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10 giu

Partite dei Mondiali 2010 in streaming

Pubblicato da Marco Chiesa

sito web FIFA

Eccoci qua, oramai mancano poche ore al calcio d’inizio. Dopo aver analizzato l’attività marketing di uno sponsor della Coppa del Mondo 2010, scriviamo ora qualche riga riguardo la trasmissione delle partite in streaming. Per la prima volta nella storia, oltre che alle radiocronache ed alle telecronache dei giornalisti sportivi RAI, sarà possibile seguire i match della Coppa del Mondo collegandosi ai canali web tv, che offrono le dirette delle partite in streaming.

Come ben sappiamo, in questa edizione la RAI non trasmetterà tutti gli incontri, ma manderà in onda solamente quelli della Nazionale italiana ed alcuni altri match. Per chi voglia seguire la Coppa del Mondo di calcio sul proprio schermo televisivo, comodamente seduto sul divano, non rimane che abbonarsi alle varie offerte delle pay-tv (su tutte a Sky, che ha acquistato i diritti).

Il web può essere d’aiuto? Certamente! Collegandosi al sito della RAI è possibile vedere la programmazione così come avviene nel normale palinsesto televisivo, ed in più anche degli Instant Replay. Il canale radio nazionale seguirà invece tutte le 64 partite del torneo.
Ma sono i servizi di web tv ad offrire l’opportunità di vedere gli altri incontri, non trasmessi dal canale pubblico: fra tutti i siti citati nelle riviste specializzate segnaliamo JustinTV, Freedocast, vShare e la new entry, che promette grande qualità di trasmissione, Veetle. Per avere accesso ad alcuni di questi servizi è necessario registrarsi, ma in via gratuita.

Se sei a conoscenza di modalità lecite per seguire le partite del Mondiale sudafricano in streaming on line, condividi le tue informazioni nello spazio dei commenti! :-)

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4 mag

Il cartellone pubblicitario on line

Pubblicato da Marco Chiesa

palla tennis dunlop

Se fossi incaricato di studiare qualche azione di marketing in ambito sportivo, cosa potrei fare di innovativo per quanto riguarda la promozione pubblicitaria? Mettiamo che mi trovi ad avere un incarico in, chessò, un brand sportivo a caso…toh! mi viene in mente la Dunlop, quelli delle palline e delle racchette da tennis (ecco il perché dell’immagine di sopra): che potrei fare?
Abbiamo già scritto qualcosa relativamente all’augmented reality, alle web tv, alle community, ma c’è qualcosa di più semplice ed immediato da realizzare, magari anche a costo zero?

Nel web, per promuoversi, prima di tutto si utilizzò il banner, contenente un link diretto al sito istituzionale: un corrispettivo on line del cartellone pubblicitario, da piazzare nei siti web che il target di riferimento abitualmente naviga.
Questo tipo di pubblicità ha avuto, negli anni, un decrescente numero di visite generate: un’analisi condotta da una società specializzata attesta che nel 1997 il banner portava ad un tasso medio di clic del 2,1%, qualche anno più tardi si era scesi allo 0,5%, ora come ora si è in picchiata, trovando un tasso medio dello 0,1% nel 2008. Questo non vuol dire tuttavia che sia un sistema di advertising da considerare oramai inutile.
Innanzitutto il processo virtuoso generato dal banner non è immediato. Spesso un utente che naviga nel web non clicca immediatamente su di un banner, ma si limita a “vederlo”. Inizia poi un processo che porterà il brand ad essere maggiormente riconosciuto con il passare del tempo, con il ripetersi delle visualizzazioni. L’utente troverà sempre più familiare il logo visualizzato, e sarà di conseguenza influenzato nelle sue decisioni: il banner si guarda, lo si riconosce, e si innesca un percorso che passerà attraverso le ricerche nei motori, nei social network, e negli altri media, senza contare il passaparola degli amici al bar, per strada. Alla fine il banner si rivela uno strumento che porta ad un incremento della propria “brand awareness“.

Facciamo ora un altro passo, e cerchiamo di capire se quanto imparato da anni di utilizzo del banner mi può tornare utile…
uno degli ultimi siti web ad essersi ritagliato grande attenzione fra utenti ed addetti ai lavori è Chatroulette.com, servizio gratuito che permette a chiunque sia munito di webcam di videochattare per qualche minuto con perfetti estranei. Sembra ci siano già oltre 1,5 milioni di visitatori unici giornalieri, il 33% provenienti dagli Usa e il 5% dalla Germania. Ma cosa c’entra questo sito con il banner, con il marketing on line, con la promozione pubblicitaria?

