Sito ufficiale dell’Italia a Sochi 2014

E’ stato pubblicato oggi dal CONI il sito web dedicato alla squadra azzurra che parteciperà alle prossime Olimpiadi Invernali di Sochi 2014. Mancano 24 giorni all’inizio delle competizioni.
Questo invece il canale YouTube ufficiale.

Quello che puoi vedere nel filmato è invece un videogioco vecchissimo, “The Games: Winter Challenge“: io ci giocavo alle medie da un compagno di classe dotato di un PC 286 (eravamo nel 1994, 20 anni fa!) e non riuscivo mai a fare granché. Ricordo ad esempio che nella gara di pattinaggio finivo sempre a sbattere, l’atleta andava via per la tangente e poi addosso sulle sponde! A quanto pare anche al giocatore che ha poi messo questo filmato su YouTube capitava la stessa cosa. Era proprio programmato male! Uno dei primi videogiochi sportivi che ricordi. :-)

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Libro di Fabio De Santis – “Fatti di Gloria”

Un libro da leggere nelle prossime vacanze di Natale? Quello che ho appena terminato, ovvero “Fatti di Gloria – Miracoli e truffe sul podio“, scritto da Fabio De Santis, un vero appassionato dello Sport e dei suoi protagonisti.

18 storie, che vanno dalle sgangherate Olimpiadi di St.Louis del 1904 alle recenti vicende truffaldine nella Formula 1, non potendo certo ignorare la mano de Dios di Maradona al mondiale messicano o quello che io stesso definisco l’evento sportivo più sensazionale…

Ero studente universitario, sicché quelle Olimpiadi invernali di Salt Lake City 2002 (gare in notturna per noi italiani) me le guardavo volentieri e senza problemi di sveglie mattutine. E mi appassionai moltissimo allo Short Track, gare di velocità su ghiaccio fianco a fianco, gomito a gomito, in un ovale corto.
Quello che accadde durante quelle Olimpiadi fu cla-mo-ro-so! 😀

La favola di Steven Bradbury, simpatico pattinatore australiano biondo ossigenato che fino ad allora aveva raccolto più dolori che gioie dal ghiaccio, rischiando di lasciarci la pelle in un incidente accorso qualche anno prima. Da designata meteora, fortunato nei quarti di finale, stra-fortunato in semifinale, oro olimpico in una finale “già persa” in cui gli avversari si autoeliminarono a vicenda!

Più che su una pista di pattinaggio, sembra seduto sulla riva del fiume del famoso proverbio cinese, a aspettare avversari, mascalzoni e manigoldi passargli, cadaveri, davanti.
[…]Insomma, Dio si è messo a giocare a bowling nel posto sbagliato, ma prima di accorgersi dell’errore, ne ha stesi quattro. Strike!
Nel frattempo, un pacifico Bradbury sfila questa “Waterloo on ice” e taglia, in solitaria, il traguardo.
Viene giu lo stadio intero.

Ecco il filmato-intervista di quanto avvenne in quella storica finale.

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Tempi di App sportive

Tempi di APP. Il Super Bowl XLVI che andrà in scena tra poche ore si potrà seguire anche dal proprio smartphone, grazie all’apposita Application che il sito ufficiale della NFL mette a disposizione dei fan.
Si potrà usufruire di:

  • video da NFL.com
  • il riepilogo della stagione delle due squadre
  • la storia del Super Bowl
  • contenuti bonus a conclusione del match

Se le Olimpiadi di Pechino 2008 sono state le prime “Social Olimpiadi” (seguite da milioni di fan e protagonisti via Facebook e twitter), è lecito aspettarsi che le prossime Olimpiadi di Londra 2012 faranno un ulteriore passo avanti, e saranno ricordate come le prime “App Olimpiadi” della storia.

Noi ci adeguiamo: il sito web è da qualche giorno disponibile anche sotto forma di App gratuita, sebbene solo per sistemi Windows.

Una riflessione interessante? Questo grafico: l’interesse temporale per “internet” “web” e “app” nel mondo, dal 2004 a oggi, nelle ricerche effettuate dagli utenti in Google.

Il Web è morto” aveva spiegato Chris Anderson nell’agosto 2010. Siamo già arrivati all’inevitabile sorpasso?

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Giochi 2020: Nessuno sottovaluti Venezia

Olimpiadi Venezia 2020

Il dovere di candidare una sola città come sede dell’Olimpiade deriva dall’articolo 33 e seguenti della Carta Olimpica.

The honour and responsibility of hosting the Olympic Games are entrusted by the IOC to a city, which is elected as the host city of the Olympic Games.

