fosse una buona opportunità dare visibilità al nostro logo o al nome della nostra azienda in tutto il mondo. Tutto questo abbinato al fatto che il nostro logo sarà visibile alle conferenze stampa, durante le interviste ai giocatori – prima e dopo le partite – negli stadi grazie alla segnaletica elettronica che ogni 20 secondi propone un brand durante tutte le partite, il che significa 8 minuti di pubblicità durante ogni match. Ma l’elemento chiave per noi è apparire tra altri loghi del calibro di Visa, Sony, Hyundai, McDonald’s, Castrol, Budweiser, Adidas ed Emirates. Nel momento in cui la gente vedrà questi loghi abbinati a quello di Yingli, non necessariamente saprà di cosa si occupa Yingli, ma probabilmente ricorderanno l’immagine, il nome del brand. Questa sponsorship è un’opportunità unica per diffondere il nostro marchio e i nostri prodotti verso un pubblico globale, i benefici a medio e lungo termine verranno in modo naturale, e crediamo che questo investimento sarà velocemente ripagato in termini di rafforzamento della brand recognition e dei nostri valori.
Quali credete siano i valori del calcio che meglio possano gemellarsi con i valori della vostra azienda?
Agli esordi della nostra azienda, abbiamo sponsorizzato la squadra di calcio di Osasuna in Spagna e stiamo replicando l’esperienza ancora oggi per 3 anni. Siamo il loro secondo sponsor ed abbiamo il nostro logo sui pantaloncini e sulla manica delle magliette. Quando abbiamo cominciato la nostra collaborazione facevano parte della serie B spagnola ed ora la squadra è nella Liga BBVA (sponsor). Abbiamo, inoltre, fornito pannelli solari allo stadio di Kaiserslautern (Fritz Walter Stadion) prima dei Mondiali 2006. Nel portare avanti i nostri progetti, abbiamo realizzato che il nostro target si stava ampliando per cui volevamo un punto di svolta per poter aumentare la percezione subliminare di Yingli.
Inoltre, come detto prima, Yingli condivide appieno la vision di FIFA ed è perfettamente in accordo anche con la sua mission.
La nostra campagna di advertising attorno alla Coppa del Mondo è un riconoscimento importante per il solare e per Yingli stessa. In origine, la decisione di sponsorizzare i mondiali di calcio è stata una diretta conseguenza della passione per lo sport, per la vita che Yingli ha da sempre manifestato, ma ora con un pubblico globale, Yingli ha davvero iniziato a realizzare la sua vision.
Quali obiettivi vi siete prefissati di raggiungere con la sponsorizzazione? Credete che nel breve-medio termine la visibilità mondiale possa portare a notevoli risultati anche in termini di quote di mercato e fatturato?
Da una prospettiva di brand, questa sponsorizzazione è una grande opportunità per noi per migliorare la nostra brand awareness e rafforzare la nostra strategia di marketing. La gente di tutto il mondo ama guardare il calcio, ovviamente, perciò possiamo dire che FIFA e Yingli Solar “condividono” gli stessi mercati chiave. Sicuramente, attraverso la sponsorizzazione della FIFA World Cup™ e divenendo parte della famiglia di sponsor di FIFA, che consiste in brand di classe mondiale, speriamo di espandere ulteriormente i nostri mercati e di rafforzare la nostra immagine aziendale.
Avete pensato anche alla possibilità che una sovraesposizione mediatica possa comportare qualche rischio?
Questa opportunità di sponsorship è arrivata al momento giusto, poiché FIFA stava cercando un partner nel settore dell’energia rinnovabile da qualche tempo ed ha identificato Yingli come il prescelto; in seguito, Yingli ha dimostrato di soddisfare tutti i requisiti per diventare il primo e il solo sponsor della FIFA 2010 WorldCup™ nella nuova categoria delle energie rinnovabili, e, come azienda matura, Yingli ha inoltre accuratamente scelto questa opportunità valutando tutte le implicazioni come richiesto da FIFA, come lo studio della fattibilità dell’esecuzione di tutti i programmi e anche la valutazione del marketing plan e degli aspetti finanziari del piano stesso.
