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Parlare di SEO al Bar Sport
Pubblicato da Marco Chiesa

In questo post si parlerà della SEO (Search Engine Optimization). Ma contestualizzando il tutto in ambito sportivo.
Non so se qualcuno abbia già trattato l’argomento in questi termini…mah!
Ne vien fuori qualcosa di “burlescamente utile”, che agli addetti ai lavori dovrebbe strappare qualche risata
Ho così pensato di contattare due amici SEO sportivi praticanti, e chiedere loro di vestire gli inusuali panni di un ipotetico SEO C.T.
A Riccardo Perini di SOS Web Marketing il compito di mettere in campo una squadra di calcio a 7.
A Marco Ziero di MOCA Interactive ho chiesto di cimentarsi con una formazione di basket.
In alto vedete le disposizioni tattiche dei due SEO C.T. Hanno ovviamente scelto i giocatori/fattori da schierare (su oltre 200 si dice…) e cercato una “logica” nell’assegnazione dei ruoli. Mica facile!
Assolto questo compito…hanno ben pensato di rovinarsi per sempre la reputazione rispondendo alle mie strampalate domande…
Della tua squadra possiamo sapere quali sono i giocatori su cui punti maggiormente? Perchè nell’ipotetico ruolo del playmaker hai scelto proprio quel fattore?
SEO C.T. Perini : In porta: Trust e Autorevolezza. Così come nel calcio avere un buon portiere permette di difendersi meglio e subire meno gol, nel SEO l’avere un buon trust ed essere ritenuti autorevoli permette al sito di “difendersi” da penalizzazioni e insidie.
Difesa: Struttura e Ottimizzazione on-page: il successo di una squadra parte sempre da una buona difesa. Ecco perché la struttura e l’architettura informativa del sito sono importanti, sono le basi da cui partire. Anche l’ottimizzazione on-page è uno dei perni difensivi su cui costruire la squadra.
Regista: Contenuti Ho “schierato” il contenuto nel ruolo del playmaker, che funge da collante tra difesa e attacco. Avere dei buoni contenuti, che portino anche un reale valore aggiunto all’utente, sono la base per un buon posizionamento e allo stesso tempo un ottimo modo per attirare link spontanei. In questo caso possiamo dire che il contenuto non è il re, ma il re…gista
Sulle fasce: Nome Dominio e Fattori Social. Il nome del dominio al momento garantisce ancora una buona spinta (soprattutto in caso di “exact-match domain name”), per questo ho deciso di schierarlo sulla fascia. Ho deciso poi di “puntare” anche sui fattori social visto che, anche se è un “giocatore” ancora giovane, avrà un ruolo sempre più importante in squadra.
Link Popularity ha un ruolo “di punta“. La link popularity è il bomber della squadra, il finalizzatore, quello che permette di portare a casa il risultato.
La panchina è lunga e ci sono un sacco di fattori che potrebbero “entrare in partita”.
SEO C.T. Ziero : Sono di quella scuola di pensiero per cui “il miglior attacco è la difesa”, in questo senso i giocatori dei quali sento la necessità e che quindi sono per me più importanti sono, nel ruolo di pivot, i contenuti originali, in quanto elemento in grado di difendere e prevenire gli attacchi degli avversari e, nel ruolo di ala, i backlink tematizzati poiché estremamente efficaci tanto da permettermi di posizionarli in difesa contro i più forti e pericolosi giocatori avversari.
Ma spesso, dopo ogni azione di difesa, ne succede una di attacco ed in questo senso sento la necessità di elencare tra i miei giocatori più strategici, nel ruolo di playermaker, i meta tag, poiché sono in grado di capire, per ogni azione, qual è lo schema migliore e nel mentre della partita, attraverso degli allenamenti che chiamiamo di “fine tuning”, modificare la strategia di gioco a beneficio della squadra e della partita.
Nella SEO si parla di ranking, una sorta di “classifica dei risultati”. Un po’ come la classifica ATP del tennis, in perenne movimento…non trovi?