Questo articolo escluderebbe già a priori la possibile candidatura del Veneto e del triangolo Venezia-Padova-Treviso per i Giochi 2020. Tuttavia è necessario prestare attenzione alla situazione territoriale di Venezia, che sia i vertici del CONI che i nostri stessi amministratori locali stanno sottovalutando. A Roma la candidatura veneziana viene presentata come pura fantascienza. “Dove vorreste fare le gare di atletica? Lungo il Canal Grande?” e battute simili vengono dette dai sostenitori della Capitale. Un conto è la battuta e il pensiero dei cittadini comuni che possono non conoscere effettivamente lo stato del territorio veneziano, un altro è quello degli amministratori nazionali e del CONI che considerano Venezia solo dal Ponte della Libertà fino all’Isola di Sant’Elena. Pochi si ricordano che del territorio di Venezia fa parte anche la città di Mestre. Guardando in Wikipedia risulta che la popolazione del Comune di Venezia arriva a 271.000 abitanti circa (dati del 2009). Quindi non si può guardare solo al “pesce”, ma anche all’entroterra che fa parte del Comune.

Come avete capito, la candidate-city unica deve essere Venezia e non ci deve essere nessun’altra partnership con altre realtà vicine come Padova e Treviso, nonostante l’efficienza e la vocazione sportiva e internazionale di queste due città, e per questo si deve dare ragione al CONI.
Ma non si può appoggiare Petrucci quando consiglia a Venezia di ritirarsi dalla competizione. Primo, perché il Presidente del CONI non rappresenta Roma ma l’intero comitato olimpico nazionale, quindi l’Italia intera; secondo, perché il Presidente del CONI svolge la funzione di Diplomatico della Repubblica, rappresenta l’Italia all’estero e dipende da persone gerarchicamente più in alto di lui: il Presidente della Repubblica e il Governo. Petrucci dovrebbe essere, per la posizione che ricopre, super-partes: non dovrebbe appoggiare nessuna candidata e dovrebbe seguire le indicazioni della politica – la quale, però, non si esprime non per mancanza di volontà ma per necessità: se l’esecutivo dovesse dare importanza al caso si troverebbe davanti ad una bomba.

Purtroppo lo sappiamo: il CONI è un ente romano e ovviamente patteggia per Roma 2020. Dire però che noi siamo troppo piccoli e che abbiamo tante strutture non è proprio vero. Il CONI si rifiuta di fare i conti con un territorio che nell’ultimo secolo si è evoluto così tanto da essere un punto di riferimento per lo sviluppo della Mitteleuropa, e del mondo intero.
Siamo troppo piccoli? Venezia o il Veneto? Qualsiasi sia la risposta bisognerebbe far sapere a Roma che il Veneto – e quindi anche Venezia – è la locomotiva di questo Paese, il vero cuore pulsante e più pulito dell’Azienda Italia e che ha molti legami con il resto del mondo per la sua Storia e per laboriosità. Il Veneto è la regione più forte d’Italia e dare dei ‘piccoli’ ad una regione di giganti è alquanto ingiusto.

Siamo senza strutture? Allora guardiamo indietro per pochi secondi: Atene, Atlanta, Barcellona citando i casi più recenti hanno dovuto costruire quasi tutto da zero. Guardiamo al futuro: le strutture di Londra 2012 vengono costruite nell’East della città dove è stato riqualificato l’intero quartiere. In tutti e due i casi citati lo stadio olimpico viene costruito ex-novo. Dire che bisogna avere già le strutture non è sempre vero: se così fosse, 5 anni fa Parigi avrebbe avuto la meglio su Londra dato che era già a buon punto nella costruzione (la Francia in questi ultimi 12 anni ha ospitato mondiali di calcio, rugby e atletica, considerando anche i vari tornei importanti per gli altri sport). E se la presenza degli impianti facesse davvero la differenza, allora Tokyo l’avrebbe spuntata su Rio de Janeiro per i Giochi Olimpici del 2016.
E, criticando Roma, bisognerebbe dire che con i mondiali di nuoto alcuni impianti sono stati messi sotto controllo da parte della magistratura, senza dimenticarci dello scandalo del bocciodromo che avrebbe dovuto ospitare i mondiali di bocce e che doveva essere costruito ben 10 anni fa (come testimoniato da ‘Striscia la notizia’ alcune settimane fa). Il discorso impianti non resta sempre a galla e per quanto riguarda le strutture (che possono essere anche servizi ricettivi e di trasporto) siamo messi bene, ricordando l’aeroporto internazionale di Tessera e il nuovo Passante che ha risolto i problemi di viabilità tra l’Ovest e l’Est dell’Europa.

