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Il Riviera Basketball Camp a Rimini
Pubblicato da Marco Chiesa

Con Lino Frattin parliamo del Riviera Basketball Camp, manifestazione rivolta a giovani dagli 8 ai 17 anni che si terrà nei mesi di giugno e luglio prossimi, all’interno delle strutture della Marina di Rimini.
Lino, vuoi innanzitutto presentarti ai lettori del sito?
Io sono un allenatore di basket con anni trascorsi come assistente in serie A in Italia, all’estero in Inghilterra ed Austria e come talent scout per un paio di squadre NBA. Grazie ai miei contatti e alla nostalgia dei camp estivi con giocatori d’oltreoceano ai quali ho partecipato molti anni fa, ho deciso di riproporre la cosa con grandi giocatori ed allenatori NBA.
Ci fai ora una presentazione del Riviera Basketball Camp? In che cosa consiste nel dettaglio?
E’ una occasione per ragazzi e ragazze appassionati di basket di trascorrere una settimana di divertimento e miglioramento tecnico sotto la supervisione di allenatori e giocatori di altissimo livello.
Avremo infatti un allenatore ed un giocatore NBA per ognuno dei tre turni settimanali, con interventi extra da parte di allenatori e giocatori di serie A italiana che ci faranno visita nelle tre settimane. Un grande evento per tutti gli appassionati con la bellezza della Marina di Rimini dove si terrà il tutto. E’ un posto incredibile…
Quali sono state le tappe che hanno reso possibile il Camp? Quali sono i passaggi e le problematiche che si devono affrontare per organizzare eventi del genere?
Il tutto è nato da una mia idea di far rivivere i camp con giocatori USA. Ne ho parlato con il mio amico Riccardo Morandotti (ex giocatore di serie A e di Nazionale) e abbiamo cominciato insieme a progettare l’evento. Quindi la ricerca del posto, le date, le autorizzazioni necessarie e tutte le idee che ci venivano in mente per creare un evento entusiasmante.
Poi ho contattato alcuni amici americani e contemporaneamente sondato il campo per potenziali sponsor che potessere essere interessati. E’ un processo ancora in corso, anche se ora con il sito web www.rivieracamp.com ed i depliant della manifestazione, stiamo già raccogliendo i primi iscritti. Abbiamo già la conferma di partecipazione da parte di coach del calibro di MIKE FRATELLO, P.J. CARLESIMO, e JOHN CALIPARI, mentre per quanto riguarda i giocatori avremo ROBERT HORRY (vincitore di 7 titoli NBA !!) e DEVIN HARRIS playmaker dei New Jersey Nets. Stiamo attendendo conferma da parte di un ultimo giocatore… ma dovrebbe arrivare a breve per completare questo staff di altissimo livello !!
Quindi vi invito a consultare il sito www.rivieracamp.com per tutti gli aggiornamenti e per le iscrizioni…
Ringraziando coach Frattin per la sua disponibilità e per la bella presentazione, concludo assicurandovi che i nomi citati sono qualcosa di clamoroso! Fra gli altri anche coach Ettore Messina, Carlton Myers e “sua maestà” Sasha Danilovic saranno al basketball camp di Rimini.
La location la vedete nell’immagine di sopra…da film
La “Sport Business Academy” italiana
Pubblicato da Marco Chiesa
Se il tuo obiettivo professionale è diventare un preparato Manager dello Sport, ti segnalo che sta per prendere il via la prima Sport Business Academy italiana, accademia per la gestione del business sportivo, gestita ed organizzata da RCS Sport e SDA Bocconi School of Management, entrambe garanzia di qualità e prestigio.
Dal sito web istituzionale dell’Academy milanese ripropongo alcune righe: “Il settore sportivo ha enormi potenzialità anche per l’economia ed è in continuo dinamismo: esso richiede oggi un management flessibile e pronto ad affrontare nuove sfide, tanto entusiasmanti quanto complesse.“
In effetti un’analisi recentemente pubblicata on-line mette in luce che il giro d’affari dello Sport è quantificabile in 50 miliardi di Euro, pari al 3% del PIL Nazionale. Ma se guardiamo a tutta Europa, allora le stime UE danno una percentuale del 3,7%. E’ un impatto significativo quello che il “sistema sport” genera nell’economia italiana ed europea.