Avendo portato a termine tutte le procedure di cui sopra, quello che faremo sarà poi una ricapitolazione di tutti i risultati di questa sponsorship una volta terminati i mondiali per verificare la performance.
La sponsorizzazione del mondiale rimarrà un episodio del 2010 o rappresenta anche il punto di partenza per continuare una politica di comunicazione legata alla sport (e quindi quali altri sport sarebbero di rilievo)?
Certamente Yingli si auspica una relazione di lungo termine con FIFA. Ci stiamo completamente dedicando alla sponsorizzazione della FIFA 2010 World Cup™ e il nostro obiettivo è di creare un’opportunità win-win per tutti i partecipanti; valuteremo i risultati come da piano e la nostra decisione si baserà sulla nostra valutazione.
Autore: Nicola Galavotti
Como Sport Expo – seconda edizione
Pubblicato da Marco Chiesa
Con il contributo del Dott. Michele Tino, general manager della società “Sport Eventi e Organizzazione” presentiamo un appuntamento imperdibile per chi opera nello sport system: la seconda edizione del “Como Sport Expo“, manifestazione fieristica che si terrà presso il prestigioso Centro Congressi Spazio Fiera di Villa Erba a Cernobbio (CO), Domenica 16 Maggio 2010: evento che intende valorizzare l’importanza di prodotti, servizi e idee offerti dalle aziende che operano e investono nel mondo dello sport.
Dott. Tino, ci vuole illustrare quali sono state le motivazioni che hanno portato all’organizzazione del Como Sport Expo? Per chi è stato pensato principalmente?
Operando con aziende che investono nel mondo dello sport e analizzando che il contesto territoriale e italiano è ricco di questa tipologia di imprese, abbiamo pensato che ci fosse il bisogno di proporre e promuovere quelle aziende che hanno prodotti e servizi innovativi legati al mondo dello sport verso un target che purtroppo, per carenza di informazioni o semplicemente per abitudine, non sa che ci possono essere realtà che nel mercato sportivo possono offrire prodotti e servizi, non canonici ma innovativi; verso chi è interlocutore nel mondo dello sport, siano essi dirigenti di società sportive, gestori di impianti sportivi e palestre, addetti ai lavori, atleti, appassionati, imprenditori, medici, fisioterapisti nonché curiosi.
Quali sono le opportunità che un professionista dello sport system può cogliere partecipando all’evento?
Il principio è anche quello di diffondere una cultura e una conoscenza verso quelle imprese che investono in innovazione nel settore sportivo e quindi quello di trovare all’interno di Como Sport Expo soluzioni, idee, servizi e prodotti per migliorare la propria realtà sportiva.
Che cosa ci può dire riguardo la prima edizione? Sappiamo che ci sono state 2.500 visite giornaliere, un numero considerevole.
Per essere stata la prima edizione siamo stati contenti,ovviamente la concorrenza con altre fiere ed eventi si fa sentire, inoltre il contesto economico non è sicuramente dei migliori, ma non ci perdiamo d’animo per raggiungere l’obiettivo di fare diventare nel tempo questo evento un punto di riferimento per gli interlocutori dell’”Azienda Sport”.
L’ingresso sarà totalmente libero e si potrà anche partecipare a convegni e dimostrazioni organizzati a contorno della manifestazione.
Anche la seconda edizione avrà la stessa formula?
La formula sarà sicuramente la stessa ma con in aggiunta la categoria merceologica legata al turismo sportivo per promuovere quelle località o strutture che puntano sullo sport come motore per promuovere il territorio o come scelta per fare sport. Como è una di queste.
Lo sponsor Airoh al Mantova Starcross 2010 e nel web
Pubblicato da Marco Chiesa

Sabato 6 febbraio 2010 sono stato al 27° Airoh Mantova Starcross, prestigioso appuntamento invernale del motocross mondiale. E’ stato il primo evento di motocross al quale abbia finora assistito, sport che guardo spesso su Sportitalia, da appassionato con limitatissime competenze tecniche: sarei in palese difficoltà qualora uno mi chiedesse la differenza tra un motore 2 tempi ed uno 4 tempi.