Alcuni brand non hanno perso tempo e ne hanno approfittato per farsi pubblicità: il filmato sottostante si riferisce a quanto fatto dalla Harley-Davidson, che stima aver raggiunto 170.000 contatti in una settimana, praticamente a costo zero. Quello che hanno messo in atto è stato semplicemente riproporre il cartellone pubblicitario, vecchia maniera…

In pratica, dal cartellone off line si è passati al banner on line, che ora è tornato ad essere un cartellone, ma on line! :-)
Difficile dire se sarà una moda passeggera destinata a breve vita, però ora come ora non ci penserei due volte: imiterei subito quanto fatto dalla società americana! Anzi, è evidente che l’avrei già fatto!

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20 apr

Il computer regista del The Super Fight di boxe tra Alì e Marciano

Pubblicato da Marco Chiesa

Il The Super Fight è stato un combattimento di pugilato simulato tra Muhammad Alì e Rocky Marciano. In quel tempo – siamo nel 1969 – Alì e Marciano erano gli unici campioni dei pesi massimi imbattuti nella storia della boxe, ed i tifosi spesso dibattevano su chi avesse vinto in uno scontro diretto sul ring.
Alì e Marciano vennero così filmati in tutti gli scenari possibili di un combattimento di boxe, e l’esito della sfida venne determinata dall’utilizzo di formule di probabilità, opportunamente elaborate al computer.

Il 20 Gennaio 1970 il combattimento venne mostrato in 1500 fra teatri, cinema e televisioni a circuito chiuso negli Stati Uniti, in Canada e in tutta Europa. L’incassò fu di 5 milioni di $. Il computer aveva stabilito che sarebbe stato Rocky Marciano a mettere Alì al tappeto al 13° round, ed il filmato venne opportunamente montato per presentare questo tipo di risultato.

L’esito finale non venne rivelato a nessuno fino all’uscita del film nelle sale. Alcuni fra i più noti pugili e commentatori sportivi del tempo (Braddock, Louis, Schmeling, Sharkey e Walcott) registrarono il commento da utilizzare per il film.
Marciano morì in un incidente aereo tre settimane dopo le riprese. Fonti riferiscono che Muhammad Alì, una volta finito il film, dichiarò: “Questo computer è stato fatto in Alabama”, scherzando sul fatto che Marciano venne favorito in quanto bianco. :-)

Ma vediamo come si arrivò a questo evento: un paio di anni prima, nel 1967, il produttore radiofonico americano Murray Woroner ebbe un’idea per determinare il più grande campione mondiale dei pesi massimi di tutti i tempi, attraverso una serie di scontri immaginari tra i campioni di pugilato di epoche diverse.
Woroner inviò un sondaggio a 250 esperti di boxe e scrittori sportivi, per determinare quali pugili sarebbero stati usati per i combattimenti immaginari. Woroner arrivò a stabilire che il primo turno di scontri fosse:

Jack Dempsey contro Gentleman Jim Corbett
John L. Sullivan contro Jim Braddock
Bob Fitzsimmons contro Jack Sharkey
Jim Jeffries contro Jersey Joe Walcott
Joe Louis contro Jess Willard
Max Baer contro Jack Johnson
Rocky Marciano contro Gene Tunney
Muhammad Ali contro Max Schmeling

I dettagli raccolti da “Punch-by-punch” ed i record personali dei pugili furono utilizzati e dati come input ad un calcolatore elettronico NCR 315. Vennero inseriti anche i punti di forza e di debolezza, gli stili di combattimento ed altri fattori, tutti convertiti in apposite formule. Il calcolatore NCR-315 con 20K di memoria venne fornito da SPS, un ufficio indipendente di servizi a Miami in Florida. Gli algoritmi vennero elaborati da un matematico NCR, e la programmazione venne fatta in linguaggio Fortran da un dipendente di SPS.

I combattimenti vennero determinati azione per azione, ed opportunamente stampati affinché ne fosse possibile una ricostruzione: vennero poi “inscenati alla radio”, con Woroner e l’annunciatore Guy Lebow come commentatori; il format radiofonico al tempo era molto seguito: i combattimenti vennero trasmessi in tutto il mondo. Anche i pugili che al tempo erano ancora vivi ascoltavano le radiocronache ed alcuni di loro parteciparono come commentatori! :-)

Dopo la serie di eliminatorie, il match finale che ne uscì fu tra Dempsey e Marciano. Rocky Marciano sconfisse Dempsey, pertanto venne considerato dal computer il più grande campione dei pesi massimi di tutti i tempi.Woroner assegnò al vero Marciano una cintura in oro e diamanti del valore di 10.000 $.