SEO C.T. Perini : Non sono un grande esperto di classifiche tennistiche, ma da quanto ne so il ranking ATP viene aggiornato continuamente, e i tennisti guadagnano o perdono posizioni in classifica in base ai tornei a cui partecipano e ai risultati. In questo senso una certa analogia con la SEO c’è. Anche i motori di ricerca aggiornano costantemente i loro algoritmi e i risultati mostrati in SERP, e i siti web guadagnano o perdono posizioni in base a come hanno “giocato”.
SEO C.T. Ziero : Assolutamente. Tra l’altro la federazione, in questa stagione, per motivi sui quali preferisco non soffermarmi, ha modificato il regolamento diverse volte nel corso del campionato; per fortuna continuiamo a vincere e la nostra posizione, indicativamente, rimane invariata però abbiamo visto parecchie squadre avversarie ritrovarsi in posizioni non troppo felici a volte per questioni nemmeno legate alle loro prestazioni; effettivamente la federazione, di tanto in tanto, sembra dare i numeri. E lo sappiamo tutti, tra gli addetti ai lavori, che alla fine le posizioni che contano, quelle utili per entrare nei playoff e provare a vincere il campionato, sono poche e sono quelle che stanno in alto.
Un SEO a che tipo di sportivo assomiglia maggiormente? In un recente convegno, Piersante aveva comparato il SEO ad uno skipper di una barca, che sarebbe il sito web: “alle volte comandi una nave da crociera, uno yacth, altre volte ti ritrovi al timone di una bagnarola”
SEO C.T. Perini : Che dire, la metafora di Piersante è perfettamente calzante. Per stare in tema con la “formazione” che mi hai chiesto di schierare, il SEO potrebbe essere accostato all’allenatore di una squadra di calcio. Le analogie sono molte. A volte il SEO può subentrare in un progetto “a stagione in corso”, in seguito all’ “esonero” di un precedente SEO/allenatore. Inoltre anche il SEO, come l’allenatore, deve prima fare esperienza con piccoli progetti e realtà locali (squadre di categorie inferiori) per poi ambire ad “allenare” squadre grandi e blasonate (grossi portali e siti web di aziende operanti in settori altamente competitivi). Il SEO, come l’allenatore, deve saper gestire bene il gruppo, scegliere bene gli elementi da schierare in campo e saper correggere in corso la strategia utilizzando i “cambi” giusti.
SEO C.T. Ziero : Un SEO dovrebbe assomigliare ad uno sportivo che, nel corso della sua attività, prevede un investimento di risorse nella gestione; sia nella gestione di se stesso e del proprio corpo, come un runner, che nella gestione di una squadra, quindi un allenamentore (indipendentemente dallo sport).
Riprendo le parole di Piersante per confermare che, il bello di essere uno sportivo, per me, è proprio questo: conoscersi, imparare dai propri errori ed essere in grado di arrivare al traguardo indipendentemente da avversari, condizioni avverse, eccetera.
Il SEO spesso viene chiamato alla fine, come sprinter di una staffetta 4×100. Ma non andrebbe schierato in prima frazione?
SEO C.T. Perini : Se fosse possibile il SEO dovrebbe essere presente in tutte e quattro le frazioni della staffetta. È infatti importante seguire il progetto sin dall’inizio, portarlo avanti nei sui primi sviluppi e prepararlo per lo “sprint” finale in cui superare gli “avversari” (i concorrenti).
SEO C.T. Ziero : Non so se già nella prima frazione, ma sicuramente all’interno delle prime due.
Da subito al SEO non è richiesto lo sforzo maggiore, ma è bene che il testimone venga da lui raccolto quanto prima poiché considerare certe dinamiche, come i motori di ricerca, fin da subito può rappresentare un vantaggio notevole nei confronti degli avversari, così da arrivare a tagliare il traguardo con dei tempi di percorrenza minori per portarsi a casa la medaglia d’oro.