La Sport Business Academy si propone quindi come centro di cultura e formazione manageriale per il settore sportivo, luogo di incontro e di networking per la crescita e lo sviluppo delle professionalità individuali e del business. E’ destinato a: responsabili di organizzazioni sportive professionistiche e dilettantistiche, responsabili di Federazioni, Leghe, Comitati e di Associazioni tra società sportive; professionisti e manager del mondo dello sport; responsabili di area sportiva e agonistica che intendono consolidare e acquisire nuove competenze manageriali.
Formazione executive, workshop, ricerche, tavole rotonde, progetti sul campo: queste ed altre le attività che vedranno coinvolti personalità, professionisti e opinion leader del mondo dello sport, oltre ai docenti di SDA Bocconi specializzati nel settore sportivo.
Da segnalare che, per chi ne avesse i requisiti, La Gazzetta dello sport offre una partecipazione gratuita al corso di formazione “SPORT MANAGER”. C’è tempo ancora qualche giorno per presentare la domanda per questa speciale borsa di partecipazione (termine ultimo lunedì 29 marzo 2010).
Corso di formazione per la figura professionale di “Match Analista”
Pubblicato da Marco Chiesa
Lo scorso anno venni contattato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata in merito ad un progetto legato ad un corso per l’analisi video e multimediale nello sport.
Quello dell’analista sportivo è un ruolo che io stesso ho ricoperto per alcuni anni all’interno di una società specializzata. Il corso è stato attivato, e sarà possibile iscriversi fino al 15 gennaio.
Riporto alcune informazioni prese dalla scheda di presentazione.
Nell’ambito delle varie figure professionali che si stanno delineando nel complesso mondo dello sport, una figura sta assumendo un rilievo sempre maggiore, grazie anche alle innovazioni tecnologiche, specie nel campo dei sussidi video-informatici: è la figura del “Match Analista”.
La necessità di informazione, il suo trattamento ed elaborazione, la possibilità di veicolare dati sintetici cruciali inerenti la prestazione, (del proprio atleta o della squadra, di altri atleti o di squadre avversarie), risultano di una importanza strategica sempre più avvertita e rappresentano una ulteriore sfida nel mondo della alta ed altissima qualificazione sportiva.
La Match Analisi, negli Sport di Situazione, è un nuovo campo della scienza applicata che può esser posto si sotto il patrocinio in senso lato della Pedagogia Sportiva e delle Scienze Motorie, ma in cui afferiscono, molteplici competenze scientifiche, che superano di fatto il pur ampio spettro delle professionalità tecnico-scientifiche presenti nelle sole scienze motorie, l’arco delle competenze utili a descrivere i mezzi e le tecnologie usate per collezionare, trattare ed analizzare i dati che poi serviranno a classificare ed eventualmente spiegare alcune delle situazioni più significative che possono essere colte in occasione di incontri o partite nei cosiddetti Team Sport, spaziano dalla ingegneria delle immagini, al trattamento dati, agli esperti di data base, a esperti di hardware e software avanzati, biomeccanici, fisici ecc. la valutazione dei dati dal punto di vista fisiologico ed il loro utilizzo operativo dovranno afferire a medici, fisiologi, esperti di laboratorio, esperti in teoria dell’allenamento, tecnici delle singole discipline, ecc.
In tale ottica un corso professionale avanzato di Match Analysis può certamente prevedere un massiccio impiego di quasi tutte le competenze presenti in un corso di scienze motorie, con il ricorso a poche figure esterne, di rilievo tecnico scientifico opportuno.
