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Provini per aspiranti calciatori: Saranno Calciatori
Pubblicato da Marco Chiesa

In questi giorni grazie a LinkedIn sono venuto in contatto con Filippo Bencivelli, che è alla guida di “Saranno Calciatori“, un progetto che si avvale delle potenzialità di internet.
Visitando il sito web si capisce subito di cosa si tratta: una piattaforma che, fra le altre cose, permette di partecipare a dei veri e propri provini calcistici, dando la possibilità ad aspiranti calciatori di mettersi in luce.
Grazie ai collaboratori del progetto, verrà assemblata una formazione, l’ASD Calciatori, che affronterà amichevoli con squadre di alto livello. Per i più meritevoli è prevista la chance di venire contattati da dirigenti ed osservatori di società sportive professionistiche. Coinvolti nel progetto vi sono infatti agenti di calcio ed ex calciatori.
La pagina ufficiale in Facebook ha già raccolto 16.000 fan in soli 4 mesi!
Nel 2012 è previsto un ricco programma.
Seguite sul sito o sui social gli sviluppi, oppure, se vi sentite in grado, iscrivetevi ai provini e…in bocca al lupo!
Ooh! Aah! Cantona! il capolavoro di Alex Ferguson
Pubblicato da Marco Chiesa

Sir Alex Ferguson ha vinto per la dodicesima volta il campionato inglese, e tra pochi giorni sfiderà nuovamente il Barcellona nella finale di Champions League, competizione europea che ha già vinto in due occasioni. Il tutto sempre alla guida del “suo” Manchester United Football Club, società sportiva inglese che gestisce come manager/allenatore da ben 25 anni.
Ma quale è stato l’evento che ha sancito di fatto questo lungo matrimonio, così ricco di trionfi?
Io ritengo che il punto di svolta della sua carriera a Manchester sia stato l’aver fortemente voluto Eric Cantona: la scelta di Ferguson è stata talmente azzeccata che i tifosi del Manchester United hanno recentemente eletto il francese “giocatore del secolo” tra quelli che hanno militato nel club.
Non male considerando che Cantona non ha alzato alcuna Coppa dei Campioni. Eppure nei cuori dei tifosi dello United al primo posto c’è lui, “The King“.
Ed Alex Ferguson è stato l’artefice di questa splendida favola, creando così un legame inossidabile con società e tifosi.
Raccontiamo quell’evento, torniamo indietro di un bel po’… Alex Ferguson è alla guida dello United dal novembre 1986. Ha forse “salvato la panchina” vincendo il primo trofeo tre anni dopo, la F.A. Cup del 1990 (anno in cui molti tifosi lo contestavano, auspicando il suo licenziamento); l’anno seguente trionfa in Europa vincendo la Coppa delle Coppe, tuttavia la sua squadra non riesce a vincere il campionato inglese, un’ossessione, visto che il titolo inglese manca dal 1967.
Nel novembre del 1992 il manager scozzese è alla ricerca di un attaccante, e riesce ad acquistare dal Leeds United il “problematico” attaccante francese Eric Cantona per soli 1.2 milioni di £. Un affare? L’Affare!
Sei mesi più tardi i due festeggiano il tanto agognato titolo inglese, quello che sarà il primo di una lunga serie (sette nei successivi dieci campionati), ponendo fine ad un’attesa durata a Manchester 26 lunghi anni.
Voglio raccontare di come il manager scozzese riuscì nella non facile impresa di gestire il fuoriclasse francese, dal carattere indomabile, fino al suo volontario ritiro dal calcio giocato, avvenuto alla giovane età di 30 anni. Per farlo mi avvalgo delle pagine dell’ottima biografia “The Boss” di Michael Crick:
Ferguson era un allenatore severissimo con tutti i giocatori, pretendeva il massimo della puntualità, del decoro (tutti dovevano essere rasati), e non si riservava certo di strillare e riprendere anche in maniera verbalmente violenta chicchessia.
Ma il manager dello United riuscì dove diversi colleghi avevavo fallito in precedenza, comprendendo sin da subito che Cantona fosse un talento raro, che pertanto andasse gestito come tale.
Ai primi tempi nel Manchester gli altri giocatori dello United si risentirono, visto che Ferguson concesse al francese un trattamento da favorito: gli era concesso di presentarsi tardi agli allenamenti o a prendere il pullman della squadra; non era tenuto a rispettare il codice d’abbigliamento della squadra e spesso si presentava non sbarbato. Inoltre Ferguson lo riprendeva raramente: Paul Ince una volta sbottò platealmente puntando il dito al compagno ed urlando al mister “a lui non urli mai!”. Analogamente Lee Sharpe ricorda come ad una serata ufficiale al Municipio di Manchester, a cui la squadra doveva presenziare, Ferguson impose al team di andarci vestiti molto elegantemente, ma Cantona si presentò in jeans e t-shirt.
“L’aspetto geniale della storia” racconta un membro interno allo United “fu che Fergie sapeva che se avesse trattato Eric con regalità, lui avrebbe iniziato a giocare come un Re, e che automaticamente tutti i calciatori avrebbero accettato che il loro re venisse trattato un po’ differentemente”.