Ma alla fine quel che conta è assistere alle gare e vedere da vicino gli “impossibili” salti dei vari Cairoli, Philippaerts, Musquin e del belga De Dycker (nell’immagine), il mio preferito per via dell’abilità nelle condizioni di gara più difficili.
Il tutto in compagnia degli amici ed esperti enduristi Francesco (sua la foto che ho “manomesso”) e David, coi quali ho visto gare di motomondiale e F1, e che ogni tanto sfido nelle piste di go-kart. Abbiamo avuto modo di chiacchierare un poco anche con Enrico, amico che si trovava nel paddock per lavoro in qualità di tecnico della GET, azienda vicentina leader nella raccolta ed analisi di dati per il racing.
Peccato essere stato nella città Virgigliana ma non essere riuscito a prendere il caffè con l’amico Riccardo, e parlare delle ultime tendenze in fatto di web marketing, mondo che comprendo decisamente meglio.
La giornata del sabato è riservata alle prove libere ed alle gare di qualificazione. E’ un’occasione unica per poter entrare liberamente nel paddock, evitando la folla e la calca della domenica, e girare fra le aree box delle varie scuderie. Sono venuto così a conoscere la Airoh, azienda bergamasca leader nei caschi da moto offroad e sponsor della manifestazione sportiva. Confesso che non conoscevo il loro marchio.
Curioso, mi sono messo a cercare delle informazioni, e ne ho approfittato per scrivere alcune considerazioni di marketing. Partiamo citando un passaggio raccolto in questa intervista rilasciata al portale Moto.it da Antonio Locatelli, titolare dell’azienda bergamasca:
“Ho sempre pensato alle competizioni come al miglior veicolo promozionale, utile a far conoscere il prodotto nonché per testarne la validità perché penso che se un casco va bene a dei professionisti e a dei campioni vuol dire che è un buon casco. Con ciò non dimentichiamo l’importanza delle riviste e dei siti Internet che sono di certo un veicolo di fondamentale importanza per la visibilità di un marchio“.
Niente da dire sulla presenza alle competizioni: oltre che partner dell’evento, che andrebbe denominato quindi “Airoh Starcross“, il marchio troneggia su di un grande gonfiabile pubblicitario in ingresso paddock, ed il truck che portano agli eventi in loco (nel quale ho intravisto salire ed intrattenersi il campione della MX1 Toni Cairoli) è senza dubbio un ottimo veicolo d’immagine, in tutti i sensi!
Tutto il circuito di gara è tappezzato dai pannelli pubblicitari con il logo dello sponsor, in coabitazione con il marchio di pneumatici Pirelli, anch’esso presente da diversi anni alla manifestazione. Solo due marchi (ed il gonfiabile/traguardo della Red Bull) a fare da cornice al tracciato: evidente segno della crisi economica? Torna attuale quanto abbiamo illustrato qualche tempo fa per la sponsorizzazione del campionato Nascar.
Vediamo ora di esprimere qualche considerazione in merito all’attività internet. Mi imbatto in un sito web nuovissimo, rilasciato da poche settimane, e…ben fatto! la grafica è molto curata. L’interfaccia è ben congeniata, rendendo il sito estremamente facile da navigare, forte di un’ottima usabilità. Poche e chiare le voci di menù, schede prodotto che trovano il loro giusto spazio, nessuna animazione ad appesantire il caricamento delle pagine.
Per la verità non c’è grande possibilità di interazione, manca un’intregrazione con i tanto utilizzati social network. E’ comunque un sito di presentazione aziendale ben congeniato.
L’ottimizzazione del sito per i motori di ricerca è buona: si sarebbe potuto agire per intercettare qualche combinazione di ricerca in più, dedicando ad ogni singola news una pagina univoca ben ottimizzata, per attrarre più visite dalle ricerche. Altri aspetti potrebbero essere stati curati maggiormente, ma nel complesso la visibilità on line è ottima, almeno nei motori di ricerca: primo brand a comparire nelle ricerche per la difficile keyword “casco” e per competitive keyphrases quali “caschi moto” e “caschi motocross“. Nessuna ottimizzazione invece per la lingua inglese: qualcosa ci si lascia scappare in termini di visite dai Paesi stranieri.