Lo sviluppo di competenze universitarie nelle varie metodologie di Match Analisi, possono essere simultaneamente di grande impatto nel mondo della formazione universitaria delle Scienze Motorie, ed un nuovo indirizzo di sfocio professionale per gli studenti.
Il corso “professionalizzante” di alto livello, mira a fornire strumenti di analisi e sintesi operative da applicare in contesti sportivi di alto-altissimo livello, e relativi ai maggiori Team Sport.
Autore: Marco Chiesa
In campo gioca il computer
Pubblicato da Marco Chiesa

Basta polemiche e gol fantasma. L’hi-tech invade il mondo del calcio. Con software sofisticati in grado di fugare ogni dubbio. E lo spettacolo diventa affascinante come un videogame.
Era dentro o fuori? Era fuorigioco o no? Gli episodi discussi sono il tormentone sul quale ogni domenica si scatenano gli appassionati di calcio. E non ci sono moviole o supermoviole capaci di placare gli animi. Almeno fino a ieri. Perché ora le nuove tecnologie applicate allo sport si propongono come arbitri infallibili.
Così, da Zurigo sta per arrivare DiscoverEye, nuovo rivoluzionario strumento tecnologico che offre un replay tridimensionale con qualità televisiva. “La nostra tecnologia”, spiega Stephan Wurmlin, amministratore delegato della società Liberovision, “consiste in un software che analizza l’immagine trasmessa in tv, identificando una serie di elementi: il campo con la sua geometria, i calciatori, il pallone. Il numero minino necessario di telecamere è due, ma si possono usare anche i dati di più telecamere. Il programma acquisisce ed elabora le immagini e visualizza l’azione di gioco da punti di vista inediti rispetto a quelli inquadrati. Più sono le telecamere, maggiore è l’aderenza alla realtà dell’elaborazione”. Il risultato, in termini puramente visivi, è la possibilità di cristallizzare l’azione in qualsiasi momento e spostare poi la visuale in ogni punto dello spazio, per andare a ricercare l’inquadratura virtuale più utile ad analizzare l’episodio più o meno contestato, senza che per questo l’aspetto dei giocatori o del campo risulti compromesso: un effetto speciale talmente sorprendente e rivoluzionario che lo si può giudicare appieno solo dopo averlo visto, con i propri occhi, sul sito di Liberovision
La società svizzera è nata mettendo a frutto gli studi di Wurmlin e di Christoph Niederberger su video 3D, computer grafica e intelligenza artificiale, iniziati nel 1998 durante il loro corso di laurea all’Istituto Federale di Tecnologie di Zurigo: “Da appassionati di calcio”, spiega Wurmlin, “io e Christoph eravamo frustrati ogni volta che la tv non era in grado di dare la giusta prospettiva per capire se un calciatore era in fuorigioco o se il pallone era entrato in rete. Allora abbiamo riprogrammato la tecnologia, inizialmente pensata per il cinema, in modo tale da applicarla al calcio”. Vista l’importanza di questo sport nei palinsesti tv, è facile intuire perché l’intuizione dei due studenti non ha avuto difficoltà ad affermarsi nel mercato. “L’esordio è avvenuto durante gli Europei di calcio”, continua Wurmlin: “Nelle trasmissioni della tv tedesca Zdf e del network Espn, che hanno utilizzato DiscoverEye per analizzare le azioni salienti subito dopo il primo tempo e a fine partita. Non si tratta solo di discutere delle azioni contestate, ma anche di spiegare al pubblico la tattica e i movimenti che hanno reso possibile un gol. Il test è andato molto bene e siamo già stati contattati da altre emittenti, comprese alcune italiane”. Una volta che le immagini vengono elaborate dal software, in dieci minuti, diventano totalmente manipolabili dai commentatori, che possono disegnarci sopra come su una lavagnetta elettronica, per evidenziare la posizione degli atleti o i movimenti senza palla, ma anche spostare i calciatori sul campo per far vedere per esempio come si sarebbe dovuta schierare la difesa per non subire gol. Una caratteristica che potrebbe rendere il software appetibile anche per gli allenatori, interessati a studiare in maniera intuitiva e interattiva le tattiche con i propri giocatori. “Il nostro”, precisa Wurmlin, “è un prodotto pensato principalmente per la tv e non vogliamo inoltrarci nel territorio spinoso dell’ufficialità del risultato”.
