Biathlon: il poligono è una roulette!

La staffetta di Biathlon è una gara in cui 4 atleti di una stessa nazione effettuano ognuno tre giri di un circuito (circa 7 km), fermandosi a sparare al poligono al termine dei primi due (una volta da terra e una seconda in piedi). Se non si fanno errori si può proseguire normalmente sugli scii, altrimenti si devono fare tanti giri di penalità in un ovale di 150 metri quanti gli errori commessi, perdendo di fatto almeno una ventina di secondi a giro.
Al poligono si devono centrare 5 bersagli, tuttavia nella gara di staffetta si hanno più colpi in quanto è prevista una ricarica, che credo equivalga ad avere 15 spari in tutto.

in rimonta la nostra Karin Oberhofer

Quella di domenica è stata una giornata in cui lo spirito del biathlon è stato particolarmente duro nei confronti della Nazionale Italiana. Ad Anterselva si tenevano le gare di staffetta femminile e maschile, e con l’amico Federico siamo stati a bordo pista a tifare per le nostre due squadre (il racconto del nostro week-end).

Se la staffetta femminile sta facendo grandissime cose quest’anno, tanto da essere in testa alla speciale classifica di Coppa del mondo, domenica nella tappa italiana è venuto a mancare il podio per…meno di un secondo! Dopo le buone prove di Lisa Vittozzi, Karin Oberhofer e Federica Sanfilippo, una fortissima Dorothea Wierer è riuscita a recuperare terreno sulle prime, tuttavia per pochi decimi non è riuscita ad agganciare il terzo posto nel finale. E così le nostre bravissime ragazze sono finite quarte. Peccato.

Ancor più “drammatico” l’epilogo della staffetta maschile. Nella categoria degli uomini non siamo propriamente tra i migliori: nel ranking dovremmo occupare la decima posizione mondiale, più o meno. Talvolta però riusciamo a fare bene, nel recente passato una staffetta siamo riusciti anche a vincerla. Pertanto ritrovarsi a metà gara in prima posizione era qualcosa di clamoroso! Non riuscivamo a crederci! Lukas Hofer passava per primo, davanti ai fortissimi russi, tedeschi e norvegesi.
Sarà stata la tensione di ritrovarsi in testa nella gara di casa, sarà il non essere ancora un biathleta maturo, fatto sta che il nostro terzo frazionista Giuseppe Montello ha commesso 4 errori al poligono, ritrovandosi così a perdere un paio di minuti rispetto ai concorrenti diretti, che non hanno commesso errori al tiro. Le speranze di un inaspettato podio maschile ad Anterselva sono sfumate. Pazienza. Questo è il poligono: una roulette. Bellissimo sport il biathlon, dove fino alla fine tutto è possibile e tutto può ribaltarsi, non facciamo drammi! Montello si rifarà, forza e coraggio.

I due filmati in slow-motion spero siano di tuo gradimento! :-)

 Lukas Hofer transita in testa alla gara!

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Un insolito stage di Biathlon a Ridanna

poligono Biathlon

Questo week-end con l’amico Federico sono stato al Poligono di tiro di Ridanna, dove si allena un’atleta della Nazionale Italiana di Biathlon, la gentilissima e simpatica Karin Oberhofer. Un paio di mesi fa mi aveva concesso questa intervista.

Ho avuto la possibilità di assistere a una seduta di allenamento mattutina, in cui oltre a correre per una serie di massacranti ripetute in montagna di cui ho perso il conto, Karin si è cimentata anche con il tiro a segno ovviamente.

Grazie alla sua disponibilità e a quella del suo trainer Alex ho avuto l’opportunità più unica che rara di sparare anch’io! Bellissimo! Difficile come non hai idea beccare il bersaglio dalla posizione in piedi, quella che la figura di sopra illustra: si deve infatti sparare a 5 bersagli da una distanza di 50 metri. Vi assicuro che la carabina (che pesa sui 4 Kg) è impossibile mantenerla ferma. Anche per gli atleti, che ovviamente sono super preparati e si allenano tutto l’anno, riuscire a trovare il bersaglio non è impresa facile come si può erroneamente pensare. Immaginatevi ad arrivare al tiro a segno stanchissimi, col battito cardiaco frenetico dopo una sciata a tutta di diversi Km, il vento che soffia, la visibilità magari non perfetta e soprattutto la tensione mentale di un risultato della gara da difendere o conquistare…

Se da sdraiati si trova maggiore stabilità e centrare il bersaglio non è impossibile (4 su 5 nella mia prova) dalla posizione in piedi non ne ho beccato nessuno… 0 su 10. E ho sparato in completo relax.
Chi vedrò fare 5 su 5 in una gara avrà tutta la mia stima ovviamente!

Grazie ancora a Karin, ad Alex, e a Federico! :-)

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Biathlon: intervista a Karin Oberhofer

Quest’anno ho avuto il piacere di avvicinarmi al Biathlon grazie all’amico Federico Degan, che ha realizzato il sito web ufficiale di Karin Oberhofer, campionessa della Nazionale. È stata gentile a concedermi questa intervista.

Bronzo lo scorso anno alle Olimpiadi, altre medaglie quest’anno ai Mondiali. Cosa si prova?

In realtà non ci faccio molto caso. Si prova e si cerca di migliorarsi ogni anno, sia sugli scii sia sul tiro. Spesso è la famiglia o sono i miei amici che mi ricordano di quello che ho vinto, di quello che ho raggiunto! Ma logicamente sono anche molto contenta e soddisfatta delle medaglie, perché così vedo che ho lavorato bene. Il Biathlon è la mia passione. Mi piace allenarmi, migliorare, imparare nuove cose, lavorare su di me! E nello Sport fai bellissime esperienze che ti servono per tutta la vita.

Qual è la tua giornata tipo di allenamento?

Mi alzo la mattina, faccio colazione, mi preparo per l’allenamento che inizia alle 8.30. Poi torno a casa per il pranzo. Dopo aver mangiato mi riposo un attimo e verso le ore 15 vado di nuovo ad allenarmi, tornando a casa verso cena. Come allenamento abbiamo diverse attività: il tiro, il potenziamento muscolare, la corsa, la camminata in montagna, la bici, lo sci, il roll skating e quello classico, ecc.
Ci sono tante cose da fare, come per esempio l’allungamento dopo l’allenamento: è importante per il recupero fisico. Poi spesso giriamo dei video durante l’allenamento, che poi analizziamo con gli allenatori dopo cena.

Che tecnologia viene utilizzata nel tuo sport?

Usiamo molto i cardiofrequenzimetri: è importantissimo. Così controlliamo il ritmo con cui dobbiamo allenarci. Abbiamo la marca Polar che ci mette a disposizione gli orologi e i cardiofrequenzimetri. Durante l’allenamento misuriamo spesso anche il lattato.

Come fate ad analizzare una gara?

Prima penso a come mi sono sentita in gara, come ho affrontato il poligono… Poi parlo con gli allenatori: come mi hanno visto loro, come erano gli sci, come era lo status della mia forma, come ho gestito la gara… l’allenatore mi dice dove sono finiti i miei colpi, se ho fatto una rosata bella o mi mostra invece dove sono stati gli errori. Ogni tanto viene anche girato un video, allora guardiamo anche quello. Viene analizzata la tecnica sugli scii, nelle diverse parti della pista, per esempio se ho fatto bene la discesa e la curva… anche lì si può perdere tanto tempo.

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