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Ricerca di mercato in ambito sportivo
Pubblicato da Marco Chiesa

Con il Dottor Marco Nazzari di Immagine&Sport, società specializzata in analisi e consulenze di marketing applicate allo sport, abbiamo il piacere di analizzare alcuni aspetti legati alle attività di “ricerca di mercato” in ambito sportivo.
La società italiana viene menzionata anche nel sito web di “The World Sponsorship Monitor“, un’indagine continuativa degli accordi di sponsorship che vengono siglati nel mondo, pubblicata tramite mezzo stampa od internet in tutti i maggiori mercati.
Ringraziando il Dott. Nazzari (e la gentile Simona) per aver reso possibile scrivere questo contributo, ti invito a leggere anche l’interessante intervista pubblicata in “SponsorNet.it“, nella quale il nostro “ospite” illustra il vantaggio di valutare le sponsorizzazioni.
Introduciamo l’attività di “ricerca di mercato” nel settore sportivo. Che tipo di dati si raccolgono, con quali metodologie?
Le ricerche di mercato sono per Immagine & Sport uno strumento di indubbia importanza per permettere alle aziende di verificare, chiedendolo direttamente al loro target di riferimento, se le strategie adottate e perseguite sono funzionali agli obiettivi che l’azienda stessa desidera raggiungere. Questo permette di costruire analisi e valutazioni basate direttamente sul sentire del pubblico a cui si è interessati.
Nel settore sportivo, solitamente il campione di riferimento per la conduzione della ricerca è costituito da appassionati/interessati di sport a cui l’azienda si rivolge attraverso la ricerca di mercato per rispondere a differenti quesiti relativi alla percezione del proprio brand, al suo gradimento e per verificare se e come l’attività di sponsorship ne ha modificato l’appeal.
Non solo, l’azienda che sceglie di utilizzare la ricerca di mercato, oltre alla verifica del ricordo e del gradimento del brand o di operazioni/iniziative ad esso congiunte, può ottenere preziose informazioni che le permettono di conoscere più approfonditamente il target a cui si sta rivolgendo ad esempio abitudini, consumi, interessi, motivazioni, aspettative etc…
Per quanto riguarda la nostra specifica esperienza nel settore sport stiamo assistendo ad una maggiore diffusione dell’utilizzo di ricerche di mercato rispetto a qualche anno fa soprattutto per quanto riguarda le ricerche quantitative. Le metodologie impiegate nello sport sono le classiche impiegate per le ricerche in genere: FACE TO FACE (specificatamente on-site per gli eventi), CATI * e CAWI * (ultimamente molto diffusa). La differenza spesso consiste nelle caratteristiche del campione degli intervistati.
Personalmente credo molto nel valore e nell’utilità delle ricerche, infatti Immagine & Sport conduce spontaneamente già da un paio di anni una Survey Multiclient a livello Europeo sul mondo dei motori e dei suoi fan che ha trovato un’ottima accoglienza tra clienti e prospect.
Come, e se, è cambiato questo tipo di ricerca nel corso degli anni, con l’avvento e la diffusione globale di internet?
La diffusione globale di internet ha senz’altro favorito nell’ultimo periodo l’utilizzo della metodologia CAWI nella conduzione delle interviste, che oltre a costi più contenuti rispetto al classico field CATI presenta anche vantaggi in termini di tempistica, è infatti possibile contattare via web un campione molto numeroso in un lasso di tempo più breve.
Inoltre, internet permette di proporre alla valutazione dell’intervistato filmati, concetti, immagini e loghi, cosa che durante una conversazione telefonica non risulterebbe affatto possibile.
Quali sono i clienti che si rivolgono a voi per queste analisi e ricerche? Aziende che intendono investire in qualità di sponsor, aziende-brand di prodotti legati allo sport, mass media?