In proposito, non ha dubbi Arcangelo Distante, direttore del Cnr di Bari, che su input della Federcalcio e con il finanziamento del presidente dell’Udinese Giampaolo Pozzo ha realizzato uno strumento tecnologico per dirimere ogni dubbio con assoluta certezza: “Il sistema di Liberovision non è affidabile perché per poter giudicare le telecamere devono essere in asse con l’azione di gioco. Per risolvere la questione del gol fantasma, allo stadio Friuli abbiamo posizionato quattro telecamere perfettamente in asse ottico con le due linee di porta, che catturano 200 fotogrammi al secondo. Appena il pallone entra nel campo d’azione della telecamera, un software lo individua e lo segue in tempo reale, stabilendo con un margine di errore pari a un centimetro quando ha superato la linea. Spetta però sempre all’arbitro decidere se affidarsi al computer, che opera in modo assolutamente autonomo”. Il risultato è meno spettacolare del replay 3D (i test sono visibili su: www.issia.cnr.it/htdocs nuovo/prototipiok/gf/Italiano/filmati.html), ma più efficace per garantire la regolarità del gioco.
“Man mano la tecnologia viene applicata in tutti i processi della vita”, spiega con rammarico il professor Distante, “ma inspiegabilmente questo non accade nel mondo del pallone. Dove l’arbitro non è certo infallibile. Il mio sospetto è che chi ha il potere nel calcio voglia mantenerlo saldamente: la tecnologia infatti garantirebbe una trasparenza totale nelle decisioni che evidentemente non è gradita”.
Così, ai tifosi non resta che godersi l’hi-tech applicato al calcio-spettacolo. A disegnare un futuro ultratecnologico ci ha pensato l’ “Orange Future of Football Report 2008”, stilato dalla multinazionale delle telecomunicazioni Orange con il Future Laboratory londinese: negli stadi gli spettatori assisteranno alla partita seduti su poltroncine dotate di monitor attraverso cui vedere il replay di ogni azione, zoomare sui dettagli, ascoltare i suoni del campo e selezionare un punto di vista alternativo alla propria visuale, mentre tutti gli altri potranno presto godersi la partita in 3D, con giocatori e pallone che escono dallo schermo. La conferma arriva dalla società 3ality Digital, che dopo aver messo a punto la tecnologia per realizzare il film-concerto “U2 3D”, ha avviato la fase di sperimentazione per gli sport trasmessi in diretta: “Abbiamo già iniziato con successo con il football americano”, spiega l’amministratore delegato Sandy Climan, “e tra breve la rivoluzione arriverà nelle sale cinematografiche attrezzate per il 3D, per poi debuttare sui televisori di ultimissima generazione”. E già qualcuno immagina che in futuro la spettacolarizzazione portata all’estremo potrebbe far vincere l’immagine virtuale su quella reale: il tifoso seduto in poltrona potrà incollare il viso a quello del proprio beniamino impegnato in campo, per abbracciarlo, in un ibrido tra sport e videogame, dopo il gol della vittoria.
ARBITRO VIRTUALE
Tra calcio-spettacolo in tv e necessità di limitare gli errori arbitrali, sono molte le tecnologie studiate.
Replay virtuale
Permette di unire i dati acquisiti da più telecamere nello stadio e ottenere inquadrature virtuali con qualità televisiva. E’ il sistema del replay 3D brevettato da Liberovision.
Ricostruzione digitale
Le telecamere individuano le posizioni di campo, atleti e pallone e il computer le traduce in attori digitali, con la possibilità poi di muovere l’inquadratura in qualsiasi punto dello spazio.