Anche la SEO ha delle regole: Google è l’arbitro per quanto riguarda il proprio “torneo” (che è quello con più spettatori). Se ti attieni alle regole vai tranquillo, ma se ti becca a commettere qualche infrazione rischi l’ammonizione od anche l’espulsione! Quali sono i falli in cui è più frequente cadere? Che cartellino ti sei mai beccato?
SEO C.T. Perini : Per restare in tema calcistico direi che Google non arbitra certo “all’inglese”. Non lascia molto correre, e usa di frequente i cartellini.
Si, è capitato anche a me, testando qualche tecnica borderline su alcuni miei progetti, di beccarmi un cartellino rosso. Ma “scontata la squalifica” sono tornato in campo più forte di prima
SEO C.T. Ziero : In questo senso non mi posso troppo lamentare: ad eccezione di una volta che ho provato a vendere una partita (e mi hanno radiato dal campo credo per un paio di mesi) sono stato sempre uno sportivo rispettoso dell’arbitro che ha ottenuto, in cambio, il medesimo atteggiamento. Direi che Google ed io, in linea di massima, andiamo d’accordo.
P.S. Io mi sarei dovuto cimentare con il calcio a 5, sport che ho praticato prevalentemente da “dodicesimo uomo” per alcuni anni. Ma…
primo: non ho trovato la lavagnetta adatta;
secondo: mi son reso conto che i miei fattori di punta quali “font utilizzati” , “palette colori del sito” e soprattutto “marca del mouse” i due SEO C.T. non li hanno proprio presi in considerazione!
Un increscioso dubbio sul mio know-how in ambito SEO è sorto…
La gestione del centro sportivo direttamente on-line, con EasyFields
Pubblicato da Marco Chiesa

Se gestisci un centro sportivo questa piattaforma fa al caso tuo! Ce la presenta Giancarlo Bozza, uno dei creatori di EasyFields.
Easyfields. Una piattaforma web/mobile per la gestione dei centri sportivi. In che cosa consiste esattamente?
EasyFields e’ una piattaforma per la gestione delle strutture sportive totalmente unica nel suo genere. Infatti offriamo ai centri sportivi iscritti un pacchetto unico che comprende un sito internet personalizzabile, un servizio di prenotazioni per i clienti on-line (e via smartphone) e un servizio gestionale in back-end (CRM, finance control, booking management). Tutto questo viene offerto ‘in the cloud’ quindi senza bisogno di installare nessun programma sul computer, controllabile ovunque e automaticamente sincronizzabile all’istante.
L’obiettivo fondamentale che avevamo in mente era di innovare l’idea del ‘gestionale’ sfruttando al massimo le tecnologie attuali (Social Networks implementation, HTML5, Smartphone visualization, cloud computing, etc…).
Il centro sportivo ha quindi a disposizione un sistema di gestione completo e molto interattivo: funziona con qualsiasi tipo di smartphone?
Ogni centro sottoscritto viene fornito di una ‘web app’: questo significa che il servizio di prenotazione on line e tutte le informazioni visualizzabili sul sito internet (news, tornei, mappa del centro, etc..) sono adattate per la visualizzazione via smartphone, esattamente come una Applicazione.
Attualmente la visualizzazione e’ stata ottimizzata per iPhone e Android. Per il Blackberry ci sono ancora qualche glitch, ma ci stiamo lavorando.
Mi piace molto l’integrazione con Facebook Connect. Questo permette a chi deve organizzare la classica partitella serale di farlo direttamente dal vostro sito?
Il modo in cui abbiamo integrato Facebook Connect mi rende molto fiero
E’ una funzionalità che può sembrare poca cosa, ma in verità è fondamentale e di grandissima utilità (oltre ad essere unica sul mercato).
