Archivio per la tag 'società sportive'

14 apr

I New York Cosmos sono tornati!

Pubblicato da Marco Chiesa

NY Cosmos

I New York Cosmos sono tornati!
La più blasonata società americana di “soccer” approda nel moderno mondo del calcio.

Ma in che senso? Nessun giocatore dei New York Cosmos calcia un pallone dalla metà degli anni ’80, il club non ha nessun tesserato, nessuno stadio, tantomeno partite da giocare.
Solamente nel 2013 la squadra dovrebbe scendere in campo, mancano ancora due anni.
Tuttavia ha già ingaggiato tre importanti rappresentanti: il mitico Pelè è tornato in società come Presidente Onorario, Giorgio Chinaglia ha un ruolo nelle Public Relations, a gennaio si è giunti ad un accordo con l’ex fuoriclasse francese Eric Cantona, che ricoprirà il ruolo di C.T.
Navigando sul sito web della Umbro, partner tecnico, si percepisce l’euforia per questo “ritorno“. E si possono già comprare le nuove felpe e magliette!

Fondata 40 anni fa, la società newyorchese si è sciolta sin dall’abolizione della North American Soccer League, avvenuta nel 1984. I NY Cosmos sono stati riattivati da un gruppo di investitori guidati dal proprietario Paul Kemsley, che ha comprato nome e diritti nel 2009. L’obiettivo è riaccendere il fascino che i New York Cosmos avevano quando ci giocavano leggende del calcio come il sopracitato Pelé e Beckenbauer (metà degli anni ’70).

Sembra che i manager della società sportiva abbiano posto particolare attenzione al continente asiatico: “Siamo entusiasti di essere venuti in Asia…a comunicare a tutti che i New York Cosmos sono tornati. Continueremo a coinvolgere l’Asia in tutto ciò che faremo” ha detto Kemsley qualche settimana fa.
L’Asia rappresenta un mercato importante, con milioni di appassionati pronti a tifare e seguire le squadre più blasonate: il Manchester United, il Real Madrid ed altre società meno illustri passano infatti una o due settimane durante la “off-season” a giocare match amichevoli in Asia, potenziando così il proprio brand per mezzo di canali TV dedicati e merchandising.

Il rilancio della storica società statunitense sembra un’operazione di brand building per la Major League Soccer americana. C’è una cospiscua torta da spartire in diritti televisivi. Quelli della Premier League inglese in Singapore sono stati venduti per circa 325 milioni di $ dal 2010 al 2013; la i-Cable di Hong Kong ne ha investiti 240 milioni.

Le squadre della MLS non raggiungono al momento questi livelli di potenziale fatturato, nemmeno con l’ingaggio di star internazionali come Thierry Henry nei New York Red Bulls o David Beckham nei LA Galaxy.

Quindi, anche senza avere una vera squadra i NY Cosmos potrebbero ottenere un vantaggio competitivo su molte delle possibili società rivali nella MLS. Se riescono a costruire una propria base internazionale di fan entro i prossimi due anni, prima che il proprio team scenda in campo, aggiungendo un po’ di “spavalderia” tanto necessaria alla seriosa e mediocre qualità della MLS, gli obiettivi del club e le entrate potrebbero essere strepitosi.

Insomma, gli americani ritengono il calcio un business sempre più interessante? Le recenti vicende societarie del Liverpool, acquisito dalla NESV, dell’Arsenal, “controllato” dal tycoon Kroenke, del Manchester United, indebitato da capogiro…ma pur sempre di proprietà della famiglia americana Glazer, della nostra A.S. Roma, (forse) comprata da DiBenedetto, vanno viste come una risposta affermativa.
E i businessmen U.S.A. non vogliono certo lasciar fuori dai giochi un mito dal potenziale immenso come quello che ha il brand New York Cosmos!

Autore: Marco Chiesa – liberamente tratto dall’articolo “Can the New York Cosmos reboot their brand?” by Dean Irvine – cnn.com

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19 dic

Società sportive gestite dai tifosi?