E questo informatore continua: “Una volta che Eric realizzò di essere rispettato ed amato da Fergie, iniziò a seguire il modello imposto da Ferguson senza che gli venisse detto! Lo fece per reciproco rispetto. Iniziò ad arrivare agli allenamenti in orario, radersi puntualmente, non venne mai in ritardo a prendere il pullman, alle volte arrivava pure in anticipo. Fu strabiliante – un totale cambiamento. Alla fine ognuno fu contento della situazione. Questo fu una fenomenale prova di “man management“. Devi sapere come fare per trattare diversamente alcuni giocatori senza perdere il supporto e la stima degli altri. Lui sapeva che poteva rischiare con Cantona, e che i giocatori l’avrebbero infine accettato.”
Società sportive gestite dai tifosi?
Pubblicato da Marco Chiesa

Torno a scrivere qualche riga riguardo le iniziative intraprese dai tifosi che mirano ad avere il controllo della società sportiva per cui tifano.
Diventa Presidente e Manager del Santarcangelo: questo è lo slogan con cui viene portato avanti il progetto dell’ A.S.D. Santarcangelo Calcio, società romagnola che, per mezzo di una community online, viene gestita assieme ai propri tifosi. Collegandosi al sito web appositamente sviluppato è possibile visionare tutto ciò che riguarda la squadra, compresi gli allenamenti e le partite. Non solo, ma i “soci” (così vengono definiti gli aderenti) possono anche suggerire la loro formazione, che verrà poi valutata dall’allenatore di settimana in settimana. In questa maniera la società ha dato la possibilità ai propri sostenitori di interagire direttamente con management e squadra, avvalendosi delle potenzialità di internet.
Si possono anche dare le pagelle ai giocatori, leggere e commentare le varie discussioni, partecipare alle decisioni del calciomercato!
Per diventare socio della società basta versare una quota annuale minima di 60 €, e mi sembra che il numero attuale di aderenti sia intorno alle 2.000 persone, non solo italiane.
Il progetto, come sottolineava un anno fa il mister Rossi in un servizio televisivo andato in onda su La7, ha avuto un buon successo in Inghilterra e Germania, mentre in Italia rappresentava un’innovazione:
Potremmo senz’altro ritenere squadramia.it quello più interessante fra i siti web che piacciono ai tifosi.
Le iniziative che vanno in questa direzione non mancano e recentemente mi è capitato quanto segue: parlando di VeneziaUnited a Mirco, che vive a Senigallia (AN), son venuto a sapere che il progetto “Sosteniamo l’Ancona” ha avuto parecchia risonanza nella sua zona. Giovedì ero a cena a Mantova con l’amico Riccardo, il quale mi ha raccontato di “Mantova United“, società cooperativa che ha già rilevato il 25% della società calcistica virgiliana.
Pertanto mi sono messo alla ricerca di tutte le iniziative in corso nella nostra nazione. Faccio una lista che aggiornerò costantemente:
- Venezia – VeneziaUnited
- Cava de’ Tirreni – Sogno Cavese
- Mantova – Mantova United
- Arezzo – Orgolio Amaranto
- Modena – Modena Sport Club
- Torino – Toro Mio
- Ancona – Sosteniamo l’Ancona
- Potenza – Il Mio Potenza
Insomma, i progetti nostrani da sostenere non mancano di certo. Purtroppo vengo a leggere che gli amici di Potenza hanno trovato troppi ostacoli sul loro cammino:
IL MIO POTENZA: FINE DI UNA STORIA. è quanto recita il loro ultimo comunicato.
La cosa ovviamente mi amareggia, spero che il vento cambi, che ci sia più supporto, che vogliano tentare ancora.
Finisco questo post chiedendomi se il reality-show calcistico che coinvolgeva la squadra del Cervia, Campioni il sogno, abbia almeno in parte contribuito al lancio di queste iniziative.
La Public Company “Venezia United”
Pubblicato da Marco Chiesa
Il 10 luglio è stata ufficialmente costituita l’Associazione VENEZIAUNITED, primo esempio in Italia di “public company” composto da persone che intendono contribuire attivamente ad una gestione sana della società calcistica per cui tifano.
Per mezzo di questa associazione i tifosi intendono entrare nel gruppo di controllo societario, con l’obiettivo di arrivare a gestire autonomamente la società calcistica. Questi i motivi principali che hanno portato alcuni tifosi a rimboccarsi le maniche, darsi da fare ed arrivare il mese scorso a compiere questo importante passo: due fallimenti nel giro di poche stagioni hanno costretto gli appassionati a recarsi allo stadio Penzo per assistere a partite del campionato dilettanti, frustrati poi da eventi intra-societari che non prendiamo in considerazione in questa presentazione.
Ma non è tanto la pronta risalita nelle categorie professionistiche l’obiettivo principale. Qui si tratta di qualcosa di più importante: come l’associazione Supporters Direct va illustrando ed aiutando a fare nel mondo, si tratta di riconsegnare lo sport più amato a chi lo ama veramente.