Le ‘forze’ di questa integrazione sono ben 3:
- Come tu hai menzionato, la prima forza e’ la possibilità di notificare a tutti gli amici la partitella con pochi clicks direttamente su Facebook: appena effettuata la prenotazione si visualizza un pop up in cui poter scegliere gli amici a cui notificare. Una volta selezionati gli amici, nella loro bacheca apparirà un messaggio che li invita a partecipare alla partita, specificando ora, indirizzo, etc…
Una procedura che riduce drasticamente i costi ed il tempo normalmente impiegato ad avvertire gli amici… - La seconda forza è la possibilità di lasciare automaticamente le tue informazioni con un ‘click’: infatti basta schiacciare su ‘connect’ e le informazioni necessarie alla prenotazione vengono automaticamente compilate. Questo inoltre garantisce al centro sportivo un ulteriore livello di sicurezza sulla prenotazione.
- Terzo (ma assolutamente non ultimo punto di forza), è il fattore ‘visibilità’ che il centro sportivo può sfruttare. Infatti, ogni volta che un giocatore ‘notifica’ la partitella ai suoi amici di squadra (come visto nel primo punto), il centro sportivo appare ‘silenziosamente’ sulla bacheca di tutti gli invitati. Questa e’ la vera forza del “Facebook Connect” per i centri sportivi: offrire al cliente un servizio che fa risparmiare tempo nell’organizzare la partitella ed in cambio ottenere visibilità gratuita sui social networks; concetto molto simile al successo virale di Groupon.
Non resta che comprendere meglio come attivare il servizio. Mi pare di capire ci sia una fee di attivazione in base al numero di strutture, ed un canone mensile.
Il prezzo è calcolato in base al numero di ‘campi’ che il centro possiede e vuole pubblicare sul suo sito. Questo metodo di prezzistica si adatta a qualsiasi tipo di struttura ed è quindi conveniente per strutture piccole o grandi che siano. Il cliente paga una fee di iniziazione una volta configurata la piattaforma, ed un canone mensile ricorrente. I prezzi sono più che convenienti per tutti i servizi offerti. Per esempio, il prezzo per un centro sportivo con 3 campi è di 199 euro per la fee di installazione ed un canone mensile di 79 euro.
Se ci pensi chi offre un sito internet, prenotazioni on-line e programma gestionale a 199 euro? E i 79 euro mensili per una struttura con 3 campi, sono copribili con meno di 2 ore di attività.
Partite dei Mondiali 2010 in streaming
Pubblicato da Marco Chiesa

Eccoci qua, oramai mancano poche ore al calcio d’inizio. Dopo aver analizzato l’attività marketing di uno sponsor della Coppa del Mondo 2010, scriviamo ora qualche riga riguardo la trasmissione delle partite in streaming. Per la prima volta nella storia, oltre che alle radiocronache ed alle telecronache dei giornalisti sportivi RAI, sarà possibile seguire i match della Coppa del Mondo collegandosi ai canali web tv, che offrono le dirette delle partite in streaming.
Come ben sappiamo, in questa edizione la RAI non trasmetterà tutti gli incontri, ma manderà in onda solamente quelli della Nazionale italiana ed alcuni altri match. Per chi voglia seguire la Coppa del Mondo di calcio sul proprio schermo televisivo, comodamente seduto sul divano, non rimane che abbonarsi alle varie offerte delle pay-tv (su tutte a Sky, che ha acquistato i diritti).
Il web può essere d’aiuto? Certamente! Collegandosi al sito della RAI è possibile vedere la programmazione così come avviene nel normale palinsesto televisivo, ed in più anche degli Instant Replay. Il canale radio nazionale seguirà invece tutte le 64 partite del torneo.
Ma sono i servizi di web tv ad offrire l’opportunità di vedere gli altri incontri, non trasmessi dal canale pubblico: fra tutti i siti citati nelle riviste specializzate segnaliamo JustinTV, Freedocast, vShare e la new entry, che promette grande qualità di trasmissione, Veetle. Per avere accesso ad alcuni di questi servizi è necessario registrarsi, ma in via gratuita.