Direi che il panorama è abbastanza vario, ci occupiamo di ricerche per clienti che operano nello sport utilizzandolo come canale di comunicazione, altri sono mass media, federazioni sportive, organizzatori di eventi, brand di prodotti legati allo sport e non, etc…
La ricerca di mercato, così come viene impiegata da Immagine & Sport, risulta uno strumento flessibile in grado di soddisfare diverse tipologie di richieste da parte di differenti tipologie di clienti.
Possiamo avere un esempio di quanto emerge da analisi di questo tipo, di quello che ottiene un ipotetico cliente?
Ad esempio dall’ultima ricerca che stiamo realizzando “European Motorsport Survey 2010” dedicata specificatamente al mondo dei motori e dei suoi fan di cui sono già disponibili i risultati della prima wave, emergono interessanti indicazioni relative alle caratteristiche dei fan motoristici ed alla notorietà/immagine degli eventi motoristici (MotoGp, F1, Sbk, Rally etc…).
Inoltre, la ricerca prevede un approfondimento dedicato a MotoGp e Sbk e quindi fornisce relativamente a questi eventi analisi dettagliate sulla notorietà e gli elementi di immagine che caratterizzano piloti/team e sponsor che investono in questi due campionati.
In merito a “The World Sponsorship Monitor”: se non ho capito male si tratta di una ricerca estesa ad un livello globale grazie al lavoro congiunto di più agenzie nazionali. Rappresenta il rapporto più completo in circolazione o ve ne sono anche degli altri?
Sì,”The World Sponsorship Monitor” è una desk research che si basa sulla collaborazione di tutti i partner che come Immagine & Sport fanno parte del network IFM/Sports marketing Surveys e che raccolgono informazioni a livello nazionale ed internazionale sui principali accordi di sponsorship.
Credo che ad oggi si possa definire uno tra i prodotti più completi ed a respiro internazionale dedicato alle sponsorizzazioni in genere (non solo di sport).
*
CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing)
CAWI (Computer Assisted Web Interviewing)
I Social Media e la Coppa del Mondo
Pubblicato da Marco Chiesa
Questa edizione della Coppa del Mondo è la prima ad essere seguita massicciamente anche all’interno dei social network.
Tra i vari siti ed applicazioni dedicati alla Coppa del Mondo di calcio, il progetto che più di tutti ha attirato la mia attenzione è stato pertanto quello presentato dal New York Times pochissimi giorni fa: l’hanno battezzato Top World Cup Players on Facebook, Day by Day.
Questo è quanto si legge nella pagina dedicata: Milioni di persone nel mondo stanno attivamente tifando – o criticando – le loro squadre ed i giocatori preferiti. Nel grafico, i calciatori vengono proporzionati in base al numero delle citazioni ottenute in Facebook, per ogni giorno della Coppa del Mondo.
Nello specifico si tratta di un grafico interattivo, con cui si può pertanto “ripercorrere” giorno per giorno il Mondiale, scoprendo quale giocatore sia stato più citato nei commenti degli utenti di Facebook, potendo visualizzare i giocatori in ordine alfabetico, a seconda del team di appartenenza (troveremo così l’argentino Messi a sinistra e l’uruguagio Forlan a destra), o semplicemente in base alle citazioni ricevute, in modalità di classica scala.
Partite dei Mondiali 2010 in streaming
Pubblicato da Marco Chiesa

Eccoci qua, oramai mancano poche ore al calcio d’inizio. Dopo aver analizzato l’attività marketing di uno sponsor della Coppa del Mondo 2010, scriviamo ora qualche riga riguardo la trasmissione delle partite in streaming. Per la prima volta nella storia, oltre che alle radiocronache ed alle telecronache dei giornalisti sportivi RAI, sarà possibile seguire i match della Coppa del Mondo collegandosi ai canali web tv, che offrono le dirette delle partite in streaming.