Col caratterino che aveva, non stupisce che Muhammad Alì si arrabbiò per la sconfitta rimediata con Jim Jeffries nel combattimento di fantasia, e citò in giudizio Woroner per 1 milione di $ per diffamazione.
La causa si risolse con la decisione di Woroner di pagare 10.000 $ Alì per partecipare ad una versione filmata di un combattimento di boxe contro Marciano. Alì, che era stato privato del suo titolo dei pesi massimi di pugilato e della licenza di combattimento tre anni prima dalla Corte Americana (rifiutò di andare a combattere in Vietnam), accettò a condizione di ricevere anche una percentuale sugli utili del film. Marciano accettò anch’egli di partecipare, con un accordo simile.
Le formule ed i dati raccolti vennero utilizzati nuovamente ed immessi nel NCR-315. Le riprese  del match pugilistico iniziarono nel 1969 in uno studio di Miami. Marciano, che si era ritirato da quasi 13 anni, per l’occasione perse oltre 50 chili e indossò un parrucchino per apparire quanto più simile possibile ai tempi d’oro della propria carriera agonistica. Sebbene fosse un combattimento falso, sia Marciano che Alì non vedevano l’ora di tornare sul ring ed incontrare l’altro. Il filmato che ho proposto all’inizio del post è una sintesi di quanto alla fine venne realizzato. :-)

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1 feb

Partite 6 nazioni rugby 2010 in streaming

Pubblicato da Marco Chiesa

6 nazioni rugby

Negli ultimi anni mi sono appassionato al rugby, seguendo moltissime partite del leggendario torneo RBS 6 Nazioni, che sta per iniziare. Se fino allo scorso marzo potevo seguire ogni match della competizione in diretta sintonizzandomi sugli schermi televisivi de La 7, da quest’anno chi come me non dispone di un abbonamento al pacchetto Sky Sport non avrà modo di poter assistere alle partite. Niente più sussulti sul divano per le incursioni palla alla mano di Brian O’Driscoll, finita la suspence ai calci di punizione dello specialista scozzese Chris Paterson, solo ricordi l’eccitazione suscitata dalle serpentine imprendibili di Shane Williams, rapidissimo giocatore gallese. Insomma, l’ancora giovane tradizione dei pomeriggi invernali accompagnati dalle telecronache delle “battaglie sportive” del rugby è già giunta all’epilogo. :-(

Per fortuna i due broadcaster sopra citati hanno trovato un accordo che consentirà anche ai tifosi italiani non muniti di pay-tv di vedere le partite dell’Italia in chiaro, sebbene in differita.
Ma a me piacciono anche le altre partite! la gloriosa ed eterna sfida degli orgogliosi scozzesi agli “invasori” inglesi, che ricorda tanto il film Braveheart; il “fanatismo” gallese in grado di riempire i 72.500 posti del Millennium Stadium di Cardiff, la verde Irlanda affrontare la fortissima Francia.

E se volessi vederle queste partite, in diretta? E’ possibile servirsi del web per seguire in streaming le partite del torneo? Sembra di sì, attraverso i collegamenti proposti dal noto sito Solo Calcio, probabilmente la più ricca risorsa italiana per gli avvenimenti sportivi in streaming.
Solitamente questo sito rimanda a partite trasmesse dai siti di scommesse sportive on line ai quali ci si deve registrare.

Esiste comunque una via “istituzionale”, che non richiede registrazioni: ci si potrebbe collegare al sito web della BBC, il broadcaster inglese che ha acquistato i diritti di trasmissione e di distribuzione on line fino al 2013. Il servizio viene diffuso tramite BBC iPlayer ed è gratuito, tuttavia è necessario avere un indirizzo I.P. inglese, ovvero figurare come utenti internet inglesi.

Questo in quanto il sistema di trasmissione video utilizzato dai broadcaster funziona solamente all’interno di network abilitati: si tratta del Multicast, un protocollo che per poter funzionare necessita di appositi apparati opportunamente configurati, a livello di snodi Internet. Ecco perché la ricezione di questo flusso video è possibile solamente agli utenti inglesi, in quanto la BBC ha interesse e modo di configurare solamente gli snodi Internet inglesi. Restano tagliati fuori tutti gli altri utenti di intenet, compresi quelli italiani.