Se sei a conoscenza di modalità lecite per seguire le partite del Mondiale sudafricano in streaming on line, condividi le tue informazioni nello spazio dei commenti!
Mourinho o van Gaal? lo decide bing
Pubblicato da Marco Chiesa
Se dovessi scegliere a quale allenatore affidare la tua squadra in una finale di Champions League, chi sceglieresti fra i due prossimi avversari di Madrid?
Louis van Gaal o José Mourinho?
Giochiamo un pochino col web
Proviamo a far scegliere a quello che viene definito il motore di ricerca decisionale, ovvero il “più intelligente” in circolazione, in grado di simulare il ragionamento umano e fornire varie opzioni e dati per effettuare una scelta, prendere una decisione. Stiamo parlando di bing, famiglia Microsoft.
bing è un innovativo motore di ricerca che si basa sulla tecnologia di Powerset, in grado di rispondere alle ricerche degli utenti operando delle analisi semantiche.
E’ una grossa differenza rispetto a quanto fa il concorrente google, il quale si basa su un calcolo di fattori più o meno conosciuti per restituire i risultati, la rilevanza dei termini immessi in primis, ma che non è assolutamente progettato per interpretare le frasi di ricerca od offrire all’utente varie opzioni, aiutandolo a prendere delle decisioni.
Bing proprio per questa sua caratteristica viene definito “motore decisionale”: è in grado di analizzare non solo i termini, quanto l’intera frase di ricerca e restituire risultati e suggerimenti dopo aver compiuto un’analisi semantica della richiesta effettuata, comprendendo nel suo calcolo anche eventuali sinonimi, articoli e preposizioni, che vengono invece ignorati, o comunque non compresi, dal competitor più importante.
Al momento il motore di ricerca è pienamente funzionante solamente nella versione americana in lingua inglese, pertanto è necessario adottare alcuni accorgimenti.
Per effettuare il mio test ho ricorso ad un opportuno settaggio:
innanzitutto si deve impostare la lingua del browser, motivo per cui ho selezionato Inglese (Stati Uniti) [en-US] (utilizzando Internet Explorer)
sono poi andato sul sito www.bing.com ed ho agito nelle opzioni in alto a destra: “Stati Uniti – Inglese” anziché Italia, e “New York” come località nelle Preferenze.
In pratica ho settato il mio sistema come se mi trovassi a New York, quindi nelle condizioni appropriate.
Non mi resta che interrogare bing, e poi decidere: “Louis van Gaal or José Mourinho?” la monetina ha assegnato il “fattore campo” al manager olandese
Per bing i risultati più pertinenti alla domanda sono traducibili così:
“l’apprendista Mourinho guarda dall’alto in basso il mentore Van Gaal“. Sebbene non si esprime facendo un nome secco, è evidente che il motore di ricerca decisionale sceglierebbe…José Mourinho!
Lo sponsor Airoh al Mantova Starcross 2010 e nel web
Pubblicato da Marco Chiesa

Sabato 6 febbraio 2010 sono stato al 27° Airoh Mantova Starcross, prestigioso appuntamento invernale del motocross mondiale. E’ stato il primo evento di motocross al quale abbia finora assistito, sport che guardo spesso su Sportitalia, da appassionato con limitatissime competenze tecniche: sarei in palese difficoltà qualora uno mi chiedesse la differenza tra un motore 2 tempi ed uno 4 tempi.
Ma alla fine quel che conta è assistere alle gare e vedere da vicino gli “impossibili” salti dei vari Cairoli, Philippaerts, Musquin e del belga De Dycker (nell’immagine), il mio preferito per via dell’abilità nelle condizioni di gara più difficili.
Il tutto in compagnia degli amici ed esperti enduristi Francesco (sua la foto che ho “manomesso”) e David, coi quali ho visto gare di motomondiale e F1, e che ogni tanto sfido nelle piste di go-kart. Abbiamo avuto modo di chiacchierare un poco anche con Enrico, amico che si trovava nel paddock per lavoro in qualità di tecnico della GET, azienda vicentina leader nella raccolta ed analisi di dati per il racing.