Il problema ancora più grave è che non ci si capacita del fatto che Roma possa perdere il confronto con Venezia. La paura fa novanta, tanto che ormai devono emergere RAI, FS e Unicredit per appoggiare il progetto romano. Aperta parentesi: questo atteggiamento delle aziende statali è alquanto fastidioso, mancando di equilibrio dato che tutti pagano il canone e non tutti sono favorevoli alla candidatura romana. Per quanto riguarda un altro gigante delle comunicazioni nazionali, Mediaset, che sembrava aver appoggiato Roma, penso che dovrà fare qualche marcia indietro. Dato che in Veneto governerà la Lega Nord e forse Venezia cadrà nelle mani di Brunetta, Berlusconi e Mediaset, in caso di forzatura da parte di Zaia e dei ministri veneti al Governo, saranno costretti a fare dietrofront dalle loro posizioni perché in questo caso si gioca l’equilibrio di Governo – ecco perché la scelta tra Roma e Venezia potrebbe essere una bomba per il quarto governo Berlusconi.

Il punto sfavorevole della nostra candidatura è quello dell’appoggio a Padova e a Treviso. Abbiamo visto come non si possa candidare tre città; in Facebook, inoltre, si ricorda che l’area delle gare e dello spostamento dal centro olimpico e gli impianti non deve essere elevato. Federico Rampini ne ‘Il secolo cinese ha sostenuto che Pechino, assieme al suo hinterland, dove sono stati costruiti alcuni palazzetti per i Giochi 2008, è grande quanto il Belgio. Insomma, non uno spazio ridotto. La sola candidatura di Venezia resta comunque l’unica soluzione dato che è obbligata dalla Carta Olimpica. Ciò non toglie che si debba abbandonare il progetto. Anzi, i nostri amministratori dovrebbero puntare meglio sul nostro territorio considerando che la Provincia di Venezia non è proprio piccolissima ed è ancora sfruttabile. Chi vi scrive è dolese. In questi anni Dolo e il comune di Pianiga sono interessati dalla discussione su Veneto-City, un progetto che investe un’area quasi 2 milioni di metri quadri di terreno ma su cui non si sa ancora cosa fare. Per ora abbiamo lo scatolone, bisogna riempirlo. Siamo sicuri che lo spazio sarà utilizzato per il cosiddetto ‘terziario avanzato’, che vuol dire tutto e nulla. Terziario avanzato vuol dire costruire un ospedale, vuol dire costruire un centro congressi, una fiera, una base spaziale, una base militare NATO, tante altre cose. Dato che nulla è stato ancora deciso, perché non sfruttare questa opportunità? I vantaggi sono diversi: non si concentrerebbe tutta l’attività olimpica e vengono evitati i disagi; si darebbe maggior lavoro e opportunità di crescita ad una zona che ha sempre sofferto il fatto di essere terra di mezzo tra Padova e Venezia. Ma come Veneto-City e la Riviera del Brenta, potrebbero essere sfruttate anche la zona di Cavarzere, Jesolo, Bibione, Caorle. Perché dobbiamo appoggiarci a Padova e Treviso quando il territorio veneziano può essere sfruttato maggiormente?

La possibilità di vincere l’Olimpiade c’è. Solo che è necessario venire incontro a quanto scritto sulla Carta Olimpica e puntando sul rilancio del territorio veneziano.

Autore: Ivan Bruno Zabeo

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Venezia: le Olimpiadi non fanno per te?

Olimpiadi a Venezia

Stavo riflettendo in questi giorni sulle Olimpiadi, evento davvero unico in grado di calamitare l’attenzione di milioni di persone per un intero mese: l’unica manifestazione mondiale – e non solamente fra quelle a carattere sportivo – a riuscirvi. Ecco perché diventano un’occasione unica per chi nello sport ci fa del business, con i suoi tre miliardi di euro in gioco.

Nel mio territorio è sorta la candidatura di Venezia ai Giochi Olimpici del 2020, sebbene sembra che l’avversaria, Roma, goda di maggiori favori all’interno della classe politica del CONI, che è poi chiamato a decidere quale città italiana presentare ufficialmente al CIO, che a sua volta conterà di ben 5 membri italiani al momento della votazione cruciale.
Questo il pensiero che emergeva qualche tempo fa: “Non può esistere una candidatura del Nord-Est, la candidate city può essere solo Venezia e voi siete troppo piccoli, avete troppi problemi e poche strutture per vincere“.
In effetti, nella storia delle Olimpiadi, una città con meno di 100.000 abitanti non ha mai vinto l’assegnazione dei Giochi, e tantomeno con pochi impianti già realizzati al momento della candidatura ufficiale.