Ma possiamo provare a far parte comunque del network inglese? Sì: basta in realtà appoggiarsi ad un servizio che mette a disposizione il proprio proxy server (per seguire il torneo ce ne sono a 9.90 £, all’incirca 12 €), venendo connessi tramite un server ponte, che ha I.P. inglese. Ovviamente è funzionale qualora il server di appoggio sia molto veloce e stabile, altrimenti un filmato in streaming diventa inguardabile. E questa condizione non l’ho testata.

Se il nostro obiettivo è dotarsi di un proxy server inglese, ma non si vuole spendere alcuna sterlina, nei vari forum frequentati da informatici e utenti smaliziati si viene a scoprire come esistano vari servizi gratuiti che consentono di avere un I.P. mascherato. Tuttavia i miei test con questi proxy server per visualizzare i programmi proposti dal BBC iPlayer non hanno avuto successo: vengo infatti riconosciuto come utente inglese, ma non riesco a visualizzare nulla, oppure riscontro problemi – inspiegabili – con l’attivazione dello javascript. mah!
Poco male: è assai probabile che questi servizi-ponte gratuiti siano lenti, quindi poco adatti allo scopo di seguire un match in diretta streaming. Sarebbe inguardabile.

Per chi ora avesse maturato la curiosità di scoprire quale sia il proprio I.P., a che nazione e città risulti assegnato, basta collegarsi ad esempio al sito www.mio-ip.it, che mostra i dati con un bel servizio di geolocalizzazione.

Se qualcuno di voi ha ulteriori soluzioni per vedere le partite del 6 nazioni in diretta streaming on line, le riporti nello spazio dei commenti! :-)

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19 gen

I periodici sportivi digitali

Pubblicato da Marco Chiesa

Lasciamo il settore delle figurine sportive e diamo uno sguardo ai periodici, prendendo spunto da questo filmato che promuove una versione digitale per Tablet PC della famosa Sports Illustrated.

Proprio stamane ho comprato il secondo numero della nuova versione del Guerin Sportivo, divenuto un mensile e ribattezzato GS. Come spiega il Direttore Responsabile della rivista nella rubrica della posta, “La decisione del mensile nasce in realtà da lontano, dalla difficoltà che da anni ci investe. I lettori sono via via calati in tutta la stampa periodica ed è diminuita, nell’intera editoria italiana, la pubblicità. [...] Il “rotocalco” soffre per natura, risentendo più di altri della velocità dei nuovi media. Europeo, Epoca, Diario (ma anche Controcampo con il forte sostegno della tv) non ce l’hanno fatta. Vorrà dire qualcosa.”

In effetti i siti internet danno le informazioni in tempo reale, non costringono l’utente a recarsi all’edicola, ed il fatto che siano gratuiti ha ovviamente rotto equilibri consolidati nell’editoria. Tuttavia molti lettori amano le pagine di carta, preferendo libri e giornali agli e-book e siti web, ma quello che ci mostra il filmato è davvero irresistibile: la possibilità di avere accesso a contenuti multimediali, così tante funzionalità di interazione come la condivisione dei contenuti con gli amici via email o nei social network, o la possibilità di seguire avvenimenti sportivi piuttosto che di giocare ai vari campionati virtuali (come il fantacalcio per capirci). Davvero notevole.

Anche la pubblicità può contare della multimedialità offerta per portare l’utente al proprio sito web, diventando un’opzione maggiormente appetibile per gli inserzionisti. Chissà insomma se sarà questo il futuro o se anche il Guerin Sportivo tornerà ad essere un settimanale da comprare in edicola.

Sicuramente un dispositivo Tablet PC ha un costo d’acquisto non indifferente, da capire se sarà più utilizzato del duo notebook più smartphone. Non credo che ci si possa aspettare di poter acquistare la rivista digitale ad un prezzo tanto inferiore rispetto a quello della versione in carta stampata.

Rimane poi il discorso ambientale: i più sostengono che riducendo la notevole quantità di carta stampata si possa contribuire ad abbassare l’inquinamento prodotto da inchiostri e altre sostanze chimiche, oltre che salvare boschi e foreste. Ma non è che i prodotti elettronici siano tanto più ecologici. Ovviamente si taglierebbero meno alberi.

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