Venezia: le Olimpiadi non fanno per te?

Olimpiadi a Venezia

Stavo riflettendo in questi giorni sulle Olimpiadi, evento davvero unico in grado di calamitare l’attenzione di milioni di persone per un intero mese: l’unica manifestazione mondiale – e non solamente fra quelle a carattere sportivo – a riuscirvi. Ecco perché diventano un’occasione unica per chi nello sport ci fa del business, con i suoi tre miliardi di euro in gioco.

Nel mio territorio è sorta la candidatura di Venezia ai Giochi Olimpici del 2020, sebbene sembra che l’avversaria, Roma, goda di maggiori favori all’interno della classe politica del CONI, che è poi chiamato a decidere quale città italiana presentare ufficialmente al CIO, che a sua volta conterà di ben 5 membri italiani al momento della votazione cruciale.
Questo il pensiero che emergeva qualche tempo fa: “Non può esistere una candidatura del Nord-Est, la candidate city può essere solo Venezia e voi siete troppo piccoli, avete troppi problemi e poche strutture per vincere“.
In effetti, nella storia delle Olimpiadi, una città con meno di 100.000 abitanti non ha mai vinto l’assegnazione dei Giochi, e tantomeno con pochi impianti già realizzati al momento della candidatura ufficiale.

Il progetto dei Giochi Olimpici di Venezia 2020 prevede come area clou la terraferma, Tessera di Mestre, nella quale si svolgeranno il 60% degli eventi previsti. E’ un’area priva di costruzioni che sorge tutt’attorno all’aeroporto “Marco Polo”.
A Tessera verrà realizzato il Villaggio Olimpico, avrà sede il centro media, verrà costruito uno stadio modernissimo in grado di contenere 80.000 spettatori, e sorgeranno anche due nuovi palazzetti. Per il fascino dell’Olimpiade nella città storica, scenario unico al mondo, il comitato promotore ha ipotizzato il passaggio della maratona a fianco di Piazza San Marco e ha scelto il Lido per golf, gare di ciclismo, regate di vela e nuoto in acque libere. Ha avuto l’appoggio di Treviso e Padova, città che vantano molti impianti sportivi di indiscussa efficienza, e per il calcio gli stadi di Udine e Verona rappresentano soluzioni praticabili (ma anche San Siro rientra nella lista di possibili location).
Imbastito infine il progetto di viabilità integrata tra metro, treni leggeri ed alta velocità, tapis roulant e una rete di trasporto da costruire sotto la laguna.

Ora è in atto un “road show“, un caravan allestito per l’occasione che percorre in lungo e largo il territorio, facendo tappa in varie città, ovviamente anche in sedi di Giochi Olimpici invernali, come Cortina d’Ampezzo e Torino. Sin dall’inizio ho potuto constatare come il Comitato promotore abbia utilizzato al meglio le moderne tecnologie di comunicazione, attivando un sito web in tempi rapidissimi, già a novembre. Contemporaneamente ha preso vita il canale in YouTube, il profilo ufficiale in Facebook (circa 6.000 fan, più di 18.000 gli utenti iscritti in un gruppo di sostegno spontaneo), la photogallery in Flickr e l’account twitter. Poco dopo è arrivato anche il logo.

Del sito del comitato promotore di Roma 2020 non c’è ancora traccia. Mi chiedo perché, cerco sui gruppi di Facebook, leggo le varie discussioni in atto e ne trovo una davvero interessante, animata dai post degli utenti e dal giornalista Marcel Vulpis, che ho contattato e che ribadisce il suo pensiero:
Roma ha vinto in partenza per tre ordine di motivi: è la capitale dello Stato italiano (e sempre più si tratta di sfide tra capitali mondiali); ha un portfolio impianti di “partenza” 20 volte superiore a Venezia; ha concentrato l’anello olimpico in uno spazio molto ristretto (mentre Venezia l’ha allargato) e ha un parterre di aziende pubbliche/private che hanno scelto in un secondo netto Roma e non Venezia…solo una persona non di buon senso non può capire che ha già vinto…e che per Venezia è una sfida inutile oltre che costosa…il rischio tra l’altro è che il progetto di Venezia non superi neppure il primo livello di analisi da parte del Coni…io non mi stupirei se ciò avvenisse…

E’ difficile sperare il contrario, visto i successivi accadimenti. Riporto quanto trovato in qualche articolo di giornale pubblicato on line:
Sorprende la partecipazione di aziende di Stato come Fs e Rai al sostegno della candidatura di Roma”, spiega il direttore generale del Comitato per Venezia, Federico Fantini, riferendosi alla presentazione del Comitato creato dall’Unione degli industriali di Roma per lanciare la candidatura della capitale. ”Anche noi paghiamo il canone e il biglietto del treno”, aggiunge Fantini sottolineando che la partecipazione di aziende pubbliche al Comitato per Roma ”e’ un tema che lascia perplessi“.

Insomma, nonostante il gran lavoro promozionale per Venezia sembra impossibile agguantare la candidatura italiana. E’ tutto deciso. Prendiamola alla De Coubertin: l’importante è partecipare. :-(

Ho voluto contattare uno degli utenti del gruppo in Facebook che ha espresso considerazioni interessanti, Ivan Zabeo, veneziano di Dolo, ma tifoso romanista.
Gli ho chiesto di ribadire anche in questo post alla posizione del CONI…mi ha inviato un vero e proprio articolo: “GIOCHI 2020: NESSUNO SOTTOVALUTI VENEZIA“.

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