Come ben sappiamo, in questa edizione la RAI non trasmetterà tutti gli incontri, ma manderà in onda solamente quelli della Nazionale italiana ed alcuni altri match. Per chi voglia seguire la Coppa del Mondo di calcio sul proprio schermo televisivo, comodamente seduto sul divano, non rimane che abbonarsi alle varie offerte delle pay-tv (su tutte a Sky, che ha acquistato i diritti).
Il web può essere d’aiuto? Certamente! Collegandosi al sito della RAI è possibile vedere la programmazione così come avviene nel normale palinsesto televisivo, ed in più anche degli Instant Replay. Il canale radio nazionale seguirà invece tutte le 64 partite del torneo.
Ma sono i servizi di web tv ad offrire l’opportunità di vedere gli altri incontri, non trasmessi dal canale pubblico: fra tutti i siti citati nelle riviste specializzate segnaliamo JustinTV, Freedocast, vShare e la new entry, che promette grande qualità di trasmissione, Veetle. Per avere accesso ad alcuni di questi servizi è necessario registrarsi, ma in via gratuita.
Se sei a conoscenza di modalità lecite per seguire le partite del Mondiale sudafricano in streaming on line, condividi le tue informazioni nello spazio dei commenti!
INTERVISTA a Stefano Bizzotto, giornalista sportivo della RAI
Pubblicato da Marco Chiesa

Con grande soddisfazione propongo un’intervista che il gentilissimo e noto giornalista sportivo Stefano Bizzotto mi ha concesso.
Hockey su ghiaccio: quest’anno ho avuto modo di seguire qualche sua telecronaca su RaiSport Più. Lo sport è spettacolare, estremamente divertente da guardare. Lei che è di Bolzano, capitale dell’hockey su ghiaccio, che rapporto ha con questo sport? Dica la verità, si diverte maggiormente a fare le telecronache dell’hockey che quelle del calcio…
L’hockey su ghiaccio è lo sport di squadra più veloce, e in quanto tale si caratterizza per un livello di spettacolarità che altre discipline non raggiungono. Chiaramente la velocità è inversamente proporzionale alla comprensione dello sport. In una frazione di secondo possono accedere tante cose (un tiro, un fallo, eccetera) tali da rendere più difficile il compito del telecronista. A me, ti dirò, l’hockey piace da matti, pur essendo consapevole che l’errore nella telecronaca è sempre in agguato. Hockey più divertente del calcio da commentare? Mah, mi sa che c’è del vero…
90° minuto: com’è la domenica tipo di un inviato della trasmissione? Ci racconta nel dettaglio cosa accade e cosa si fa all’interno dell’OB Van fino al collegamento con lo studio centrale. Quante volte si litiga con il montatore video che si perde per strada le azioni?
Il lavoro domenicale ha solitamente questa scansione: arrivo sul luogo della partita verso le 13.30 (magari dopo aver pranzato con altri colleghi); subito una puntatina ai mezzi televisivi per parlare con i tecnici, poi in sala stampa per le formazioni delle due squadre. In postazione salgo mezz’ora prima circa. Durante la partita (non sempre, dipende dal tempo a disposizione per il montaggio) mi tengo in contatto con il tecnico e gli segnalo gli episodi più importanti. Il montaggio vero e proprio avviene dopo la partita e dura 30-40 minuti. Poi attendo che da Roma mi chiamino per il mio intervento. Se posso, ascolto la trasmissione per cogliere eventuali spunti che mi possono servire durante il collegamento. Litigi con il montatore? Non me ne ricordo, in genere si lavora con gente preparata.
Mondiali 2010 alle porte. Sicuramente Lei sarà uno dei telecronisti Rai in Sudafrica. Ci racconta come gli inviati vivono questa manifestazione? Avete una base comune o siete in perenne viaggio da uno stadio all’altro, da un hotel ad un altro?
Dipende da Mondiale a Mondiale. Per il Sudafrica non ci hanno comunicato ancora nulla di ufficiale. Diciamo che di solito ci si divide logisticamente in due gruppi: quello che segue la nazionale (e che dunque è itinerante) e tutti gli altri che gravitano sul centro tv principale. Per quel che mi riguarda, io di solito oltre alle telecronache “tengo d’occhio” la Germania, quindi può capitare che mi sposti sul ritiro tedesco.