Pubblicato da Marco Chiesa

Torno a scrivere qualche riga riguardo le iniziative intraprese dai tifosi che mirano ad avere il controllo della società sportiva per cui tifano.

Diventa Presidente e Manager del Santarcangelo: questo è lo slogan con cui viene portato avanti il progetto dell’ A.S.D. Santarcangelo Calcio, società romagnola che, per mezzo di una community online, viene gestita assieme ai propri tifosi. Collegandosi al sito web appositamente sviluppato è possibile visionare tutto ciò che riguarda la squadra, compresi gli allenamenti e le partite. Non solo, ma i “soci” (così vengono definiti gli aderenti) possono anche suggerire la loro formazione, che verrà poi valutata dall’allenatore di settimana in settimana. In questa maniera la società ha dato la possibilità ai propri sostenitori di interagire direttamente con management e squadra, avvalendosi delle potenzialità di internet.
Si possono anche dare le pagelle ai giocatori, leggere e commentare le varie discussioni, partecipare alle decisioni del calciomercato! :-)
Per diventare socio della società basta versare una quota annuale minima di 60 €, e mi sembra che il numero attuale di aderenti sia intorno alle 2.000 persone, non solo italiane.

Il progetto, come sottolineava un anno fa il mister Rossi in un servizio televisivo andato in onda su La7, ha avuto un buon successo in Inghilterra e Germania, mentre in Italia rappresentava un’innovazione:

Potremmo senz’altro ritenere squadramia.it quello più interessante fra i siti web che piacciono ai tifosi.

Le iniziative che vanno in questa direzione non mancano e recentemente mi è capitato quanto segue: parlando di VeneziaUnited a Mirco, che vive a Senigallia (AN), son venuto a sapere che il progetto “Sosteniamo l’Ancona” ha avuto parecchia risonanza nella sua zona. Giovedì ero a cena a Mantova con l’amico Riccardo, il quale mi ha raccontato di “Mantova United“, società cooperativa che ha già rilevato il 25% della società calcistica virgiliana.
Pertanto mi sono messo alla ricerca di tutte le iniziative in corso nella nostra nazione. Faccio una lista che aggiornerò costantemente:

Insomma, i progetti nostrani da sostenere non mancano di certo. Purtroppo vengo a leggere che gli amici di Potenza hanno trovato troppi ostacoli sul loro cammino:
IL MIO POTENZA: FINE DI UNA STORIA. è quanto recita il loro ultimo comunicato.
La cosa ovviamente mi amareggia, spero che il vento cambi, che ci sia più supporto, che vogliano tentare ancora.

Finisco questo post chiedendomi se il reality-show calcistico che coinvolgeva la squadra del Cervia, Campioni il sogno, abbia almeno in parte contribuito al lancio di queste iniziative. ;-)

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9 ott

I siti web che piacciono ai tifosi

Pubblicato da Marco Chiesa

sito web società sportive

Qualche tempo fa mi son ritrovato ad esprimere alcune considerazioni sui siti web delle società sportive. Quello che, a mio avviso, sta alla base di tutto è che il tifoso, dal sito web del proprio team, cerca un coinvolgimento.

Le società sportive sono chiamate di conseguenza ad offrire contenuti ed iniziative che i siti di appassionati, i forum on-line, i portali sportivi e le versioni web dei quotidiani locali non possono offrire. Questo se l’obiettivo che si vuole raggiungere è che la propria comunicazione on-line sia davvero efficace e serva a fidelizzare il tifoso, ancor più se nel proprio territorio.

Come e cosa fare? Sicuramente disporre di un budget importante permette ad esempio di realizzare un sito web come ViolaChannel, il portale della ACF Fiorentina.
ViolaChannel è un ambiente pensato per l’interazione: offre contenuti di vario tipo, è ricco di multimedia, è intuitivo nella navigazione. Si rivela conseguentemente un canale eccellente per costruire una community di utenti/tifosi da coinvolgere per le proprie operazioni di marketing.
I tifosi possono infatti iscriversi e lasciare commenti e voti ai contenuti in molteplici sezioni (c’è un servizio di moderazione), possono riproporre e condividere le notizie nei più diffusi social network, agire di conseguenza da cassa di risonanza e fungere da “testimonial del brand Fiorentina” on-line.
Un servizio altamente innovativo è quello della MoViola, applicazione con cui si possono rivedere le azioni di ogni giocatore!