Performance index
Attraverso le telecamere si traccia il movimento e la performance dei giocatori, in modo da poter creare statistiche su distanza percorsa, velocità massima raggiunta, percentuale dei passaggi terminati, assist, gol, ecc. E’ stata introdotta a Euro2008 da Castrol.
Gol fantasma
Due telecamere ad altissima velocità, ai lati della porta e in asse perfetta con essa, catturano l’immagine del pallone e un computer individua quando questo supera la linea. E’ il prototipo realizzato dal Cnr di Bari.
Fuorigioco
Sei telecamere ai lati del campo di gioco tracciano movimento, direzione e velocità di pallone e giocatori, riuscendo a stabilire, nel momento in cui viene effettuato il passaggio, se un attaccante è oltre la linea dei difensori. Il Cnr di Bari lo ha sperimentato a Udine.
Chip nel pallone
Un chip a radiofrequenza è inserito nel pallone e può essere seguito in ogni istante dall’arbitro che, attraverso un orologio da polso, vede in tempo reale quando supera la linea di porta. E’ il prototipo creato da Adidas e Cairos Technology.
Partita 3D
Una coppia di telecamere, per ogni singola inquadratura, acquisisce la rappresentazione tridimensionale del match e la ritrasmette agli spettatori che possono vederla al cinema o in tv, con appositi occhialini o mediante tecnologia autostereoscopica. E’ in fase di sperimentazione da 3ality Digital.
INTERVISTA a Roberto Santandrea: informatica e preparazione atletica nel calcio
Pubblicato da Marco Chiesa
Abbiamo avuto un incontro con Roberto Santandrea, che è stato il Coordinatore Information Technology & Organisation del Milan Lab per i primi anni del progetto, dal 2002 al 2004: nello specifico il responsabile della stesura e del controllo di tutte le procedure inerenti il Milan Lab, dell’organizzazione dei test e del controllo dei dati di tutti questi test effettuati, e dell’elaborazione dei dati incrociando le informazioni di tutte le aree.
Santandrea, che oltre ad essere un ingegnere è anche un allenatore delle giovanili, ci ha illustrato poi il software ES Calcio, un applicativo sviluppato in Java che mi ha sorpreso per semplicità di utilizzo e completezza.
Parliamo del progetto Milan Lab, che Lei ha contribuito a realizzare: in che cosa consiste?
Il progetto Milan Lab diventa operativo nel luglio 2002: ho collaborato per il suo sviluppo principalmente con il dott. De Michelis, direttore scientifico e psicologo della società rossonera.
In sostanza è il centro di ricerca scientifica che consente l’ottimizzazione delle prestazioni degli atleti, offrendo la possibilità di intervenire con programmi di allenamento personalizzati e tutelare l’integrità psico-fisica dei calciatori, il patrimonio più prezioso di una squadra di calcio. Obiettivo primario del sistema è la ricerca del maggior “benessere” psico fisico possibile dell’atleta.
Si tratta di un complesso sistema di integrazione hardware e software che si basa su di un database e dei software di appoggio creati internamente per la rielaborazione di tutti i dati provenienti da test e statistiche di gioco: infatti ogni 14 giorni il giocatore effettuava una batteria di test, così come si faceva singolarmente una serie di test ad inizio stagione, durante la sosta natalizia e ad ogni ripresa dagli infortuni.
Oltre alla rielaborazione e valutazione di tutti questi dati, un nostro sistema integrava poi le statistiche rinvenute dalle analisi dei match effettuate dalla SICS, incrociando i vari dati e ottenendo valutazioni davvero efficacissime per la preparazione atletica e le scelte dello staff tecnico.
Ritengo che se il Milan – da quando Milan Lab è stato attivato – sia riuscito ad arrivare per ben 3 volte su 5 partecipazioni a disputare una finale di Champions League questo non può essere un caso. Anche Milan Lab ha avuto i suoi meriti e ha fornito il suo contributo per le scelte in itinere. E infatti un altro dato estremamente significativo è che nei primi due anni di attività del Milan Lab gli infortuni muscolari si sono ridotti del 91% rispetto ai 5 anni precedenti.