Come è cambiato il mestiere del giornalista sportivo negli anni, con l’avvento di internet e del web? Utilizza anche Lei Wikipedia per documentarsi o reperire qualche informazione velocemente, piuttosto che YouTube per rivedere al volo filmati od eventi sportivi del passato?
Wikipedia è diventato uno strumento di lavoro prezioso, ma io resto tutt’ora ancorato a due capisaldi del mio modo di lavorare: le telefonate ai colleghi (soprattutto stranieri) e l’archivio personale, che è quasi esclusivamente cartaceo.
Domanda un po’ marzulliana. Tempo fa ho scritto una breve recensione di un libro di Giancarlo Tomassetti – “La regia televisiva dello sport”. In un capitolo il suo collega regista affronta il rapporto “Registi e telecronisti”. Le propongo solo il passaggio più “critico” (decontestualizzato, così magari litigate un poco): “[...] Mi è invece del tutto evidente che sono le immagini (e quindi il regista) a fare la cronaca televisiva. Non a caso il telecronista si chiama commentatore in tutta Europa, anche se solo in mezza Italia. [...]” Lei si sente più commentatore o telecronista?
Io penso di essere comunque in prima battuta un telecronista. Poi, per carità, la scelta delle immagini da parte del regista può essere determinante. L’importante è che – nei limiti del possibile – telecronista e regista lavorino in sinergia. La cosa è possibile perché, premendo un tasto dell’apparecchiatura della postazione, ci si può escludere in qualsiasi momento dalla telecronaca e dialogare con la regia al fine di chiedere questa o quella inquadratura, oppure la riproposizione di una scena già mandata in onda.
Domanda finale, alquanto frivola. Lei che segue da anni le gare di tuffi…non ha mai paura che quando si mettono in verticale e poi si danno lo slancio per fare innumerevoli capovolte, ci prendano con la testa nella piattaforma? Io sempre!
Una trentina di anni fa, in un’edizione delle Universiadi (mi pare ad Edmonton, in Canada) un tuffatore sovietico morì dopo aver sbattuto la testa contro la base della piattaforma nella fase iniziale di un tuffo. Ho sempre davanti agli occhi quelle immagini e devo dire che ogni tanto, soprattutto nei tuffi cosiddetti “rovesciati” (e non dalla verticale, come accennavi tu) i tuffatori qualche rischio lo corrono. Auguriamoci che non ci scappi di nuovo il morto…
Il computer regista del The Super Fight di boxe tra Alì e Marciano
Pubblicato da Marco Chiesa
Il The Super Fight è stato un combattimento di pugilato simulato tra Muhammad Alì e Rocky Marciano. In quel tempo – siamo nel 1969 – Alì e Marciano erano gli unici campioni dei pesi massimi imbattuti nella storia della boxe, ed i tifosi spesso dibattevano su chi avesse vinto in uno scontro diretto sul ring.
Alì e Marciano vennero così filmati in tutti gli scenari possibili di un combattimento di boxe, e l’esito della sfida venne determinata dall’utilizzo di formule di probabilità, opportunamente elaborate al computer.
Il 20 Gennaio 1970 il combattimento venne mostrato in 1500 fra teatri, cinema e televisioni a circuito chiuso negli Stati Uniti, in Canada e in tutta Europa. L’incassò fu di 5 milioni di $. Il computer aveva stabilito che sarebbe stato Rocky Marciano a mettere Alì al tappeto al 13° round, ed il filmato venne opportunamente montato per presentare questo tipo di risultato.
L’esito finale non venne rivelato a nessuno fino all’uscita del film nelle sale. Alcuni fra i più noti pugili e commentatori sportivi del tempo (Braddock, Louis, Schmeling, Sharkey e Walcott) registrarono il commento da utilizzare per il film.