Ovviamente è un progetto che pochissime società sportive possono allestire: il budget investito è ingente, la tecnologia utilizzata ai più alti standard.
Ma non è necessario investire in tecnologia e contenuti: il coinvolgimento del tifoso si può realizzare anche con iniziative che partono dall’on-line: premiamoli questi utenti/tifosi! diamogli la possibilità di vincere periodicamente delle visite guidate in sede o di assistere ad un allenamento infrasettimanale a fianco dei coach, che fa sempre grandissimo piacere!
Un’iniziativa di cui non ero a conoscenza – forse è attiva da anni – e che va proprio in questa direzione, è quanto ha pensato di realizzare la Virtus Bologna, che affitta le proprie palestre ai tifosi … bellissimo! :-) Ancora più bello sarebbe integrare un servizio di community che permetta di affittare la palestra e organizzare le proprie partite con gli altri utenti, creare le squadre e sfidare gli altri amici. Un servizio analogo a quanto offerto dal social network Bizoona, che io stesso ho utilizzato in qualche occasione.
Insomma, i limiti e gli ostacoli economici possono esserci, ma il web offre tante opportunità che le società sportive possono sfruttare per fidelizzare maggiormente i propri tifosi. Hai qualche altra cosa da aggiungere, o siti web da segnalare?

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23 mar

La “Sport Business Academy” italiana

Pubblicato da Marco Chiesa

Se il tuo obiettivo professionale è diventare un preparato Manager dello Sport, ti segnalo che sta per prendere il via la prima Sport Business Academy italiana, accademia per la gestione del business sportivo, gestita ed organizzata da RCS Sport e SDA Bocconi School of Management, entrambe garanzia di qualità e prestigio.

Dal sito web istituzionale dell’Academy milanese ripropongo alcune righe: “Il settore sportivo ha enormi potenzialità anche per l’economia ed è in continuo dinamismo: esso richiede oggi un management flessibile e pronto ad affrontare nuove sfide, tanto entusiasmanti quanto complesse.
In effetti un’analisi recentemente pubblicata on-line mette in luce che il giro d’affari dello Sport è quantificabile in 50 miliardi di Euro, pari al 3% del PIL Nazionale. Ma se guardiamo a tutta Europa, allora le stime UE danno una percentuale del 3,7%. E’ un impatto significativo quello che il “sistema sport” genera nell’economia italiana ed europea.
La Sport Business Academy si propone quindi come centro di cultura e formazione manageriale per il settore sportivo, luogo di incontro e di networking per la crescita e lo sviluppo delle professionalità individuali e del business. E’ destinato a: responsabili di organizzazioni sportive professionistiche e dilettantistiche, responsabili di Federazioni, Leghe, Comitati e di Associazioni tra società sportive; professionisti e manager del mondo dello sport; responsabili di area sportiva e agonistica che intendono consolidare e acquisire nuove competenze manageriali.
Formazione executive, workshop, ricerche, tavole rotonde, progetti sul campo: queste ed altre le attività che vedranno coinvolti personalità, professionisti e opinion leader del mondo dello sport, oltre ai docenti di SDA Bocconi specializzati nel settore sportivo.

Da segnalare che, per chi ne avesse i requisiti, La Gazzetta dello sport offre una partecipazione gratuita al corso di formazione “SPORT MANAGER”. C’è tempo ancora qualche giorno per presentare la domanda per questa speciale borsa di partecipazione (termine ultimo lunedì 29 marzo 2010).