Ho visto che ES Calcio, realizzato dalla sua azienda, è un software per le società calcistiche. Ce lo presenta?
ES Calcio è un software che ho iniziato a sviluppare a partire dal 1995, abbinando la mia professione di ingegnere a quella di allenatore delle giovanili. Inizialmente sviluppato in C++, sono poi passato dal 1999 al linguaggio Java e a renderlo un applicativo on-line, cosicché basta un computer con una connessione ad internet per poterlo utilizzare. Ad oggi il sistema ES Calcio è costruito potendo contare di un database Oracle e di 6 server.
Il software permette una gestione completa di una società sportiva, dalle operazioni di management e prettamente burocratiche (liste, modulistica generale) a quelle più specifiche per l’area medica e tecnico-atletica. Tutto sommato non differisce dal sistema software di Milan Lab.
E’ possibile organizzare tutto il lavoro di una stagione agonistica, giorno per giorno, con schede generali di squadra e personalizzate per ogni atleta. Si possono creare report su ogni singola attività effettuata o meno da ogni singolo. Alla fine della stagione (ma ovviamente si può operare quotidianamente) si ha una immensa mole di dati analizzabili, con report e grafici che aiutano il preparatore atletico a elaborare qualsivoglia documento di analisi sui propri giocatori e a capire dove intervenire, tutto questo abbinato a dei programmi scientifici che abbiamo elaborato con gli anni e che hanno mediamente fornito ottimi risultati in merito al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il nostro progetto è infatti basato su anni di esperienza specifica nel campo della preparazione atletica che ci hanno consentito di elaborare una serie di programmi di lavoro specifici in base alle esigenze che si vengono a dover soddisfare. Ecco che allora possiamo anche fornire il servizio come consulenza per tutto ciò che riguarda la fase di preparazione atletica, consigliando metodi di allenamento specifici nella tipologia, tempistica e quant’altro. Ma anche di preparazione tecnica e mentale. Soprattutto per la parte mentale: in Italia si parla sempre di sconfitte perchè i giocatori non ci sono con la testa, non sono attenti, o di gruppo, di motivazione, ma poi in pochi prevedono una serie di allenamenti su questi aspetti specifici che sono allenabili e fortemente migliorabili.
Questo software è davvero completissimo: chi lo utilizza e come lo state proponendo?
Abbiamo intenzione di proporre questo software alle società sportive di tutti gli sport, essendo svincolato dal calcio per il quale è nato. Ad oggi lo utilizza la Pro Patria, squadra per cui lavoro come allenatore, e ci sono interessanti contatti con il settore del tennis, del basket e della pallamano.
Il problema maggiore che riscontriamo, in Italia, è quello della mancanza di cultura dello sport. C’è pochissima attenzione e interesse per i metodi innovativi. Gli allenatori partono dal presupposto che le loro competenze sono più che sufficienti per allenare i giocatori, mentre gli studi che abbiamo effettuato ci portano a evidenziare come un progetto scientifico alla base possa permettere di ottenere risultati rilevanti nelle prestazioni.
Meglio ancora se già a partire da un settore giovanile, che si traduce nel programmare scientificamente (ma non solo a livello tecnico, anche a livello psicologico, di formazione umana) e riuscire di conseguenza a incrementare sensibilmente le chance di portare un discreto numero di giocatori a giocare in prima squadra o nelle serie professionistiche, che si traduce in un indiscutibile profitto economico per la società sportiva stessa.
Ma ci tengo a sottolineare che l’aspetto principale da ricercare per un settore giovanile – investendo sia in metodologia di lavoro che in tecnologie per l’analisi dei dati – è la “formazione completa della persona”, oltre al risultato tecnico-sportivo specifico.
Concludo questo articolo con la segnalazione di un ulteriore sito per gli appassionati di preparazione atletica e informatica: quello del preparatore della U.C. Sampdoria, Roberto Sassi.
Autore: Marco Chiesa