Valutiamo la presenza del marchio nei Social Network più utilizzati:
in YouTube non c’è un canale aziendale, tuttavia sono presenti molti filmati degli utenti. Si potrebbe pertanto creare un canale ed aggiungere i filmati alla propria playlist, sfruttando così gli ugc già pronti, i contenuti generati dagli utenti. Il costo è pari a zero, le opportunità di accrescere la propria brand awareness sfruttate meglio.
In Facebook una ricerca eseguita con il marchio dà luogo a parecchi risultati: 24 gruppi ed una Pagina Fan AIROH MX Helmets, che presumiamo essere quella istituzionale: manca però un’effettiva interazione, ci sono solamente gli auguri per le festività di Pasqua e Natale. Per chi volesse approfondire, abbiamo raccontato di un caso di interazione azienda-utenti nei social media. Non sono andato a controllare quanto venga discusso all’interno dei gruppi: possibile ci siano molti elogi e, forse, qualche critica.
Nel complesso poca attività, si potrebbe fare qualcosa di più.
Per quanto riguarda il marketing on line ci sarebbe ora da valutare tutta l’attività fatta nei vari forum, le campagne di advertising, i comunicati più o meno ufficiali rilasciati a portali e siti specializzati. Insomma, potremmo andare avanti ancora un bel po’.
Ma fermiamoci qua con l’analisi dell’attività on line dello sponsor in oggetto ed iniziamo a trattare un argomento che riguarda tutte le aziende ed i brand in particolare.
Come si può fare a monitorare quanto di un marchio/prodotto viene scritto sui siti Internet, senza dover compiere delle continue ricerche “a mano”?.
Supponiamo che un’azienda volesse dotarsi di un sistema in grado di monitorare le opinioni che gli utenti di internet esprimono intorno al proprio brand ed ai prodotti commercializzati evitando di collegarsi ai siti web, ai forum on line, ai blog “ficcanaso” come il mio, ai gruppi in Facebook o negli altri social network.
Dovrebbe dotarsi di tecnologia e processi che fanno parte della brand reputation management, il monitoraggio della reputazione del brand, messa “a dura prova” dalle recenti innovazioni introdotte dal web, che permette a chiunque di scrivere opinioni – positive o negative – in moltissimi modi.
Esistono ovviamente alcuni servizi gratuiti ed altri sistemi più performanti, in grado addirittura di “assegnare un giudizio” ai vari contributi on line rinvenuti. Per quanto riguarda la prima tipologia di servizi, la migliore soluzione in cui mi sia fino ad ora imbattuto è rappresentata dal servizio Google Alerts – ennesimo strumento rilasciato dall’azienda di Mountain View – che permette di ricevere automaticamente segnalazioni periodiche su qualsiasi argomento. Una volta scelti i termini e le parole chiave di interesse da monitorare, tutti i contenuti attinenti che finiscono negli archivi di Google vengono automaticamente segnalati all’utente. Il servizio mi risulta essere l’unico davvero efficace, sopratutto per il mercato italiano. Altri servizi funzionano bene negli U.S.A., ma da noi lasciano alquanto a desiderare.
Per quanto riguarda gli strumenti più evoluti, in Italia molta considerazione la riceve il software realizzato dalla milanese ActValue Consulting & Solutions, denominato “Reputation Manager“, sistema avanzato di ricerca automatica delle informazioni:fornisce anche un’analisi dei contenuti, ed è utile per monitorare anche i propri competitor.
Attraverso questi sistemi si diventa in grado di monitorare efficacemente la propria reputazione on line, ed avere sotto controllo tutte le critiche positive o negative intorno ai prodotti realizzati, organizzando tutti i feedback e le informazioni utili per meglio svolgere le proprie attività di relazione coi clienti/acquirenti e quelle di marketing.
Se l’azienda bergamasca avesse già attivato un sistema di monitoraggio come quello appena descritto, sarebbe pertanto venuta a conoscenza di questo post, con un’unica possibile conseguenza: letteralmente entusiasta di tutta questa pubblicità gratuita, Airoh mi ringrazierebbe offrendomi in regalo un bellissimo casco per i miei due amici enduristi Francesco e David! Uno solamente però! Così finisce che mi diverto a vederli in questa situazione…