Io e l’amico Enrico Bonaldi, tifoso e manager del sito Magico Venezia, sosteniamo senza riserve questa iniziativa; utilizzando le sue stesse parole:
[...]Ritornando al terreno fertile da preparare, credo che la Public Company non abbia bisogno di una grande massa di sostenitori per partire, ma che sia essa stessa uno strumento in grado di allargare sensibilmente la comunità di riferimento dell’Unione Venezia. Come? Giocatori, allenatori e dirigenti legati storicamente ai colori arancioneroverdi (che oggi, ahimè, son messi in dubbio), presenza del club nel territorio con scuole calcio e spazi a disposizione per incontri, accessori e abbigliamento sportivo prodotto in maniera originale da tifosi abili nella grafica piuttosto che da sponsor tecnici legati ovviamente ai loro interessi, trasmissioni radiofoniche, televisive (o via web) libere e non filosocietarie come nel passato, valorizzazione del nostro Penzo sia strutturalmente che in maniera complanare, sono tutti elementi che a mio parere aumenterebbero incredibilmente il numero degli appassionati arancioneroverdi. Senza spendere nulla, con le nostre forze e iniziative, quelle di noi tifosi.
Magari fra tre anni o più saremo ancora in D, ma con 5000 persone al Penzo e con una città che veste di arancioneroverde, dal Lido a Olmo e addirittura con qualche club qua e là nel Veneto. E allora gli sponsor, le ditte che possono finanziare il club, non tarderanno ad arrivare, sicure di aver una grande platea cui farsi notare. E se anche quest’estate, come si dice, 20 squadre professionistiche falliranno, noi invece saliremo, magari piano, ma senza fallire più, e ogni partita dell’Unione sarà come una festa del Redentore, perchè divertirsi guardando la partita della propria squadra è quello che interessa al vero tifoso.
Far parte di questa associazione è facilissimo: dal sito web è possibile inviare la propria richiesta di adesione, e seguire tutto quanto avviene in questa bellissima avventura.
Il Riviera Basketball Camp a Rimini
Pubblicato da Marco Chiesa

Con Lino Frattin parliamo del Riviera Basketball Camp, manifestazione rivolta a giovani dagli 8 ai 17 anni che si terrà nei mesi di giugno e luglio prossimi, all’interno delle strutture della Marina di Rimini.
Lino, vuoi innanzitutto presentarti ai lettori del sito?
Io sono un allenatore di basket con anni trascorsi come assistente in serie A in Italia, all’estero in Inghilterra ed Austria e come talent scout per un paio di squadre NBA. Grazie ai miei contatti e alla nostalgia dei camp estivi con giocatori d’oltreoceano ai quali ho partecipato molti anni fa, ho deciso di riproporre la cosa con grandi giocatori ed allenatori NBA.
Ci fai ora una presentazione del Riviera Basketball Camp? In che cosa consiste nel dettaglio?
E’ una occasione per ragazzi e ragazze appassionati di basket di trascorrere una settimana di divertimento e miglioramento tecnico sotto la supervisione di allenatori e giocatori di altissimo livello.
Avremo infatti un allenatore ed un giocatore NBA per ognuno dei tre turni settimanali, con interventi extra da parte di allenatori e giocatori di serie A italiana che ci faranno visita nelle tre settimane. Un grande evento per tutti gli appassionati con la bellezza della Marina di Rimini dove si terrà il tutto. E’ un posto incredibile…
Quali sono state le tappe che hanno reso possibile il Camp? Quali sono i passaggi e le problematiche che si devono affrontare per organizzare eventi del genere?
Il tutto è nato da una mia idea di far rivivere i camp con giocatori USA. Ne ho parlato con il mio amico Riccardo Morandotti (ex giocatore di serie A e di Nazionale) e abbiamo cominciato insieme a progettare l’evento. Quindi la ricerca del posto, le date, le autorizzazioni necessarie e tutte le idee che ci venivano in mente per creare un evento entusiasmante.
Poi ho contattato alcuni amici americani e contemporaneamente sondato il campo per potenziali sponsor che potessere essere interessati. E’ un processo ancora in corso, anche se ora con il sito web www.rivieracamp.com ed i depliant della manifestazione, stiamo già raccogliendo i primi iscritti. Abbiamo già la conferma di partecipazione da parte di coach del calibro di MIKE FRATELLO, P.J. CARLESIMO, e JOHN CALIPARI, mentre per quanto riguarda i giocatori avremo ROBERT HORRY (vincitore di 7 titoli NBA !!) e DEVIN HARRIS playmaker dei New Jersey Nets. Stiamo attendendo conferma da parte di un ultimo giocatore… ma dovrebbe arrivare a breve per completare questo staff di altissimo livello !!
Quindi vi invito a consultare il sito www.rivieracamp.com per tutti gli aggiornamenti e per le iscrizioni…
Ringraziando coach Frattin per la sua disponibilità e per la bella presentazione, concludo assicurandovi che i nomi citati sono qualcosa di clamoroso! Fra gli altri anche coach Ettore Messina, Carlton Myers e “sua maestà” Sasha Danilovic saranno al basketball camp di Rimini.
La location la vedete nell’immagine di sopra…da film