Marciano morì in un incidente aereo tre settimane dopo le riprese. Fonti riferiscono che Muhammad Alì, una volta finito il film, dichiarò: “Questo computer è stato fatto in Alabama”, scherzando sul fatto che Marciano venne favorito in quanto bianco.
Ma vediamo come si arrivò a questo evento: un paio di anni prima, nel 1967, il produttore radiofonico americano Murray Woroner ebbe un’idea per determinare il più grande campione mondiale dei pesi massimi di tutti i tempi, attraverso una serie di scontri immaginari tra i campioni di pugilato di epoche diverse.
Woroner inviò un sondaggio a 250 esperti di boxe e scrittori sportivi, per determinare quali pugili sarebbero stati usati per i combattimenti immaginari. Woroner arrivò a stabilire che il primo turno di scontri fosse:
Jack Dempsey contro Gentleman Jim Corbett
John L. Sullivan contro Jim Braddock
Bob Fitzsimmons contro Jack Sharkey
Jim Jeffries contro Jersey Joe Walcott
Joe Louis contro Jess Willard
Max Baer contro Jack Johnson
Rocky Marciano contro Gene Tunney
Muhammad Ali contro Max Schmeling
I dettagli raccolti da “Punch-by-punch” ed i record personali dei pugili furono utilizzati e dati come input ad un calcolatore elettronico NCR 315. Vennero inseriti anche i punti di forza e di debolezza, gli stili di combattimento ed altri fattori, tutti convertiti in apposite formule. Il calcolatore NCR-315 con 20K di memoria venne fornito da SPS, un ufficio indipendente di servizi a Miami in Florida. Gli algoritmi vennero elaborati da un matematico NCR, e la programmazione venne fatta in linguaggio Fortran da un dipendente di SPS.
I combattimenti vennero determinati azione per azione, ed opportunamente stampati affinché ne fosse possibile una ricostruzione: vennero poi “inscenati alla radio”, con Woroner e l’annunciatore Guy Lebow come commentatori; il format radiofonico al tempo era molto seguito: i combattimenti vennero trasmessi in tutto il mondo. Anche i pugili che al tempo erano ancora vivi ascoltavano le radiocronache ed alcuni di loro parteciparono come commentatori!
Dopo la serie di eliminatorie, il match finale che ne uscì fu tra Dempsey e Marciano. Rocky Marciano sconfisse Dempsey, pertanto venne considerato dal computer il più grande campione dei pesi massimi di tutti i tempi.Woroner assegnò al vero Marciano una cintura in oro e diamanti del valore di 10.000 $.
Col caratterino che aveva, non stupisce che Muhammad Alì si arrabbiò per la sconfitta rimediata con Jim Jeffries nel combattimento di fantasia, e citò in giudizio Woroner per 1 milione di $ per diffamazione.
La causa si risolse con la decisione di Woroner di pagare 10.000 $ Alì per partecipare ad una versione filmata di un combattimento di boxe contro Marciano. Alì, che era stato privato del suo titolo dei pesi massimi di pugilato e della licenza di combattimento tre anni prima dalla Corte Americana (rifiutò di andare a combattere in Vietnam), accettò a condizione di ricevere anche una percentuale sugli utili del film. Marciano accettò anch’egli di partecipare, con un accordo simile.
Le formule ed i dati raccolti vennero utilizzati nuovamente ed immessi nel NCR-315. Le riprese del match pugilistico iniziarono nel 1969 in uno studio di Miami. Marciano, che si era ritirato da quasi 13 anni, per l’occasione perse oltre 50 chili e indossò un parrucchino per apparire quanto più simile possibile ai tempi d’oro della propria carriera agonistica. Sebbene fosse un combattimento falso, sia Marciano che Alì non vedevano l’ora di tornare sul ring ed incontrare l’altro. Il filmato che ho proposto all’inizio del post è una sintesi di quanto alla fine venne realizzato.




