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3 mar

L’uomo in più: il calcio visto da Paolo Sorrentino

Pubblicato da Marco Chiesa

In un precedente post avevo già scritto di alcuni film sportivi che apprezzo, tuttavia proseguo la carrellata con un grandissimo film drammatico che in qualche misura è ambientato nel mondo dello sport, e che non posso fare a meno di consigliare: parlo del primo lungometraggio di Paolo Sorrentino, regista napoletano che si sta meritatamente affermando a livello internazionale. “L’Uomo in Più” è il titolo dell’opera, e si riferisce al tipo di modulo che uno dei due protagonisti della pellicola, l’ex calciatore Antonio Pisapia (interpretato da Andrea Renzi), vorrebbe utilizzare una volta divenuto allenatore. Calcisticamente parlando si tratterebbe di schierare la squadra con una sorta di 3-3-1-3, giocando di conseguenza con quattro attaccanti.
Il film è stato ambientato dal regista negli anni ’80, quando il “catenaccio all’italiana” la faceva da padrone sui campi di gioco. Tuttavia l’idea alla base della tattica non è pura fantasia: i patiti di calcio avranno già pensato al modulo offensivo di Ezio Glerean, che aveva conquistato pubblico e critica negli anni in cui il regista scrisse e girò il film, uscito nelle sale cinematografiche il 2001. A sua volta l’ex tecnico del Sandonà e del Cittadella aveva tratto ispirazione dal gioco spiccatamente votato all’attacco dell’Ajax. Il nostro aspirante allenatore Antonio Pisapia, nella pellicola, avrebbe ideato questa tattica nel 1984. :-)

Tornando al film, è bene chiarire subito che non tratta prevalentemente di calcio, anzi…il “gioco più bello del mondo” trova spazio solo in qualche passaggio; tuttavia la pellicola mette in luce alcune logiche del mondo calcistico degli anni ’80 che ancora oggi sussistono (promesse disattese, rapporti poco trasparenti, partite truccate, droga e doping, contratti che garantiscono poco o nulla, interferenze dei tifosi nelle scelte societarie). Da sottolineare le parole che pronuncia il Presidente della società per liberarsi di Pisapia una volta per tutte: “Anto’ il calcio è un gioco, e tu sei una persona fondamentalmente triste“.
Ed anche la sfuriata del Mister (uno scatenato Italo Celoro) alla propria squadra – che riporto nel filmato di sopra – è piuttosto “importante”, e supera nella sua violenza addirittura quella dell’allenatore di basket interpretato da Nick Nolte in “Blue Chips”:

Non saprei dire se Sorrentino veda il calcio come un mondo abietto, inadatto a persone con ideali ed umana sensibilità quale è il personaggio di Antonio Pisapia. In questa pellicola ne esce un’immagine ben poco lusinghiera, di un mondo per nulla gradevole. A guardar bene, questa rappresentazione non si discosta di tanto dalla realtà dei fatti, da quanto è emerso dall’inchiesta Calciopoli pochi anni dopo: un sistema di rapporti, interferenze ed illeciti che “distruggeva” gli idealisti del calcio, proprio come il personaggio di Antonio Pisapia viene distrutto (forse sarebbe meglio parlare di autodistruzione) nel corso del film.

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26 nov

Lo Sport al Cinema: Ron Shelton e gli altri

Pubblicato da Marco Chiesa

filmografia Ron Shelton

Questo mese si è svolta la ventottesima edizione dello “SPORT MOVIES & TV 2010 – 28th MILANO INTERNATIONAL FICTS FEST“, festival internazionale dedicato al cinema, alla televisione ed al web nello sport.

Ne prendo spunto per scrivere un post che sono anni che mi frulla in testa. :-) Da moltissimo tempo volevo omaggiare un personaggio del cinema che si è ritagliato un ruolo importante nei film sportivi, ovvero lo sceneggiatore e regista americano Ron Shelton.

Nell’immagine di sopra si possono vedere le locandine di alcuni film che ha sceneggiato, alle volte diretto, lungo la sua trentennale carriera ad Hollywood. Essendo nato e cresciuto alle porte di Los Angeles, è probabile che si sia innamorato del cinema “sotto casa”, a Whittier, location ideale per moltissimi film e serie televisive.
Tuttavia, prima di iniziare la carriera nel cinema, fu un giocatore di baseball nelle leghe americane minori (da qui l’ispirazione per il suo primo film da regista del 1988 “Bull Durham – un gioco a tre mani“, con Kevin Costner, Tim Robbins e Susan Sarandon).

Tra i suoi film ci sono due titoli che ho letteralmente adorato: nel 1992 scrisse e diresse “White Men Can’t Jump – Chi non salta bianco è“, due anni più tardi cura la sceneggiatura di “Blue Chips – Basta vincere“, pellicole ambientate entrambe all’interno del mondo del basket, sebbene in contesti molto diversi.
Il primo film narra infatti la storia di un ragazzo bianco (interpretato da Woody Harrelson) che si guadagna da vivere giocando tornei e scommettendo ai playground contro gli afro-americani, i quali si sentono cestisticamente superiori (da qui il titolo “gli uomini bianchi non son capaci di saltare”), mentre il secondo tratta di alcune problematiche comuni nei top College americani, ovvero le “macchinazioni” che vengono messe in atto per assicurare al proprio team i migliori prospetti usciti dalle High-School. Al fianco di un convincente Nick Nolte hanno recitato Shaquille O’Neal e Larry Bird, due fra i più grandi giocatori della storia NBA.

Altri film che Shelton ha realizzato sono stati ambientati nel mondo del golf (protagonista ancora Kevin Costner) e in quello del pugilato, che però ammetto di non avere ancora visto.

Ovviamente non è l’unico cineasta ad aver girato pellicole ambientate nell’universo sportivo per il grande schermo. Anche i registi più noti e blasonati vantano almeno un film di questo tipo nella lora carriera.
Faccio alcuni esempi: il grandissimo Martin Scorsese ha diretto un Robert De Niro da Premio Oscar in “Raging Bull – Toro scatenato“;
il tifosissimo dei New York Knicks Spike Lee ha realizzato la sua pellicola di basket “He Got Game” (altre star dell’NBA in scena, Ray Allen e Rick Fox), ed ha solo di recente accantonato il suo progetto di girare un film su Jackie Robinson, primo afro-americano ad essere stato ammesso nella Major League Baseball;
il Premio Oscar Oliver Stone ha diretto un ottimo Al Pacino e la bellissima Cameron Diaz in “Any Given Sunday – Ogni maledetta Domenica“, che è ambientato nel mondo del football americano.
Clint Eastwood ha entusiasmato pubblico e critica prima con Million Dollar Baby, film che gli ha fatto vincere l’Oscar anche per la regia, ed ultimamente con Invictus, entrambi impreziositi dal grande attore Morgan Freeman.

Hai qualche altro “film sportivo” da consigliare? :-)

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