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8 mar

Naming rights nello sport: It’s my love

Pubblicato da Marco Chiesa

maglia izmailov

Tempo fa si era parlato anche in questo sito di un ottimo libro di sport marketing nel quale vengono illustrate 10 tipologie di marketing e business realizzate in ambito sportivo. Una di queste consiste nell’utilizzo da parte di un atleta del proprio nome a fini pubblicitari. Il termine utilizzato per delineare l’ambito operativo è quello del “naming rights“: nel caso menzionato, il giocatore di rugby Epi Taione, di Tonga, ha deciso di cambiare il proprio nome all’anagrafe in “Paddy Power“, nota agenzie di scommesse sportive irlandese che era sponsor della nazionale di Tonga ai mondiali francesi del 2007.In cambio di questa pubblicità perenne, il giocatore ha trovato un accordo con l’agenzia irlandese per 350.000 euro, che nello stato insulare dell’Oceania sono un bel gruzzolo.

Stavo pensando che anche lo statunitense Marvin Hagler, fortissimo pugile degli anni ’80, aveva cambiato il proprio nome all’anagrafe in Marvelous Marvin Hagler, mica male è? Le ragioni erano differenti, lo fece di sua volontà senza fini pubblicitari. Non mi è ancora definitivamente chiaro il motivo: da quanto ho capito credo lo avesse fatto per farsi rispettare maggiormente, visto che lamentava una scarsa riconoscenza del suo effettivo valore da parte degli addetti ai lavori (si ritirò infatti a seguito di una decisione arbitrale che ritenne ingiusta…da leggere la sua storia).
Ma nel mondo dello sport sicuramente ce ne sono a iosa di casi interessanti, anche involontari.

Vediamone uno, ma partiamo dall’inizio. Da ragazzino tifavo Inter, ed avevo notato che il centrocampista olandese della Lazio, Aron Winter, avesse appunto un cognome particolarmente simpatico: il giocatore testimoniava col proprio cognome la propria fede nerazzurra… “W INTER:-)
Il bello è che poi Winter venne anche comprato dalla società milanese, ci rimase qualche stagione. Non mi sembra di ricordare grande marketing a riguardo, ma ero piccolo e non me ne curavo poi tanto. Ricordo piuttosto del cileno Zamorano, che aveva inserito un segno + nel mezzo del numero di maglia 18, mostrando conseguentemente 1+8, vale a dire 9, il tipico numero del centravanti (che nell’Inter di allora indossava il ben più celebrato Ronaldo).

Ora la mia idea, rivista con maggior consapevolezza in ottica marketing, torna a farsi valere grazie al calciatore russo Izmailov, in forza allo Sporting Lisbona. Il suono del suo cognome equivale a quello che ne esce leggendo “IT’S MY LOVE” in inglese.
Se fossi un responsabile marketing dello Sporting Lisbona penserei ad una nuova campagna di merchandising. Facciamo un passo indietro: nel 2007 hanno effettuato un’interessante operazione di fidelizzazione dei propri tifosi, per incrementare presenza ed abbonamenti allo stadio: in un viral game on line (filmato in basso) l’utente si iscriveva nel sito ufficiale lasciando il proprio nome ed il proprio numero di cellulare. Nel filmato che andava poi a visualizzare, quando l’assitente consegnava al mister Bento la lavagnetta, sulla stessa compariva il nome dell’utente, che mancava sugli spalti: di conseguenza lo Sporting Lisbona non voleva scendere in campo. A quel punto l’utente riceveva davvero la telefonata – ovviamente registrata – del coach Bento, che gli diceva “la stagione sta per inziare e tu non ci sei? cosa aspetti? abbiamo bisogno di te! e ricordati la maglietta!”…poi ai giocatori “Ha promesso che viene!”… mica male come idea! 200.000 partecipazioni in 2 giorni, successo meritato.
Ecco che, tornando ad Izmailov, una campagna di merchandising avrei pensato di realizzarla…quale tifoso non vorrebbe andare allo stadio indossando la propria shirt ufficiale della squadra con su scritto “IT’S MY LOVE”? :-)

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