Peccato essere stato nella città Virgigliana ma non essere riuscito a prendere il caffè con l’amico Riccardo, e parlare delle ultime tendenze in fatto di web marketing, mondo che comprendo decisamente meglio.
La giornata del sabato è riservata alle prove libere ed alle gare di qualificazione. E’ un’occasione unica per poter entrare liberamente nel paddock, evitando la folla e la calca della domenica, e girare fra le aree box delle varie scuderie. Sono venuto così a conoscere la Airoh, azienda bergamasca leader nei caschi da moto offroad e sponsor della manifestazione sportiva. Confesso che non conoscevo il loro marchio.
Curioso, mi sono messo a cercare delle informazioni, e ne ho approfittato per scrivere alcune considerazioni di marketing. Partiamo citando un passaggio raccolto in questa intervista rilasciata al portale Moto.it da Antonio Locatelli, titolare dell’azienda bergamasca:
“Ho sempre pensato alle competizioni come al miglior veicolo promozionale, utile a far conoscere il prodotto nonché per testarne la validità perché penso che se un casco va bene a dei professionisti e a dei campioni vuol dire che è un buon casco. Con ciò non dimentichiamo l’importanza delle riviste e dei siti Internet che sono di certo un veicolo di fondamentale importanza per la visibilità di un marchio“.
Niente da dire sulla presenza alle competizioni: oltre che partner dell’evento, che andrebbe denominato quindi “Airoh Starcross“, il marchio troneggia su di un grande gonfiabile pubblicitario in ingresso paddock, ed il truck che portano agli eventi in loco (nel quale ho intravisto salire ed intrattenersi il campione della MX1 Toni Cairoli) è senza dubbio un ottimo veicolo d’immagine, in tutti i sensi!
Tutto il circuito di gara è tappezzato dai pannelli pubblicitari con il logo dello sponsor, in coabitazione con il marchio di pneumatici Pirelli, anch’esso presente da diversi anni alla manifestazione. Solo due marchi (ed il gonfiabile/traguardo della Red Bull) a fare da cornice al tracciato: evidente segno della crisi economica? Torna attuale quanto abbiamo illustrato qualche tempo fa per la sponsorizzazione del campionato Nascar.
Vediamo ora di esprimere qualche considerazione in merito all’attività internet. Mi imbatto in un sito web nuovissimo, rilasciato da poche settimane, e…ben fatto! la grafica è molto curata. L’interfaccia è ben congeniata, rendendo il sito estremamente facile da navigare, forte di un’ottima usabilità. Poche e chiare le voci di menù, schede prodotto che trovano il loro giusto spazio, nessuna animazione ad appesantire il caricamento delle pagine.
Per la verità non c’è grande possibilità di interazione, manca un’intregrazione con i tanto utilizzati social network. E’ comunque un sito di presentazione aziendale ben congeniato.
L’ottimizzazione del sito per i motori di ricerca è buona: si sarebbe potuto agire per intercettare qualche combinazione di ricerca in più, dedicando ad ogni singola news una pagina univoca ben ottimizzata, per attrarre più visite dalle ricerche. Altri aspetti potrebbero essere stati curati maggiormente, ma nel complesso la visibilità on line è ottima, almeno nei motori di ricerca: primo brand a comparire nelle ricerche per la difficile keyword “casco” e per competitive keyphrases quali “caschi moto” e “caschi motocross“. Nessuna ottimizzazione invece per la lingua inglese: qualcosa ci si lascia scappare in termini di visite dai Paesi stranieri.
Valutiamo la presenza del marchio nei Social Network più utilizzati:
in YouTube non c’è un canale aziendale, tuttavia sono presenti molti filmati degli utenti. Si potrebbe pertanto creare un canale ed aggiungere i filmati alla propria playlist, sfruttando così gli ugc già pronti, i contenuti generati dagli utenti. Il costo è pari a zero, le opportunità di accrescere la propria brand awareness sfruttate meglio.