Il progetto dei Giochi Olimpici di Venezia 2020 prevede come area clou la terraferma, Tessera di Mestre, nella quale si svolgeranno il 60% degli eventi previsti. E’ un’area priva di costruzioni che sorge tutt’attorno all’aeroporto “Marco Polo”.
A Tessera verrà realizzato il Villaggio Olimpico, avrà sede il centro media, verrà costruito uno stadio modernissimo in grado di contenere 80.000 spettatori, e sorgeranno anche due nuovi palazzetti. Per il fascino dell’Olimpiade nella città storica, scenario unico al mondo, il comitato promotore ha ipotizzato il passaggio della maratona a fianco di Piazza San Marco e ha scelto il Lido per golf, gare di ciclismo, regate di vela e nuoto in acque libere. Ha avuto l’appoggio di Treviso e Padova, città che vantano molti impianti sportivi di indiscussa efficienza, e per il calcio gli stadi di Udine e Verona rappresentano soluzioni praticabili (ma anche San Siro rientra nella lista di possibili location).
Imbastito infine il progetto di viabilità integrata tra metro, treni leggeri ed alta velocità, tapis roulant e una rete di trasporto da costruire sotto la laguna.

Ora è in atto un “road show“, un caravan allestito per l’occasione che percorre in lungo e largo il territorio, facendo tappa in varie città, ovviamente anche in sedi di Giochi Olimpici invernali, come Cortina d’Ampezzo e Torino. Sin dall’inizio ho potuto constatare come il Comitato promotore abbia utilizzato al meglio le moderne tecnologie di comunicazione, attivando un sito web in tempi rapidissimi, già a novembre. Contemporaneamente ha preso vita il canale in YouTube, il profilo ufficiale in Facebook (circa 6.000 fan, più di 18.000 gli utenti iscritti in un gruppo di sostegno spontaneo), la photogallery in Flickr e l’account twitter. Poco dopo è arrivato anche il logo.

Del sito del comitato promotore di Roma 2020 non c’è ancora traccia. Mi chiedo perché, cerco sui gruppi di Facebook, leggo le varie discussioni in atto e ne trovo una davvero interessante, animata dai post degli utenti e dal giornalista Marcel Vulpis, che ho contattato e che ribadisce il suo pensiero:
Roma ha vinto in partenza per tre ordine di motivi: è la capitale dello Stato italiano (e sempre più si tratta di sfide tra capitali mondiali); ha un portfolio impianti di “partenza” 20 volte superiore a Venezia; ha concentrato l’anello olimpico in uno spazio molto ristretto (mentre Venezia l’ha allargato) e ha un parterre di aziende pubbliche/private che hanno scelto in un secondo netto Roma e non Venezia…solo una persona non di buon senso non può capire che ha già vinto…e che per Venezia è una sfida inutile oltre che costosa…il rischio tra l’altro è che il progetto di Venezia non superi neppure il primo livello di analisi da parte del Coni…io non mi stupirei se ciò avvenisse…

E’ difficile sperare il contrario, visto i successivi accadimenti. Riporto quanto trovato in qualche articolo di giornale pubblicato on line:
Sorprende la partecipazione di aziende di Stato come Fs e Rai al sostegno della candidatura di Roma”, spiega il direttore generale del Comitato per Venezia, Federico Fantini, riferendosi alla presentazione del Comitato creato dall’Unione degli industriali di Roma per lanciare la candidatura della capitale. ”Anche noi paghiamo il canone e il biglietto del treno”, aggiunge Fantini sottolineando che la partecipazione di aziende pubbliche al Comitato per Roma ”e’ un tema che lascia perplessi“.

Insomma, nonostante il gran lavoro promozionale per Venezia sembra impossibile agguantare la candidatura italiana. E’ tutto deciso. Prendiamola alla De Coubertin: l’importante è partecipare. :-(

Ho voluto contattare uno degli utenti del gruppo in Facebook che ha espresso considerazioni interessanti, Ivan Zabeo, veneziano di Dolo, ma tifoso romanista.
Gli ho chiesto di ribadire anche in questo post alla posizione del CONI…mi ha inviato un vero e proprio articolo: “GIOCHI 2020: NESSUNO SOTTOVALUTI VENEZIA“.

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