In Facebook una ricerca eseguita con il marchio dà luogo a parecchi risultati: 24 gruppi ed una Pagina Fan AIROH MX Helmets, che presumiamo essere quella istituzionale: manca però un’effettiva interazione, ci sono solamente gli auguri per le festività di Pasqua e Natale. Per chi volesse approfondire, abbiamo raccontato di un caso di interazione azienda-utenti nei social media. Non sono andato a controllare quanto venga discusso all’interno dei gruppi: possibile ci siano molti elogi e, forse, qualche critica.
Nel complesso poca attività, si potrebbe fare qualcosa di più.
Per quanto riguarda il marketing on line ci sarebbe ora da valutare tutta l’attività fatta nei vari forum, le campagne di advertising, i comunicati più o meno ufficiali rilasciati a portali e siti specializzati. Insomma, potremmo andare avanti ancora un bel po’.
Ma fermiamoci qua con l’analisi dell’attività on line dello sponsor in oggetto ed iniziamo a trattare un argomento che riguarda tutte le aziende ed i brand in particolare.
Come si può fare a monitorare quanto di un marchio/prodotto viene scritto sui siti Internet, senza dover compiere delle continue ricerche “a mano”?.
Supponiamo che un’azienda volesse dotarsi di un sistema in grado di monitorare le opinioni che gli utenti di internet esprimono intorno al proprio brand ed ai prodotti commercializzati evitando di collegarsi ai siti web, ai forum on line, ai blog “ficcanaso” come il mio, ai gruppi in Facebook o negli altri social network.
Dovrebbe dotarsi di tecnologia e processi che fanno parte della brand reputation management, il monitoraggio della reputazione del brand, messa “a dura prova” dalle recenti innovazioni introdotte dal web, che permette a chiunque di scrivere opinioni – positive o negative – in moltissimi modi.
Esistono ovviamente alcuni servizi gratuiti ed altri sistemi più performanti, in grado addirittura di “assegnare un giudizio” ai vari contributi on line rinvenuti. Per quanto riguarda la prima tipologia di servizi, la migliore soluzione in cui mi sia fino ad ora imbattuto è rappresentata dal servizio Google Alerts – ennesimo strumento rilasciato dall’azienda di Mountain View – che permette di ricevere automaticamente segnalazioni periodiche su qualsiasi argomento. Una volta scelti i termini e le parole chiave di interesse da monitorare, tutti i contenuti attinenti che finiscono negli archivi di Google vengono automaticamente segnalati all’utente. Il servizio mi risulta essere l’unico davvero efficace, sopratutto per il mercato italiano. Altri servizi funzionano bene negli U.S.A., ma da noi lasciano alquanto a desiderare.
Per quanto riguarda gli strumenti più evoluti, in Italia molta considerazione la riceve il software realizzato dalla milanese ActValue Consulting & Solutions, denominato “Reputation Manager“, sistema avanzato di ricerca automatica delle informazioni:fornisce anche un’analisi dei contenuti, ed è utile per monitorare anche i propri competitor.
Attraverso questi sistemi si diventa in grado di monitorare efficacemente la propria reputazione on line, ed avere sotto controllo tutte le critiche positive o negative intorno ai prodotti realizzati, organizzando tutti i feedback e le informazioni utili per meglio svolgere le proprie attività di relazione coi clienti/acquirenti e quelle di marketing.
Se l’azienda bergamasca avesse già attivato un sistema di monitoraggio come quello appena descritto, sarebbe pertanto venuta a conoscenza di questo post, con un’unica possibile conseguenza: letteralmente entusiasta di tutta questa pubblicità gratuita, Airoh mi ringrazierebbe offrendomi in regalo un bellissimo casco per i miei due amici enduristi Francesco e David! Uno solamente però! Così finisce che mi diverto a vederli in questa situazione…



